TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Isadora Duncan

Dora Angela Duncan nasce a San Francisco (California) nel 1877 da madre irlandese e padre scozzese.
Ebbe un’infanzia molto povera; venne presto a contatto con la musica classica grazie alla madre che suonava il pianoforte, di cui era insegnante. isadora-duncan Si dedicò fin da piccola alla danza di cui rivoluzionò alcuni canoni (ricevendo  aspre critiche) tanto da essere considerata la danzatrice precorritrice di quella moderna: isadora_duncan_3 abolì nelle sue interpretazioni le scarpette da punta danzando a piedi nudi, abolì la calzamaglia, sostituì i costumi artificiosi con abiti semplici, leggeri, che ricordavano i pepli dell’antica Grecia, favorì la libertà dei movimenti che dovevano trasmettere emotività, sentimento, passione, espressione istintiva; duncan si basò sulla forza della natura, della musica e osservando i bassorilievi dell’arte ellenica, senza usare mezzi tecnici o scenografie elaborate; fu grande sostenitrice della preparazione ginnica del corpo. Isadora Duncan Le sue idee furono rivoluzionarie per l’epoca in cui visse e per la nuova concezione di danza teatrale. Definiva la sua danza “libera” o “naturale”. Inizia la carriera negli Stati Uniti alla fine dell’Ottocento, ma non viene apprezzata, decide di spostarsi in Europa, dove vivrà gran parte della sua vita, si esibisce per la prima volta a Londra e poi a Parigi, dove danza in serate private su brani di musica classica, se non sbaglio fu la prima ad interpretare la Settima sinfonia di Beethoven (1900), poi in tutto il continente europeo dove ottenne grande ammirazione. Nel 1904 fondò una scuola presso Berlino, un’altra a Neuilly-sur-Seine; nel 1920 andò col fratello Raymond ad Atene, su invito di Venizelos, ma alla caduta di questo, il governo li invitò a lasciare la Grecia.
Donna anticonvenzionale ed amante appassionata ebbe una vita sentimentale intensa costellata da grandi dolori; dall’unione con l’attore e regista Edward Gordon Craig ebbe la figlia Deirdre; con l’industriale Paris Singer ebbe Patrick; images entrambi i figli morirono nel 1913 (la bambina aveva 7 anni, il bambino 3), insieme alla governante, dopo che l’automobile su cui viaggiavano precipitò nel fiume Senna; pone grandi sperare nella nascita di un terzo figlio, nato dall’unione con Rudolf V.Laban, incontrato in Italia, che però muore subito dopo il parto; devastata dal dolore trascorre un periodo di riposo a Viareggio ospite della Duse. Nel maggio del 1922 sposò il poeta Sergej Esenin (di diciotto anni più giovane di lei), conosciuto in Russia, dove era già stata nel 1905 per danzare a Pietroburgo e per aprire una scuola di danza a Mosca, su invito di Lenin, dove insegnò ai figli degli operai e che si vedrà costretta a chiudere dopo tre anni poiché il regime le nega ulteriori sovvenzioni; la loro breve e lacerante unione fu costellata di viaggi tra l’Europa e l’America fino alla burrascosa separazione nel 1923; due anni dopo Esenin morì suicida in circostanze controverse.
Dopo un’intensa vita artistica, nel 1924, inizia per lei un veloce declino: viene duramente criticata in America sia per la danza che per il suo aspetto fisico, non esteticamente bello come una volta e in parte anche perchè gli americani non avevano apprezzato le sue simpatie filosovietiche e il legame con Esenin, alcolista e bisessuale; tornata in Europa, inizia a vivere tra Nizza e Parigi dove si trovò in gravi ristrettezze economiche che la portano sempre più spesso ad ubriacarsi.
Muore a Nizza il 14 settembre 1927 strangolata dalla lunga sciarpa che indossava,  si impigliò nei raggi delle ruote dell’automobile Bugatti, un modello “aperto”, sulla quale era appena salita con Benoît Falchetto (proprietario dell’auto). Le sue ceneri sono conservate nel Cimitero del Père-Lachaise a Parigi.
Nel 1926-27 scrisse la sua autobiografia, My Life e The Art of the Dance, pubblicata postuma nel 1928.

