TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Dunkirk

di Christopher Nolan

 

Spiaggia di Dunkerque, Francia. Maggio 1940.
Migliaia di soldati inglesi, un esercito di ragazzini, accerchiati dalle truppe naziste.
L’Ammiragliato britannico promuove l’operazione Dynamo, realizzata anche con l’aiuto di centinaia di barche di pescatori dall’Inghilterra.

 

Film pluripremiato. Spettacolare.
Un film che mi ha fatto emozionare.
Mi aspettavo un film di guerra, ma in effetti trovo sia un film sulle coscienze, sull’altruismo, sull’individualismo che inevitabilmente porta poi alla colletività.
E’ un film sulla paura, quella vissuta dai giovani ragazzi, anzi ragazzini, accerchiati. Una tragedia come solo le guerre creano. Un film sulla morte prima ancora del sogno di salvezza.
Scenografia forte, coinvolgente, ottima la colonna sonora. Mi è piaciuta molto l’idea l’idea di separare le storie individuali dal contesto generale, anche come temporaneità delle scene.
Bravissimi gli attori principali, ma mi hanno piacevolmente sorpreso i giovani attori.

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Gru

Le Gru sono grandi uccelli trampolieri. Sono diffuse in tutto il mondo tranne che in Sudamerica e in Antartide.
La loro caratteristica sono le lunghe zampe.
Gli antichi popoli del Mediterraneo le consideravano messaggere degli dei e ne osservavano il volo per predire il futuro.
In Scandinavia, il loro arrivo a primavera, annunciava il rifiorire della natura.
Nel settentrione degli Stati Unitid’America, gli indiani Algonchini, ne raccontano un’antica leggenda.
Lo stregone Wasakayack, era intento a guardare la luna risplendere nel cielo.
“Com’è bella!” diceva, “Darei i miei amuleti più preziosi e il mio arco pur di cavalcarla.”
Così decise di raggiungerla e si incamminò verso il punto dove la Terra e il Cielo si toccano, ma per quanto camminava la luna era sempre lontana; una sera, stanco e sfiduciato, stava per rinunciare, ma vide una gru e gli chiese aiuto.
“Potresti portarmi sulla luna? Ti ricompenserò bene.”
La gru rispose:” Volentieri! Afferra le mie zampe. Tienile ben strette e voleremo lontano.”
Ma vola, vola, la luna era sempre lontana e la gru iniziò ad essere stanca.
L’uccello disse:”Non ce la faccio più!”
Wasakayack rispose:”Io ho le braccia rotte!”
Privi di forze svennero e iniziarono a fare mille giravolte fino ad arrivare sull’orlo della luna.
Quando si svegliarono lo stregone ringraziò la gru e per ricompensarla gli dipense una macchia rossa fra gli occi, rossa come la luna
Wasakayack si rese conto che le zampe della gru, per lo sforzo, si erano allungate, esclamò:” Con queste zampe camminerai molto velocemente!”
Infatti da allora le gru camminano rapidamente.

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La gioia

Giorni in cui mi sto facendo carico di tanto, situazioni difficili per persone a cui voglio bene, faccio fatica a destreggiarmi, sto abbandonando un po anche il blog, ma non posso fare altrimenti, non posso abbandonare, ci sarà il tempo per riposare, d’altra parte la vita è anche questo: fatica, impegno, vicinanza, sostegno.
E poi c’è la gioia, che arriva all’improvviso, che ti accarezza come le ali di un angelo, lievi e profumate; la gioia che ti fa ballare, che ti guarisce, che ti salva. E la fatica si dissolve, anche se per un attimo, ma si dissolve. E la vita continua.

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E poi c’è lei…

…tra le mie amiche…che non ci vediamo quasi mai. Siamo distanti, ma un panino su di una panchina siamo riuscite a mangiarlo, sotto i pini di Roma.
Lei è la mia amica eclettica, bella, che mi fa sognare quando scrive, che mi sorprende con le sue amatoriali attività….La mia amica dall’anima pura. La mia amica che annoda la mia anima e poi la fa veleggiare in un batter d’ali!

