TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

14 Febbraio – San Valentino

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Dire “ti amo” è qualcosa di meraviglioso. Se non siamo convinti è meglio tacere, ma se è amore vero diciamolo fino allo sfinimento.

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Rafal Olbinski

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Rafal Olbinski nasce nel 1943 in Polonia, attualmente vive negli Stati Uniti.
E’ un pittore, educatore, illustratore e designer.
Per le sue realizzazioni artistiche, ha ricevuto oltre 150 premi, anche dall’Italia e precisamente dalla città di Fondi che, nel luglio 2002, gli ha conferito Divina Giulia per il suo contributo all’arte contemporanea.
I suoi dipinti sono incluse nelle collezioni del National Arts Club di New York, la Smithsonian Institution e la Library of Congress di Washington, Suntory Museum di Osaka, in Giappone,e altri in Europa e Stati Uniti.
rafal-olbinski-don-giovanni- Nel 2002 ha debuttato anche nella scenografia per l’Opera Company di Philadelphia, per il Don Giovanni di Mozart.
Ha realizzato numerosi murales di grandi dimensioni per installazioni di spazi pubblici in Europa.

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Iris

 

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Un anno di noi: Fulvia e Kalosf

Non commento. E’ tuto scritto.
Dico solo grazie a Kalosf.

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La conosciamo per il suo essere donna di tempra. La conosciamo per essere madre. Ne abbiamo letto stralci di una vita che ha vissuto con grandissima dignità e forza. Il suo blog, variegato e ricchissimo è una scoperta continua come i suoi interessi. Ha voluto esserci l’anno scorso. E’ tornata per il compleblog di quest’anno.
Grazie Fulvia. E’ bello che tu ci sia. Davvero.
E la madre crea la vita

E il figlio è l’eternità per la madreInsieme generano l’amore che da vita

all’Universo.

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Una valigia, una vita e uno spettacolo

Con un blogger (http://topperharley.org/2016/01/31/la-valigia-del-viaggiatore/#comment-18961) si parlava di valigie, quelle che ci portiamo dietro nella nostra vita… Cosa mettiamo in quelle valigie? Ecco io ho risposto e ho parlato della mia valigia. Il blogger mi ha chiesto di parlare di quella valigia che qualcuno ha portato sulle assi di un teatro. Un colto e giovane sacerdote ha proposto un tema per uno spettacolo: Partenze e Ritorni. Si poteva scrivre anche una storia vissuta. Io ho voluto farlo, perchè ho viaggiato, e si se ho viaggiato! E con una valigia, anche adesso la porto con me, è piena in modo inverosimile, è un po pesante ma non potrei mai separarmene. E’ la mia valigia.

Barbara Bricca, sensibile e colta regista ha preso la mia storia, l’ha rielaborata per poterla portare a teatro e ha scelto una bravissima attrice della sua Compagnia per rappresentarla, Emanuela, che ringrazio per la passione e la dolcezza e l’intensità con cui l’ha raccontata. Barbara Bricca ha elaborato  spettacolo stupendo ed emozionante (https://tuttolandia1.wordpress.com/2015/11/17/partenze-e-ritorni/) copia-di-dsc07718.

Qui riporto il testo come l’ho scritto io.

