TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

La lucciola

Una sera sono sceso in cortile e ho visto le lucciole; volevo prenderne una, ma non ci riuscivo. Dopo un pò ne ho presa una al volo.
Sono rientrato in casa e l’ho fatta vedere a mia mamma e a mio fratello, poi sono andato in camera mia e l’ho messa dentro una scatolina sopra il comodino. Volevo vedere se si accendeva e se illuminava la scatolina. però vedevo che non si accendeva.
La lucciola stava tutta ferma… ho provato a toccarla con un dito, ma muoveva un po’ le zampine e poi si fermava.
Allora ho pensato che si sentiva triste e sola e forse non ci voleva più stare lì dentro…ho aspettato un po’ e poi ho deciso di liberarla. Ho aperto la finestra, l’ho messa sul davanzale e ha incominciato a volare. E ha riacceso anche la luce, che sembrava un piccolo faro nel buio della sera.
Mia mamma e mio fratello dicevano che nella scatolina non si accendeva perchè non respirava; io però dico che non si accendeva anche perchè si sentiva sola, triste e non voleva volare.

(da Il mondo bambino, M.Lodoli)

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Cercare

“Bisogno di: qualcuno che ti sollevi in cielo, 
qualcuno che ti faccia apprezzare di nuovo
le piccole cose, che segua il tuo profilo, ti
scompigli i capelli e ti chiami tutti i giorni.”

Lorrie Moore

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La mente…mia?

“Le menti sono come paracaduti.
Funzionano solo quando
sono aperte.”

Thomas Dewar

 

 

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Antichi mestieri – Giovanni Leone

“Partenope, donna di cuore e di imprevedibili capricci, di grande qualità intellettuale e di cialtronerie affabulanti, figlia primogenita di un mare amico. Lei, spirito vivo e aperto, conoscitrice di molte culture, dotata di una solida filosofia quotidiana. La sua esistenza è un imperdibile libro di memorie, di ricordi spiccioli, di esistenze improvvisate, di mestieri e mestieranti….”

“Quanto più mi guardavo attorno, e quanto più attentamente osservavo, tanto meno riuscivo a trovare dei veri vagabondi….”scriveva Goethe durante un soggiorno napoletano nel 1787.

“Il martello si abbatteva con forza…Tutto il vicinato ascoltava quel sordo rintocco, quel segnale di inizio giornata. ‘O ferrare s’è scetato e le strade si popolavano…”
“Il petto villoso era sempre nudo, solcato in diagonale da una cinghia di cuoio, per tenere su le braghe…..I muscoli delle braccia erano morbidamente scolpiti, figli di infinite martellate…gli occhi erano neri come carboni…”
“Entrare nell’antica fucina del fabbro..rendersi conto della fatica, dei giorni duri e impalcabili, di quel ferro incandescente da domare.”
“Napoli era la bottega del fabbro…Napoli è figlia di quella forza, di quella creatività, di quel pensiero, pulito, genuino, sfavillante…”

  “Al calare della sera lo vedi in un fondaco a separare i diversi tipi di stracci, a prepararsi per nuove redditizie contrattazioni…”
“Stracci, malandate stoviglie, una sedia sghemba, coppole logore, coperte da rammendare, rotoli di spago, pastorelli di creta: tasselli di vita che fu, in bilico sul filo del tempo, nell’attesa di riguadagnare la scena. E` il carretto del cenciaiuolo, ‘o sapunaro per i napoletani, ricolmo di tutto e di niente. Spesso vedi il robivecchi al centro di un nugolo di femmine vocianti…..  ‘O sapunaro lo vedi ovunque. Non esiste angolo di Napoli che non abbia ascoltato il suo richiamo e il lento procedere del suo carretto. Dalle assolate strade eleganti ai vicoli bui. Tratta con serve, lavandaie, rissose popolane. Conosce i cortili dei palazzi nobili, i bassi, i fondachi. Il suo sguardo ben ricorda il duplice palesarsi della capitale del sud: nobildonna e stracciona.”
“Lo straccivendolo napoletano ha…la serena diplomazia di chi osserva il mondo…pronto a barattare un sorriso con uno straccio e la miseria di Napoli.”

  “Gli sguardi erano rivolti a lei, ‘a capera, la pettinatrice….”
“E nei frivoli discorsi, la capera era insuperabile….”
“Sapeva domare riccioli ribelli, esaltare timide trecce, far sparire fili d’argento…..provvede a tutto…qua impinza, là toglie, su imbruna, giù allustra, là gonfia, qua sgonfia; e le sue mani fan prodigio; e dieci quindici anni spariscono sotto le sue dita….”