“Lascia andare la tristezza della giornata, tutto ciò che sembra aver preso la piega sbagliata, non ne vale la pena, non trattenerlo, non ci ragionare.
Il tempo farà trovare il giusto posto ad ogni cosa dentro di noi. La conoscenza razionale è solo una possibilità, cerca le altre, leggi i segnali, lascia che le cose succedano,vivi l’enigma e forse ti risolverà.”
Beatrice

 

“Se vuoi andare veloce, và da solo.Se vuoi andare lontano, và in compagnia.”
Proverbio keniota

 

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Io bambina…

Sono un po assente in questi giorni, sto facendo un grande lavoro…ho requisito un vecchio baule di mio nonno, contiene i suoi libri, quei libri che io leggevo già da piccola, non sto a spiegare perchè ne entro in possesso solo ora, sono passati tanti anni, troppi, ma non mollo mai, quando ho in mente qualcosa difficilmente mi do per  vinta. Li apro, li metto alla luce, li spolvero, li annuso…e torno bambina. Un effetto meraviglioso. E li sto rileggendo. Nel frattempo riordino le fotografie che ha lasciato mia mamma, Tra queste  ho trovato lettere d’amore, lettere che si scambiavano mia madre e mio padre prima del matrimonio. Non ho il coraggio di leggerle, mi sembra di violare la loro intimità…ma so che prima o poi lo farò, mi piace pensare a quell’amore che è stato forte e dolce e passionale….credo che su quelle lettere mi struggerò. E ho trovato una letterina che scrissi a mia mamma quando era in ospedale, avevo 9 anni, una calligrafia pulita, ordinata, dolci parole…
Io bambina, ho attraversato un tempo lungo…e ancora non ho perso quel cuore da bambina, mi sostiene e mi rallegra, mi fa sognare. Mi fa amare

“Avere un cuore
da bambino
non è una
vergogna.
E’ un onore.”

Ernest Hemingwey

 

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Amanti

Nel silenzio della
stanza
attendo te amante mio:

il turchese e l’oro
inebriano i sensi.

Rinnoviamo il viaggio
d’amore
con nuova armonia.

Paola

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Vorrei ricordare…

…agli Angeli che ognuno di noi ne ha uno che ci affianca, e che proteggere è il loro atto supremo.
E vorrei ricordare agli uomini che la vita è una benedizione, l’atto supremo è rispettarla. La propria e l’altrui.

                 

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Zenrin-Kushu

“In un giorno di sole
Sedere quietamente senza fare nulla.
Arriva la primavera
E l’erba cresce da sé.”

 

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In un posto bellissimo

di Giorgia Cecere

Asti: una coppia: Andrea e Lucia, un figlio…
Solito tran tran, il lavoro, la casa…lui la tradisce, lei sa ma non sa cosa fare…
Lucia conosce Feysal, immigrato che vive di espedienti.

 

Non chiedetemi altro, non so più di quello che ho scritto sopra. Mi sono addormentata, film noiosissimo, recitazione piatta…forse non l’ho capito, ma sono convinta di non essermi persa niente.

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Segreto di famiglia – Mikaela Bley

Stoccolma: Lycke, otto anni, scompare davanti l’ingresso dei campi di tennis da lei frequentati. A lasciarla è la nuova moglie del padre.
La notizia si diffonde subito grazie alla rete nazionale; il caporedattore Jimmy, appena arrivato, incarica Ellen Tamm, specializzata in cronaca nera e con cui aveva avuto una storia d’amore, di seguire il caso.
Il padre e la madre di Lycke si accusano a vicenda, mentre si affievoliscono le speranze di trovare la bambina; genitori presi tanto dalla loro vita da non prestare attenzioni alla piccola. Solo la tata di Lycke sembra dimostrare un vero affetto per lei, offrendo anche un apporto fondamentale alle indagini.
Ellen Tamm intanto, tra mille difficoltà, indaga, il caso la coinvolge molto….un passato doloroso, un trauma, i segreti di famiglia si affacciano ancora….

Non è un capolavoro, ma si legge bene, senza troppi giri di parole la narrazione scorre.
In una storia leggerete due storie, quella di Lycke e quella di Ellen.
Tutti i protagonisti hanno un loro punto di vista, un segreto, un sospetto. Le loro vite sono intrecciate.
Se non amate trame troppo complesse, ma coinvolgenti, ve lo consiglio.

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