TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Cani aztechi

cani aA Città del Messico, l’antica Tenochtitlan (capitale azteca), gli archeologi dell’Istituto messicano di Antropologia e Storia del Messico hanno rinvenuto gli scheletri di 12 cani misteriosamente sepolti insieme più di 500 anni fa; misteriosamente perchè, solitamente, i ritrovamenti sono avvenuti nei pressi di antichi edifici o siti di sepoltura umani e mai tanti tutti assieme, in un’area di 2 metri quadrati; i resti erano sepolti a 1,3 e 1,7 metri al di sotto del livello stradale.
Gli scheletri sono integri e ben conservati, non presentano tracce di pratiche e riti precedenti la sepoltura. Le dimensioni degli scheletri fanno pensare a cani di media stazza che conservavano ancora quasi tutti i denti, questo fa pensare a cani comuni e non di razze native del Messico come il techichi (un antenato del chihuahua) o lo xoloitzcuintli (che perde i denti premolari una volta raggiunta l’età adulta).
Il ritrovamento è avvenuto nel quartiere di Azcapotzalco (zona nord-occidentale della capitale messicana) che anticamente si trovava sulla costa ovest del lago Texcoco (oggi bacino prosciugato e coperto da edifici e da strade), dove gli Aztechi che vi vivevano, utilizzavano gli scarti domestici e alcuni manufatti (vasi, lame di ossidiana, aghi in osso, strumenti musicali costruiti con ossa umane e canine…) per alzare il livello del terreno allo scopo di prevenire le inondazioni;  sono stati anche rinvenuti i resti di un pasto a base di tacchino e cane; gli Aztechi infatti allevavano i cani con lo scopo di mangiarli (oltre rospi, lucertole, formiche…).
E pensare che nella mitologia azteca il cane è una figura importante in quanto guidavano le anime dei morti fino all’oltretomba. Si pensava che questi continuassero a essere fedeli ai padroni anche dopo la morte guidando le loro anime attraverso i temibili livelli dell’oltretomba fino a raggiungere Mictlan, il più profondo. Il guardiano del mondo dei morti, spesso rappresentato con una testa di cane, era Xolotl.
Gli archeologi progettano di scavare ancora più in profondità per cercare indizi che possano spiegare lo scopo di questa sepoltura inusuale (tutti assieme nello stesso luogo), analizzare le ossa per chiarire la causa della loro morte, individuare eventuali malattie.

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Oblivion

immNegli ultimi anni del 2000 gli uomini, con una guerra nucleare combattono e vincono (anche grazie ai droni) gli alieni Scavengers che tentano di invadere la Terra, anche la Luna è stata distrutta e questo ha scatenato terremoti e tsunami che hanno devastato il pianeta su cui restano poche rovine di ciò che è stato.
L’umanità rimasta si rifugia su Titano lasciando sulla Terra solo un uomo, Jack Harper, astronauta,  “ripulitore” che riesce a crearsi un angolo tutto suo dove raccoglie oggetti del passato, e una donna,Victoria Olsen; sono addetti a difendere i macchinari che generano energia utile per il nuovo pianeta (sopratutto acqua), dagli alieni rimasti, questa attività  è guidata da Sally che è  l’autorità che gestisce la piramide che ruota intorno alla Terra con a bordo gli umani ancora non sbarcati su Titanio.
Jack ha spesso dei flashback dove gli appare New York e una bellissima ragazza. Durante una pausa dal suo lavoro scorge una scia di fuoco e una navicella spaziale cadere sulla Terra, accorso per verificare cosa sia accaduto, trova alcuni astronauti lanciati nello spazio decenni prima, chiusi in capsule di ibernazione; ne resterà vivo solo uno perche il sistema usato per difendersi dagli alieni inspiegabilmente non li riconosce come umani e li uccide.
Da quel momento tutto il mondo fino a quel momento conosciuto da Jack cambierà completamente e inaspettatamente.