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Mia madre

Oggi sono stata a Roma da mia madre, non era prevista questa “gita” ma ieri, quando l’ho chiamata, gli ho detto “Mamma, hai fatto l’albero poi?” “No, quest’anno proprio non mi va e non faccio il presepio” “Perchè?” “Bho! Non mi va”. E allora parto e quando arrivo mi guarda sorpresa “E che fai qui?” “Facciamo la capannina, solo quella, ma la facciamo, e poi ceniamo, non tardi eh, e torno  a casa (non la volevo obbligare ma so quanto ci tiene, ma capisco che si stanca facilmente, ma mai avrebbe chiesto a un figlio di fare tanti chilometri per la capannina). Mi ha guardato e mi ha detto “Ma il caffè lo vuoi?” “E certo, che mi faccio 70 km e neanche me lo offri?” L’ho vista piccola, un pò curva, lenta…ma sempre pronta a “dare” ai figli. Abbiamo fatto la capannina, abbiamo cenato e sono tornata. Mentre andavo via si è affacciata e mi ha salutato con la mano, ho provato una grande tenerezza, ha 84 anni, anzi quasi 85 e oggi più che mai ho capito chi è per me mia madre: è la vita, è la forza, è la dolcezza, è la fermezza che mi accompagna ancora. E’ mia madre, la mia radice.

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Virna Lisi

imagesv Bella, sensuale, tosta, bravissima, a me è sempre piaciuta, anche per quell’accento romano mai ripudiato, anche per il suo saper rifiutare occasioni importanti ma che gli avrebbero tolto la sua spontaneità image_gallery Quel sorriso è stato la sua firma, la sua carta vincente, sempre, anche nella vita Virna_Lisi_cropped, anche per conquistare l’uomo con cui ha vissuto gran parte della sua vita con intenso amore 006h.

Ho visto quasi tutti i suoi film, mi è piaciuta molto in “Al di là del bene e del male”,  l’ho amata  in “La cicala” cicala, grande interpretazione, come lo è stata in “Ernesto” e in “La regina Margot”, brava e intensa in  “Va’ dove ti porta il cuore”, una vera trasformazione Virna_Lisi_-_Va'_dove_ti_porta_il_cuore .

Con riservatezza ha vissuto, in riservatezza ci ha lasciato, per lei il palcscenico era quello del lavoro, il resto era vita, reale.

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Gabriella, Marco, sono con voi. 

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Ieri…

…era ieri, mi accorgo che ogni tanto mi arrabbio cosa che prima non mi accadeva mai, ci voleva qualcosa di grosso per farmi uscire dalle staffe, adesso…sarà l’età? Il fatto che l’arrabbiatura di ieri, che vi assicuro era per qualcosa di serio (ha a che fare con il progetto per cui ho studiato tutta l’estate e per il quale mi sono messa in gioco con alcune persone…e che è saltato), ha lasciato strascichi oggi, un’emicrania e una debolezza che mi ha messo ko. Per fortuna stò benedetto carattere che mi accompagna da sempre e ciò che mi circonda mi aiuta sempre, già dal pomeriggio ho iniziato a stare bene, adesso potrei camminare per ore, mi sento in ottima forma…se fosse estate la notte non mi avrebbbe fermato. Che dire…le coccole di una figlia meravigliosa Melissa Cell. 20141216_152312, una buona dormita abbracciata a Semir 20141217_18191520141217_181903 un abbraccio caldo e disinteressato, solo tenerezza, e il profumo di una candelina alla vaniglia che crea giochi di luce ne buio della stanza e mi rilassa 20141217_18433920141217_184301 sono stati fondamentali. Il proggetto è saltato, me ne dispiace tanto, diverse donne ci avevano fatto affidamento e quindi ribadisco ancora, personalmente lo spirito giusto per venire incontro a chi ne ha bisogno c’è, ma le “istituzioni”, le “associazioni”, le “congregazioni”…tutte a un palmo da me.

