TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

World war Z

di Marc Forster

 

Sulla Terra si diffonde velocemente una epidemia contagiosissima: ci si trsforma in aggressivi zombi. Occorre ricercare il luogo del primo contagio per poter isolare il virus e approntare un vaccino.
Gerry Lane, ex impiegato delle Nazioni Unite, può contribuire, con le sue capacità, alla vittoria sui zombi. Un eroe con famiglia. Che metterà in salvo su una nave del governo

 

Scene di massa spettacolari quelle dall’alto. Poco originale la trama: famiglia da salvare, eroe, azione, sopravvivenza.
Gli zombi sono rappresentati come figure umane e non si trasformano in quelle figure mostruose a cui siamo abituati ormai da anni
Un film apocalittico come tanti ormai (questo è del 2013), discerto, con diverse incongruenze, poco brivido anche se crea una qualche tensione. se avete tempo da perdere potete guardarlo, io l’ho trovato molto infantile e come mio solito do un no a Brad Pitt….non ne azzecca una (almeno per me)
(eccetto qui https://tuttolandia1.wordpress.com/2018/05/22/fury/ )

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Scrittrice taiwanese

“Una persona che ha
almeno un sogno ha un
motivo per essere forte.”

Sanmao

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Confermo, sono una sognatrice

Sono una sognatrice…lo avrete capito.
Nel sogno rinasco, non muoio.
Sogno ddell’amore che curo, che nutro, che spoglio.
Sogno delle voci che non potrò più ascoltare, ma che di memoria conservo.
Sogno dei bambini che stanno invecchiando, di quelli che non sono mai nati edi quelli  mai cresciuti.
Sogno della bellezza del corpo, dell’anima, del cuore.
Sogno dei sogni.
E vivo il viaggio che è dentro di me, perchè la vita è un viaggio intimo da affrontare con gli occhi illuminati dal sorriso e l’umiltà di poter combattere il dolore.

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Ci provo, a sognare…

E voglio sognare, ad occhi aperti, per allontanare i mostri.
Voglio puntare in alto, così non mi raggiungono, in quello spazio tutto mio. Ci devo provare, anche se è difficile.
Perchè voglio sempre inseguire la felicità, anche quando tristezza mi tiene la mano, non la mando via, la porto con me, chissà che riesco a scucirgli un sorriso.
Sembra banale. Ma forse non lo è affatto.

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Ci sono momenti della vita…così…tristi

Non sono giorni sereni…un mio giovane amico se ne è andato in pochi minuti, e tra le braccia della sua giovanissima figlia, una vera tragedia. E dai miei occhi ha iniziato a sgorgare il dolore.
E poi i pompieri…tre coltelli infilati nel mio cuore, che è sempre più strizzato dal dolore…oltre gli occhi.
E questa mattina vedo la figlia di una mia amica, giovanissima, magra da far spavento, mi avevano detto che era all’estero, no, era chiusa in casa, l’ho vista per caso, era in giardino sotto la pioggia, forse pensava che nessuno sarebbe uscito con il diluvio universale che da questa mattina lava le strade. Scappa in casa appena mi vede, citofono e arriva sua mamma, ci siamo guardate negli occhi e tutte due ci siamo messe a piangere, sotto l’acqua, come due naufraghe in mezzo all’oceano.
Mi dice solo: è anoressica, non me ne sono accorta subito, è un male subdolo…sarà colpa mia? Presto me lo dirà la psicoterapeuta.
Non rispondo, gli stringo la mano e l’unica cosa che riesco a dire: ci sono, quando vuoi, sempre, per tutte e due.
Ci abbracciamo e me ne vado.
Questa notte sarà una dura notte.

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I segreti di Wind River

di Taylor Sheridan.

 

 

La riserva indiana di Wind River, un cacciatore, il corpo di una giovane donna indiana, una recluta dell’FBI, l’inverno duro in una natura selvaggia.
La violenza, i silenzi. Bianchi e indiani. Un passato che torna.
La convivenza con il dolore e la fragilità umana cavalcano la purezza della neve fino a quando il candore si tinge di rosso sangue. Una ragazza violata, un corpo che reclama giustizia.

