TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Algida sensualità

su novembre 15, 2012

Leggendo una rivista, trovo questa foto, ho pensato “Ragazzi che sensualità! Ti credo che gli uomini  hanno perso la testa per questa donna.” Bellissima, anche se ritoccata, lo è ancora oggi.
Faye Dunaway nasce il 14 gennaio 1941 in Florida da un militare dell’esercito degli Stati Uniti, che seguirà nelle sue assegnazioni in diversi Stati. Ha studiato recitazione all’Università di Boston, si trasferì poi a New York per lavorare al Lincoln Center Repertory Theater, dove fu allieva di Elia Kazan. L’esordio è avvenuto a Broadway nel 1961 come sostituta del’attrice principale.
Dopo alcuni lavori a Broadway ha lavorato per Otto Preminger, nel 1966 con Silverstein, per Arthur Penn; ha affiancato attori come Anthony Quinn, Warren Beatty, Gene Hackman. Per la sua interpretazione di Bonnie ricevette una nomination all’Oscar come migliore attrice protagonista.
La sua bellezza altera e il suo talento la fecero presto divenire una delle attrici più popolari degli anni sessanta e settanta, impegnata al ritmo di due o più film all’anno con le altre star del momento. Duettò con la “rivale” Jane Fonda in Venne la notte e con Steve McQueen in Il caso Thomas Crown. Nel 1968 Faye Dunaway lasciò temporaneamente Hollywood per l’Italia, dove girò diretta da Vittorio De Sica. Sul set iniziò una relazione con il collega Marcello Mastroianni, che ebbe breve durata.
Tornata a Hollywood lavora per Kazan e affianca Kirk Douglas e Dustin Hoffman.
Con il film Chinatown del 1974 ottiene la seconda nomination all’Oscar; grande interprete nel L’inferno di cristallo, diretta da John Guillermin e attorniata da un cast di prima scelta: Paul Newman, Steve McQueen, William Holden, Fred Astaire, Jennifer Jones e Robert Wagner.
Dopo il thriller di Sidney Pollack I tre giorni del condor con Robert Redford, fu diretta da Sidney Lumet in Quinto potere, film sugli abusi della cronaca che le fece vincere il Golden Globe e l’Oscar alla migliore attrice nel 1977. Seguirono Il viaggio dei dannati, Gli occhi di Laura Mars, Il campione e Mammina cara, in cui diede un efficace e agghiacciante ritratto di Joan Crawford.
Negli anni ottanta rallentò l’attività cinematografica e si dedicò anche al teatro e alla televisione, apparendo in alcuni episodi del serial Il tenente Colombo e impersonando la regina Isabella di Castiglia nello sceneggiato Cristoforo Colombo di quattro puntate diretto da Alberto Lattuada. In Italia lavorò nel film di Lina Wertmuller In una notte di chiaro di luna del 1988.Nel 1999 fece un cameo in Giovanna d’Arco di Luc Besson.
Ha una stella sulla Hollywood Walk of Fame; tra i riconoscimenti ottenuti annovera anche due Razzie Awards come peggiore attrice: uno nell’anno 1981 per la sua interpretazione di Joan Crawford in Mammina cara ed uno nel 1993 per Maledetta ambizione.


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