TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Una meravigliosa…

…(con un pò d’ironia) notte insonne.
Sono sul divano a finir leggere Mauro Corona, il tempo si allunga a dismisura, lacrime non ne ho più. Alle due squilla il telefonino, è mio marito: “Ce la fai a fare nottata (?) io no, sono stremato(?)” “Ma di cosa parli?” ” Esci”.
Mi infilo un golfino perchè le notti stanno diventando fredde e io ho il cuore un pò gelato, esco e mi trovo davanti mio marito con una specie di cane lungo, un pò spellacchiato, che “odora” come una discarica.
Lo guardo e dico: “Ma chi è stò tipo?” che nel frattempo mi salta addosso, anzi tra le braccia.
“Dopo essere stato al canile per consegnare i cuccioli che abbiamo prelevato, in attesa delle pratiche, faccio un giro e da un gabbiotto si allunga una zampa rinseccolita che blocca la mano che avevo poggiato distrattamente sulla ringhiera. Era lui”.
Mi spiega che questo cane, l’unico che non abbaiava, gli fa un pò di moine e quando lui si allontana inizia ad ululare come un matto. Arriva il custode e questa cosa non se la sa spiegare, è un cane silenzioso, lo fa uscire pensando che abbia voglia di correre, invece il cane si butta letteralmente su mio marito, non riescono a calmarlo. Mio marito fa cenno al guardiano di lasciarlo fare si siede in terra (tanto più sporco di come era, infangato fino al ginocchio…), il cane gli si accuccia vicino e gli lecca la mano.
E’ fatta, mio marito inizia a piangere senza vergogna e decide, chiede se è troppo “tardi” per la pratica, gli dicono di no, tanto li prima delle cinque non finiranno con tutti quei cani che hanno portato.
Firma tutto quello che c’è da firmare e quando legge il numero della pratica inizia a ridere: 112! E capisce che è proprio il destino ad averlo porato lì, quel cane era per noi.
E ora ve lo presento, ancora non lavato e spazzolato, lo farò tra un pò, aspetto che arrivi mio marito che lo dve tenere ben fermo, l’acqua non gli piace molto; ha circa undici mesi, da febbraio vive al canile dopo essere stato sequestrato per maltrattamenti (per fortuna non gravi) assieme ai suoi fratelli, pesa appena 14 chili, è vivace, è dolce, e non mi ha fatto dormire fino alle sei di questa mattina, era eccitato per la libertà che ha trovato da noi, per le carezze che non gli bastano mai, per il cibo….
Ringrazio i ragazzi del canile che ci hanno permesso di portarlo via anche se notte, li ringrazio per il lavoro che fanno per ben 300 cani e loro sono solo 3 più due volontari.
Ringrazio la vita che mi mette davanti un’altra vita da amare, ringrazio mio marito per credere nella mia forza, ringrazio me stessa che sono sempre pronta a non mollare.
Ringrazio Jo perchè non mi darà troppo tempo di pensare a chi se ne è appena andato.
Eccolo Jo, spellacchiato furbetto che cerca in tutti i modi di farsi amare da Angel, che ancora non è tanto pronta ad avere compagnia…

18 9 2014 (1)Foto1907Foto1914Foto1921Foto1929

8 commenti »

Ancora un ciao doloroso

Quanto dolore in questa giornata e poi un piccolo spiraglio di luce, perchè questa casa è strana, accade sempre qualcosa che mi sorprende.
Un dolore grande prendere una decisione che fa scivolare una vita nel sonno eterno, anche se quel sonno è la fine di ogni soffernza, una sofferenza atroce che anime pure come gli animali non meritano. Un dolore grande vedere quel compagno di vita adagiato e semi addormentato. Un dolore grande stringerlo l’ultima volta e appoggiare la mia fronte sulla sua mentre quegli occhi velati di sonno ti cercano ancora. Un dolore vedere mia figlia stringerlo e accarezzarlo e sussurargli chissà quali parole d’amore per l’ultima volta. Non vedrò mai più il tuo muso spuntare in quell’angolo strategico da dove dominavi il cancello, la porta d’ingresso, la finestra di Meli; un guardiano attento e protettivo 13 settembre 2014 (1)
Ancora una volta dico ciao, perchè ancora incontrerò la potenza del salto, la forza magica di quegli occhi, lo scodinzolare di quella voluminosa coda, l’allungarsi di quella zampa che sempre tendeva per salutarti, chiamarti. Ancora vedrò la potenza di quella corsa vigorosa, ancora stringerò quel corpo massiccio e agile.
Cane speciale, dall’intuito e dal fiuto speciale, cane fedele fino all’ultimo, cane che ha amato mia figlia sopra ogni cosa, incondizionatamente.
Ciao Argo, il vuoto che lasci è grande, immenso, la felicità che ci hai donato è un bene prezioso. Non ho più lacrime da donarti .

