TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Ma quanto rapisce l’amore?

“…Sono tranquilla, nella sicura
consapevolezza che niente e nessuno
dividerà le nostre vite, e niente,
nè cataclismi, nè assenze,
distruggerà il nostro
amore…”

Simone de Beauvoir a Jean-Paul Sarte

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Liebster award, Tag

 

Ringrazio sempre con immenso affetto la mia amica Violeta del blog https://violetadyliopinionistapercaso2.wordpress.com/, che consiglio sempre di visitare, è un libro di immagini ed emozioni, per avermi nominata per il tag Liebster Blog Award .

Il Premio Liebster Award è un riconoscimento virtuale tra blogger, attraverso la nomination facciamo conoscere nuovi blog che meritano, è un modo gentile per fare passaparola tra noi blogger e raccontare qualcosa di noi attraverso l’intervista virtuale .

Ho già partecipato a questo tipo di tag, ma a volte le domande cambiano e a volte sono io che cambio….quindi mi accingo a rispondere.

Le regole per poter partecipare:
• Ringraziare i blog che ti hanno nominato e assegnato il premio
• Rispondere alle 11 domande poste dal blog o dai blogger che ti hanno nominato
• Premiare a tua volta 11 blog con meno di 200 follower (scusate se nomino chi ne ha di più ma non so come far per saperlo…)
• Formulare le 11 domande per i blogger che si nomineranno
• Informare i blogger del premio assegnato

Le 11 domande.

Qual è stata la molla che ti ha spinto ad aprire un blog?
Come ho spiegato diverse volte, la mia è stata una necessità dopo che sono venuta a vivere da Roma a qui, un luogo meraviglioso ma culturalmente ristretto, senza iniziative, senza entusiasmi, sia da parte dell’amministrazione che della cittadinanza, un numero ridotto di persone cerca di promuovere eventi e quant’altro, avendo io avuto anche esperienze personale (una abbastanza recente) ho deciso di aprirmi una finestra sul mondo. La finestra è il mio blog.

2- Se potessi dipingere una parete della tua casa che colore sceglieresti?
Le mie stanze da letto e il bagno personale hanno pareti e maioliche azzurre, amo questo colore; la cucina arancio, la sala avorio (questo mi permette quadri e sfizi colorati di ogni genre), il bagno di servizio toni pacati, sul beige, avorio, tortora…

3- Qual è la tua meta ideale per le vacanze?
Ovunque mi porti il mio cuore e la mia voglia di conoscere.

4- Quale città ti piacerebbe visitare?
Il mondo.

5- Qual è il tuo proverbio preferito?
Impara l’arte e mettila da parte: sono sarta, ricamatrice, cuoca, pittrice, imbianchina, giardiniera, falegname e con grande ironia dico…attrice 😀

6-Se ti fosse concesso di ritornare indietro nel tempo quale fase della tua vorresti rivivere?
Non posso rispondere nello specifico, avrei voluto attraversare tutte le epoche, chissà se l’ho fatto?

7- Quale corso ti piacerebbe seguire per approfondire una tua passione?
Anche qua divago…troppo appassionata di tanto, non saprei scegliere, ma al momento inglese, la mia mente stenta a trattenerlo da dopo il coma, ma devo riprovare, mi servirà per un viaggio in programma.

8- Se ti venisse donata una cifra cospicua per comprarti un solo capo d’abbigliamento cosa sceglieresti? (Scarpe, borsa, giacca…)
Nulla…non mi interessa, vorrei viaggiare e andare a teatro.

9- Qual è il tuo più grande difetto?
Non so se è un difetto, ma la malinconia, che mi accompagna da quando sono nata. L’ho combattuta fino a che ho capito che dovevo conviverci e ora siamo grandi amiche, anzi dico di più, è la mia grande alleta.

10- Il tuo miglior pregio?
Me lo riconosco: la dolcezza (e la diplomazia).

11- Descriviti con tre aggettivi
Tosta, ottimista, appassionata.
E ora vi lascio le mie domande.

-Qual è stata la molla che ti ha spinto ad aprire un blog?

-Cosa guardano i tuoi occhi?

-Cosa toccano le tue mani?

-C’è un giorno da leone che vorresti vivere?

-Se potessi vivere in un quadro, quale sarebbe?

-Qual’è l’animale con cui ti senti affine?

-Qual’è il fiore a cui ti senti affine?

-Qual’è il monumento che più ti piace e perchè?

-La tua paura più grande è?

-Ti piace il tuo nome? Se no con quale lo sotituiresti?

-Io amo….

 

Nomino

afinebinario.wordpress.com

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inthenameofseitan.wordpress.com

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lmondodishioren.wordpress.com

 

 

 

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Bonifacio IV

Chi era Bonifacio IV?
Nasce nella Marsica, prima di essere eletto papa fu monaco.
Così viene ricordato: “8 maggio – A Roma presso san Pietro, san Bonifacio IV, papa, che trasformò in chiesa il tempio del Pantheon ottenuto dall’imperatore Foca e lo dedicò a Dio in onore della Beata Maria e di tutti i martiri; fu pieno di meriti anche a riguardo della vita monastica. »
In sette anni di pontificato accadde di tutto , carestie, pestilenze,, inondazioni, decadenza morale…
Ma al papa interessava il Pantheon di Agrippa, uno dei più belli di Roma, “…che sorge in mezzo ad altri edifici marmorei irremidiabilmente danneggiati dall’inondazione del 590.” Il Tevere non aveva scosso le fondamenta:”…L’imponente vestibolo si ergeva intatto con le sue sedici colonne granitiche sormontate da capitelli corinzi di marmo bianco, le statue di Augusto e di Agrippa erano ancora in piedi nelle nicchie in cui Agrippa stesso le aveva collocate.l’ingiuria del tempo non aveva ancora potuto spezzare le travi di bronzo dorate che formavano l’armatura del tetto e persino le tegole bronzee che coprivano l’atrio e la cupola splendevano intatte.”
Bonifacio IV “..guardava con desiderio quel capolavoro dell’architettura antica che sembrava possedere tutti i requisiti di una chiesa cristiana…”

Chiese l’autorizzazione all’imperatore bizantino Foca per trasformare il tempio romano in un luogo di culto cattolico (in cambio fu eretta nel Foro Romano una colonna onoraria dedicata all’imperatore che fu lieto della benevolenza dei Romani, con una sua statua in bronzo dorato posta sulla cima).

Nel 609 l’edificio venne convertito in una chiesa cristiana intitolata alla Madonna Regina dei martiri (Santa Maria ad Martyres), la cerimonia della consacrazione fu delle più solenni, sembra che Bonifacio abbia fatto prelevare, dalle numerose catacombe romane, ventotto carri pieni di ossa di martiri cristiani che furono tumulate sotto l’altare principale della nuova chiesa.
All’interno del monumento risuonarono per la prima volta canti intonati da preti che sfilavano in processione, , il papa aspergeva le pareti con acqua santa. Una leggenda popolare, nata perchè i Romani consideravano quel luogo una sede infernale, narra che alle note del Gloria, si videro alzare in volo schiere di demoni atterriti che volevano uscire attraverso l’apertura della cupola, erano in numero pari a quello delle divinità pagane. Per i romani l’apertura venne provocata dalle corna di un grosso diavolo uscito dal corpo di un indemoniato; il Belli invece dice che:

LA RITONNA

Sta cchiesa è ttanta antica, ggente mie,
Che cee l’ha ttrova er nonno de mi’ nonna.
Peccato abbi d’avé ste porcherie
Da nun èssesce bbianca una colonna!
Prima era acconzagrata a la Madonna
E cce sta scritto in delle lettanie:
Ma ddoppo s’è cchiamata la Ritonna,
Pe ccerte storie che nun zò bbuscìe.
Fu un miracolo, fu; pperché una vorta
Nun c’ereno finestre, e in concrusione
Je dava lume er l’uscio de la porta.
Ma un Papa santo, che cciannò in priggione,
Fesce una crosce; e ssubbito a la vorta
Se spalancò da sé cquell’occhialone.
E ‘r miracolo è mmóne
Ch’er muro, co cquer buggero de vòto,
Se ne frega de sé e dder terremoto.

1831

-LA ROTONDA

Questa chiesa è tanto antica, signori miei,
che già la trovò il nonno di mia nonna.
Peccato dover avere queste porcherie
da non esserci una colonna bianca!
Prima era consacrata alla Madonna
e c’è scritto in quelle litanie:
ma dopo si è chiamata la Rotonda,
per certe storie che non sono bugie.
Fu un miracolo, fu: perché una volta
non c’erano finestre, e in conclusione
gli dava luce l’apertura della porta.
Ma un Papa santo, che ci andò in prigione,
fece una croce; e subito nella volta
si spalancò quell’occhione.
E il miracolo è ora che
il muro, con quello sproposito di vuoto,
se ne frega di sé e del terremoto.

(il papa non era quello di cui stiamo parlando, effettivamente non si è mai stabilito chi fosse)

Bonifacio IV morì l’8 maggio 615 e fu sepolto in San Pietro.

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Bad Moms/Mamme molto cattive

  di Jon Lucas e Scott Moore.

 

 

Tre mamme, Amy (Mila Kunis), Kiki (Kristen Bell), Carla (Kathryn Hahn), stanche della vita che conducono, decidono di prendersi uno spazio loro, lontano da mariti, figli, famiglia, lavoro…
Decidono di ribellarsi alle regole della famiglia perfetta, dagli impegni lavorativi e abbandonarsi alla libertà personale, al divertimento lontano dalla routine.

 

 

Una commedia del 2016 tutta al femminile, sarcastica, ironica.
Pur riconoscendo l’ottima sceneggiatura e la bravura indiscussa delle protagoniste, a me non è piaciuto, anzi direi che mi sono annoiata malgrado la “confusione” che allegramente avrebbe dovuto farmi ridere e coinvolgere.
Riconosco che l’impegno in toto delle mamme verso i figli a volte può stressare, riconosco che il film calca la mano sulle responsabilità che esageratamente vengono accollate alle donne, ma se guardo questo film vedo delle mamme soggiogate dai figli (ovvio che se la sono voluta) e che improvvisamente diventano schegge impazzite: battute che rasentano il turpiloquio e fiumi di alcool.
Non ci ho trovato sentimento, ma tante situazioni scontate e prevedibili. Non mi è sembrato di vedere un film ma una di quelle serie tv che vanno tanto di moda (e, aimè, non mi piacciono).
Forse quello che non mi è davvero piaciuto, non è tanto la storia di per se, ma il tipo di comicità (?) e il finale che sinceramente è davvero poco originale.
Sarò all’antica, ma non trovo questo film nè femminista, nè troppo attuale (se non per la volgarità gratuita e le bevute), nè poi così dalla parte delle mamme e delle donne.

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Fra cent’anni

Da qui a cent’anni, quanno
ritroveranno ner zappà la terra
li resti de li poveri sordati
morti ammazzati in guerra,
pensate un po’ che montarozzo d’ossa,
che fricandò* de teschi
scapperà fòra da la terra smossa!
Saranno eroi tedeschi,
francesci, russi, ingresi,
de tutti li paesi.
O gialla o rossa o nera,
ognuno avrà difesa una bandiera;
qualunque sia la patria, o brutta o bella,
sarà morto per quella.

Ma lì sotto, però, diventeranno
tutti compagni, senza
nessuna diferenza.
Nell’occhio vôto e fonno
nun ce sarà né l’odio né l’amore
pe’ le cose der monno.
Ne la bocca scarnita
nun resterà che l’urtima risata
a la minchionatura de la vita.
E diranno fra loro: – Solo adesso
ciavemo per lo meno la speranza
de godesse la pace e l’uguajanza
che cianno predicato tanto spesso!

Trilussa scrisse questa poesia nel gennaio del 1915, se aggiungiamo qualche altra nazionalità le cose non sono poi cambiate di molto….e la pace e l’uguaglianza ancora le stiamo aspettando? o bistrattando? Arriveranno mai? Sembra proprio che ancora non sia maturato quel tempo. Che tristezza.

 

*miscuglio

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Ancora

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Allegoria della prudenza

 

Tiziano rappresenta le le tre età della vita (giovinezza, maturità, vecchiaia): giovane allegro come un cane, maturo e forte come un leone e vecchio con la saggezza del vecchio lupo.
Sopra il triplice ritratto Tiziano ha inserito un motto diviso in tre parti che spiega il senso dell’allegoria: EX PRAETERITO / PRAESENS PRVDENTER AGIT / NI FVTVRA(M) ACTIONE(M) DETVRPET (Sulla base del passato / il presente prudentemente agisce / per non guastare l’azione futura).
I tre volti raffigurati compongono un ammonimento che invita alla Prudenza, intesa come saggio agire, rappresenta un emblema della sua famiglia e della saggia prudenza con la quale egli aveva provveduto al suo futuro, questo si ricollega a chi sono i personaggi che rappresentano nel quadro le tre età dell’uomo?
Nella figura del vecchio si può riconoscere Tiziano stesso, Erwin Panofsky ipotizza che uno dei volti possa essere il figlio Orazio (divenuto aiuto di Tiziano nell’amministrazione degli affari di famiglia) e di un lontano parente, Marco Vecelli, che il vecchio maestro aveva accolto nella sua casa avviandolo all’arte della pittura.

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La Coca-cola…

…interpretata da Meli per un compito di grafica.

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Palazzo Sogliano – Sveva Casati Modignani

A Palazzo Sogliano vive una dinastica famiglia di corallari di Torre del Greco.
Orsola, i suoi figli e la suocera, sono riuniti per un pranzo a cui manca solo Edoardo, ma uno squillo di telefono mette fine all’attesa, l’uomo non tornerà più a causa di un mortale incidente d’auto.
La morte dell’uomo farà emergere un segreto: un’altro figlio.

 
Ora, dopo aver letto questo libro alle mie amiche (ecco mi sento tanto una funne del circolo pensionate Rododendro, https://tuttolandia1.wordpress.com/2017/01/24/funnele-ragazze-che-sognavano-il-mare-katia-bernardi/ 😀 ) ho detto loro che mai più avrei letto libri di questa autrice. Solita famiglia di ricchi, soliti amori, solite storie contemporanee che si intrecciano al passato, solite donne forti e umane fino all’inverosimile, tanto melense, dopo essere state presentate come dure e toste, da dover esigere un caffè amaro.
Una lettura scontata, prevedibile, noioso, deludente fino all’inverosimile, personaggi descritti tanto per riempire le pagine. Fallimento completo. Ma alla Casati gli piacciono le principesse che da povere diventano ricche? (io salvo solo Cenerentola, guai chi me la tocca!) Ma la conosce la vita reale?

 

Prossimo giro (ormai l’impegno c’è), se vogliono una mia lettura scelgo io (vabbè è poco democratica la cosa, ma sinceramente se devo “sprecare” il mio tempo….)

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Lunedì dell’Angelo

“Vi fu un grande terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa.
Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite.
Ma l’angelo disse alle donne: `Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. E’ risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: E’ risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete’. Ecco, io ve l’ho detto’ ” (Matteo 28,2-7).

La vittoria della vita sulla morte si compie con la risurrezione di Cristo, l’Angelo la proclama …è uno dei fondamenti della Fede cattolica, la mia.

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