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Meglio che….

…ascolto musica, oggi sono talmente “avvelenata” che scriverei cose poco piacevoli, devo “sbollire”.

Emma Louise – My Head Is A Jungle

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Metropolis

metropolis-full-poster di Fritz Lang

 Nel 2026 i ricchi vivono nella avveniristica città di Metropolis, gli operai vivono nel sottosuolo e li lavorano.
L’imprenditore Joh Fredersen è a capo della città e dell’impero industriale, questi ha un figlio, Freder, che vive costantemente, come molti figli di ricchi, in una sorta di giardino dell’Eden, circondato da     meravigliose e lascive ragazzemetropolis-hero; proprio in questo giardino conoscerà Maria, una profetessa che è anche l’insegnante dei figli degli operai; Maria arriva volontariamente nel giardino circondata dai bambini,  per mostrare a Freder come sono ridotti i “suoi fratelli”.
Freder si innamora immediatamente della donna, che poi lo ricambierà con lo stesso sentimento, tanto da decidere di scendere nel sottosuolo per rendersi conto della condizione degli operai, che qui è disumana: stremati da dieci ore di massacrante lavoro, che stentano perfino a camminare a fine turno, calore insopportabile, fumo che toglie l’aria…; decide allora di fingersi lui stesso un operaio per capire realmente a cosa sono soggetti. Mentre Freder è nel sottosuolo avviene un’esplosione che provoca diversi morti, decide così di parlarne con suo padre affinchè questo cambi la vita degli operai, ma il padre è preso solo dal suo potere.
Un operaio, scambiando Freder per uno di loro, lo avvisa che dopo il turno di lavoro, “lei” vuole vederli, incuriosito si avvia e scopre che la “lei” è Maria che racconterà agli operai la storia della torre di Babele paragonandola a Metropolis e predica di un mediatore che interverrà per pianificare il divario tra capitalisti e operai.
Tra gli operai ormai serpeggia il malumore, in quelli morti nell’esplosione vengono trovate mappe apparentemente misteriose, Joh Fredersen decide di sottoporle alla visione di Rotwang, inventore delle macchine di Metropolis, questi ha progettato nel frattempo un robot in grado di sostituire completamente l’uomo, il robot ha un corpo da donna e che può essere trasformato in una persona in carne e ossammmm.
Rotwang capisce che le mappe sono le catacombe situate al di sotto delle abitazioni degli operai e accompagna Fredersen fino dove Maria intrattiene gli operai con i suoi discorsi; capisce che questi stanno preparando una rivolta e chiede a Rotwang di rapire Maria per dare al robot le sue sembianze e far fare agli operai ciò che lui crede sia migliore; l’uomo la rapisce e grazie alle onde elettromagnetiche trasferisce al robot le sembianze di Maria.
metmetropolis-7 Maria-robot si introduce nella vita di Metropolis dove si fa conoscere grazie ad uno sfrenato spogliarelllo e, essendo stata programmata da Rotwang per portare a termine una vendetta personale (Fredersen aveva sposato la donna che lui amava), istiga gli operai e le loro donne a distruggere le macchine su cui lavorano, li incita a distruggere il generatore principale che causa l’allagamento del sottosuolo mentre in superficie, nella ricca Metropolis l’illuminazione cessa di funzionare, strade e grattacieli crollano.
Intanto la vera Maria, grazie all’aiuto di Fredersen che colpisce Rotwang, che la teneva prigioniera fugge e insieme a Freder va a salvare i figli degli operai che rischiano di annegare; gli operai però convinti che i figli siano morti ne danno la colpa a Maria che però riesce a fuggire e nascondersi; Maria-robot viene catturata  legata a un palo e bruciata come una strega. Maria intanto viene catturata di nuovo dall’inventore che la vuole uccidere.
Freder credendo che sia la vera Maria si dispera fino a quando non si rende conto che Maria non brucia ma si scioglie evidenziando il metallo del robot, corre allora in aiuto della vera Maria che si salva anche perchè l’inventore precipita da una terrazza muorendo.
Freder riesce a creare un’intesa tra gli operai e il padre, lui è il mediatore profetizzato da Maria.