ci

 

E mentre Argo si addormentava tra le mie braccia, mio marito salvava una cucciolata che qualcuno ha deciso di far morire in modo disumano, e da quella cucciolata arriverà un raggio di sole che non scalderà nello stesso modo di Argo, ma scalderà…perchè ogni raggio di sole arriva con angolazioni diverse e illumina ogni volta una parte diversa di noi.
Questa casa è strana.

24 commenti »

Si alza il vento

locandinaRegia di Hayao Miyazaki

Giappone, 1918: Jiro Horikosh sogna di diventare un pilota d’aereo, ma essendo miope il suo sogno è vanoimageso
Jiro sogna spesso e in uno dei suoi sogni incontra il famoso progettista d’aerei Caproni, il suo idolo; il progettista gli spiega che  progettare e costruire un aereo è meglio che pilotarlo.
Dopo qualche anno Jiro prende il treno per Tokyo dove studierà ingegneria; il treno dovrà fermarsi a causa di un devastante terremoto, quello del 1922; questo gli permetterà di conoscere Nahoko, una giovane ragazza che Jiro aiuta per trasportare la domestica che l’accompagna perchè si è infortunata.
imagesDopo gli studi, Jiro inizia a lavorare per la Mitsubishi come progettista di aerei da caccia; il giovane sogna ancora Caproni che gli spiega quanto siano belli gli aerei anche quando l’uomo li usa per distruggereimagesv
Jiro dopo la delusione per un progetto mal riuscito,  su un caccia per la marina, decide di fare una vacanza; nell’albergo dove alloggia incontra Nahoko con la quale si fidanzasi-alza-il-vento-immagine-dal-film-danimazione-26_mid Jiro la vuole sposare ma lei gli rivela di avere la tubercolosi e rifiuta. La malattia, malgrado le cure, peggiora e dopo un’emorragia polmonare la ragazza viene mandata in un sanatorio, ma sentendo nostalgia del ragazzo, va a cercarlo e lot rova a casa del supervisore della Mitsubishi dove stà lavorando ad un progetto per la marina. Il progettista e la moglie acconsentono alla richiesta di Jiro e Nahoko di vivere insieme, ma devono sposarsi come vuole la tradizione. Così fannosi-alza-il-vento-prime-impressioni kaze_real_02La salute della ragazza non migliora, ma finalmente sono insieme.
Jiro parte per collaudare il suo aereo, il Mitsubishi A5M. E’ un successo, l’aereo è innovativo e sarà tristemente usato dai kamikaze durante la seconda guerra mondiale; l’aereo farà primeggiare tecnologicamente il Giappone sulle altre nazioni, come ad esempio la Germania. Durante il collaudo si alza il vento che distrae il giovane da ciò che stà seguendo. Intanto Nahoko capisce che la malattia la stà rendendo sempre più debole e decide di nascosto di tornare a morire al sanatorio; lascia però delle lettere di addio al marito, ai familiari e agli amici.
Il Giappone entra in guerra, vengono usati gli aerei progettati da Jiro che, in uno dei suoi sogni, dice a Caproni di avere un grande rimpianto per questo; Caproni lo conforta facendogli notare che il sogno di costruire un aereo bellissimo lui lo ha comunque realizzato. Nel sogno gli appare anche Nahoko che lo incita a vivere.

