TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Finalmente pc e connessione ripristinati.  A presto.

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2 commenti »

Grazie….

….sul filo del rasorio, stò spengendo tutto per smonatre il pc.

Grazie a Vittorio del blog http://vittoriot75ge.wordpress.com per i premi che mi ha asseganto.

Premio sincerità e coerenza (2)

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Blog Award

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8 commenti »

Ciao

69Non sarò presente per diversi giorni, causa lavori in corso, non nel blog ma in casa.

Buon proseguimento a tutti e come dico sempre…non mi dimenticate :-)!!!!

 

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Castello di Chambord

castelloE’ il più vasto e singolare dei castelli della Loira, patrimonio dell’umanità per l’UNESCO.
Costruito presso il fiume Cosson in stile rinascimentale ha la facciata lunga 128 metri, 440 locali, più di 80 scale, 365 camini, 800 capitelli scolpiti, guglie, lucernari dalle molteplici fogge. castt E’ situato all’interno di una foresta fitta, popolata da diverse varietà di selvaggina. Al suo interno troviamo il museo della caccia e della natura, ricche collezioni di arazzi del XVII secolo, molti tendaggi, dipinti di Rigaud, Van Loo, Juste d’Egmont, Mignard, Girardet, Largillière, un raro tappeto di manifattura Savonnerie di Luigi XVc, soffitti a cassettone scolpiti in modo innovativocassettoni
La costruzione fu voluta dal giovane re Francesco I, vincitore della battaglia di Marignano. Qui Francesco I trascorreva poche settimane, amava però mostrare il castello per suscitare l’ammirazione di sovrani e ambasciatori, prova tangibile del suo potere.
I lavori iniziarono nel settembre 1519 con la demolizione del vecchio castello dei conti di Blois e la realizzazione delle fondazioni del maschio, unico edificio previsto inizialmente a cui saranno aggiunte quattro torri angolaricastello-di-chambord; i lavori furono affidati a esperti mastri muratori francesi, furono interrotti dopo la sconfitta di Francesco I a Pavia, riprendendo nel 1526 con delle modifica al progetto iniziale: Francesco I fa aggiungere due ali laterali al maschio che diventeranno i suoi appartamenti; viene aggiunta una scala a chiocciola, un corridoio esterno, la cappella, mura basse che chiudono il cortile come nelle fortezze medioevali. Francesco I segue personalmente i lavori per tutta la durata del suo regno; nel dicembre del 1539 viene visitato da Carlo V che ne rimase meravigliato. Alla morte di Francesco I, 1547, il castello non è ancora completato.
I lavori proseguono sotto il regno di Enrico II fino alla sua morte, nel 1559. I re soggiornano nel castello raramente, era abitato solo dal personale di servizio e di manutenzione. I lavori veranno terminati con Luigi XIV che fece sistemare anche aree adiacenti; le scuderie vennero realizzate all’esterno del castello e il fiume Cosson, che attraversa il parco, fu in parte canalizzato per permettere la bonifica dell’area. Il Re Sole risiederà nel palazzo in varie occasioni, assieme alla sua corte; durante i soggiorni vengono organizzate partite di caccia e divertimenti vari. Tra gli ospiti del re appare anche Molière, tra il 1669 e il 1670, presentando per la prima volta due commedie di successo: il Signor di Pourceaugnac e Il Borghese gentiluomo, in un teatro ricavato per l’occasione nel vestibolo del primo piano del maschio.
Luigi XV lo utilizzò per ospitare Stanislas Leszczynski, re di Polonia, suo suocero, e il maresciallo di Saxe con una guarnigione di soldati, come ricompensa per la vittoria militare di Fontenoy (1745), qui morirà nel novembre 1750.
La necessità di riscaldare e rendere più confortevole l’edificio spinge gli occupanti ad ammobiliare in modo permanente il castello, facendo aggiungere agli appartamenti dei rivestimenti murali in legno, palchetti, controsoffitti e stanzini; anche la creazione dei giardini alla francese nelle spianate nord ed est e la canalizzazione definitiva del Cosson risalgono a quell’epocacast