 

E’ un film muto uscito nel 1927, pilastro della grande cinematografia storica .
E’ stato riconosciuto come il primo film di fantascienza moderno (ha ispirato film come Blade Runner, anche qui l’amore salva, e Guerre stellari), oserei definirlo d’avanguardia per quell’epoca, a partire dalla trama alle tecniche usate.
E’ stato inserito nel registro Memoria del mondo, progetto dell’UNESCO (1992) per salvaguardare le opere documentarie più importanti dell’umanità.
Un carissimo amico mi incitava da anni a vederlo, ma non sò perchè non l’ho mai fatto, fino a ieri, è veramente un capolavoro, direi assoluto. Mi ha affascinata e conquistata.
Originale, assolutamente avveniristico, Fritz Lang immagina il tutto nel 2026, un secolo di distanza dal film…un genio.
Il film è stato restaurato, alcune parti sono andate perdute, molti dialoghi sono stati riprodotti per dare un filo logico alla storia. Nel muto si sa che le inquadrature, l’espressività dei volti, le musiche sono fondamentali, ma in questo film tutto è supremo.
Le inquadrature sono un punto di forza del film; gli attori sono assolutamente protagonisti a tutto campo,  sanno trasmettere qualsiasi tipo di emozione (odio, paura, disperazione, …) non solo con la forza degli occhi, ma con la gestualità del corpo, delle mani; perfetto il commento musicale; i disegni della scenografia: incredibili.
img_85mmBravi tutti gli attori, ma Brigitte Helm, che interpreta Maria e Maria/robot, è superba, riesce a dare al personaggio la modestia della donna profetessa, il suo timore ma anche la sua forza, alternandola alla lussuria e sfrenatezza del corpo femminile.
Lang mi ha stupito per le tecniche usate in questo film.
Gli argomenti trattati li trovo incredibilmente attuali: lo sviluppo tecnologico che ha portato a macchine indispensabili di cui l’uomo crede di non poterne fare a meno, macchine che si possono sotituire all’uomo (robot);  la politica; e proprio di questi giorni il potere, il possesso assoluto, dei corpi, dell’anima,  uomini al di sopra di tutti;  l’abisso che torna di nuovo tra lavoratori salariati e ricchi; la ricerca della spiritualità e della fratellanza.

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Mercificazione

Mercificazióne s. f. [der. di mercificare]. – Nella letteratura filosofica e sociologica contemporanea, per suggestione dei concetti marxiani di feticismo delle merci e di reificazione, termine con cui si è indicata la trasformazione in merci di cose che per loro natura non sarebbero oggetto di commercio (qualità umane, relazioni sociali, tradizioni culturali, valori ideali o estetici, ecc.), fenomeno ritenuto caratteristico delle società capitalistiche in quanto fondate sullo scambio di merci e sul consumo: la m. del corpo umano (nella pubblicità e nella pornografia); la m. del senso religioso; la m. delle bellezze naturali. (enciclopedia Treccani)

 