Nel primo pomeriggio, con mia figlia, siamo andate a vedere il film. Non vi nego che il film è complesso e impegnativo, ma vale la pena vederlo. Io che non amo tutto ciò che è meccanico, e ancor meno gli aerei, sono rimasta affascinata da questa storia. E’ ispirato alla vita di Jiro Horikoshi*
Un film che parla di sogni, di fantasia, di aerei, di guerra, di una storia d’amore, di dolcezza, di morte. Tutto è avvolto tra realtà e onirico.
Un film che riesce a descrivere le emozioni, che regala scenari bellissimi, dove il disegno diventa poesia anche quando racconta la distruzione del terremoto, l’orrore della guerra. E poi c’è quel vento, che ci invita alla vita, è la vita stessa; la vita che nonostante tutto va vissuta. Un film d’animazione curatissimo che ci porta in un sogno che come molti sogni si possono avverare se desiderati e voluti con tenacia, anche a costo di sembrare egoisti; un film anche malinconico, introspettivo. Un film dove non mi aspettavo ci fosse una figura italiana tanto importante (Caproni*) e a cui viene dato tanto risalto. Bello, coinvolgente.
Di Hayao Miyazaki abbiamo visto quasi tutti i film perchè le immagini, i colori, i personaggi, le storie, le emozioni non sono mai scontate. Arrivano inaspettati fino all’ultima scena del film.

“Si alza il vento, bisogna tentare di vivere” Paul Valery.
Qualche giono fa il vento che ho percepito mi ha portato via Vento (sembra un gioco di parole), ora il vento non lo sento, ma questa notte mi devo aspettare altro, e allora le parole del poeta mi consolano, perchè ho sempre amato il vento, fin da piccola, lo trovo una grande forza.

*Jiro Horikoshi: ingegnere aeronautico che ha progettato i caccia Mitsubishi A6M Zero della seconda guerra mondiale. Nasce a Fujioka nel 1903, dopo aver lasciato la Mitsubishi e l’attività di progettista si dedicò all’insegnamento presso l’Università di Tokio, presso l’Accademia Nazionale di Difesa e poi presso la facoltà di ingegneria della Nihon University; muore a Tokyo nel 1982Jiro_Horikoshi_cropped_1_Jiro_Horikoshiimagesl
*Giovanni Battista Caproni, conte di Taliedo: nasce ad Arco nel 1886, è stato un ingegnere aeronautico, imprenditore e pioniere dell’aviazione italiano; muore a Roma nel 1957Gianni_Caproni_1918cap

4 commenti »

Bella Marylin

E’ stata fragile, ora non più. E’ stata bella, lo è ancora. I suoi sorrisi dolci, i suoi gesti delicati, i suoi sguardi dolci appartengono al mondo, per sempre.

mmmMarilyn Monroe at Amagansett Beach in the Hamptons, by Sam Shaw 1958 (2)tumblr_m4n8rlteAu1qm0kmzo1_r1_5000

984739_1_lmarylinMarilyn-under-tree

984676_1_ltumblr_m9o5tjgGJ21qzdzbuo1_500

009f921604f1fbeec68a43b81696bcdf303fb5725cb006cfbc3ea565ba394686984731_3_l

marilyn-monroe-photos-by-sam-shaw-marilyn-monroe-pictures-biographycom-1391510149_bmarylin2marylin4

marilynmonroe0050

8 commenti »

Sotto un treno

Così si dice a Roma quando sei talmente giù che non ce la fai neanche a fare un debole sorriso. Io stò così da tre giorni. Oggi è il primo che riesco a muovere la mia vita con più energia. La notizia che Argo sia alla fine del suo viaggio terreno mi ha spiazzata troppo. Da dieci giorni è afflitto da una specie di tosse, diagnosi: bronchite, ci stà visto che qui in zona molti cani e gatti sono addirittura morti per polmoniti e pleuriti, ma ero poco convinta, in questo periodo i nostri cani sono vissuti esclusivamente in giardino senza contatti esterni, però, davanti la scienza medica alzo le mani…fino ad un certo punto. Da lunedì ho notato un dimagrimento, non facile da valutare i primi giorni essendo un cane possente come stazza e voluminoso di pelo, ma poi…la tosse con la cura era diminuita ma non passata, contatto la clinica dove nel novembre del 2013 era stato visitato e che ci aveva prospettato un termine per gennaio 2014, ma Argo si era rireso alla grande; il tarlo nella testa l’ho sempre avuto e a maggio decidiamo per un controllo che però non dà risultati negativi, anzi, tutti increduli da questo suo star bene. Venerdì decidiamo di nuovo per un day-hospital e la sentenza è stata terrificante. Non stò a scrivere cosa ha, e per rispetto di chi è sensibile e per riservatezza, dico solo che potrebbe lasciarci in modo poco piacevole, con sofferenza e questo non lo permetterò, dico non “lo permetterò” perchè quando si prendono decisioni drastiche in questa famiglia gli occhi sono sempre puntati su di me. Sono fragile, ma sò anche tenere sul mio cuore grandi responsabilità, questa volta è dura, perchè Argo è speciale per noi, come gli altri, ma lui ha una marcia in più, come dico sempre è troppo intuitivo e poi perchè Argo è di mia figlia. I veterinari, proprio per dar tempo a Meli di metabolizzare, se ciò è possibile, un minimo ciò che accadrà, lo hanno risvegliato dall’anestesia effettuatagli per fare le prove mediche. Ci hanno dato farmaci che lo aiutino in un massimo di tre/quattro giorni e poi…Oggi stà male, ha un pò di febbre e allora è come se mi fossi svegliata dal sonno, dal torpore che mi ha assalito questi giorni, devo farmi forza e preparare le strade, per lui che non voglio veder soffrire e per la mia ragazza che ha già gli occhi tristi. L’anestesista che lo ha assistito mi ha detto “Senta come abbia quest forza Argo non ce lo spieghiamo visto il suo stato di salute, ma ora guardandolo con Meli ho capito, è lei il suo traino, è per lei che non molla e questo fa soffrire anche me; è un cane speciale.” Che dire, ho pianto e ogni tanto piango anche perchè dopo pochi giorni di Vento anche Argo…E stò sotto un treno davvero.

