TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Lontani in amore…

…il tempo che ci separa non ci logora, attesa e desiderio nutre l’amore.

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Madri e amore

“….O cara voce del materno amore,
A lievi giovanili anni conforto!
Che ognor t’intenda, ognor ti segua il core,
Fin che le vele sian raccolte in porto.”

da L’amore materno, di Giacomo Zanella

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Angeli

Quando sento un delicato soffio d’aria colpirmi, in assenza di vento, non so perchè sono convinta che sia il mio angelo custode. Mi piace pensare di averlo sempre con me.

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Autunno: la mia poesia

Mattinata in solitudine.
Lontana da tutti. In un luogo dove mi rifugio quando ho bisogno di stare sola e con la natura a farmi compagnia. Neanche sotto tortura direi dove. E’ un luogo segreto di cui solo mio marito e mia figlia ne conoscono l’ubicazione.
Non vogliono che vada da sola, i tempi sono quelli che sono, ma io li non ho paura, sono anni che vado e sono sempre stata sola. Unica compagnia un po pericolosa i cinghiali.
Li, le fronde degli alberi sono dipinte di rosso e arancio, più ti addentri nel bosco più senti l’odore dei funghi, delle castagne che cadendo marciscono. Vedi stormi d’uccelli volare, vedi la nebbiolina avvolgerti. Mi passa un brivido di freddo, ma il magnifico spettacolo che mi avvolge mi sussurra parole appassionate, mi regala fruscii eleganti, e il brivido passa dalla pelle all’anima. Un brivido vivace, fecondo, che mi spinge ad andare avanti, ad inoltrarmi dove posso incontrare i primi spruzzi di viola, dove la luminosità diminuisce…
Il cellulare è spento, lo porto in caso di estremo bisogno, ma non lo userei mai per disturbare tanta magia, non metto le cuffie per ascoltare la musica, preferisco giocare con i suoni ovattati e particolari del sottobosco.
Questo luogo è lontano da ogni paese dela zona, è una città nascosta dove mi diverto a fantasticare, ad immaginare di trovare all’improvviso angoli ancora nascosti da dipingere nei miei occhi. E’ un luogo incantato, dove puoi incontrar creature che neanche pensi esistano più, piccoli topi, il tasso, uccelli di cui ignoro il nome, e poi vedi in lontananze le querce, le magnifiche possenti querce, gli alberi che in assoluto amo più di tutti.
Il silenzio non silenzio mi ha rigenerato il fisico e l’anima, i miei muscoli sono indolenziti dalla camminata lunga e a tratti faticosa, tutto il mio corpo però ne ha trovato giovamento.
Per l’anima una medicina che non ha prezzo.
Autunno: stagione da me amata, è poesia che non mi abbandona mai.

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Federico Garcia Lorca

“La poesia non cerca seguaci, cerca amanti.”

 

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L’impossibile

Credete nell’impossibile?
Se si ama abbastanza la vita a volte l’impossibile diventa possibile.

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Quando scende il buio e le mie notti si fanno lunghe, cerco un ponte che mi accompagni fino al chiarore dell’alba…
Quel ponte è il mondo onirico che non mi abbandona mai.

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Tra il 9 e il 10 novembre 1938: Notte dei cristalli

“Se Hitler avesse vinto non sarei mai nata, non sarebbero nati i miei figli,
i miei nipoti. Non ci sarebbe un ebreo al mondo, non un rom, un disabile,
un omosessuale, un nero. E il mondo senza ebrei, senza omosessuali,
senza disabili e senza rom sembrerebbe ai più del tutto normale”.

Manuela Dviri

(negozio Berlino)

 

(campo di concentramento Nordhausen)

 

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Mi scuso…

…con tutti i blogger che seguo e che mi seguono per la mia assenza…periodo difficile da gestire.

Vi lascio con una delle mie passioni: Nina Simone

Buonanotte

 

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Agostino – Alberto Moravia

In Versilia, Agostino, adolescente, sta trascorrendo una vacanza con la madre, vedova.
I due passano serene giornate tra nuotate e gioco.
Ma arriverà Renzo, giovane e vigoroso uomo, a spezzare questo legame.
E arriverà Berto, un ragazzo che guiderà Agostino in un mondo a lui sconosciuto, dolorosamente reale.
E conoscerà Saro, un uomo che gli aprirà un’altro mondo sconosciuto, quello della omosessualità.
Agostino riuscirà a superare la fanciullesca visione della vita per entrare nel mondo dell’adolescenza?

Un libro che spezza la fanciullezza e arriva all’adolescenza usando come mezzo il sesso e la sua scoperta, che realisticamente lascia spazio alla scoperta di realtà sociali sconosciute inquietanti, ma non per questo non affascinanti per un giovane ragazzo.
In parte un libro che mi ha lacerato quando mi sono infilata nel personaggio di Agostino, il distacco dalla madre, così angoscioso mi ha colpito. Non che vivi fuori dal mondo, ma riportando la storia negli anni in cui è ambientata mi sono sentita inquieta.
Un libro bellissimo, dove ho trovato tanto di Moravia, nel presentare la psicologia dei personaggi, nel raccontare luoghi e immagini. Erano anni che volevo leggerlo e chissà perchè non ci sono mai riuscita.
Ho fatto la strada a ritroso per quel che riguarda questo scrittore.

 

“Si, le fonti del Cliturno” disse il Saro con voce di sogno.
“Ancor dal monte che di foschi ondeggia
frassini al ventomormoranti e lunge”
incominciò Agostino con voce malsicura.

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