TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Storie della citta’ di Dio – Pier Paolo Pasolini

bbb Un libro diviso in due parti: Racconti romani – Cronache romane.
Passeggerete nelle borgate romane: Testaccio, la Garbatella, Pietralata, il Tufello, il Quadraro, Tor Marancio, Primavalle, il Mandrione…
Sfiorerete Trastevere, Borgo Panico, Campo de’Fiori, Monte Mario Monteverde, San Paolo, Monte Sacro…

 

 

Grande Pasolini, meraviglioso libro, da non perdere.
In quei luoghi ho vissuto, ho assorbito i racconti di mio padre e li ritrovo in queste pagine.
Il racconto Castagne e crisantemi è bellissimo, poetico.
Il racconto Santino nel mare di Ostia mi ha emozionato particolarmente.
In Donne di Roma scoprirete Anna Magnani, ho sempre pensato agli occhi di questa donna stupenda e quelli di Pasolini…malinconici, a volte tristi, qualcosa li univa, continuo a pensarlo.
Mi sono emozionata a legger di Vicolo del (der) Cinque, dove mio papà ha vissuto per un periodo della sua vita, “….un povero budello di sampietrini e vecchi matoni, adagaito ormai nella notte, col sole che dardeggia tiepido sui tetti….”
E parla di Terracina, er mare dei romani…, “Erano nubi disordinate e pesanti…..nel centro si squarciavano, e qua e là affiorava il cielo, azzurrino o giallo, e verso sinistra…il sole faceva cadere un ventaglio di raggi, come riflettori puntati su un solo specchio di mare, che quindi luccicava, in quel punto, come una spada nuda…”

 

La sua scrittura mi incanta, le sue descrizioni mi trasportano in altra dimensione.
Pasolini era l’uomo che sapeva guardare oltre.

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Christmas Tag!

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“Quali sono le 3 cose che non possono mancare nel tuo Natale?“

Regole:

1- Rispondere alla domanda “Quali sono le 3 cose che non possono mancare nel tuo Natale?”
2- Citare, taggare e ringraziare l’ideatore del tag (cioè IO xD)
3- Citare, taggare e ringraziare chi vi ha taggati
4- Taggare a vostra volta almeno 15 blogger.

 

Per questo tag ringrazio Shioren (https://ilmondodishioren.wordpress.com), che ne è anche l’ideatrice e Violeta (https://violetadyliopinionistapercaso2.wordpress.com – http://www.violetadyliphotographer.com – https://fotografasenzastampante.wordpress.com); tag natalizio a cui partecipo volentieri.

 

Ecco cosa non deve mai mancare nel mio Natale (Natale egoistico, si può dire?):

 

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1) il presepio, che mi diverto a “costruire” ogni anno in modo diverso, che mi fa fare un tuffo nel passato visto che le statuine sono tutte di mia mamma e mio papà, insomma di quando ero piccola, alcune restaurate da me 20161207_180115 altre ancora originali 20161207_180008 20161207_180237Quel profumo d’amore che non posso dimenticare.

2) l’albero, pur se simbolo pagano, adoro averloin casa e decorarlo. Anche qui la maggior parte delle palline sono dei miei, la prima che mio papà ha comprto è stata quella che ha voluto regalare a me nel mio primo Natale 20161207_180712 e di lì non si è più fermato, come anche le statuine del presepe, le comprava tutte a Piazza Navona, in un negozio stupendo che per noi bimbi era una culla di giocattoli di legno e cartone, di palline di vetro soffiato, gli addobbi di organza e fili…un paese dei balocchi. Che non esiste più. melissa quest’anno mi ha estaurato delle campanele (che originalmente erano luci di quando ero piccola, si erano ingiallite con il tempo, le conservavo gelosamente 20161208_162210 20161208_162430 20161208_171342

3) 20161209_213419 il mio Babbo Natale di cartone, comprato a Courmayeur durante il viaggio di nozze. Non me ne posso separare, spero duri fino a quando io avrò la forza di tirarlo fuori dalla scatola dove dorme da gennaio all’8 dicembre di ogni anno.