La donna, da circa trent’anni a questa parte, è diventata un vero e proprio oggetto, il corpo della donna ha raggiunto una mercificazione allucinante…
Non faccio la bacchettona, trovo che una certa “liberazione” abbia fatto bene, ma ora siamo passati dall’oscurantismo del corpo, all’esposizone convulsa.
Rimpiango con nostalgia l’ombelico della Raffa nazionale, che avrà dato anche scandalo ma non c’era la morbosità assurda di oggi.
vol4081  Devo dire che molte donne però si prestano alla visibilità, ne vanno in cerca, secondo me per puro guadagno materiale e perchè hanno bisogno di essere sempre gratificate avendo un’insicurezza di fondo…Basta fare un provino che ti catapulta in un film da cassetta, con tanto di attributi in bella vista, e automaticamente si diventa da palcoscenico, attrici di gran talento (!) e se madre natura (?) ti fornisce seni enormi e un lato B ben tornito e scoperto, i guadagni raddoppiano. Per non parlare delle farfalline che volano e si appoggiano diventando strategici tatuaggi: l’odiens si alza e gli italiani si appagano. E vogliamo mettere le ballerine in reggicalze? Cavolo! E’ il diploma per diventare anche ministre…
E che dire delle copertine di alcuni giornali? E non parlo solo di quelli da gossip…Ancora donne seminude o del tutto nude; si compra il giornale, ma è come comprare quel corpo, un vero adescamento; non mi risulta che, su riviste o giornali, anche quotidinai, in alcune nazioni questo sia possibile.
Mi piace questo tanto parlare sulla sicurezza per le donne (leggere ironicamente),  si fanno intere trasmissioni su come le donne si devono comportare, su come si devono far rispettare…giornali dove psicologi insegnano cosa dire o no anche all’interno della coppia…ministre che inventano leggi che non servono a niente e spesso non sono neanche applicate e applicabili…e chi più ne ha più ne metta; sinceramente penso che fino a quando saremo “etichettate” la storia non cambia.
Etichettate si, per vendere un profumo, un automobile, persino il silicone ci vuole una donna “disponibile”; nella moda ci vuole una donna obbligatoriamente (basta guardare le immagini sui giornali) “sensuale” “bella” “perfetta”…; quante etichette dobbiamo avere? Per me anche “femminicidio” è unh’etichetta, parola nata per mettere in evidenza le tante donne uccise e che continuano ad esserlo, ma è cambiato qualcosa? No, un contentino, etichettiamole, facciamogli credere che così si centra il problema ma i risultati non ci sono…Omicidi, sono omicidi e come tale andrebbero puniti, anche perchè sui “femminicidi” stè leggi mirate dove sono? E la cosa che più mi fa arrabbiare (lo dico educatamente non alla romana) è che proprio alcune case di moda, di profumi, alcune indossatrici, persone dello spettacolo, si battono per la protezione e l’educazione nei riguardi della donna e poi propongono nelle immagini e nelle frasi che le accompagnano, nelle sfilate, i stereotipi che io ormai chiamo “etichette”.
Domando agli uomini che seguono il mio blog: datemi un’opinione su queste etichette, sulla mercificazione dei nostri corpi e corregetemi dove sbaglio. Sinceramente quanto influisce tutto questo nella vostra vita?
Domando alle donne in generale: cosa proponete per non subire tutto questo? Datemi anche voi un parere; non siamo al governo ma forza qualche idea migliore ce l’abbiamo.

Uomini amateci per come siamo, donne difendiamo ciò che siamo realmente.

Buon fine settimana a tutti.

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Matrimoni, ma anche unioni di fatto