Nel XIX secolo Chambord diventa un castello privato; verrà in parte risparmiato dalla rivoluzione francese: viene saccheggiato, il mobilio restante venduto, ma il monumento sfugge alla distruzione; resta abbandonato fino a quando Napoleone lo dona al maresciallo Berthier, come ringraziamento per i servigi ricevuti, viene ribattezzato “Principato di Wagram”, dal nome della battaglia vinta dal maresciallo. Quest’ultimo non vi soggiorna a lungo e dopo la sua morte  la moglie chiese rapidamente l’autorizzazione di vendere la grande dimora ormai in cattivo stato.
Nel 1821 la tenuta di Chambord viene offerta, tramite una sottoscrizione nazionale, al duca di Bordeaux, nipote del re Carlo X, nato nel 1820; gli eventi politici successivi lo costringono però all’esilio, impedendogli di risiedere nel suo castello, lo visiterà solo nel 1871, in occasione di un breve soggiorno di tre giorni, durante il quale redige il “Manifesto”, con il quale rinuncia alla bandiera tricolore e al trono di Francia. Anche se distante il ormai conte di Chambord, sostiene la manutenzione del castello e del relativo parco, fa amministrare la tenuta da un intendente e promuove grandi campagne di restauro, aprendo ufficialmente il castello al pubblico; dopo la sua morte, nel 1883, la tenuta viene ereditata dal ramo di Parma dei Borboni e dai loro nipoti.
A causa della nazionalità austriaca dei Borboni di Parma, nel 1915 la tenuta di Chambord viene messa sotto sequestro dallo Stato francese, che ne diventa ufficialmente proprietario nel 1930, esercitando il diritto di prelazione. Lo Stato decide di restaurare il monumento per riportarlo a uno stato più simile possibile a quello del periodo rinascimentale, eliminando le mansarde edificate sotto Luigi XIV, che sormontavano le mura basse; con la legge del febbraio 2005 un Ente pubblico industriale e commerciale, dotato di poteri unificati, ne prende la direzione e la gestione.
Non si conosce la paternità del progetto di questo straordinario castello, alcuni esperti di storia dell’arte lo attribuiscono a un italiano, mentre altri lo attribuiscono ad un francese, altri alla collaborazione tra architetti di due nazionalità; all’inizio del XX secolo viene per la prima volta prospettato il possibile intervento di Leonardo da Vinci, ma solo come progettazione iniziale del maschio del castello, la sua morte, avvenuta il 2 maggio del 1519 esclude infatti la possibilità che abbia potuto dirigerne la costruzione, a rendere verosimile l’ipotesi che sia stato lui l’ispiratore di Francesco I sono : la scala a doppia elica, la planimetria geometrica del corpo centrale, un sistema di latrine a doppia fossa di decantazione e di sfiati, il sistema d’impermeabilizzazione delle terrazze.
cas La scala a doppia elica costituisce l’elemento architettonico più importante del castello; non visibile dall’esterno del castello, è collocata al centro dell’immenso maschio quadrato, una presenza inusuale per i monumenti di quell’epoca; è costituita da un nucleo centrale finestrato attorno al quale salgono due rampe di scale contrapposte che portano ai principali piani dell’edificio, un elemento che ricorda gli schizzi di Leonardo da Vinci… In questa scala si può salire senza mai incrociarsi ma non perdendosi di vista; come prolungamento della scala, al centro, si innalza la torre lanterna, punto culminante del castello (56 m), ornata dal giglio, simbolo dei re di Francialant
Altro punto interessante sono le terrazze: offrono una visione a 360° sulle aree circostanti, compreso il parco, danno l’impressione di essere al centro di un villaggio sospeso.

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Premio Sincerità e Coerenza by Antonio

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Ancora un premio, inizio a pavoneggiarmi :-)!

Ringrazio di cuore, ancora una volta, la mia amica carla, del blog Ladimoradelpensiero (http://ladimoradelpensiero.wordpress.com) che mi…pensa sempre. Un premio graditissimo per la sua caratteristica e ringrazio Antonio per averlo promosso.