 

Le nomine (che sranno meno di quindici):
chin583.wordpress.com

raccontidalpassato.wordpress.com

sardefinocchietto.wordpress.com

isabellascotti.wordpress.com

pensieriloquaci.wordpress.com

musicnoar.wordpress.com

unavistadisanfermo.wordpress.com

 

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8 dicembre

Mi spiace di postare con così tanto ritardo, ma non volevo mancare…giornata impegnativa.

A Roma tradizionalmente l’8 dicembre da inizio alle festività natalizie. I romani di una volta facevano in questo giorno presepe e/o albero.
Strana coincidenza, se penso che in questa data è morto John Lennonn, 8 dicembre 1980. Fu assassinato a colpi di rivoltella da un suo fan, Mark David Chapman.
Non credo di sbagliare se dico che la maggior parte delle persone che vivono su questo pianeta sappiano almeno una cosa di lui, che fu l’autore dell’album Imagine, il suo disco di maggior successo, inno internazionale del pacifismo.

 
E’ statato compositore e cantante del gruppo musicale dei Beatles, poi musicista solista, autore di disegni e testi poetici, attivista politico e paladino del pacifismo.
Nasce a Liverpool nel 1940 mentre era in corso un raid aereo tedesco della seconda guerra mondiale, da una famiglia di origine irlandese.
I genitori si separarono e nel 1945 il padre, Alfred, decise di portare suo figlio con sé in Nuova Zelanda. John si rifiutò e decise di rimanere con la madre Julia, che intanto ebbe un’altra figlia, Victoria Elizabeth, nata dalla relazione con un soldato gallese, ma che fu costretta a dare in adozione con il nome di Ingrid.
John cresce con la zia Mimi (sorella della madre) e suo marito George, allontanandolo così dalla madre a soli 6 anni.
Da subito dimostra una personalità eccentrica e creativa e gli zii lo iscrivono al Liverpool College of Art, intanto si avvicina alla musica da autodidatta.
In pochi anni subisce due lutti, quello dello zio George e quello devastante della madre che morì investita da un’auto guidata da un agente di polizia ubriaco.
Durante un concerto dei Quarrymen, John incontrò Paul McCartney con il quale formò il nucleo centrale dei futuri Beatles.
Lennon si sposò due volte: con Cynthia Powell da cui ebbe il figlio Julian, con l’artista giapponese Yoko Ono, da cui ebbe Sean. Entrambi i figli hanno seguito la carriera artistica del padre.

lennn

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E che Emozione sia!

Ieri Roma mi ha accolta con un pioggia fredda e insistente.
Il freddo pungente mi fa camminare veloce fino alla porta del Teatro, entro e…ancora freddo, il palco è buio, le poltrone vuote.
Mi siedo e poi inizia la prima magia, i versi francesi di Baudelaire mi avvolgono e incantano, dimensione inaspettata.
Poi la seconda magia, il teatro si muove, prima si provano i movimenti, poi la voce, poi le entrate, poi la musica e le parole….e nasce lo spettacolo.