Copia di 5 giu 2014 (11)

18 commenti »

I piccoli oggetti…

…come i piccoli gesti sono importanti. Questa mattina mentre, come dico sempre, facevo Cenerentola spolverando di qua e di là ho spostato degli oggetti che sono chiusi gelosamente in una vetrina del mobile nel salone, perchè invece di piatti e bicchieri  lì ci sono i miei oggetti, le mie cartoline antiche, i libri che mio nonno mi comprava sin da piccola e che aveva conservato fino a quando non sono stata in grado di capirli, una vera libreria. Tra gli oggetti ci sono piccoli lavori in legno che mio papà comprava per noi a Piazza Navona, la prima macchina da cucire (in miniatura) funzionante che mia nonna mi ha regalato quando avevo 6 anni, un piattino di ceramica che mi accompagna da sempre…insomma c’è molto della mia vita. pendfarfalla2Qualche amica mi ha fatto notare che magari è noioso spolevrarli, che  “ha cosa sevono?”, che sono “ormai” superflui. Ma niente è superfluo perchè ognuno di quegli oggetti, ognuno di quei libri, mi regalano piccoli momenti di felicità, non decorano la mia casa, ma il mio cuore che è la stanza dove consevo l’amore di chi mi ha amato tanto, di chi mi ama ancora.

8 commenti »

That’s All Right – Arthur Crudup

Arthur_Big_Boy_Crudup_(blues_musician)Arthur William Crudup (1905/1974) è stato il padre del Rock’n’roll.
Dopo diversi lavori, fabbrica, manovalanza come raccoglitore di cotone, mugnaio, per un periodo è stato anche contrabbandiere, si autosoprannomina “Big Boy” e coi risparmi acquista una chitarra; tenta la fortuna suonando alle feste nei pressi del delta del Mississippi e come musicista di strada; così, ormai trentaduenne, conosce i più grandi bluesman.
Nel 1939, a Chicago, conosce il produttore Lester Melrose che ne capisce il talento e trasforma il suo Blues in Rythm‘n’Blues, o meglio in Rock’n’Roll. La sua musica ebbe grande successo dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Le sue canzoni sono state riprodotte da decine di artisti, in particolare da Elvis Presley.
Trovo che sia stato un grande artista, oggi poco nominato e conosciuto, la canzone che propongo (che a me piace molto), sicuramente è più dinamica nella versione di Elvis, ma volete mettere l’originale? Ogni tanto l’ascolto e non posso fare a meno di pensare che è la migliore versione esistente.

4 commenti »

Insisto…

…anche perchè questo argomento è tra le schede che stò visualizzando per il progetto in cui sarò impegnata tra breve.