 

Kosinski, già regista di Tron, oltre essere il regista di questo film di fantescienza ne è anche co-sceneggiatore e co-produttore. Non si può fare un confronto con il precedente film perchè sono storie completamente diverse, anche se sempre di fantascienza.
Nel film si parla del futuro postapocalittico che l’uomo moderno dovrà affrontare dopo la distruzione del nostro pianeta, che oggi sembra sempre così vicina a causa della tecnologia, del suo improprio impiego e dalla sete di potere dell’uomo stesso. Il messaggio del film è l’auspicio che l’anima dell’uomo, la sua voglia di natura, la sua cultura prevalga sulla tecnologia che sempre di più ci sostituisce anche nelle cose banali e quotidiane della vita (vedi monitor umanizzato che chiede come va la giornata e mette al corrente di come sarà l’andamento climatico).
Non sono proprio un’amante del genere, ma guardo volentieri questo tipo di film, sono l’altra parte di me; io che amo la realtà, sono romantica, amo la natura ,credo nelle grandi possibilità dell’uomo, mi lascio affascinare dal mondo rarefatto, dalle macchine che ci sostituiscono, dai veivoli fantasiosi (qui la bubbleship sulla quale un giro lo avrei fatto), dalla fantasia di chi inventa storie di questo tipo….
Questo film è coinvolgente perchè parla di verità, di come l’uomo non possa rinunciare a ciò che appartiene alla nostra cultura  che è il filo, il legame tra passato e futuro: libri, natura incontaminata, l’amore…perchè è pieno di colpi di scena, perchè è spettacolare (la luna fatta a pezzi è incredibile), è intrigante e suggestivo; il ritmo è adrenalitico, straordinari gli effetti speciali.
indexGli attori sono giusti nei ruoli attribuiti; Tom Cruise, che ama il genere ed è realmente un pilota, si è ben ritagliato il personaggio di Jack Harper, che intrepreta con bravura e senza la solita “superficialità” nei ruoli di movimento, ma Morgan Freeman, anche se non attore protagonista e che non appare per tutto il film, è stupendo.
Interessante la colonna sonora dove ci sono brani dei Procol Harum, Led Zeppelin, Pink Floyd, Rolling Stones, Duran Duran
Sicuramente mi sono semplicemente lasciata trasportare dalla storia e dalla voglia di capire quell’oblio fatto di ricordi, dalle scene di città sommerse, da quella base/casa sospesa… ma trovo questo film un capolavoro con una storia intrigante

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Lo scoiattolo volante

scoiattolo-volante-1Una giornata “piena”: sveglia alle sei, preparo qualcosa per il pranzo, vado a messa per le Palme e torno bella carica…Da circa 40 minuti la casa è tornata nel silenzio, rotto solo dal rimbombo dei tuoni e dal leggero scrosciare della pioggia. Questa mattina approfittando di un pò di  sole  abbiamo lavorato in giardino, aiutati da alcuni amici che si sono fermati a pranzo. Risate, scherzi, il vociare dei piccoli e tanta fatica, tra siepe e alberi e cespugli da potare…Ma bello, allegro. Dopo pranzo prendo i piccoli e li porto nel bosco per una passeggiata, la cosa che più li ha meravigliati è stato vedere due scoiattoli saltare da un ramo all’altro per poi sparire quando Sara (4 anni) ha gridato “Dove avete le aliiii?”. All’improvviso si è alzato un vento freddo e il cielo si è fatto scuro, così mentre tornavamo a casa le ho raccontato qualcosa sui scoiattoli, tipo che non hanno le ali, ma uno…..
Tra gli scoiattoli (mammiferi), c’è una specie davvero singolare: lo scoiattolo volante.
Tutti gli scoiattoli saltano da un albero all’altro, ma quello volante è in grado di compiere voli anche di 80 metri, arrivano a 90 con condizioni di vento favorevole; questo è possibile perchè dotato di patagi, membrane aerodinamiche che congiungono le zampe anteriori a quelle posteriori sostenute da un’asticella cartilaginea, sono due strati di pelle tra cui vi è un sottile strato muscolare che consente di variare la curvatura per adattarne il comportamento. Per compiere le planate lo scoiattolo tende le membrane appiattendosi completamente. Durante il “volo” non urta mai, in quanto la coda fa da timone e dirige il volo. Prima di atterrare su un albero esegue un’impennata che gli permette una sorta di frenata. E’ anche un ottimo arrampicatorescoiattolo-volante-4.
Lo scoiattolo volante siberiano è leggero, da adulto pesa in media 150 gr. ed è lungo circa 20/30 cm. esclusa la coda che non supera i 60; le altre specie arrivano anche a misurare 45-60 cm.
Ha orecchie piccole e prive di ciuffi, occhi che assomigliano a grosse perle nere, lunghi baffi vibranti, il mantello varia da un colore fulvo fino ad un bruno scuro, il pelo è particolarmente folto e caratterizzato da una colorazione più chiara nelle parti inferiori degli arti e della coda che può essere punteggiata di nero nella parte finale.
A differenza di altri scoiattoli è un animale notturno e possiede una buona vista.
Il suo cibo preferito sono: amenti, foglie di alberi caducifogli, gemme di conifere, frutti di bosco, noci; prima che arrivi l’inverno, quando il cibo scarseggia, all’inizio dell’ autunno, fa piccole provviste di amenti che nasconde sui rami e all’interno di alberi cavi.
La primavera è la stagione dei giochi e degli amori; la femmina rimane affascinata dalle acrobazie del maschio e inizia a preparare il nido che può essere un nido di uccello abbandonato e ben riparato o la cavità di un albero, raramente nei fienili; di solito fa molti nidi, alcuni li usa per nascondere le provviste, altri come camere di riserva. A primavera inoltrata o all’inizio dell’estate la femmina mette al mondo due o tre piccoli, appena nati sono grandi quanto la punta di un dito, ma prima della fine dell’autunno già abbandonano il nido.
E’un animale notturno, si muove silenziosamente sui rami più alti degli alberi, scendendo raramente sotto i 15/20 m. dal suolo. In Europa preferisce i boschi misti che si estendono nei territori nordici dal Mar Baltico, la taiga russa fino all’Oceano Pacifico. Anche se le foreste della Siberia ancora assicurano la sua sopravvivenza in Russia, la deforestazione stà privando questa specie di luoghi adatti in cui fare il nido. In Finlandia, la parte più occidentale del suo habitat è protetta da un decreto dell’Unione Europea: la sola vista di uno scoiattolo volante o la scoperta dei suoi escrementi può bastare a far rinviare o annullare un progetto edilizio. Vive anche nel Nepal orientale e nel sud est della penisola malese, in alcune località del Vietnam, sulle isole di Sumatra, Giava e del Borneo, in Cina, Corea e nell’isola giapponese di Hokkaido.
I suoi nemici sono : civette, gufi, la martora, che lo insegue fin dentro la tana.
Le specie di scoiattoli volanti sono 44; in estremo Oriente, gli si dà la caccia per la magnifica pelliccia con cui vengono confezionati copricapi e manicotti; è inserito tra le specie a rischio minimo.