E ora le regole:

-inserire nel post il logo del blog

-rispondere a 10 domande

nominare quei blog che ti sono sembrati particolarmente sinceri.

Domande:

1 – Qual è la qualità che apprezzi di più nei tuoi amici?  La sincerità.

2 – Se qualcuno che segui pubblica un post che non condividi o che non ti piace, come ti comporti? Scegli una di queste quattro risposte.  Quarta opzione.

– Fai finta di non averlo letto.

- Metti “mi piace”

– Commenti dicendo che è un bel post. –

- Commenti scrivendo che non sei d’accordo con quello che ha scritto e gli fai sapere qual è la tua opinione.

3 – Se qualcuno esprime un’opinione diversa dalla tua e ti dimostra sincerità nel dirtelo, come reagisci? Sarebbe il miglior modo per confrontarmi e rimettermi in gioco quindi che rezione si può avere se non quella della civiltà della parole e dello spazio per tutti?

4 – E’ legittimo non voler svelare la propria identità, ma fingi mai di essere quello che non sei? Hai mai pubblicato informazioni false su di te? No, non avrei motivo di pubblicare falsità su di me e neanche apparire quello che non sono.

5 – Qual è la cosa che ti da più fastidio nel comportamento degli altri? Ripeto, la poca sincerità e poi l’avarizia di sentimento.

6 – Qual è la cosa che non ti piace di te stesso/a e che vorresti cambiare? L’istintiva reazione in alcune occasioni, che mi ha alcune volte fatta trovare in situazioni poco piacevoli.

7 – Che voto daresti alla tua bellezza da 0 a 10? Bella domanda! Ma mi rifaccio al punto 4 in sincerità, mi dò 7, non sono bella , ma neanche da non guardare (elogio vanesio, ma mia figlia mi dice “Mà sei carina”)

8 – Che voto daresti alla tua intelligenza da 0 a 10? Oddio! Non ho mai fatto test che possanop indicarmelo, quindi….9 (:-) ).

9 – Che cosa sceglieresti tra vivere da solo/a ma con tutto il denaro che vuoi e avere tanti amici ma essere povero. Scusate ma qui mi autopremio: sola non lo sarò mai, non perchè ho tanti amici, ne ho pochi ma buoni, ma perchè non sono “povera” d’amore (me lo riconosco), e sola già ci vivo la notte, in quelle notti insonni che mi fanno apprezzare il mondo che mi circonda, mi donano pensieri sublimi, una solitudine che nessuna ricchezza materiale può eguagliare o comprare (visto poi che delle ricchezze materiali, dei soldi in particolare, non ne faccio un dio).

10 – Per quale motivo hai aperto il tuo blog? Cerchi mai di vendere qualcosa o fare proselitismo? Il blog è la mia finestra sul mondo visto che non ho molti soldi per girarci sopra; non vendo niente e non faccio proseliti, non devo e non voglio convertire nessuno alle mie idee.

E ora passiamo ai blog:

http://antodesimone.wordpress.com

http://ilmondodiarthur.wordpress.com

http://donnaemadre.wordpress.com

http://www.lagreca.it/blog

http://marcellomeo.wordpress.com

http://www.topperharley.com

http://vittoriot75ge.wordpress.com

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Leggere

Ho dedicato quasi l’intera mattinata a svuotare i scaffali della libreria, devo restaurare una parte della casa e inizio a togliere tutto, mi dispiace che tra due giorni toglierò anche il pc, e per diversi giorni non sarò nel blog e non potrò leggere le vostre pagine.

Tra i libri ho trovato un quaderno di mia figlia, che poi ho ricordato aver messo lì proprio perchè parlava di questi;  classe II elementare, compito assegnato a Meli verso la fine dell’anno. Lo avevo dimenticato, ma è stata una gioia e una sorpresa trovarlo, già allora mia figlia (a dire il vero fin dall’ultimo anno di scuola materna era interessata) amava i libri.

