TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Casa. Mia.

Verso le 18 sono tornata a casa.
Piove, fa freddo. Fuori.
La luce del giorno è svanita nel grigio piovigginoso. Fuori.
Ma tra le mura della mia casa trovo il calore, accendo le candele aromatiche, limone e cedro, ho bisogno di ottimismo.
La mia casa è il mio rifugio, la mia tranquillità, la mia armonia. Mi rigenero.
E’ il bozzolo dove coccolarmi.
Io e la mia casa siamo una cosa sola.

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Quali sono le pentole migliori per cucinare?

Cari amici,

Invece di raccontarvi ricette, oggi vi parlo di pentole. Ma quali sono le migliori per cucinare? In realtà i materiali delle pentole in commercio sono molti, ma secondo il mio parere non tutti sono idonei e salutari. Dovendo fare delle scelte, avremo bisogno di più pentole in cucina per poter eseguire cotture differenti come ad es. per pasta, zuppe e spezzatini, quindi per cotture lunghe, per il vapore ecc. In pratica, servirebbe una pentola per la cottura di ogni alimento, dettaglio non così semplice. Di seguito elenco alcuni tipi di pentole e relative caratteristiche.

Le pentole in acciaio inox sono composte da una lega di ferro, cromo e nichel, materiale resistente e facile da lavare; non permette un’ottima conducibilità del calore e, senza l’adeguato condimento, favorisce la bruciatura del cibo sul fondo che diventa così poco salutare. Per questo motivo è consigliabile scegliere delle pentole a triplo stato, un fondo composto da due strati d’acciaio all’estremità e uno centrale di alluminio che permette una migliore diffusione del calore. Uno spessore sufficiente per renderle idonee a ogni tipo di cottura è di almeno 6 mm. L’acciaio possiede dei difetti, ovvero se va a contatto con sostanze acide come ad esempio pomodori potrebbe rilasciare particelle di metallo, mentre a contatto con il sale da cucina può riscontrare corrosione. Per ovviare quest’ultimo inconveniente,  si consiglia di unire il sale solo quando l’acqua bolle, mescolando contemporaneamente per favorirne lo scioglimento. Non è consigliabile lasciate cibi per lungo tempo nelle petole d’acciaio, considerando che le migliori sono quelle in acciaio 18/c ovvero prive di nichel.

Pentola

Le pentole in vetro o Pyrex si posso usare solo per cotture in forno, utili per la conservazione di cibi. Pratiche per il lavaggio e non rilasciano sostanze.

casseruola in vetro

Le pentole in terracotta sono simili alle pentole in pietra ollare sul profilo termico e sono ideali per alimenti con cottura lunga e lenta come ragù, spezzatino, brasati, zuppe e legumi. Dopo l’acquisto e prima dell’utilizzo, devono rimanere in ammollo per almeno 10 ore, ed essere utilizzate sul fuoco con lo spargifiamma.  Non devono mai essere graffiane con l’utilizzo di attezzi in metallo per non togliere lo smalto che le riveste,  spesso costituito da materiali non ecologici. Esistono altresì pentole ecologiche,  realizzate con smalti ecologici conteneti sostanze naturali.

Terracotta

Le pentole in teflon, meglio conosciute come antiaderenti, se portate alla temperatura di 200° o se graffiane con coltelli o spugne abrasive, rilasciano sostanze nocive. Queste pentole, per essere innocue, devono essere lavate a mano con cura, essere sempre nuove, ben tenute, non devono essere scaldate vuote a temperature elevate.  Meglio non cuocervi carni e nemmeno tostare il pane. Personalmente a casa non le uso più.

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Le pentole in alluminio sono molto usate nella ristorazione. Dato che l’alluminio tende a rilasciare parti di metallo, si sconsiglia di non lasciare gli alimenti in pentola dopo la cottura. Si consiglia di cospargere il loro interno con un po’ d’olio dopo il primo lavaggio e di non togliere mai la patina scura che si forma durante l’utilizzo. Questa patina è la naturale ossidazione dell’alluminio che diventa nel tempo una buona barriera per dividere questo metallo dal cibo. Per la pulizia, non utilizzare mai spugne abrasive per non disperdere particelle di metallo nocive. Esistono pentole in alluminio con un trattamento particolare, che conferisce al materiale trattato diverse caratteristiche durevoli, come antigraffio, prestazioni antibatteriche, possibilità di lasciare il cibo al loro interno, facile pulizia. Non si tratta di un rivestimento ma di un trattamento che trasforma l’alluminio in ossido di alluminio sigillato con ioni d’argento. Per il lavaggio sono consigliati prodotti bio-ecologici.

Alluminio

Le pentole in ceramica solitamente sono pentole in alluminio rivestite con vernici che contengono polveri ceramiche con limitata adesione e poca compattezza.