Con due amiche si parlava di matrimonio….
Una “bivacca” all’interno del suo, l’altra ci “vive” ma senza più entusiasmi.
Sicuramente passare una vita sentimentale con la stessa persona a volte può risultare difficile; non è facile restare uniti, complici, ci sono distrazioni, fremiti, curiosità, forse non si può restare fedeli sempre, ma complici si, ne sono convinta, perchè un amore è un amore, non un flirt (su cui non ho nulla in contrario).
Non c’è una ricetta magica, c’è solo la realtà che si vuole mettere in gioco, ma bisogna capire che i sentimenti e l’altra persona non sono per niente un gioco, anzi.
Per quel che riguarda il mio matrimonio si poggia su una base importante, la complicità.
Perchè dico la complicità? Perchè all’inizio c’è stata una grande e folle passione, di quelle che ti fanno passare le notti insonni, che ci ha fatto decidere che potevamo tentare di vivere insieme, poi tutto si è trasformato in un grande sentimento e se non ci fosse stata la complicità come avremmo superato il momento in cui la passione che, pur restando forte, non è quella dei primi anni? Come avremmo superato le due crisi che si sono infilate nel rapporto? Credo sia inevitabili che ci siano, il mondo è vasto, offre tanto, e guardandoci intorno, crescendo, cambiando, si può cambiare anche la propria vita sentimentale, gli obbiettivi che sembravano quelli giusti, si può incontrare chi puoi pensare potrebbe essere più giusto/a dell’altro….ma se non hai la faccia di guardarti allo specchio con onestà, di guardare l’altro negli occhi e chiedere aiuto, sostegno, facilmente tutto crolla, ma questo si può fare solo avendo una grande complicità, che sicuramente va a braccietto con la maturità, non intesa come età, ma come voglia di essere sempre consapevoli che c’è chi può soffrire, e l’onestà ha bisogno di coraggio, con se stessi e con l’altro, proprio il non guardare in faccia la realtà, fa strascinare i rapporti.
Ho spesso metaforicamente paragonato la mia storia sentimentale ad un albero che ha profonde radici e rami protesi verso l’alto, perchè essere legati non vuol dire escludere il resto del mondo, anzi, ci si deve lasciare un margine di libertà personale, altrimenti davvero si soffoca.
Sono convinta che molti matrimoni falliscono perchè all’inizio sono basati sull’illusione: amore per sempre, abito da sposa, grande cerimonia….ma quando arrivano i problemi? o le difficoltà inevitabili della vita?
Oggi non si investe più sull’amore ma sull’apparenza dell’amore, basta un pò di noia, di stanchezza, di necessità non condivise, si molla tutto, più facile ricominciare altrove. E’ pur vero che oggi è il mondo dell’evasione, del consumo rapido, della sostituzione istantanea, ma se un rapporto crolla non possiamo imputarlo alla società, come molti dicono, ma è solo colpa nostra; l’amore è un dono, ma va coltivato altrimenti alla fine muore per forza…la coppia può esserci, basta non fuggire. Penso che prima di creare qualcosa che ci possa sembrare duraturo dobbiamo studiarci, osservarci, perchè ognuno di noi è un’entita diversa dagli altri, dobbiamo capire che la persona non va cambiata. Noi abbiamo vissuto insieme cinque anni prima di decidere che era il caso di sposarci, siamo agli antipodi per cultura, politica, carattare: lui è un militare (anche se anomalo dico io), io una che vive a tre metri da terra il più delle volte, me lo riconosco, lui viene da una famiglia chiusa, egoista, io da una famiglia di grande apertura, di gente allegra, profondamente generosa….abbimo deciso di farlo anche perchè mio marito in quel periodo, per lavoro, era dislocato in un reparto speciale e mi diceva sempre “In Italia così non siamo niente, se mi accade qualcosa tu non hai nessun diritto, stà cosa non va bene, sposiamoci”. Dico la verità: ho tentennato, un precedente matrimonio da giovanissima finito male e dolorosamente  (avrei potuto chiedere l’annullamento alla Sacra Rota, tanto per farvi capire…), ero indipendente economicamente e in modo molto superiore a mio marito, facevo un lavoro in cui viaggiavo e mi piaceva, tutte cose che mi frenavano, ma quando ho capito che lui era tutto ciò che la vita mi offriva dopo aver tanto sofferto e che con lui avrei raddoppiato la mia forza, quando ho capito che non avrebbe fatto solo un pezzo di strada con me, ma molta di più (la conferma? è stata la mia malattia, anzi le mie tante problematiche) non ho esitato, e diciamola tutta, anche perchè me lo ha chiesto inaspettatamente davanti a 30 persone :-) sarò romantica, ma come non potevo dire di si? (dai questa è una battuta, per sdrammatizzare);
E poi nel rapporto bisogna  mettere l’ironia, l’humor, il sapersi perendere in giro, la rista fa tanto, tantissimo…
Comunque, dopo stò sermone la verità è che penso che in realtà non ci sono regole in amore, ribadisco: vedi due diversi come noi, ma la base di stabilità stà nell’essere consapevoli dei grandi valori che ci si deve assumere, altrimenti è meglio desistere o chiarire subito.