“Mi piace viaggiare.
Sono una di quelle persone che ama conoscere nuovi luoghi, cibi, culture…I miei viaggi li ho sempre scelti e organizzato io. Non ne ho fatti molti, ma li ho amati tutti, anche quello, l’unico che non ho scelto e che non avrei voluto fare.
Sono partita in una calda mattinata di fine primavera portando una valigia striminzita, senza il sorriso sulle labbra e con una pietra sul cuore.
Non ho attraversato deserti, nè mari, nè boschi, nè lingue d’asfalto; non ho respirato brezze marine, né gelsomini odorosi, nè aromi speziati; non ho conosciuto culture, abiti, musiche, diverse dalle mie.
Ho attraversato corridoi lunghi, pieni di porte, inondati di luci bianche e senza calore; ho respirato odori pungenti di chimiche essenze e aria fresca generata dal metallo dell’uomo; ho conosciuto uomini e donne vestiti di bianco, di verde, d’azzurro, che indossavano occhiali e mascherine e guanti bianche aderenti come una seconda pelle. Sono arrivata in una stanza enorme dove ho incontrato donne invecchiate perché la tinta dei capelli era sbiadita, donne con la pelle corrosa, madri senza luce negli occhi per il troppo piangere, madri senza voce o logorroiche.
Pensavo di essere arrivata alla meta del viaggio, non avevo capito che ero appena approdata sul molo, che ancora quel viaggio dovevo affrontarlo…Sono salita sulla zattera del dolore, quello che ha accompagnato la mia anima e il mio corpo. Il dolore del corpo l’ho affrontato remando nel mare delle certezze che la medicina mi offriva, il dolore dell’anima l’ho affrontato portando la zattera verso la riva dove vedevo una luce immensa che però più cercavo di avvicinare più si alontanava e, quando ho capito che le correnti contrarie spingevano la zattera sempre più lontana, mi sono tuffata tra onde di preghiere, rosari, dubbi. Nuotavo, ma la riva dorata si allontanava e quando ero allo estremo “Signore dove sei, perché mi hai lasciato” qualcuno mi ha gettato una corda “… i giorni in cui tu hai visto solo un’orma sulla sabbia, sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio”, e finalmente ho toccato quella riva.
Ecco, il viaggio per me era concluso, potevo tornare a casa.
Ma così non è stato, ancora sono dovuta partire, ancora un viaggio, più avventuroso.
Prendo di nuovo la valigia, più piccola dell’altra, non ho portato che due foto con me…Poi il buio, tutto si spenge, il sole scompare, la luna scompare; non so dove sono, non so dove andare, troppo silenzio, troppo freddo, tanto freddo…Inizio a correre in una landa buia, sotto una pioggia battente, fitta, gelida; vedo una persona correre verso di me, mi dice:”Di la, di la, c’è un’uscita, dopo la grotta…”, corro, sono tutta bagnata, non ho più forze; entro nella grotta, è nera, ho paura, vorrei tornare indietro, ma devo riprendermi, trovare l’uscita. Mi fermo solo un attimo per riprendere fiato e chiudo gli occhi, quando li riapro davanti a me appare una giovane donna dal manto e dall’abito bianco trattenuto in vita da un nastro azzurro, mi fa segno di stare ferma:”Devi tornare indietro, non è qui il tuo posto.” La guardo, mi volto e torno indietro, riprendo la corsa sotto l’acqua. Penso: “Ma che viaggio è mai questo?” e poi mi dico:”Ora mi sdraio e mi addormento, sono troppo stanca…” Appena appoggio il mio corpo sull’erba fradicia qualcuno, che non riesco a veder tanto è nera l’aria, mi accarezza il volto, mi abbraccia, mi incita a non dormire, solo a riposare per poi tornare a camminare, sembra il cullare di una madre…Dormo, tanto e quando mi sveglio c’è il sole, ci sono le voci e i volti conosciuti di sempre, c’è un angelo che pur non avendo le ali ha la forza di sollevarmi dalla stanchezza accumulata il quel lungo viaggio nella terra sconosciuta. E quell’angelo mi dice che è ora di andare via, non per fare un altro viaggio, è ora di andare a casa.
Ho fatto un viaggio lungo, non voluto, ma che oggi posso dire di aver amato, una viaggio che tanto mi ha insegnato.
Ho attraversato il mare in tempesta, ho calpestato la sabbia d’oro, mi sono fermata prima della grotta; ho lottato nel viaggio per tornare qui, dove chi è più in alto di ogni vetta ha deciso che io fossi.” Paola

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Martedi grasso!

La canzone delle mascherine

Mascherine,mascherine
per i bimbi e le bambine!
Son venute da lontano,
nel costume antico e strano:
Pulcinella ed Arlecchino,
Pantalone e Colombina.
Facce buffe, occhio ridente,
saltan tutte lietamente
tra i bambini e le bambine.
Benvenute, mascherine!

G.Vaj Pedotti

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Fioccano Tag…(visto che l’inverno non fiocca)

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Condividere l’amore – Blog Award

 

 

Ringrazio Giuliana per questa nomination. Giuliana è la poetica padrona del blog https://giulianacampisi.wordpress.com: ci si immerge in un mondo di parole, si sogna con le immagini e si torna alla realtà con una zampata di Maya la  gatta…

 

Regole:
-copia immagine e titolo
-dici cosa e’ per te l’amore
-nomina altri 5 blog

 

Cos’è per me l’amore: questa volta concedetemi di essere egoista, l’Amore sono Io.

 

E ora le nomination, questa volta voglio sentire quattro uomini e una donna.

Uomini non vi tirate indietro, dite…dite…

https://fariv66.wordpress.com (mi incuriosisce…)

https://kalosf.wordpress.com (potrebbe darmi due versioni…)

https://luca701.wordpress.com (potrebbe essere una stupenda immagine che ha nel cuore…)

https://yziblog.wordpress.com (potrei conoscerlo un po di più…)

 

Donna, a te che prepari valentine d’amore :-)

https://allegrabottega.wordpress.com

 

 

 

 

 

 

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Una poesia

Qualcuno penserà che mi sono sbagliata, oggi non è la Festa del Papà. Ma questa poesia mi è piaciuta troppo, ammirazione e anche identificazione di questa figura tanto importante.
Ci vuole forse una festa per un papà? Per me no, alla mia età e dopo tanti anni da quando se ne andato da questa terra non c’è giorno che non lo pensi e ne senta un la nostalgia.