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Le pentole di ghisa sono pentole molto pesanti adatte alla cotture lente, non è un materiale adatto per il lavaggio in lavastoviglie. Si sconsiglia il lavaggio con acqua, meglio passare con carta e sale grosso per disincrostare. L’acqua può provocare formazione di ruggine. Questo materiale deve essere trattato con un sottile strato d’olio d’oliva per la conservazione, che evita la ruggine.

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Le pentole in puro rame necessitano molta manutenzione, tendono alla formazione di ossido, quindi tossicità. Richiedono trattamenti stagnanti e non sono adatte alle alte temperature. Secondo il mio parere, meglio evitarle.

Rame

Le pentole in titanio sono molto dure e questo materiale  sembra non essere tossico. Resistono al calore, sono antiaderenti ma non sono adatte a piastre elettriche, sono molto costose.

Titanio

Le pentole in pietra Ollare sono adatte a cotture lunghe a fiamma media. Vanno quindi bene per legumi, spezzatini e zuppe. Al momento dell’acquisto, meglio assicurarsi che non contengano tracce di fibre di amianto che potrebbero raramente essere presenti in questa pietra. Per averne la certezza esiste la certificazione rilasciata dal rivenditore.

Pietra ollare

Le pentole in ferro si adattano a molte cotture veloci grazie alla loro elevata conducibilità termica.  Sono valide per tostare, rosolare, cuocere uova in camicia e per grigliate. Possono supportare temperature molto elevate e una volta raggiunta la temperatura, possono diventare antiaderenti. Sono pentole soggette a ruggine quindi è meglio lavarle il meno possibile con l’acqua. Risciacquare con acqua calda per togliere residui di cibo da cottura ed asciugare preferibilmente direttamente sulla fiamma. In seguito, applicare un filo d’olio d’oliva una volta raffreddata per proteggerla. Per disinfettare, basta scaldare a fuoco vivo con del sale grosso, non devono mai essere lavate in lavastoviglie e le loro prestazioni migliorano con il loro utilizzo nel tempo e se ben trattate, possono diventare indistruttibili, resistendo agli urti. Non devono essere trattate con spugne abrasive, il ferro non è consigliato per la conservazione degli alimenti e preferibilmente non deve entrare in contatto con alimenti acidi come ad esempio pomodori, salse agrodolci, limone ecc. Il loro costo è accessibile.

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Ora lascio a voi la scelta.

 

dal blog Mangiare bene a casa con Max (https://mangiareacasablog.com)

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Modern Talking – Cheri Cheri Lady

Salto all’indietro….e si balla.

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Songs of your life TAG

 

Per questa nomination ringrazio Neogrigio (https://unavitanonbastablog.wordpress.com), che è l’ideatore del TAG.
Neogrigio ha creato questo tag essendo un amante della musica, e ritenendo la musica una parte importante della vita, e in questo concordo assolutamente.

Le regole:

Cita il creatore del post, Neogrigio;
Inserisci l’immagine ufficiale del post;
Rispondi alle 15 domande;
Nomina 10 blogger.

 

E ora rispondo (anche se con qualche difficoltà) alle domande.

La tua canzone preferita?
Non c’è una canzone mia preferita, ma Hallelujah di Leonard Cohen mi emoziona e mi fa commuovere ogni volta che l’ascolto.

Il tuo cantante/gruppo preferito?
E anche qui mi è difficile rispondere…Michael Jackson tra i stranieri, Mango tra gli italiani, sempre nel mio cuore.

Il tuo musicista preferito?
Fabrizio De Andrè

Il vostro cd preferito (no raccolte, live o greatest hits)?
Ho la collezione di Battisti…

Potessi fare un duetto in un live, con chi lo faresti? E con quale canzone?
Nessuno e con nessuna canzone.

Concerti: l’ultimo visto? Quello che vorresti vedere? Quello più bello? E quello più brutto?
L’ultimo concerto è stato quello di Renato Zero al Teatro Tendastrisce di Roma, era l’anno 1977 o ’78, non ricordo bene; una grande emozione, ancora ricordo il velo fatto passare sui spettatori dai ballerini, un velo che rappresentava il cielo…brividi, ancora oggi.
Non vorrei vedere nessun concerto, per un motivo molto personale ho deciso di non andare mai più. Non ce n’è uno più bello nè uno più brutto, noiso si…visto a metà, ora i fan mi odieranno, ma non ho retto quello dei Pooh.

Il tuo più vecchio ricordo musicale?
Ero una bambina, circa 8 anni, ricordo le feste che i miei genitori davano in casa con gli amici e la musica sempre in sottofondo…musica italiana, ma anche i Beatles, Ray Charles…e chi più ne ha più ne metta; mio padre adorava la musica.

Chi fareste tornare in vita per godere ancora della sua musica? Mercury, Jackson, Strummer, Battisti, Dalla, Cobain, De Andrè?
Jackson, Battisti, Dalla, Cobain, De Andrè?

Dance anni 70, 80 o 90?
’70/’80, resiste imperterrita…un vero sballo da ballare all’infinito.

