TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Grazie…

L’era del cinghiale bianco, Cuccuruccù, Centro di gravità permanente, Bandiera bianca, Povera Patria…e potrei continuare ancora per molto…sono “cresciuta” con le tua musica.
Ma ti voglio ringraziare per questo testo/poesia, che mio marito mi ha dedicato in un momento doloroso, difficile della nostra vita…è per noi un ultriore legame nella nostra vita.

Grazie Maestro, la commozione mi accompagna sempre ascoltandola…un’emozione d’Amore.

Buon viaggio ovunque tu sia!

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Angeli…

…nel giorno dell’ascensione di Cristo nella sua gloria celeste, sotto l’aspetto di “due uomini in bianche vesti”, si rivolgeranno agli Apostoli così: “Uomini di Galilea, perchè state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo” (Atti degli Apostoli 1,10-11)

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Stamattina

” Il sole deve essersi arrampicato
intorno al bordo della finestra
stamattina:
accarezzandomi il viso,
e il sonno mai mi ha riempito gli occhi
con tanta tenerezza.

Infatti,
(negli attimi fuggenti
e pensosi del risveglio),
credevo
pregavo
che quel dolce calore
fossi tu… “

R. M. Gomm da The Seasons of My Life

 

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Alexandra David-Néel

“Chi viaggia senza incontrare l’altro, non viaggia, si sposta.”

 

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Tutta colpa di Freud

di Paolo Genovese

 

Il dottor Taramelli, bravissimo psicanalista cinquantenne, è un padre disponibile verso le tre figlie femmine, cresciute con lui dopo che la moglie lo ha abbandonato.
Marta fa la libraia e si innamora di un ladro di lbretti d’opera; Sara è lesbica e vuole cambiare orientamento visto le delusioni che continua a ricevere dalle donne; Emma ha diciotto anni e ha una storia con un cinquantenne sposato.

Dico subito che non sono una simpatizzante di Genovese, non ho visto nessuno dei suoi film, questo mi è stato proposto.
Commedia gradevole anche se non eccezionale, da guardare con leggerenza anche se il tema affrontato non è mai leggero…l’amore, che non è mai dato per scontato, non è mai troppo facile. Film dal ritmo continuo senza bisogno di volgarità, forse un po’ troppo lungo.
Ottimo il cast con un convincente Giallini sia nel ruolo di padre che di uomo, bravissimo Marchioni nel ruolo del ragazzo sordomuto, ho apprezzato molto Anna Foglietta, bella, brava, recitazione sicura e divertentissima…tra le donne la migliore, mi ha incantato il suo look; sempre romantica e delicata Vittoria Puccini, anche se spesso non è mai troppo naturale (come in tutte le sue prove).
Ottima la colonna sonora, bellissima la fotografia; sempre magnifica la mia Roma e magica New York.

 

 

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Tutti i santi giorni

 di Paolo Virzì

 

Guido è gentile, colto, poliglotta, lavora come portiere di notte in un grande albergo.
Antonia lavora in un autonoleggio, è irrequieta, è una musicista che canta la sera nei locali.
Vivono alla periferia di Roma, si amano tantissimo e lui tutte le mattine la sveglia con la colazione e il nome del santo del giorno.
Sognano di avere un figlio, che non arriva.

Una bella storia d’amore, una commedia vivace anche se c’è dentro il dolore di non essere genitori e la spasmodica ricerca per diventarlo. Una vita routine che non pesa, perchè la vivi con la persona che ami, quella con cui scegli di dividere la vita con tutto quello che comporta e che anche nelle difficoltà diventa più forte, perchè la forza arriva dalla complicità che hanno i protagonisti, una verso l’altro.
Bravissimi gli interpreti, Luca Marinelli (Guido) e Federica Caiozzo (Antonia, in arte Thony), intensi, dolci, comici. Film da vedere, è piacevole e senza sottovalutare l’argomento principale: la maternità desiderata.
Farete anche un viaggio nella mia Roma grazie alle belle inquadrature.
Ottima la colonna sonora.
Unico appunto che posso fare è che personalmente avrei evitato qualche scena e battuta troppo da commedia comico/volgare.

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Maschere ecclesiastiche…

Paolo IV divenne papa nel 1555.
Di famiglia nobile napoletana fece carriera nella Chiesa rapidamente grazie alle sue qualità ma anche per l’autorità della sua famiglia.
Ristabilì il lusso degli anni addietro: lo sfarzo dell’oro e dell’argento tornarono sulla tavlla pontificia, anche se Paolo IV digiunava spesso in segno di misticismo.
Amava la formalità e per rispetto re e imperatori dovevano prendere posto ai suoi piedi e ascoltare le sue sentenze in assoluto silenzio; dovevano accettare ogni sua sentenza perchè lui non sbagliava mai, era superbo.
I suoi parenti erano i suoi stretti consiglieri, il suo fu un nepotismo senza scrupoli (ad esempio cedette possedimenti ecclesiastici a nome loro), tanto che si fece raggirare dal nipote Carlo Carafa, spregiudicato condottiero, che nominò segretario di Stato. Ma dopo vicende politiche e immorali sbagliate da parte dei nipoti li condannò pubblicamente per simonia affidandoli all’inquisizione, che, con la tortura, furono costretti a dire i nomi di baroni e cardinali corrotti che furono carcerati. Tornò ai propositi che si era imposto alla sua elezione: riformare lo Stato e la Chiesa; per mantenere la purezza della fede si appoggiò sempre di più all’Inquisizione ampliandone i poteri, pubblicò il primo Indice dei libri proibiti (elenco delle pubblicazioni ritenute contrarie alla dottrina cattolica), adottò misure dure verso gli ebrei (sia a Roma che in altre città dello Stato pontificio), che furono rinchiusi nei ghetti e come segno distintivo dovevano indossare un cappello giallo.
Gli ultimi mesi di vita Paolo IV li passò come espiazione, si trascinava da un altare all’altro di San Pietro pregando, digiunando, rifiutando anche il cibo consigliato dai medici per tenersi in vita.
I romani dicevano che il papa più che mangiare beveva molto vino “possente e gagliardo, nero e tanto spesso che si potria tagliare col coltello”
Le statue parlanti dicevano:
Pasquino: Accidenti, che vino forte che c’è in questa carafa!
Marforio: Ti sbagli, è aceto.
Paolo IV morì il 18 agosto 1559, Roma piombò nel caos, l’odio accumolato verso il papa scatenò furia e distruzione: l’edificio dell’Inquisizione fu dato alle fiamme e furono liberati i prigionieri, la statua di Paolo IV in Campidoglio fu demolita, la testa, trascinata per le strade, finì nel Tevere.

Una Pasquinata recita:
Carafa in odio al diavolo e al cielo è qui sepolto
col putrido cadavere; lo spirto Erebo ha accolto.
Odiò la pace in terra, la prece ci contese,
ruinò la Chiesa e il popolo, uomini e cielo offese;
infido amico, supplice ver l’oste a lui nefasta.
Di più vuoi tu saperne? Fu papa e tanto basta.

Il papa fu sepolto in segreto nei sotteranei del Vaticano per sottrarlo alle ire del popolo, poi, Pio V lo fece seppellire in S. Maria sopra Minerva.

 

 

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Regalo per la Festa della mamma

E’ tornato il l’editor classico…mha!

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Festa della mamma

Figli e figlie legati a loro…da un cordone fin dal primo momento del concepimento….poi un filo invisibile per tutta la vita.

       

E oltre

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Blocchi che mi bloccano…

Riuscirò mai ad usare il nuovo editor?

Sto impazzendo

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