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Abbiamo portato in scena Ad Lucem (https://tuttolandia1.wordpress.com/2016/11/06/lemozione-e-una-luce/) di Barbara Bricca, e ancora una volta lo spettacolo si presenta forte, intenso, commovente tocca la realtà femminile con decisione ed emozione.
Ogni storia è un frammento di vita reale anche se tu attore, su quel palco, entri in un’altra dimensione.
Prima c’è il timore, ma varcata la soglia del buio dietro le quinte il calore della luce ti scalda, l’anima vola e tu diventi il tramite tra l’Arte e il pubblico.
Doni te stesso alla parola, al movimento, alla rappresentazione e anche a chi ti ha preparato e diretto con passione e amore.
Su quel palco puoi trasformarti o semplicemente restare te stesso, puoi investirti di ciò che diventi o creare una frattura tra te e il personaggio.
Personalmente quel palco è stata l’altra dimensione. La prima fase del monologo che mi è stato assegnato recita “Mia madre…” e da lì in poi non sono stata più Paola, ma la figlia che ricorda una madre provata dalla vita.
Ieri ho dovuto cambiare un po’ la scena d’entrata, ogni luogo ha le sue esigenze, ed è lì che entra in gioco il regista, con la sua visione, passione, professionalità, le sue indicazioni sono il tutto, sono la molla che ti da sicurezza e ti sostiene. L’allestimento di uno spettacolo non è facile, c’è da considerare tanto, a volte lavorare sul filo del tempo.
Lasciatemi dire che lo spettacolo coinvolge, tanto, ma io mi incanto sempre quando osservo, ascolto Barbara nel suo lavoro, nel suo “dirigere”; è forte, passionale, eclettica.
E sul palco è imbattibile, il suo monologo di chiusura la presenta in “forme” diverse: gestualità, voce, espressioni che si adattano ad ogni sfumatura del personaggio o dei personaggi che deve presentare.
L’appalauso è la gratificazione per l’attore, ma a volte non arriva e magari pensi che il pubblico non apprezza o tu non hai “dato”, ma poi scopri che a volte è solo l’emozione a pietrificare quell’attimo, dopo scopri che il pubblico ha pensato di te che sai emozionare. E non c’è applauso che valga.
Ci tengo a dire che per l’impegno speso in questo spettacolo a tema sociale, andato in scena per la Giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne, Barbara Bricca ha ricevuto il premio “Donna nell’arte 2016”.
Non dimentichiamo che il teatro non può scindere dal sociale e che questa Arte apre le menti e la persona alla bellezza culturale, fondamento che dovrebbe essere essenziale nelle società di ogni luogo del mondo.

 

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PS . Ora faccio un appunto personale ma che sento doveroso: ringrazio Barbara per il calore che le sue mani hanno sviluppato sulle mie spalle, donandomi la forza per entrare sul palco. Grazie di cuore per il fondamentale sostegno.
Grazie ai compagni di viaggio che sempre mi accolgono con affetto e con me dividono le loro sensazioni ed emozioni.

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Un pensiero…

…così!

Tutti abbiamo bisogno d’Amore, ma c’è sufficiente Amore per tutti su questo pianeta?

cuorek

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SI – NO

Non so se vincerà il SI o il NO.
L’ansia c’è nel mio cuore, è un risultato importante.
Ora non sto’ qui a dire del NO e del SI, s’è già detto tutto.
Nella mia testa penso che è tutto un gran pasticcio, se guardo oltre vedo il nulla, il niente e poi vedo il caos.
C’è chi va a votare per eliminare Renzi perchè è antipatico, chi va a votare ma non ha capito niente, chi va a votare perchè Grillo ha detto che…Berlusconi ha detto che…Bersani ha detto che…
Mi domando “dopo” che accadrà? Si ucideranno tra di loro come fanno ora con le parole ma senza aver concretizzato una parola su che cosa voglia dire il SI e il NO? Non si è speiagto bene niente, solo uno contro l’altro…e il popolo? Deve pensare di testa sua così la colpa di come vada vada sarà nostra e loro diranno “…ve lo avevo detto di votare…”
Spero che come vada vada non sia ancora una volta il famoso cetriolo che l’ortolano usa per nuocere…a noi. O si?
C’è un governo pronto per il dopo? Io sinceramente non lo vedo, nè da una nè dall’altra parte.

“Una nazione è democratica quando è capace di privare del potere i suoi governanti incapaci.”  (Karl Popper)
E allora noi democratici non lo siamo stati mai.

“Chi afferma di non aver peccato, si illude, e la verità non abita in lui….” (Giovanni Evangelista)
E allora…siamo disarcionati visto tutta la sbruffonaggine che ogni rappresentante di partito ha decantato in questi ultimi giorni.