 

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Angeli

ANGELO AL TRAMONTO“Pur essendo così grandi, gloriosi, puri, stupendi, che la loro semplice vista (se ci fosse dato di vederli) ci getterebbe a terra, come accadde al profeta Daniele, che pure era uomo santo e virtuoso, essi sono i nostri compagni di servitù e di lavoro, i quali vegliano e difendono anche il più umile tra noi.”

(John Henry Newman – cardinale inglese)

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Nuova virata…

La mia vita subisce ancora una svolta, ancora una volta l’imprevisto mi attendeva dietro l’angolo, ancora una volta dovrò fare i conti con qualcosa che mi trascinerò dietro per tutta la vita; mi sono detta “Cedo, non ce la faccio…”, ma evidentemente cedere non è nel mio DNA; mentre me ne andavo sola soletta lungo il viale alberato che dall’ospedale porta al parcheggio,riflettendo sulla notizia che mi avevano appena data, e su come drasticamente risolverla su cui non sono assolutamente d’accordo, una parte di me diceva “Siediti sulla panchina e addormentati”, l’altra parte diceva”Guai se ti siedi, anzi andiamo al bar a prendere un bel caffè e ragioniamo, troviamo la via migliore e lottiamo e accettiamo”. Credetemi una vera lotta, poi ha prevalso la seconda e mentre ero lì seduta al bar vedo passare Roberta. Quanto ci lega a noi due il destino? Nè io nè lei avremmo dovuto essere lì in quel momento. La chiamo e la invito a prendere un caffè, che mai avrebbe rifiutato. Chiacchieriamo, e faccio pace con il mondo.
globoverdeQuanto è preziosa l’amicizia? Tanto. E quanto quella tra donne? Tantissimo. Un’amicizia solidale, dolce come quella che vivo con lei allieva anche le pene, fa tornare il sole dopo la pioggia, dissipa le nubi più scure. Un’amicizia così aiuta a digerire anche le punte amare delle frecce che ti colpiscono. E’ terapeutica. E la risata è sempre in agguato. Un dono da “usare”, “offrire”, “tutelare”, “conservare”.

