TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Olga Ivinskaja

su Mag 19, 2013

 

Olga_IvinskaiaNasce il 16 giugno 1912 a Tambov; è stata una poetessa e scrittrice russa. Nell’adolescenza ammirava Pasternak e frequentava incontri letterari per ascoltare la sua poesia. E’ stata sposata due volte: la prima volta con Ivan Yemelianov nel 1936, che si è impiccato nel 1939, dal quale ha avuto una figlia, Irina Yemelianova; la seconda volta nel 1941 con Alexander Vinogradov, ucciso in guerra, dal quale ha avuto un figlio, Dmitry Vinogradov. Conosce Pasternak, poeta e scrittore, e con lui collabora alla traduzione delle poesie di artisti di lingue straniere in russo; ne diventa poi l’amante. Pasternak non parlo’ mai del loro legame in famiglia, si seppe quando i figli trovarono le lettere d’amore dopo la morte dello scrittore. Per anni la storia fu vissuta con estrema discrezione a tre chilometri dalla dacia dove lui viveva con la moglie e i figli, a Peredelkino. Nel luglio 1950 Olga viene arrestata e condannata a cinque anni; un arresto nato per far pressione su Pasternak affinchè rinunciasse a scrivere critiche sul sistema sovietico e per cercare di convincerla a firmare una confessione nella quale avrebbe dovuto affermare che Pasternak stava scrivendo un romanzo antisovietico; queste prove avrebbero portato lo scrittore ad un processo. La Ivinskaja resistette a ogni pressione salvandogli la vita. Al momento dell’arresto, Olga era incinta e, nella Lubjanka, gli inquisitori furono diabolicamente crudeli: per settimane la interrogarono fino allo sfinimento e fu  alloggiata in una cella dove rimaneva accesa in continuazione una luce accecante che non gli permetteva di dormire; dopo qualche settimana aborti’. Dopo la morte di Pasternak nel 1960, Ivinskaja fu arrestata per la seconda volta, con la figlia; fu accusata di essere il legame di Pasternak con gli editori occidentali e di essere fortemente pagata per il romanzo “Il dottor Zivago”. Dopo un anno viene rilasciata la figlia e Olga nel 1964. Durante questo arresto tutte le lettere di Pasternak a Olga, manoscritti e documenti furono sequestrati dal KGB, per questo è iniziato un contenzioso tra la donna e la polizia segreta, ma dopo essere trascorsi diversi anni cercando di riprenderli, per decenni, la cosa è caduta nell’oblio. Olga Ivinskaja è morta in un appartamento del vecchio centro storico di Mosca, di cancro, nel 1995. I figli di Pasternak con lei hanno avuto pochissimi contatti ma hanno rispettato la volontà del padre che, pur senza la presenza di un testamento scritto, aveva lasciato detto a voce alla Ivinskaja che le avrebbe lasciato tutti i diritti del Dottor Zivago e anche quelli dell’ Autobiografia. L’ultimo incontro del figlio di Pasternak con Olga Ivinskaja risale a una decina d’anni fa e si limitò agli affari editoriali. Il vero contatto dei figli di Pasternak lo hanno con la figlia di Olga che da anni vive a Parigi e insegna alla Sorbona, un’amicizia stretta. Delle lettere scritte tra Olga e il Pasternak, i figli, avendone trovate molte e riunite, le hanno pubblicate in un libro intitolato “Prigioneri del tempo”, uscito nel 1972 a Parigi. zivago-englOlga Ivinskaja ispiro’ a Pasternak la figura di Lara nel Dottor Zivago, il romanzo dello scrittore che fu pubblicato per la prima volta nel 1957, in traduzione italiana dal manoscritto, dalla Casa Editrice Feltrinelli, poi diffuso nel testo russo e in numerose traduzioni in altri Paesi. Grazie al suo unico romanzo, Pasternak meritò il premio Nobel per la letteratura pochi anni prima della sua morte, che però non poté mai ritirare per l’opposizione del governo di Krusciov. Il romanzo fu pubblicato in Russia solo nel 1988 perché a lungo osteggiato dal regime comunista.                                                                                                                       Il protagonista del romanzo è Jurij Zivago, medico, appartenente ad una famiglia facoltosa, un intellettuale che frequenta ambienti raffinati. Ama la propria indipendenza che difenderà anche passando attraverso la guerra e la rivoluzione. Tornato dalla prima guerra mondiale si rifugia in un villaggio degli Urali. Jurij è sposato e ha figli. Poi incontra Lara, una crocerossina, e di lei si innamora. Jurij è combattuto tra le due che sono completamente diverse: la moglie è il focolare, Lara la passione. La sua vita viene sconvolta da questa situazione anche se vive felicemente l’amore con Lara. I due si devono separare perchè lui verrà portato  a curare i combattenti feriti e dove conoscerà il marito di Lara. Tornato  a mosca si ritroverà solo perchè la moglie e i figli sono all’estero per non accettare il potere sovietico e Lara è in Manciuria. Jurij rimarrà legato ossessivamente alla figura di Lara. Morirà a Mosca per un attacco cardiaco. Ero giovanissima quando ho letto questo romanzo, per me,  bellissimo; l’ ho amato soprattutto per l’affascinate figura di Lara e per le bellissime pagine in cui descrive i paesaggi della Russia invernale. Anche se inizialmente ho fatto fatica a incamerare la quantità di nomi così impronunciabili, l’ho poi letto con passione. Un romanzo storico che descrive il tormento della Russia di quel periodo e dove i personaggi riflettono i tormenti degli avvenimenti tragici. Sto rivalutando l’idea di rileggerlo; con la testa di oggi sono convinta che lo vedrei diversamente, credo che troverei la storia più intensa di quando lo lessi la prima volta, in cui avevo basato la mia attenzione sugli avvenimenti storici e su Lara, il mio innato romanticismo mi faceva entrare nelle pagine come se fossi lei; prenderei più in considerazione la storia tragicamente, se vogliamo, l’amore di questi sfortunati amanti, allontanati forzatamente dalla storia; mi farei penetrare nell’anima questo amore grande; guarderei anche alla continuazione dell’amore che ambedue hanno per i rispettivi coniugi, cosa che alla prima lettura non avevo preso proprio in considerazione; ugualmente, però, mi tufferei nelle descrizioni del paesaggio.ziv                                                                                                                               Nel 1965 dal romanzo fu tratto il film omonimo. Un film di David Lean con Omar Sharif, Julie Christie, Geraldine Chaplin, Rod Steiger, Alec Guinness.  Anche il film l’ho visto quando avevo più o meno 25 anni, anche per i begli occhi di Sharif. Ha poco a che fare con il libro, è un adattamento. Bella la scenografia, il coinvolgimento sentimentale che mi fece lacrimare, ma niente a che vedere con il romanzo. Non nego che una sbirciatina la darei anche al film, anche per riguardare la bellezza della bella Julie Christie, un misto di fascino e mistero, purezza e sensualità,  sopratutto nella scena con Rod Steiger.

10111225a~julie-christie-posters

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: