TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

L’amico immaginario – Matthew Dicks

amicio  “Il mio nome è Budo.
Sono in vita da cinque anni.
Cinque anni è un sacco di tempo per uno come me.
E’ stato Max a inventarmi e a darmi il nome.”

 

 Budo èl’amico immaginario di Max, bambino autistico di circa otto anni.
Max è una bambino dalla vita complicata, ad esempio non ama essere toccato, neanche da sua madre e suo padre, non permette a nessuno di entrare nel suo mondo, solo Budo lo può fare, solo lui può stargli sempre accanto. A scuola Max segue un percorso riabilitativo con un’insegnante di sostegno, la signora Patterson. Una mattina Max sale sulla macchina della Patterson che lo porta via dalla scuola. Da quel momento di Max non si saprà più nulla. Budo, che capisce solo al’ultimo cosa stà accadendo, corre disperato cercando di raggiungerli, ma non ci riesce.
Quando le insegnanti si rendono conto che Max è scomparso chiamano la polizia e i genitori. Vengono interrogate tutte le insegnanti, anche la signora Patterson, che spiega di non essere venuta quel giorno a scuola e non sa nulla del bambino. Tutti si interrogano sul perchè Max sia scappato, solo Budo sa la verità ma non può raccontarla, perchè può essere ascoltato, e parlare, solo con Max o gli altri compagni immaginari, quelli che incontra a scuola, in ospedale, nei parchi….
Budo conterà proprio su alcuni di loro per capire cosa si nasconde dietro il mistero della scomparsa del suo amato amico e scoprire dove è stato portato; con uno di loro tenterà di salvarlo.
Ho iniziato a leggere questo libro per curiosità. La molla è stata il fatto che a scriverlo è un ex maestro di sostegno alle elementari (ma esistono ancora i maestri? Tutte donne….), poi perchè è vissuto dalla parte della figura immaginaria.
E’ un libro delicato ma realista, che parla di autismo (oggi sindrome di Asperger, quando insegnavo io appena se ne cominciava a parlare…) e ho riscontrato tante assonanze tra Max e Giulio, il bambino che avevo in classe quando facevo supplenze; sono maestra di scuola materna, con tre specializzazioni (che oggi servirebbero ben poco ma a cui ancora credo), ho lavorato all’interno delle scuole materne per quattro anni, tra supplenze, pre e post asilo (una volta si usavano e secondo me erano utilissimi) e centri ricreativi estivi, poi ho lasciato per seguire l’altra strada…
E’ accaduto che alcuni bambini avessero accanto queste figure e molti genitori erano preoccupatissimi; è un processo tutto sommato naturale quando i bambini vivono aspetti sociali o psicologici particolari, ma non necessariamente preoccupanti o colllegati a patologie. Melissa, ad esempio, non aveva un amico, ma un fratello, Francesco; l’ha avuto dalla fine dei tre anni ad appena a compiuto i quattro, circa tre mesi; quando ha iniziato ad andare all’asilo, improvvisamente è scomparso, neanche se ne è accorta, semplicemente non lo nominava più, non lo cercava, non lo vedeva, e pensare che lo aveva creato come un vero e proprio bambino, dormiva in un letto, mangiava con noi, guardava i cartoni, mi baciava, lo dovevo vestire…
Tornando al romanzo..inizialmente l’ho trovato lento e un pò ripetitivo, mi stava deludendo, ma poi andando avanti, è stata la curiosità a prendere il sopravvento, mi ha appassionato; la storia è diventata intigrante e simpatica, volevo sapere come finiva. E sinceramente questo romanzo mi è piaciuto, originale e anche emozionante. Un romanzo sui bambini, sul loro essere, sul loro mondo, che a me, sinceramente, sembra sempre più calpestato a favore della crescita “veloce”, adulti ancor prima di esserlo fisicamnte, adulti ancor prima di avere la facoltà mentale di prendersi alcune responsabilità. I bambini, di cui tanto si parla ma che poco si rispettano, dentro e fuori la famiglia.

Lascia un commento »

Io e Roberta

Chi mi segue ormai sa chi è Roberta, la mia amica del cuore, di vita, di risate, di pane e cioccolata, di colazioni, di dolori, di confidenze….Questa mattina siamo andate alla messa in ricordo di Amerigo, il mio hilander (per me è sempre qui, vicino, la sua anima la vedo tra gli ulivi…), poi ci siamo prese un caffè insieme e Roberta , che stà passando un pessimo periodo a causa di Danny, il suo primo figlio quasi sedicenne, è stata un fiume in piena. Tra parlarmi dei dispiaceri che passa, qualche battuta e come pensa di risolvere le cose, ci ha infilato dentro tante di quelle “cavolate”che poco avevano a che fare con quello di cui mi parlava… Poi mi guarda e mi dice:”Scusa, ho detto un mucchio di stupidaggini….non mi giudicare matta!” Mi sono messa a ridere e l’ho abbracciata e anche lei si è fatta una risata. Roberta è un’anima pura, di quelle che non esistono più. La sua semplicità, la sua voglia di vivere ancora un mondo contadino e una saggezza contadina, la sua mancata cultura (non per suo volere ma per obbligo), i suoi centrini, i suoi fiori…ne fanno una persona dolce, forte e indifesa allo stesso tempo. Proprio questa sua semplicità però non gli permette di stare al passo con i tempi, e con i figli è un pò un problema, e suo marito è come lei. Molto siamo riuscite a fare per i ragazzi, li seguo da quando Danny e Meli andavano all’asilo, sono stata il suo aggancio e lo sono ancora, e lo sarò sempre. Quando mi da detto delle stupidaggini l’ho vista proprio come un cucciolo indifeso, lei sa che io ci sono per tutto, qualsiasi cosa. Sono sua amica anche perchè sono disposta ad ascoltare le sue stupidaggini quando ha bisogno di chiacchierare e sicuramente non la giudico, l’abbraccio. Non è forse anche questo l’amicizia?

0_11bd58_d4ba9b11_orig

10 commenti »

La fantasia

Quale di queste due definizioni vi si addice di più?

“La fantasia è la più bella bella figlia della verità, solo un pochino più vivace della madre.” (P.Bosmans)

“La fantasia è la figlia diletta della libertà.” (Leo Longanesi)

LA FANTASIA IN BLU

Oppure, quale è la definizione di fantasia che più vi appartiene?

19 commenti »

Una giornata…

…una delle tante. Un pò più impegnativa (e ancora non ho terminato: mi aspetta la ginnastica quotidiana, la cura dei pelosi e la cena per i due zampe :-)….Stò “studiando” l’inglese…qualcuno riderà, ma è così. Spiego.   Ai miei tempi :-) le lingue straniere erano un pò sottovalutate, solo inglese e francese. Alle medie scelgo inglese perchè mio padre (grande meraviglioso uomo) aveva capito che sarebbe stata la lingua del futuro. Trovo la peggiore  professoressa che mi sia mai capitata, me lo ha fatto odiare, ma comunque….Premetto che non conosco il francese ma se lo leggo lo pronuncio benissimo e mi piace molto (la mia amica strologa dice che è la parte del cervello che ha incamerato il mio atavico, sembrerebbe che discendo dai franchi, da studi semi completati da una mia cugina), vabbè studio l’inglese un pò stentatamente, lo uso per lavoro, poco, poi arriva il coma. Quando mi risveglio molte informazioni incamerate dal mio cervello si sono dissolte, o magari sono infilate chissà dove. Esempio banale: le Valda? e che sono? Quando vedo la scatola mi tornano in mente. E di queste ce ne sono state diverse. Esempio doloroso: chi è questa bambina? Non la ricordi? No. Vedrai che con il tempo…Melissa. C’ho messo una settimana per capire chi era, che ero sposata, che ero malata….E di queste ce ne sono state diverse. Poi i ricordi iniziano ad affiorare, mi lacerano la testa, mi fanno sudare, venire i brividi, la nausea. La prima volta credevo di morire poi mi sono saputa gestire, ho sempre rifiutato il perscorso psicologico medico, sono terribilmente spocchiosa e altezzosa, faccio tutto da me. Ancora adesso dopo anni ogni tanto qualcosa riaffiora guardando foto o semplicemnte riaffora, così. L’inglese è andato quasi tutto distrutto. Ora la mia Meli mi da lezioni, faccio una fatica enorme ma quando mi metto in mente una cosa…anche se ogni tanto le parole fuggono via, anche quelle italiane, ma poi le ritrovo. E proprio oggi mi sono ricordata di un piccolo viaggio che io e mio marito abbiamo fatto tani anni fa, non lo sapevo più, e ho rimuginato sul fatto che, udite , udite, qualcuno ha cercato anche di approfittare di questa mia situazione, ma la natura quando ti toglie qualcosa te ne concede un’altra, l’intuito, a me lo ha rafforzato bene bene e fiuto il pericolo. Come un animale. Ora ditemi se non sono fortunata!!! Potevo avere mille problemi al risveglio e invece…l’inglese! Pazienza :-) cerco di recuperare. E come non posso non sentirmi  fortunata se, dopo la grande pioggia di oggi pomeriggio (e pensare che c’era un bel sole questa mattina) vedi un arcobaleno così davanti casa DSC06674DSC06673 e dopo un pò vedi un tramonto così dall’altro latoDSC06676DSC06677  e ringrazio Dio perchè tutto ciò i miei occhi ancora lo possono vedere.

E’ un pò lungo, ma oggi è così :-)

18 commenti »

Oggi mi gira così!

L’uomo, grande sfruttatore, in tutti i campi; l’uomo che desidera sempre di più, desidera troppo; l’uomo non si accontenta più di ciò che ha…La Terra impoverisce, l’uomo lo sa, ma non si ferma, anzi….
Ma siamo sicuri che questa avidità ci appaga? E’ questo tarlo divoratore quello di cui abbiamo bisogno?
E il cibo poi…supermercati traboccanti di cose inutili, cibi di terre lontane, cibi che non ci appartengono e che innescano anche allergie, cibi che vengono scontati perchè non venduti, che si buttano in grande quantità.
Scaffali pieni di merendine in tutte le salse, farine di tutti i tipi, formaggi farciti, cibi cotti e precotti…..Troppo…e molti muoiono di fame.

Mahatma Gandhi ha detto:
“La terra ha risorse sufficienti per i bisogni di tutti,
ma non per l’avidità di tutti.”

“Se tutti lavorassero per il proprio pane e niente più, ci sarebbe abbastanza cibo e tempo libero per tutti… i nostri bisogni si ridurrebbero al minimo, il nostro cibo si semplificherebbe. Allora mangeremmo per vivere, anziché vivere per mangiare.”

Il-pittore-del-vento-Franco-Azzinari
Un antico proverbio indiano recita:
“La terra produce il grano, ma l’uomo produce il sogno del grano: è il sogno che consente il realizzarsi delle cose.”

Ma l’uomo questo sogno lo ha sfruttato, e lo sta sfruttando, nel peggiore dei modi.

17 commenti »

Un sogno….

Qualche “delinquente” (e gli stò facendo un complimento) ha ben pensato di avvelenare gatti e cani di un paese che dista circa 10 chilometri da qui..

Il mio sogno? Che tutti gli animali possano vivere amati e coccolati come i nostri. Utopia?

Foto2756Foto2758Copia di Foto2795Foto2790

Semir attende il rientro di Melissa…

Foto2762Foto2765

27 commenti »

Superbatteri (una volta c’erano solo i super eroi)….

superbatteri La figlia di una mia carissima amica è stata ggredita, 20 giorni fa, da un’infezione di non specificata provenienza, niente di contagioso, ma a tutt’oggi, pur essendo stata sottoposta a analisi e curata con antibiotici a base di penicellina, dopo averne scartati due che si sono rivelati inefficaci, non si sa che tipo di battere o virus  sia stato a provocarla.
Ora stà bene ma sarà monitorata per almeno tre mesi…
La cosa mi ha destabilizzato un pò e mi sono ricordata di un articolo che avevo letto circa due-tre mesi fa, sui superbatteri.
In Europa e negli Stati Uniti la resistenza agli antibiotici ogni anno provoca la morte di oltre 50 mila persone. Ogni anno circa 700 mila persone muoiono a causa della resistenza ai farmaci di alcune malattie come la tubercolosi, la malaria ed il batterio E.Coli. I paesi più a rischio sulla resistenza ai farmaci sono Russia, Brasile, India (nel 2050 due milioni di vittime ogni annosaranno  attribuibili a infezioni resistenti ai farmaci), Cina, Messico, Indonesia, Nigeria (nel 2050 più di un decesso su quattro sarà attribuibile a infezioni resistenti ai farmaci) e Turchia.
Secondo quanto scrive la BBC infatti, entro il 2050 le infezioni resistenti ai farmaci uccideranno 10 milioni di persone in più in tutto il mondo contro gli 8, 2 milioni che attualmente muoiono per il cancro.
Il governo britannico ha incaricato l’economista Jim O’Neill di svolgere uno studio sui costi per la produzione di nuovi farmaci per limitare i danni causati dalla resistenza agli antibiotici, la cifra ammonterebbe a circa 100 mila miliardi.

24 commenti »

Piazza Farnese

Piazza Farnese sign 09  Roma, rione della Regola.

Questa piazza prende nome dallo splendido palazzo che i Farnesi si fecero costruire.
fp Palazzo Farnese fu soprannominato “il dado” per la sua mole quadrata; è considerato una delle quattro meraviglie di Roma (Il cembalo di Borghese – il dado di Farnese – la scala di Caetani – il portone di Carboniani), uno delle più belle architetture civili del Rinascimento italiano.
Il cardinale Alessandro Farnese (futuro papa Paolo III) nel 1500 circa acquistò varie case e palazzi che fece demolire per realizzare la piazza e la sua splendida dimora, su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane.
I lavori cominciarono nel 1514, furono interrotti dal sacco di Roma del 1527, ripresero dopo l’elezione del cardinale al soglio pontificio; nel 1546 l’architetto Sangallo morì e, dal 1546, fu chiamato Michelangelo che progettò anche di costruire un ponte che collegasse il palazzo al possedimento dei Farnese in Trastevere, la villa Farnesina, di questo progetto, interrotto dalla morte di Paolo III, resta soltanto il primo tronco di ponte su via Giulia, detto “arco dei Farnesi”. Non è vero che il materiale usato per la costruzione del palazzo provenisse dal Colosseo, bensì dalle rovine di Ostia e da quelle del “Tempio del Sole”,  il travertino dalle cave di Tivoli, mentre le travi per i soffitti del palazzo, di eccezionali proporzioni, furono fatte venire dai boschi della Carnia.farnese_b_c_zeno_colantoni-1179-2 Palazzo Farnese nel corso del tempo ha subìto numerosi passaggi di proprietà: nel 1860 fu, per un periodo, la residenza di Francesco II di Napoli che aveva perso il Regno; nel 1911 fu acquisito dalla Francia e poi riacquistato dallo Stato italiano che per 99 anni lo ha affittato a quello Francese per una cifra simbolica; nel 2035 l’Italia ne tornerà in possesso. La piazza fu pavimentata nel 1545. fff La piazza si chiamò anche “del Duca” perchè Pier Luigi Farnese era Duca di Parma, e “piazza di Napoli” dai Borbone di Napoli, per poi tornare, in seguito, all’attuale denominazione.
ffon Nella piazza sono poste due belle fontane costituite da due vasche di granito egizio provenienti dalle Terme di Caracalla, una delle quali, prima di essere posizionata, ornava piazza S.Marco (fino alla metà del XVI secolo al centro di piazza Farnese vi era soltanto una vasca di granito), entrambe avevano solo funzione ornamentale, fu Giacomo Rainaldi nel 1626 ad adattarle a fontane allacciandole ai condotti dell’Acqua Paola. Le due vasche, decorate con protomi leonine e con anelli a rilievo e poggianti su altrettante piscine di travertino, presentano al centro due tazze che sostengono i gigli farnesiani (originariamente in travertino, poi rifatti in marmo nei lavori di restauro del 1938) dai quali si innalzano zampilli d’acquafvas La piazza fu a lungo usata quale spazio adibito all’organizzazione di tornei, corride e feste popolari: fu qui che, per la prima volta si diede inizio all’ allagamento estivo divenuto, successivamente, una peculiare attrattiva di piazza Navona. Sul lato destro della piazza S.Brigida aprì un ospizio per i suoi connazionali e qui morì nel 1373, ore vi sorge la chiesa di S.Brigida, eretta nel 1391, quando la santa venne canonizzata, dal 1930 la chiesa è affidata alle monache scandinave chiesa_di_santa_brigida_rome

12 commenti »

Una speranza…

…in cui continuo a credere.

“Credo che il segreto della creazione sia un segreto dell’amore e che l’amore avrà l’ultima parola.”

Francois Mauriac

 

Buon fine settimana tutti.

home%20miei%20lavori

 

13 commenti »

Ringrazio….

…il Sindaco e la giunta comunale del nostro Comune per: la nuova tassa sui giardini, per l’illuminazione inesistente, per le buche che sono crateri di vulcano, per la mancanza di fognature, per la mancanza di contenitori per la raccolta differenziata lungo la passeggiata e i giardini pubblici, per i giardini pubblici dove l’erba invade tutto e quindi sono per metà inutilizzabili, per una spesa consistevole annuale al fine di finanziare un’inutile giornale, per la mancanza di strutture a favore della cultura, per le promesse fatte ai studenti liceali e mai mantenute. Grazie di cuore se mi vorra ricevere con tutto il carico di proteste che mi porterò dietro…..Ringrazio i miei concittadini perchè ancora una volta sarò…una.

 

Rido per non piangereridere e anche questa sarà la mia ultima protesta, ma a stò sindaco che ho votato e creduto due “paroline” le devo dire, dopo di che anche qui metto lo stop.

 

E me la suono e me la canto: “I corvi vanno a schiera, l’aquila va da sola.”

 

8 commenti »

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 319 follower