“Un vero amico è chi ti prende per la mano e ti tocca il cuore… sempre.”
Gabriel García Márquez

 

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Sant’Agostino

S.Agostino - Philippe de ChampaigneAgostino d’Ippona…ogni tanto riappare nella mia vita, con un’immagine, un pensiero, un dubbio, una certezza….Coincidenze o sono io che lo cerco?
Grande pensatore, uomo lontano da Dio finchè non lo trovò nel più profondo di se stesso.
Harnack, protestante, studioso del cristianesimo antico, ha detto di lui: non si saprebbe chi mettergli vicino.
Jiulien Green, scrittore, lo ha definito: un nostro contemporaneo, uno che ci precede nella ricerca della verità e ce ne indica la via; agli uomini del nostro tempo e a quelli del futuro.
La vostra idea su di lui?

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Siddharta – Hermann Hesse

41LFxDw+s+L._SY445_Siddharta e Govinda, giovanissimi, vogliono vivere con i Samana, mistici che che vivono nei boschi accontentandosi di poco e riflettendo su tutto ciò che li circonda. Dopo aver fatto questa esperienza Siddharta e Govinda partono alla ricerca del Buddha con cui Govinda decide di restare anche se questo comporta la separazione dal suo migliore amico che decide di  partire per altre mete. Siddharta, arrivato in una città, conosce Kamala, bellissima e ricca cortigiana che lo inizierà ai piceri dell’amore e che gli farà conoscere Kamaswami, ricchissimo e potente mercante che gli darà l’opportunità di diventare ricco a sua volta. Dopo molti anni Siddharta capisce che la sua è una vita inutile, non gli piace, così lascia tutto, anche Kamala che non gli dice di aspettare un figlio da lui, a cui metterà lo stesso nome. Siddharta parte senza meta, sicuro di poter tornare il Samana che era; giunto presso un fiume incontra Vasudeva, un barcaiolo saggio che lo accoglierà e gli rivelerà la forza del “fiume” che in lui ha portato la pace. Siddharta vivrà molti anni con lui. In quegli anni imparerà: il silenzio per ascoltare il fiume; incontrerà inaspettatamente suo figlio e Kamala, che è in viaggio per andare a conoscere il Buddha e la vedrà morire a causa del morso di un serpente; cercherà di trattenere con lui il figlio ma   inutilmente e lo vedrà andare via; vedrà Vasudeva allontanarsi per terminare la sua vita nella foresta; ritroverà Govinda, che anziano come lui, inizialmente non lo riconoscerà e di nuovo lo vedrà andare via. Siddharta troverà, dopo averla cercata tanto, una nuova strada che lo porterà all’illuminazione.

 
Avevo iniziato a leggere questo libro all’età di 17 anni, sulla scia di molti miei amici, in quel periodo era uno dei libri più letti, veniva quasi considerato una bibbia; molti, tra i più grandi, decidevano di andare in India per seguire la fiosofia orientale, ma all’epoca c’era una forte influenza dell’oriente, sia nell’arte, nella moda, nel pensiero, si cercavano vie alternative…Una mia amica e il fidanzato partirono per l’India, ci hanno vissuto per un anno, poi sono tornati, si sono sposati, lei indossando un sari bellissimo. Io a poco più della metà delle pagine l’ho lasciato, non ricordo neanche perchè; ho deciso di rileggerlo ora, e anche se non posso fare un paragone immagino che l’interpretazione sarebbe stata diversa rispetto ai due periodi in cui l’ho letto. Forse all’epoca l’avrei vissuto con l’inquietudine dell’adolescente, oggi lo vivo con la ragione dell’adulta, anche se a tratti mi ha emozionato.
Sicuramente è un libro che contiene una morale ben precisa: la scoperta della propria conoscenza non passa per il giudizio altrui o il giudizio che noi diamo agli altri e sulla loro vita. Siddharta rappresenta l’uomo che è in ognuno di noi: tormentato, con la voglia di liberarsi dalle convenzioni, con la paura di farlo, l’uomo che cerca, per mezzo delle esperienze, quale sia la via giusta per lui, quella dell’amore? Quella dei sensi? Quella genitoriale? Quella mistica? Quella puramente materiale? Quella facile dell’apparenza o quella dell’impenetrabilità dell’anima?
Siddharta è un libro meraviglioso, mi spiace non averlo letto da ragazza, forse ne sarei rimasta affascinata (o forse no visto che non l’avevo terminto?), mi è piaciuto leggerlo ma come un romanzo, sicuramente più affascinante di altri, ma un romanzo, ambientato in India, terra misteriosa e spirituale (una volta), con una bella storia. La ricerca del proprio io è sempre in agguato, è sempre fascinosa, sempre piena di sfumature che spesso ci sfuggono, in questo libro ci sono molti spunti di riflessione sull’argomento, come sempre Hesse è maestro nello scavare e scadagliare l’animo umano, ma molte cose non le condivido, forse perchè sono troppo occidentale? O troppo avanti negli anni per questo testo? Sicuramente condivido il pensiro che qui è ben tracciato: per conoscere se stessi bisogna sperimentare e sbagliare, essere feriti, passare attraverso il dolore, mettersi in gioco…
Cerco me stessa sempre, ma mai potrei vivere rinunciando al contatto umano, ad alcuni piaceri, alle piccole felicità quotidiane; al silenzio non rinuncio, in alcuni casi è necessario, ma non a costo dell’annientamento. Decisamente sono troppo occidentale; le filosofie orientali mi affascinano, le trovo interessanti ma non mi hanno mai ammaliato, anzi,  in alcuni aspetti non le comprendo. Sarà anche vero che chi le pratica raggiunge una serenità superiore ad altri, ma qualche dubbio mi viene, anche sulla base di un’esperienza fatta anni fa.
Comunque è un libro che consiglierei di leggere, dai racconti dell’anima si può sempre estrapolare insegnamenti, mettersi in dubbio o confermarsi certezze.
A me ha confermato alcune mie convinzioni. La parte che mi ha coinvolto di più è stato il racconto che gira intorno al fiume…nell’acqua che scorre ci ho visto un simbolismo, lo  scorrere della vita dell’uomo dalla nascita alla morte.

