TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Di nuovo in gioco

regia di Robert Lorenz

 

 

Un talentscout del baseball, Gus, in avanzata età a cui non si vuole arrendere; una figlia, Mickey, avvocato, trascurata dal padre e con cui ha un rapporto conflittuale, che decide di accompagnarlo nel Nord Carolina per conoscere una nuova proposta dello sport.
Lui è anziano, quasi cieco, ha bisogno della figlia. La figlia è convinta che l’unico amore del padre sia il baseball.
Lei mette in pericolo la sua carriera pur di accompagnarlo e diventare i suoi occhi, spiegargli i colpi del battitore, anche se lui li riconosce solo ascoltandone il rumore…La riconciliazione non è poi un sogno.

 

 

Film che mi era stato proposto molto tempo fa dal conduttore del blog wwayne, ma che non riuscivo mai a vedere. Fino a oggi pomeriggio
Mi aspettavo di più, Clint per me è un mito, mi piace molto come regista.
Mi aspettavo di più dal film, Clint, nelle vesti di un attempato uomo, quale è ormai, è davvero bravo, eprime emozioni.
Il film è comunque emozionante, prevale l’amore per lo sport.
Buona la sceneggiatura e bravi tutti gli attori.

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Nostalgia

Con questa situazione di mia madre, spesso mi viene nostalgia di mio padre, la sua pacatezza, i suoi occhi dolci, il suo sapermi consolare, coccolare, consigliare.
Ti vorrei qui, papà, con me.

 

“Le parole che un padre dice ai figli
nell’intimità della casa, nessuno
estraneo al momento le sente, ma alla fine
la loro eco raggiungerà i posteri.”

J.P.Richter

 

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Ancora un papa…con tanto di monumento

Giovan Battista Cibo, genovese, figlio di un senatore, prima vescovo, poi cardinale, all’età di 52 anni, nel 1484, viene eletto papa con il nome di Innocenzo VIII.
A lui si deve la spinta per una rinascita architettonica di molte chiese, edifici sacri e palazzi vaticani.
Come molti suoi pedecessori tenta una crociata contro i turchi, intrattiene buone rapporti con re, vicerè e quant’altro, ma, come molti suoi predecessori, darà vita ad una ossessiva caccia alle streghe, che porterà al rogo tante donne innocenti. In particolar modo le misure severe erano rivolte a maghi e streghe in Germania, e Spagna, dove nominò Tomás de Torquemada come grande inquisitore. I suoi inquisitori non potevano essere molestati da nessuna persona di qualunque rango o condizione sociale e se fosse accauto, l’autorità ecclesiastica procedeva alla scomunica, alla rigida applicazione delle pene canoniche e, se era il caso, ricorrere al braccio secolare. Nel periodo in cui Tomás de Torquemada fu inquisitore, furono istituiti processi molto rigorosi nei confronti degli ebrei convertiti al Cattolicesimo che fossero sospettati di falsa conversione, in quindici anni della sua gestione del tribunale i processi furono 100.000 (una ventina al giorno) mentre le condanne a morte furono 2.000; fu uno spietato torturatore degli ebrei, delle donne accusate di stregoneria e degli eretici.
E ancora, come diversi suoi predecessori non si asterrà dal nepotismo: favorirà i suoi figli naturali, riconosciuti, avuti in gioventù da una donna non conosciuta, mai sposata. Per loro vorrà cariche prestigiose, sia all’interno della Chiesa, che nel governo di Roma, e affiderà a loro importanti feudi. Nel 1487 proibì la lettura delle novecento proposizioni di Pico della Mirandola; il libro che le riportava fu bruciato.
Fu uomo di raffinati gusti musicali, un buon letterato, amante delle opere d’arte, ne commissionò molte ad alto livello sia per le chiese che per la sua villa, ma tutte furono poi distrutte o modificate.
Uomo debole, sia fisicamente che caratterialmente, muore a 60 anni, nel luglio del 1492, lasciando un governo instabile e gli stati pontifici nell’anarchia, la sua morte segnò l’inizio di violenza e disordini senza precedenti.
E’ sepolto in San Pietro, in uno splendido monumento funebre commissionato dal nipote Lorenzo, opera del Pollaiolo.

  

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Per Giuliana

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L’uomo di tutti i cieli

Perché mi domandi
se sono uno dell’Africa,
se sono uno dell’America,
se sono uno dell’Asia,
se sono un europeo?
Aprimi, fratello!
Non sono un nero,
non sono un pellerossa,
non sono un orientale,
non sono un bianco:
sono soltanto un uomo.
Aprimi fratello!
Aprimi la tua porta,
aprimi il tuo cuore,
perché sono un uomo.
L’uomo di tutti i tempi,
l’uomo di tutti i cieli,
l’uomo…
uno come te!

René Philombe

 

 

 

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Madonna col Bambino tra i santi Michele Arcangelo e Andrea

 

 

Un dipinto che adoro (olio su tavola) di Cima da Conegliano.
La Vergine e il Bambino Gesù, san Michele Arcangelo, di cui sono innamorata da sempre…guardare questa opera mi fa pensare alla rinascita sulla distruzione di ciò che è passato…il paesaggio mi suscita questo pensiero: le rovine fatiscenti e ben particolareggiate, in lontananza la città solida, ben strutturata (nella collocazione storica sicuramente un borgo, se ben ricordo proprio Conegliano).
I colri poi, armonia e quel dorato colore che sa tanto d’antico e mi infonde pacatezza. Guardarlo mi da la certezza, Maria e suo Figlio, sono la rinascita su ogni distruzione.

 

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La Befana di Melissa…a mamma

Non lo avrei mai lontanamente immaginato.
Quando i figli ti osservano e tu non te ne accorgi…

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Mi deciderò prima o poi a crescere…

Ho passato tante epifanie nella casa di montagna dei miei nonni, avevano il caminetto ed era bello alzarsi la mattina del 6 e trovare le calze appese (lavorate a maglia da nonna e coloratissime), dolci sbriciolati, un bicchiere di latte rovesciato, un po’ di carbone; la Befana era venuta a trovarci, malgrado il freddo gelido e spesso la neve…una favola, vero, ma che bella favola!
Quando i miei nonni volarono via la mia mamma appendeva le calze nella cappa sopra i fornelli, non era la stessa cosa, ma la magia rimase intatta.
Una mia amica mi dice che lei mette delle ciabattine sul piano cottura perchè non sa dove appendere le calze.
Ora prendetemi per matta, ma io ancora oggi preparo le calze per Meli, per i bimbi dei miei vicini, per due figli di amici e da quest’anno anche per il figlio di mio nipote.
E le appendo tutte alla cappa, che è piatta perchè di vetro…non potete capire che marchingegni mi invento, ma le calze appese sono troppo magiche, non posso rinunciarci. Finchè avrò la forza di prepararle.
Un’usanza tanto italiana che non vorrei sparisse.

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In quanti modi si uccide?

Non uccidere il tuo fratello

Non uccide solo la violenza dei terroristi…
uccide chi “strozzina” il povero…
chi prende milioni per guarire un malato
o per risolvere una causa giudiziaria…
Uccide chi procura aborto
e non difende la vita del più debole…
Uccide chi consuma troppo,
impedendo ad altri
di avere il necessario per vivere
o investendo le proprie ricchezze
in opere di morte,
anzichè a favore della vita.
Uccide chi giudica la ragazza madre,
uccide chi inquina
impedendo la vita al domani.

Ernesto Olivero

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Petrus Christus

Annunciazione

 

Natività

 

Madonna di Exeter

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