 

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E intanto domani vado…

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Dallas Buyers Club

dall di Jean-Marc Vallée

 

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Siamo a metà degli anni ’80, in Texas, Ron Woodroof, operaio dedito ad alcool, droghe e sesso, dopo un rapporto non protetto con una tossicodipendente contrae il virus dell’HIV, che lo porterà a sviluppare l’AIDS.
Ron non crede a questa possibilità perchè non è gay, anzi è omofobo. Con l’aggravarsi della salute, dopo una serie di controlli, gli viene detto che avrà circa trenta giorni di vita.
Diffusa la notizia intorno a lui si crea il vuoto, viene abbandonato da tutti gli amici.
La dottoressa Saks gli propone la cura a base di AZT*, che però si rivela poco efficace e anche dannoso, decide allora di andare in Messico, dove il dottor Vass cura i malati di AIDS con un farmaco a base di una proteina non riconosciuta negli Stati uniti, farmaco qusto meno tossico per la persona e efficace nella malattia.
Il miglioramento di Ron sarà netto tanto da decidere di rivendere illegalmente il farmaco ad altri malati. Ron incontra Rayon (Jared Leto), transessuale con la quale fonda  un’associazione dove su pagamento si ottiene il farmaco.
EXCLUSIVE: Jared Leto finds high heels a drag on the set of 'Dallas Buyers Club' in New Orleans Nel tempo Rayon, sieropositiva e tossicodipendente, si agrava e muore.
Ron decide allora di dare battaglia all’agenzia farmaceutica affinchè diminuisca la somministrazione di AZT a favore della proteina da lui assunta, la battaglia sarà vana ma darà origine ad un nuovo modo di curarsi individualmente.
Ron morirà sette anni dopo la prima diagnosi.

 

 

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Film drammatico, da non perdere, dove omofobia e malattia sono temi principali, anzi ne sono i protagonisti. La storia è vera e ci fa fare un salto temporale, in anni socialmente difficili per chi si ammalava di AIDS e per le tante vittime che le cure mietevano in quegli anni.
Matthew McConaughy Fool's Gold Dallas Buyers Club Meraviglioso Matthew McConaughey (Oscar miglior attore protagonista), fisicamente irriconoscibile; figura complessa, maledetta e profonda, figura che mostra il cambiamento del comportamento fisico e mentale quando si deve affrontare con coraggio e cognizione qualcosa che ci spaventa e che alla fine devi riconoscere.
Tutto il cast all’altezza, a partire da Jared Leto (Oscar miglior attore non protagonista) , calato perfettamente nella parte, occhi azzurri e languidi, dolce, sofferente, magrissimo sotto piume e sottane 3 la-et-mn-dallas-buyers-club-jared-leto-suiting-up-for-key-scene-20140214
Film meritatamente premiato con due Golden Globes e tre Oscar che mi ha emozionato, fatto soffrire, commosso e travolto. Sembra l’ennesimo film su un tema trito e ritrito, ma credetemi è un meraviglioso film, incisivo, anche un po’ crudele se vogliamo, che fa bene a ricordarci questa malattia che non retrocede, anzi avanza di nuovo con prepotenza.

 

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* antivirale che viene tuttora usato nella terapia contro l’AIDS; in quegli anni provocò danni collaterali ai malati che lo assumevano perché era somministrato in dosi troppo elevate.

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Nel mio giardino

…accade di tutto.

Le foglie

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La nonna

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E un magnifico gelido tramonto

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Bacio

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                                                                                      Fantasmi
di tela

sembrano
le piante

aspettando
il bacio

della primavera.

 

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Stelle

“E quindi uscimmo a riveder le stelle” (Dante Alighieri)

Fa freddo, tanto, ma non ho rinunciato a guardare il cielo, è stellato, il firmamento è infinito, io mi sento piccola piccola davanti a tanta meraviglia, ma anche i piccoli vivono giornate speciali. Oggi per me è stato così, una giornata speciale.

Buonanotte blogger!

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