La canzone che vorreste fosse suonata al vostro matrimonio?
Nessuna, non abbiamo avuto musica; c’è stata dopo, la sera abbiamo organizzato una cena, tutti in jeans, chitarra, dischi e ballare…che bel ricordo!

Cd, mp3, Spotify o vinile?
Ora Cd, ma il vinile non si batte…li ho tutti, quelli dei miei genitori, e ho il loro giradischi, bellissimo.

Che ne pensi della discografia musicale italiana degli ultimi 5 anni?
Noia, eccetto qualche chicca.

Qual è l’ultimo cd che hai acquistato?
Nessuno.

C’è una canzone che associ ad un bel ricordo? (indica canzone e ricordo)
Ne ho due: Come pioveva, una vecchissima canzone che mia nonna cantava quando mio nonno usciva per andare al lavoro, mi sapeva di amore (e così era), io la canto quando li penso insieme o vedo le loro foto; La notte di Adamo, mio padre la regalò a mia madre…coppia d’amore e passione.

Canzone e cd del momento.
Un po’ di tutto.

Non nomino nessuno, ma tutti i blogger che vogliono partecipare o lasciare un loro pensiero nel mio blog sono graditi.

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Pensieri…

“Una bella vita è un pensiero della giovinezza realizzato nell’età matura.”

Alfred de Vigny

 

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Per San Valentino…

“Ogni amore ha la sua tragicità, ma questo non è un buon motivo per non amare più”

Hermann Hesse

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Martedì grasso

Il girotondo delle maschere

E’ Gianduia torinese
Meneghino milanese.
Vien da Bergamo Arlecchino
Stenterello è fiorentino.
Veneziano è Panatalone,
con l’allegra Colombina.
Di Bologna Balanzone,
con il furbo Fagiolino.
Vien da Roma Rugantino:
Pur romano è Meo Patacca.
Siciliano Peppenappa,
di Verona Fracanappa
e Pulcinella napoletano.
Lieti e concordi si dan la mano;
vengon da luoghi tanto lontani,
ma son fratelli, sono italiani.

G. Gaida

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Heart of the Sea – Le Origini di Moby Dick

  di Ron Howard

 

La storia parte dalla caccia alle balene ricercate per il loro grasso, trasformato poi in olio, bene preziosissimo in quell’epoca.
1820, la baleniera Essex, del New England, viene attaccata da una balena dalle dimensioni e dalla forza smisurata.
I marinai superstiti della straziante aggressione saranno costretti a compiere l’impossibile, oltre i loro limiti, per sopravvivere.
Tra loro Thomas Nickerson, 14enne mozzo, il più giovane dell’equipaggio; ormai anziano racconterà allo scrittore Herman Melville la terribile esperienza vissuta.

 

Film drammatico, la storia del disastro marino è realmente accaduta, e avrebbe ispirato Herman Melville a scrivere “Moby Dick”.
Il film indubbiamente colpisce, anche per il positivo uso della tecnologia; film spettacolare che ci mostra l’eterna lotta tra l’uomo e la natura. Ottima la scenografia e la fotografia, buono il cast.
L’impressione è che il tema messo in evidenza però non è la lotta tra uomo e cetaceo (natura), ma la lotta tra il capitano e il primo ufficiale.
Sinceramente , pur riocnoscendone la positività, io non ne sono stata coinvolta, se non per i meravigliosi colori che mi hanno affascinato, mentre la storia mi ha a tratti annoiato.

 


Preferisco Gregory Peck e il Moby Dik senza spettacolarità…

 

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Medaglie

Sono iniziate le Olimpici invernali di Pyeongchang, che davvero mi auguro siano una fonte di Pace.
Una curiosità…
Ai Giochi olimpici dal 776 a.C. al 393 d.C., i vincitori ricevevano in premio una corona di ulivo chiamata kotinos
In Italia già dal 1888 si premiarono con medaglie le prove di coraggio militari e civili.
Ad Atene nel 1896, il primo classificato ricevette una medaglia d’argento e la corona di ulivo.
La premiazione, dei primi tre classificati, con le medaglie d’oro, d’argento e di bronzo avvenne per la prima volta ai Giochi moderni, precisamente i Giochi di Parigi del 1900, a seguire quelli di Saint Louis del 1904, dove solo per i primi due posti erano previste le medaglie; in quelli di Londra del 1908 i primi tre posti vennero premiati con le medaglie di tutti e tre i metalli
La scelta delle medaglie deriva dalla mitologia classica: il poeta greco Esiodo (VIII secolo a.C.) in una sua opera immaginò il passato dell’uomo come un susseguirsi di ere di cui le più arcaiche erano l’Età dell’oro (di pace e armonia), dell’argento (più ampia e corrotta) e del bronzo (di guerra e violenze); questa scala di valori ispirò le phalerae, onoreficenze per militari di Roma antica, che erano piastre d’oro, argento e bronzo che si applicavano alla corazza.

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Carnevale – Giovedì grasso

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