Questa è la premesa: “Il corpo umano è un tempio e come tale va curato e rispettato, sempre.” (Ippocrate)

                                            “Il corpo umano è l’immagine migliore dell’anima umana.” (Ludwig Wittgenstein)

Qualche post fa avevo parlato di una mia amica che si è sottoposta alla masoplastica addittiva (seno), questa mattina l’ho incontrata al supermercato, è dimagrita, molto, stà vivendo male questa cosa, non riesce a convivere con il risultato dell’intervento, si sente “ora” inadeguata, ma indietro non può tornare, gli ci vuole tempo e aiuto per superare il tutto.
E sarò ripetitiva nel dirlo, ma ancora si punta molto su seni (non fanno impressioni le scheletriche con i seni grossi?) e sederi rifatti, labbra che fanno orrore, bambole di plastica nate dal bisturi

Francesca Pascale 2006

fp oggi Francesca Pascale

Barbara GuerraBarbara GuerraCristina Del basso 2009Cristiba del bassoNoemi Letizia 2009Noemi Letizia

Nina Moric  2000Nina Moric;

maschi957anche gli uomini si rifanno: chiedono l’allungamento del pene, blefaroplastica, nuovi addominali (ci sono uomini che fanno caspire di essere palestrati, invece!), liposuzione…
Si da grande importanza al sintomo del confronto con chi si ritiene migliore di noi e nei cui confronti ci si sente brutti o inadeguati.
Ancora si insiste ad usare il bisturi per continuare a piacere a chi amamiamo, per conquistare chi vorremmo, per lavoro, per contesto sociale, non solo per stare bene con se stessi.
Se solo si potesse capire che un intervento del genere non cambia sostanzialmente chi veramente siamo, che uccide veramente la possibilità di accertarsi (tanto che a volte si intervine ancora, e ancora), che così ci si offre come oggetto e che, oltretutto, il bisturi arricchisce solo il “mago”, cioè il chirurgo che plasma per dare nuova forma. Oggi si viene anche invogliati da costi accessibili, tempi ridotti, postumi quasi inesistenti, ma si sottovaluta spesso la qualità dei prodotti usati e l’esperienza del chirurgo.
Questa è una società che premia molto il modello, l’estetica, ma non è che stiamo confondendo il bello con la volgarità?

Statistica effettuata dall’ Isaps (Società internazionale di chirurgia plastica estetica), per le donne:
Paesi in cui si effettuano più interventi: Usa, Brasile, Cina, Giappone, Italia.
Intervento più praticato al mondo: liposuzione.
Interventi frequenti: aumento del seno, blefaroplastica.
Interventi di medicina estetica (elenco iniziando dal più richiesto): iniezioni di botulino, di acido ialuronico, rimozione dei peli superflui.

Per gli uomini:
Paesi in cui si effettuano più interventi: Usa, Giappone, Europa (in aumento negli ultimi 5 anni); nel dettaglio parliamo dell’Italia: i trattamenti di filler, laser, botulino, infiltrazioni rivitallizzanti è maggiore tra i 25/40 anni, percentuale del 58% al nord, 16% sud e isole.
Interventi frequenti: blefaroplastica, trapianto dei capelli, lipoaspirazione, addominoplastica, mini-addominoplastica.
Interventi meno richiesti ma in aumento: lifting, minilifting collo/viso, ginemocastia, liposuzione fianchi/addome.

15 commenti »

Buon anniversario…

…a me, 23 anni di matrimonio….il-570xn_315240994-697085_650x0

 

“La bellezza  è ciò che l’amore scopre nella persona amata.”

Carlo Maria Martini

14 commenti »

Aquila romana

A Londra è stata scoperta una straordinaria scultura Romana: un’aquila che ha un serpente nel becco. Le raffigurazioni di aquile e serpenti sono tipicamente romane.
E’ databile tra il I e il II secolo d.C., simboleggia la lotta del bene (l’aquila) contro il male (serpente).
Questo tema è comune nei contesti funerari, infatti nella zona si trovava un importante cimitero romano.
L’ipotesi è che la statua adornasse un ricco mausoleo le cui fondamenta sono state trovate durante gli scavi; l’ipotesi è avvalorata dalla mancanza di erosioni della scultura, il che fa pensare che fosse posta in una nicchia, è intatta come è stata scolpita, forse solo la pittura è andata perduta.
Martin Henig (Istituto di Archeologia dell’Università di Oxford) ha definito la qualità di questa scultura eccezionale, l’ha definita la migliore scultura di un artista Romano-Britanno che sia stata mai trovata a Londra, una delle migliori statue sopravvissute della Britannia Romana dove lavorava una nota scuola di scultori.

aquila

2 commenti »

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 223 follower