  “Il danzante petto delle donne…Fonte di nutrimento, oggetto del desiderio, diabolica tentazione….florida nutriccia come baia di partenza per l’umano veleggiare.”
“Stringere al petto, avvolgere in un abbraccio caldo, donare…il rifugio primordiale è azione istintiva per colei che ama, che ha partorito vita…”
“A Napoli, allattare un bambino non è mai stato gesto da nascondere…”

“Abbraccia la mummara, troppo grande, troppo piena….le piccole braccia non cingono del tutto il recipiente e la paura di farlo cadere in terra è tanta…La bambina guarda imbroncita l’acquaiola, afferra un’anfora vuota, si volta di scatto e ritorna lungo il cammino che porta alla fonte…”

Acquaiolo
Vincenzo Gemito

“La storia delle nostre radici non è verità incrollabile, ma avventura straordinaria.”

“Napoli e il suo carico d’umanità, i suoi venditori, il suo commercio.”

 

 

Ho fatto un viaggio meraviglioso, in un passato dove il vissuto era sofferenza ma anche grande adattabilità. inventiva, scaltrezza. Un passato che non è andato perduto, e che lo scrittore ha saputo tratteggiare meravigliosamente con riferimenti e note che arricchiscono culturalmente il lettore. Un viaggio nelle tradizioni di una città che io trovo magica.

 

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I miei “amori”

(20 anni)

 

 

 

 

dopo il gelo dell’aprile scorso , taglio drastico e ricrescita con un’amica…

 

anche qui è arrivato il gelo, l’ha devastata, era bellissima, ma ci sono segni di ripresa

 

questo è di mia figlia, stessi anni 18 1/2

 

era un ramo devastato dalla furia di pazzi devastatori, ora è una piccola meraviglia

 

 

e c’è ancora tanto da coccolare e amare…ne posto solo qualche pezzettino

??????????????

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Grazie…

…papà!
Perchè oltre ad avermi riempito il cuore d’amore, che neanche la morte ha strappato via, mi hai insegnato a non aver paura di dire la mia opinione.
In casa era fondamentale farlo. Oggi volevo trattenermi ma poi qualcosa mi ha spinto a farlo. E per fortuna!

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Corruzione in Laterano…

Nasce a Roma nel 937, sua nonna era Marozia, per anni padrona assoluta di Roma e della Chiesa.
Parlo di Ottaviano, diventato papa con l nome di Giovanni XII. Papa a diciotto anni, un pincipe viziato e lussurioso.
Diventare papa non gli impedì di continuare la vita di piaceri: ubriaco nominò diacono uno stalliere, consacrò vescovo un un ragazzo di dieci anni di cui era innamorato, consacrò vescovi dietro pagamento, regalò a prostitute di alto lignaggio vasi sacri, comandò omicidi, uccise il cardinale subdiacono Giovanni, dopo averlo castrato, accecò il suo padre spirituale Benedetto, giocava a dadi invocando i dei, ebbe rapporti incestuosi con le sorelle e la nipote, comandò gli eserciti come un vero militare, partecipò a battute di caccia, fece mozzare naso e lingua ai cardinali che in sua assenza avevano votato l’elezione di un’altro papa.
E come mai poteva morire un papa di questo tipo? Il 14 maggio 964 venne scaraventato fuori da una finestra della taverna dove alloggiava, dal marito di Stefanetta, che l’aveva sorpreso a letto con sua moglie (qualcuno dice morto di colpo aplopettico)
Mi domando come possa essere possibile che una tale figura, che aveva trasformato il Laterano (allora sede papale e residenza ufficiale dei romani pontefici) in una casa di piacere, ad esservi stato sepolto e ancora lì stazionare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Mahatma Gandhi

La persona che
non è in pace con
se stessa
sarà in guerra
con il mondo
intero.

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Mondiali

Sto seguendo i Mondiali, chi mi legge da tempo sa quanto adori il gioco del calcio. non ce la faccio a starci lontano….fisicamente si purtroppo, non posso più giocarci.
Oggi ho visto Francia-Argentina. Ma non voglio parlare della partita, ma di un ricordo.
Squadra dell’Argentina, e mi è tornato in mente quello che mi raccontò mio padre, e che io oggi ho raccontato a Meli.
Gli ho parlato di el Lobo (il Lupo), Jorge Omar Carrascosa, capitano dell’albiceleste, che prima dei Mondiali del 1978 si ritirò dalla Nazionale. Calciatore grintoso, immediato, poco raffinato tecnicamente, ma travolgente.
Perchè? Per protestare contro la dittatura militare che in quel periodo governava l’Argentina, la dittatura dei colonelli del generale Videla.
Un uomo praticamente sconosciuto ai più, che avrebbe potuto avere soldi e riconoscimenti, ma che invece ha deciso di essere se stesso contro una forma di governo devastante.
(quell’anno mio padre decise di non vedere i mondiali, e io con lui).

(figurina Panini)

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Cena in Emmaus

Dipinto (1526 circa) a olio su tela, del Moretto, conservato nella Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia.
Un capolavoro che si riferisce al Vangelo di Luca: due apostoli che invitano un viandante e in questi riconoscono Cristo risorto.
Sembra di guardare una scena a teatro; tutto in dettaglio e particolari. Trovo bellissima la ragazza e il suo lussuoso abito.

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