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Un commento ingenuo nellle parole, ma profondo nel pensiero, cuore di mamma o verità? Che ne pensate?

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Cifre….

…di cui l’uomo si “deve” vergognare. Cifre spaventose.

paint_my_world__by_angelica_minier Nel 2002 nsce il Protocollo Opzionale alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che vieta l’uso dei bambini soldato; oggi: più di 250.000 minori vengono rapiti, schiavizzati, drogati per combattere, sia maschi che femmine.

215milioni:  bambini di tutto il mondo costretti a lavorare per sopravvivere.

400mila minori: in Italia vivono sfruttati per lavoro.

Un proverbio dice: il pane fatto col proprio sudore ha un buon sapore; per questi bambini credo sia più che amaro, se mai lo mangiano un pezzo di buon pane.

 

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Che dire…

Alla faccia della gioventù, almeno quella anagrafica, questi la hanno nel cuore; dopo fame, guerra, sacrifici per loro e famiglia, lavoro voluto a tutti i costi (per loro due individuale: lui fattoria enorme, mia madre sarta rifinita e per spose, con atelier) acciacchi vari, ancora hanno la voglia di ritrovarsi, raccontarsi e farsi un passeggiata tra gli orti.

Mia mamma e il suo amico “Sor” Richetto.

84 lei, 93 lui!!! Amici da sempre.

Sor Richetto - 3 7 2014 (2)

 

 

 

 

 

(non ho resistito, li ho fotografati)

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Vero/falso….

1)Ho alzato e immobilizzato una donna di 80 Kg.
Ebbene si, all’età di 30 anni, con i miei 52 kg per la rabbia di essere stata pesantemente offesa, senza motivo per altro,  mi  sono trasformata in una Wonder woman.

2)Gioco a calcio.
In effetti giocavo a calcio, ora non posso più, ma una partita la farei volentieri.

3)Una volta a settimana vado a munggere la mucca del mio vicino..
No, è l’unica cosa che non farei su di un animale, non so perchè…

4)Ho preso l’aereo la prima volta per andare in Australia.
Non sono mai andata in Australia.

5)Sono patita per le collane d’oro.
No, adoro le pietre.

6)Ogni volta che vado al poligono a sparare….centro!
Sono andata una volta sola per curiosità, unica donna, grande sfottò e non ho resistito, ho detto semplicemente “Fatemi provare”: su tre prove, tre centri e tutti in silenzio :-) Mi sono stati regalati i cartelloni dei centri che ho appeso in salone con sotto scritto, su uno: lavare i piatti, sul secondo: passare la scopa, sul terzo: stirare….Secondo voi chi li doveva leggere? La minaccia era evidente… :-)

7)Ho sei tra fratelli e sorelle.
Ho un fratello e una sorella naturali. Uno volato via poco prima di nascere; se gli anni e le vicende non lo avrebbero impedito, per mia madre e mio padre avremmo avuto una squadra di calcio. Comunque girano in casa diversi “adottati” :-) : quattro italiani, un singalese che a breve tornerà nella sua terra, una pakistana con prole…..Il vizio di famiglia.

8)Adoro il caffè alla vaniglia.
Assolutamente si.

9)Mio marito ha molti anni più di me.
No, sono io che ho cinque anni più di lui.

10)Ho insegnato in tre scuole.
In una sola, e supplenze in altre due.

 

Grazie a tutti voi, vi lascio, la giornata è stata troppo impegnativa, domani sarà peggio.