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Un post tira l’altro…

…a volte.
Ieri palravo del ’68 oggi guardo i giovani e non vedo la stessa voglia di cambiare che abbiamo avuto noi.
Lo so che dico una cosa assurda, ma vorrei vedere i giovani fare un balzo, essere più agguerriti, capaci di farsi sentire di più.
Oggi li vedo sfilare con cartelloni, slogan, ma poi si siedono e la prima cosa che fanno e avere l’immancabile cellulare in mano, poi passa tutto; il giorno dopo l’oblio. L’ho visto anche a scuola di mia figlia, un giorno di occupazione e poi arrivederci…
Li vedo perennemente seduti al pc, isolati dal mondo; li vedo bivaccare sulle panchine a bere birra e magari con una bella ragazza in braccio, per ore, ma che fanno? Chi è più agguerrito dopo un pò resta isolato, è vero che prima c’era più appartenenza, solidarietà, voglia di cambiare, come ha detto Stefano. Ma una lancia la voglio spezzare a favore di questa gioventù bella e apatica.
E’ vero che la loro voce spesso è spezzatra da chi non li appoggia, da noi stessi che, vecchia generazione, li abbiamo smile38ingabbiati in una scatola d’oro: la società dellessere, dell’apparire, dell’appartenere; siamo stati egoisti credo, perchè essere in prima linea è stato faticoso e toccato il benessere lo diventa ancora di più, è più facile lamentarsi ormai. Soldi per la ricarica, soldi per la sera, soldi per la birreria, soldi per abiti, scarpe, cellulari…soldi, come se essere giovani oggi voglia dire solo benessere. Sento genitori dire che oggi ci sono più soldi quindi è più facile darglieli (resto basita), oppure aver paura che li vanno a cercare altrove, in modi poco “ortodossi”, ma perchè non lo fanno lo stesso? Eccome se lo fanno! Li aiutiamo in tutto, li controlliamo, rendiamo la loro vita più facile o a volte li abbandoniamo totalmente; così non li facciamo crescere, non ci sono più regole da rispettare (come scritto da art e io approvo), non si mettono alla prova. Non hanno stimoli a guadagnare, il sesso è una routine, l’alcool, le droghe un’evasione…forse hanno più vitamine nel fisico che valori, ma non hanno la pace nel cuore e la forza di volerla.
Mi da idea che pensino che tutto è stato già fatto e che sia troppo difficile rinnovare, cambiare…..Peccato, la gioventù è forza è potenza è pensiero.
Su alcuni giornali ai ragazzi viene imbevuto il cervello di moda, di bellezza, come esempio di giovane attivo viene presentata la Pellegrini o Charlotte Casiraghi che vivono da sole, che hanno raggiunto il loro scopo, la loro indipendenza, che hanno studiato, che sono icone della moda…Ma fatemi il piacere! Portiamo ai giovani la conoscenza chi deve lottare allo stremo per vivere e facciamogli capire che è ora di reagire. Non voglio parlare di me, sarebbe troppo scontato, qualcuno potrebbe crederlo, ma una cosa la voglio dire, mia figlia è una di quelle protette per certi versi ma sconti gliene sono stati fatti pochi, la sua forza di reagire in alcune situazioni ci mette ansia, ma possiamo mai reprimerla avendogliela insegnata? Possiamo mai pensare che non ha cervello e forza per farlo? Lasciarla andare non è facile, ma la dobbiamo rispettare, se non siamo i primi, noi genitori, a credere in lei, nelle sue potenzialità, ad incoraggiarla nelle sue forze, ad acompagnarla anche quando tremiamo, può crederle uno Stato, un gruppo, può credere in se stessa? E la gioventù di oggi di mezzi, rispetto a noi, ne ha tanti per farsi sentire e intelligenza da vendere!