“Amare qualcuno significa essere l’unico a vedere un miracolo che per tutti gli altri è invisibile”.
Francois Mauriac

VIAGGI A MURRLIS

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Una misteriosa tomba

C_4_articolo_2069049__ImageGallery__imageGalleryItem_0_image Anfipoli è un comune della Grecia, situato nella Macedonia Centrale, di 10mila abitanti; questa cittadina fu fondata da coloni ateniesi comandati da Agnone nel 437 a.C. dove precedentemente c’era una città trace. Grazie ai suoi commerci prosperò, nel corso dei primi tre secoli dell’impero romano, fino a diventare una ricca città.
Tra i resti archeologici di questo sito troviamo le Mura difensive (conservate per un’altezza di 7-8 m.), due, una più esterna di 7,5 km di perimetro, che circondava anche aree esterne alla città, una più interna di 2.200 m di lunghezza, che difendeva il centro urbano vero e proprio, le mura erano dotate di torri a pianta quadrangolare o circolare che avevano un sistema di smaltimento delle acque piovane; alcune infrastrutture lignee di un ponte, risalente all’epoca di fondazione, che attraversava il fiume Strimone; una tomba, ed è di questa che voglio parlare.
C_4_articolo_2069049__ImageGallery__imageGalleryItem_3_image La tomba è il pìù grande sepolcro monumentale mai trovato nella Grecia settentrionale, risale al periodo di Alessandro Magno (condottiero macedone che invase l’Asia e l’Egitto creando uno dei più grandi imperi del mondo antico) e fu scoperta negli anni ’60.
tomba Il primo ad avere ipotizzato la presenza di una grande tomba a tumulo, in corrispondenza della collina di Kasta (a pochi chilometri da Anfipoli), fu l’archeologo greco Dimitris Lazaridis deceduto nel 1985; i scavi, dopo l’iniziale avvio, sono stati ripresi nel 2011 facendo conoscere una meraviglia architettonica e artistica.
Gli archeologi hanno riportanto alla luce una tomba tanto maestosa da far ipotizzare che fosse la sepoltura di un re; la stampa italiana l’ha subito etichettata  come quella di Alessandro Magno, perchè? Forse perchè  Alessandro è transitato di li in quanto il sito si trova vicino all’antico porto di Anfipoli che fu usato come base per la flotta comandata da lui stesso nella grande spedizione in Asia? O perchè in alcune parti  la pavimentazione della tomba, così com’è lavorata, è un segno di ricchezza ed è simile a quella del palazzo di Pella (dove nacque Alessandro Magno)? O perchè quando Alessandro morì a Babilonia nel 323 a.C. (per un attacco di malaria o di febbre tifoide), il corpo, conservato nel miele e posto su un carro funebre, era destinato verso la Macedonia, sua terra natale? Ma si sa anche che  durante questo ultimo viaggio uno dei generali preferiti da Alessandro ne rapì il cadavere per seppellirlo da qualche parte in Egitto, quindi non può essere questa la tomba che lo ospita. 
Gli archeologi guidati da Katerina Peristeri, hanno scoperto:
una rampa di tredici scalini che conduce a un ampio percorso largo quattro metri e mezzo, i muri che lo fiancheggiano sono coperti di affreschi da ambo i lati, in fondo al percorso si trova un arco che incornicia due sfingi (creature mitologiche dal corpo di leone e testa umana) senza testa, che presidiano l’ingresso della tombaa2;
le-meraviglie-della-tomba-di-anfipoli-L-VeuCN9a4a3 una coppia di cariatidi, grandi statue-colonna che raffigurano donne con le braccia aperte, come a voler impedire l’ingresso agli intrusi, le due statue misurano 2,27 metri C_4_articolo_2069049__ImageGallery__imageGalleryItem_1_image;
nell’anticamera, un ricco pavimento in mosaico di marmo bianco e intarsi rossi a1, sulle pareti i resti di un affresco C_4_articolo_2069049__ImageGallery__imageGalleryItem_7_image;
Tomba di Anfipoli - PaN sulla sommità del tumulo è stato rinvenuto un leone monumentale alto cinque metri, simbolo di Alessandro Magno.
L’intero sito è circondato da un muro di marmo di 497 metri.                                                                                        Il mistero resta nel sapere chi è sepolto nella tomba, a quel che si sa è che ancora non è stato rotto il sigillo posto sopra l’ingresso della camera interna (che potrebbe rivelare la sepoltura), i lavori sono rallentati dal rischio di crollo. L’ ipotesi più accreditata è che, visto i simboli ritrovati, la tomba conservi i resti di un membro della famiglia del re: forse la madre Olimpia? La moglie Rossane? O il figlio, bambino che portava il nome del padre? Alla morte di Alessandro Magno i suoi generali si spartirono l’Impero, ma uno di loro, Cassandro, per assicurarsi il trono di Macedonia fece assassinare gli eredi diretti del re, compreso il figlio illegittimo Eracle ed è quindi possibile che i ricchi seguaci di Alessandro avessero fatto costruire il maestoso tumulo funerario per almeno uno di loro.