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Fiaba d’amore – La lucina Antonio Moresco

Una amica mi lascia due libri da riconsegnare alla Biblioteca comunale, io ne approfitto e leggo….

fiaba  Fiaba d’amore

 In un angolo di marciapiede vive un vecchio barbone, Antonio, di cui non si sa nulla, unico suo compagno  un colombo ferito che ha curato. Una ragazza bellissima, Rosa, che passa tutti i giorni accanto al barbone, decide di portarlo con lei e con lui iniziare una storia d’amore. Il vecchio, definito dagli altri barboni pazzo, vive quel periodo come una fiaba e torna a parlare dopo anni di silenzio..
Ma un giorno viene abbandonato dalla ragazza senza un motivo, senza spiegazioni. L’uomo non ha più voglia di vivere. La giovane donna dopo un lungo periodo dall’allontanamento  lo va a cercare, pentita di averlo abbandonato e di aver perso quell’amore. La sua vita cambierà totalmente fino a quando on arriva nella città dei morti

Un libro dolce, che parla di un aspetto della vita di oggi ma che va oltre la morte. Una storia forse impossibile, a tratti anche desolante; ma è una fiaba del mondo contemporaneo dove, comunque, ancora si può sognare, farsi trasportare dalle emozioni.
Un libro breve, con buona narrazione, che mi sento di consigliare; un libro che con leggerezza accompagna in un mondo di fantasia ma con una finestra sulla realtà, quindi non solo una “fiaba”, ma uno spaccato sulla vita dell’uomo che vive la società della luce, del lusso, della frenesia, che spesso dimentica l’amore, per poi ricercarlo come unica vera meta. Per me è un libro dove si raccontà la diversità e l’importanza di sopravvivere, dove si racconta la scelta della libertà dai vincoli sociali che spesso si rivelano essere illusione, ipocrisia. Un libro dove c’è  possibilità di riscatto, c’è un motivo per cui vivere, c’è  il punto in cui tutti dobbiamo arrivare senza vederlo come una vera fine, c’è un amico silenzioso che ti è accanto, anche quando non lo vediamo o ce ne dimentichiamo.
Non conoscevo Antonio Moresco, che trovo avere personalità e carattere originale toccando temi attuali con estrema fantasia senza dimenticare il messaggio che vuole dare.
La mia domanda è: si può sfidare l’impossibile? Dico che a volte si può, meglio se insieme a qualcuno di cui ti fidi, anche te stesso.

 

lucinaLa lucina

Un uomo vive in un borgo abbandonato tra i boschi. Quando si siede la sera, sulla sedia davanti la casa che ha scelto per viverci, nel buio totale, sul versante della montagna di fronte si accende una lucina.
L’uomo si chiede se ad accenderla è qualcuno che come lui vive in un paese disabitato, o se è un ufo, o se è un contatto elettrico che fa accendere un lampione…
Preso da curiosità, un giorno, arriva fino al luogo da cui proviene la luce. Con grande sorpresa vi trova un bambino, soprannominato Stucco, che vive solo in una casa nel bosco. Ma come può un bambino che sa perfettamente gestire la semplicità dei gesti quotidiani sopravvivere? E come mai quel bambino è un bambino morto?

 Una storia romantica e triste, semplice nella trama, dove il tema della morte è narrato con delicatezza, una delicatezza che mi ha commosso. Nessuno conosce come sia il dopo oltre la vita, lo scrittore tenta di vederlo a sua immagine, evitando descrizioni di corpi intrappolati in loculi o nel buio, evitando il dolore dei vivi che si percepisce, ma di cui non da motivazione, solo nel vivere solitario del narratore. Una fiaba dove si narra di boschi, alberi, lucciole, vespe, stagioni….
Ancora una fiaba di Moresco ma senza il vissero tutti felici e contenti.
Un libro che secondo me mette in risalto la solitudine non tanto fisica, quanto intima, quella più dolorosa; dove si ricorda (scorrere delle stagioni) che dopo la vita c’è la mortee poi  ancora la vita, quella che sfida il trascorrere del tempo. Il mistero della vita e della morte. Il ciclo perpetuo che si ripete, l’uomo che da sempre cerca quella lucina che gli faccia capire il perchè della propria esistenza, e se ha un cuore da bambino tanto meglio, quel bambino che è dentro di noi e che sempre più spesso uccidiamo
Moresco, scrittore come dicevo prima, surreale a tratti, lascia, a mio avviso, anche la libera interpretazione al lettore, nei spazi aperti nel  finale dei suoi libri.

 

 

 

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