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Mio padre dalla mattina alla sera.

Mio padre dalla mattina alla sera
suda, va e viene, lavora,
non c’è un uomo migliore di mio padre,
non c’è, non c’è in nessun posto.

Porta una giacca logora mio padre,
ma a me compra un vestito nuovo,
e mi parla di un bel futuro,
amorosamente.

Dei ricchi è prigioniero mio padre,
e lo maltrattano, lo umiliano, poveretto,
ma la sera lui ci porta lo stesso
una buona speranza.

Mio padre è un combattente, un grand’uomo,
per noi vende orgoglio e forza,
ma non umilia mai se stesso
davanti al denaro.

Mio padre è triste, pover’uomo,
ma se non avesse riguardo per suo figlio,
fermerebbe lui questa grande, triste
commedia.

Se mio padre non volesse,
non esisterebbero i ricchi,
così ogni mio piccolo compagno sarebbe
come sono io.

Se mio padre dicesse una sola parola,
ah, in molti tremerebbero,
e molti non vivrebbero così allegramente
e felicemente.

Mio padre lavora e lotta,
non c’è nessuno più forte di lui, forse,
è più potente anche del re
mio padre.

Endre Ady

Copia di Copia di Alessandra Bertacco469

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Nomination

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Ancora premio!
Per questo ringrazio ancora una volta la Dama (https://raccontidalpassato.wordpress.com). leggendo la motivazione del premio non posso che sentirmi onorata.

Innanzitutto cos’è il premio Dardos?
Il Premio Dardos venne assegnato per la prima volta nel 2008 dallo scrittore spagnolo Alberto Zambade a 15 blog da lui selezionati. Da allora questo premio si sta diffondendo in tutto il mondo e rappresenta un riconoscimento ad ogni blogger per il proprio impegno a trasmettere valori culturali, etici, letterari e personali.

Le regole:

mostrare l’immagine del premio
ringraziare chi ti ha nominato
nominare 15 bloggers
avvisarli tramite messaggio

Ora dovrei passare alle nomine, ma so che molti di voi lo hanno ricevuto, quindi vi nomino tutti e ognuno può partecipare se crede e diffonderlo.

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Vabbè, c’ho la fissa!

Chissà se qualcuno passando di qua dirà: Ma questa c’ha la fissa, ripete sempre la stessa cosa…
Ma se non lo facessi non sarei io, non posso certo dire quello che non mi interessa o che non mi appartiene.
Oggi pomeriggio guardavo mia figlia con un gruppo di amici, li osservavo da lontano e mi dicevo: Quanto sono belli, i loro sorrisi, le loro risate…i loro cappucci tirati sulla testa per evitare le gocce dell’acqua…che bella la Pace che sento repirare tra di loro.
E si, la Pace, la agognata Pace.
Accogliere nuovi amici non è Pace?
Regalare un fiore in un gesto di gentilezza non è Pace?
Offrire un trancio di pizza ad un’amica/o non è Pace?
Il quotidiano vissuto con semplicità, ma con la consapevolezza che viviamo in un Universo che ci accumuna non è forse Pace?
E facciamola entare nel nostro cuore sta Pace! Io ci provo sempre e ho insegnato a mia figlia a lasciare la porta aperta.

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Kavvingrinus – Fulvialuna1

Un gioco? Si, ma molto intelligente. E originale.
Un percorso a cui ho partecipato volentieri e aspetto di leggere le altre storie che sono state inviate agli ideatori. Tre giovani uomini differenti in modo incredibile l’uno dall’altro (almeno così li vedo io), ma hanno una cosa preziosa in comune: intelligenza e cultura.:Kalosf, Avvocatolo, Ysingrinus.
I nteressante leggere i loro commenti sulla mia storia,. Ognuno di loro l’ha commentata e questo mi ha messo di fronte una Paola diversa.

AVVOCATOLO

unnamedPubblico con emozione, con gli amici Ysingrinus e Kalosf, la prima “uscita” della nostra rubrica congiunta Kavvingrinus: Fulvialuna1.

Abbiamo già ricevuto moltissime storie di lettori, forza, unitevi anche voi!

I miei commenti sono tra parentesi quadra e in grassetto: enjoy!


Nel grembo di mia madre già leggevo, perché lei leggeva i romanzi di Liala, molto di moda nel dopoguerra [Fulvia, mi avevi detto di avere qualche anno in più di me, ma addirittura che risali al 1918 come la mia Leica… però…].

Il giorno del parto nella sua valigia da gestante ne mise due [Vedi che se ci fosse stato il Kindle ne avrebbe messi cento e letto nessuno…].

Mio padre mi ha sempre comprato libri dedicati ai bambini, poi da ragazza, ne ho tanti e li conservo gelosamente.

Mio nonno mi ha sempre regalato libri di autori importanti [E che culo scusa eh!…

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