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Un nuovo arrivo…

Semir!!! Foto2362 E’ nato il 1 Ottobre e pesa 9 kg 20141210_094116

E’ arrivato domenica, faceva parte di una cucciolata di quattro destinati al canile. Il proprietario dei genitori è stato licenziato due mesi fa (lavoratore edile) e ha cercato di darli via, ma nessuno li voleva, mantenerli non è una barzelletta, pastori tedeschi di taglia gigante…, allora si è visto costretto a prendere questa decisione; un collega di mio marito lo ha saputo e si sono mobilitati, quattro colleghi e il gioco è fatto!!! Volevamo dare qualcosa perchè comunque la spesa per la mamma e le vaccinazioni hanno pesato, ma il “signor Roberto” (lo scrivo tra virgolette perchè lo è più di tanti danarosi) ha detto che mai e poi mai avrebbe preso soldi, lui li regala, non ci commercia, ma con enorme tristezza doveva prendere questa decisione, ha due figli di 15 e 10 anni, e l’ultima arrivata appena un anno, lui senza lavoro, la moglie idem. E’ speranzoso essendo un bravo operaio specializzato, di trovare anche lavori occasionali, ma i genitori non li darà mai via, sono sette anni che li ha, li ha portati dalla Germania dove era andato con la ditta per un lavoro, ci è affezionatissimo. Così vista la nobiltà e la dignità di questa persona, il 24 riceverà un buono spesa per una fonitura di alimenti per cani per un anno dal nostro negozio di fiducia, quattro cuccioli, quattro forze che si uniscono e magari i cani peseranno meno…Non sapevamo cosa fare, avevamo paura di offenderli, ma crediamo che apprezzerà anche perchè ha visto con quanto amore ci siamo avvicinati ai piccoli e con quanto rispetto a questa famiglia. La loro unica pretesa? Mettere le foto su fb ogni tanto per farglieli vedere e se passiamo da quelle parti fermarci per un caffè. A qualcuno sembrerà ridicolo (ci hanno già detto: con tutte le famiglie in difficoltà pensare ai cani…) ma Natale (e non solo, ma visto il periodo) è anche questo.

E neanche a farlo apposta indovinate chi adora (anche se stà sempre con me perchè sono la vivandiera :-), e perchè mi ha scambiato per una specie di mamma…)?20141209_192244 20141208_113237 Sono già inseparabili 20141208_1757227 dic 2014 (19)7 dic 2014 (23) quando Meli lo ha visto ha iniziato a piangere a catinelle, per l’emozione e anche perchè assomiglia sorprendentemente ad Argo (questo ci ha un pò spiazzato).

E se la intende alla grande con Jo…tra cuccioli birbanti!!! 20141209_08390220141209_08402920141208_141932

 

Ti voglio già un gran bene Semir, sei nel mio cuore 8 dic 2014 (1)

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