Un messaggio di umanità e politica, l’analisi del dolore, della famiglia perduta, la lotta con la natura
Un thriller da vedere, per le scene stupende, per il racconto lineare e intenso, per i bravissimi attori (peronaggi principali interpretati da Jeremy Renner, il cacciatore, e Elizabeth Olsen, l’agente) che il regista è riuscito a valorizzare bene delineandone la personalità, per la meravigliosa originale sceneggiatura, per la talentuosa regia. Non ci si focalizza sul delitto, ma su quanto gli eventi della vita possano cambiare i propri obbiettivi e quanto è duro sopravvivere e cercare di non arrendersi. Ottima la colonna sonora.

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Santi, torciatori, zitelle

A Roma c’è una chiesa dedicata a S.Caterina d’Alessandria: S. Caterina de’Funari, che è l’antichissima chiesa di S.Maria dominae Rosae, forse chiamata così riferendosi alla benefattrice e fondatrice di questa, identificazione difficile per mancanza di documenti.
Nel 1536 papa Paolo III concesse la chiesa a Ignazio di Loyola, che fondò nel monastero una casa per ragazze povere, spesso figlie di prostitute, che venivano chiamate figlie del luogo, ma vi si rifugiavano anche le stesse ragazze dopo essere rimaste vedove o se venivano maltrattate dai mariti. Venivano ospitate anche giovanissime ragazze zitelle che venivano collocate come serve che, dopo sei anni di lavoro, ottenevano dai padroni una dote di 150 scudi per maritarsi. Nel giorno di S. Caterina, il 25 Novembre, le giovani fanciulle, vestite di bianco, andavano in processione verso la Basilica dei SS. Apostoli, per essere scelte dai futuri mariti. Nel 1611 durante la processione una delle ragazze scomparve misteriosamente: per tale motivo si interruppe tale uso per diversi anni e la processione non si svolse più fino al 1640, quando la tradizione fu ripristinata. S. Ignazio e altri devoti uomini, molti dei quali erano nobili e ricchi spagnoli, si offrirono di mettere al sicuro e salvare dal pericolo le figlie di cortigiane e di donne di mal costume che, per il cattivo esempio domestico o per l’estrema povertà, potevano cadere vittime della seduzione. Esse dovevano essere di gradevole aspetto, residenti a Roma da almeno due anni e di età dai nove ai dodici anni. Erano sorvegliate dalle suore agostiniane, che inizialmente furono scelte tra le stesse ragazze aventi vocazione religiosa; istruivano, insegnavano le virtù cristiane, il cucito, il ricamo e ogni arte domestica che potesse formare ciascuna di esse in una donna onesta e timorata di Dio se avevano attitudini alla vita matrimoniale, altrimenti venivano indirizzate alla vita monastica.
Nel 1876 fu trasformato in istituto destinato all’istruzione di orfane di famiglie di condizione civile cadute in povertà. Oggi questo istituto/monastero non esiste più.
La strada prende il nome dai funari, i torciatori di funi (fabbricanti di funi) che si erano stabiliti in questa via dalla vicina riva sinistra del fiume Tevere, per utilizzare come botteghe gli androni dell’antico Circo Flaminio.

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Ci credo

Quando scende il sole e la luna si accende, quando le foglie vorticosamente si rincorrono nel vento fresco della sera, quando gli uccelli creano cori al mattino, quando il silenzio del bosco diventa immenso…

Ecco, io credo, anche nella mia fatica umana, che Dio esiste.

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Mi hanno fatto il solletico…

…e non mi è venuto da ridere..
Ben venga il taglio dei parlamentari…ma qualcuno sa se gli hanno tagliato qualche privilegio?
Ma a tutti, un taglietto sugli stipendi? Sui rimborsi? Anche su quelli dei soggiorni a Roma? Quelli per i collaboratori ad esempio….per convegni…? E i viaggi gratis su treni, aerei, navi? E sulle spese telefoniche? E poi i vitalizi che si accumulano alle pensioni?

Magari, intanto che qualcuno possa pensare di tagliare, una volta all’anno posso fare coloazione con i due euri che mi entreranno in tasca grazie ai parlamentari che andranno via….ma dove andranno? Si sa? Cosa faranno?

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Quartine

O teneramente amata del mio cuore,                                       
porta la coppa e la caraffa,
avviamoci a frugare in un variopinto campo
un nascondiglio d’amore.

Dove limpidamente scorre l’acqua di un ruscello,
o giovinetta, la tua bellezza
seduce la luna
e fa giubilare il cosmo.

Lascia che gli orafi
ritraggano dalla tua immagine
forme e disegni su centinaia di ciotole e coppe
che inneggiano all’amore.

Omar Khayyâm
(matematico, astronomo e poeta persiano, 1048-1131)

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