 

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1968

Ieri pranzo da me, questa volta numero di persone abordabilissimo: totale 10; mi comincia a frullare l’idea di aprire un ristorante :-)
Tutti abbiamo più o meno la stessa età, qualcuno di più, tutti abbiamo vissuto il ’68 anche se non attivamente; chi aveva un fratello, il padre, uno zio, un cugino… che parteciparono a quegli eventi e così abbiamo ricordato quel momento.
Io personalmente l’ho attraversato a 10/11 anni con partecipazione passiva, cioè non militando, perchè a casa mia, i miei genitori, seguivano il corso di quegli eventi con apprensione, appoggiarono o disapprovarono alcune scelte.
Mia figlia e un’altra giovane ragazza erano lì ad ascolatare sentirci parlare di quel ’68, che sempre torna nei ricordi di molti, dove società e cultura vennero sconvolti e trasformati, dove le idee passavano di testa in testa svegliando le coscienze e il pensiero borghese, lo definirei una primavera della società italiana, giusta o sbagliata che la si voglia classificare: le sommosse studentesche in generale, in particolari gli universitari; gli scontri di Valle Giulia tra polizia e studenti che costringeva mia zia a percorrere chilometri a piedi dal lavoro fino a casa e quando arrivava, a tarda sera, era terrorizzata; i primi operai in rivolta…Ricordo gli scontri che facevano vedere alla tele davanti al famoso Liceo Mamiani; i terribili scontri tra destra e sinistra; i feriti….E giovani che inveivano contro la guerra nel Vietnam, che quando si vedevano le immagini mia madre piangeva per i bambini uccisi, per i giovani e gli anziani morti.
E in quell’anno anche la Chiesa si mosse, cercando, con il Concilio Vaticano II, di capire il nuovo tempo, ricordo mio padre dire che era un passetto avanti, ma la chiesa ne avrebbe dovuti fare ben altri e più lunghi; aveva avuto ragione.
Ma il 1968 non fu solo per l’Italia, in molti Paesi europei e non si viveva questa ondata di protesta, anche in altri Paesi ci furono morti e feriti e cambiamenti. Ricordare ci ha lasciato un pò d’amarezza perchè è stato un momento di caos, che ha prodotto vittime, non solo fisicamente, ma che poi ha, piano piano portato cenere, quelli che allora erano attivisti sono ora ancorati alle poltrone che governano, hanno cambiato totalmente il loro modo di vedere rinnegando quello per cui si erano battuti, scegliendo la comodità a discapito di altri; ma ci ha comunque ricordato che alcuni cambiamenti sono diventate certezze, come il riassetto scolastico, diritti ad alcune fasce di operai…a cui non rinunceremo mai. Un cammino a tratti infruttuoso, a tratti positivo, ma i cambiamnenti non portano forse a questo?7_2_211

 

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Si dice che…

…la vita sia bella perchè varia. Vero. Ogni istante, ogni nuova situazione cambia la nostra esistenza.

Argo è tornato vigoroso e agile come prima, il dubbio è: si saranno sbagiati? Ci hanno consegnato analisi ematici e tessutali non suoi? A conti fatti ci avrebbe dovuto lasciare in Gennaio, ma lui è sempre più forte, addirittura ingrassato e non smette mai di aspettare mia figlia con tanto amore, di giocare con lei o di studiare insieme a lei, giacchè la ragazza lo tiene vicino quando fa i compiti. Cane erudito!

Argo (7)Argo (9)

 

 

Mia figlia ci ha piacevolmente sorpreso con questo ritratto  di Umberto Boccioni (scultore, pittore) che gli è valso un ottimo giudizio che spera migliorerà alla fine del lavoro.

Umberto Boccioni 4 2014

E la mia azelea non ne vuol sapere di guarire….

3d

Buon fine settimana a tutti.

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