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La donna giusta – Sándor Márai

Ogni tanto mi viene voglia di leggere “Le braci”, ma mai mi era venuta voglia di leggere altri libri di Márai, perchè sempre impegnata ad avere due, tre libri in contemporanea; la_donna_giustadopo l’ultima volta che l’ho aperto e assaporato mi è venuta voglia di conoscere di più questo autore. Così ho preso “La donna giusta”, mi intrigava il titolo. E mi sono definitivamente innamorata di Márai;  un autore notevole, non facile da leggere; un autore che ha inciso le sue parole nella mia anima, come pochi autori hanno fatto. Mi sono fatta coinvolgere da quanto riesca ad elaborare la profondità e la vastità dell’anima. Ogni concetto viene approfondito nei dettagli, viene scavato fino a trarne diverse interpretazioni. Mi sono innamorata della sua scrittura e credo che non mi deluderanno le altre opere che ho deciso di leggere.
“La donna giusta” non è un libro facile, bisogna aver tempo per leggerlo, attenzione, perchè si deve ricollegare ogni monologo all’altro. Il libro è stato scritto, come viene spiegato a fondo libro, in due momenti differenti, prima in due monologhi con cui è stato pubblicato la prima volta, a cui sono stati aggiunti, in seguito, gli altri due. Il libro è suddiviso infatti in quattro monologhi, ogni personaggio da una versione personale della trama principale: un matrimonio fallito e le figure che vi ruotano attorno. Quattro monologhi che parlano di vita, amore, morte, decadenza, odio.
Le principali figure sono:
la moglie, che ha combattuto fino all’estremo per tenere accanto a se l’uomo che amava, colei che racconta la grande delusione per un presunto tradimento;
il marito che invece ha amato per anni, segretamente, nel suo cuore, un’altra donna, la “serva” che, povera e umile (all’apparenza), andrà a vivere a casa della madre, un uomo che non è riuscito a staccarsi dalla su vita borghese fino a che la donna non lo ha cercato;
“la serva”, che racconta come abbia sposato il “signorino”, che prima ha amato e poi odiato perchè troppo borghese, perchè assetata di una sorta di vendetta contro la ricchezza ;
l’amante della “serva”, artista, che vivrà con lei una parentesi d’amore a Roma e che si trasferirà in America per fare il barista.
Su tutti i personaggi c’è un’ombra, quella dell’amico del signorino, uno scrittore che entrerà nella vita di tutti e quattro.
La descrizione degli ambienti, dei dettagli fisici e dei sentimenti è bellissima, come lo è quella del momento storico, la fine della seconda guerra mondiale, con tutti i suoi cambiamenti e drammi.
La storia si intreccia nei monologhi e a me ha dato l’idea che l’autore lasci spazio al lettore per insinuarsi nel monologo che più gli è congeniale. Non è stato facile scegliere, infatti no ho scelto, tutti troppo vicini alla mia anima, tutti con verità che arrivano quasi a toccare temi sempre attuali: l’amore e la sua passione, l’amore e la sua disperazione, il tradimento come follia, il tradimento come vendetta, l’amore superficiale, la lotta degli operai, la guerra e le sue catastrofi, la speranza di vivere, la paura della morte, la paura di veder scomparire la cultura. L’autore ci lascia la scelta della donna giusta, se può esistere una figura tale.
Anche in questo romanzo ci sono “braci”, in questo caso un matrimonio e una società che scompare (apparentemente). Le braci della stessa vita di Márai, documentandomi su di lui ho avuto questa impressione. 

 

 

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Mago Merlino

merlino_illustrazione_di_julek_hellerMerlino è il mago delle leggende arturiane.
Grazie a un suo incantesimo Uther Pendragon giacque con Igraine e fu concepito Re Artù che fu allevato da Mago Merlino e che condusse fino al trono.
Sua allieva, e rivale, fu Morgana, altro personaggio magico importante della tradizione arturiana.
Si dice che sia figlio di un demone e di una donna mortale; dal padre, alla nascita, ereditò i poteri.
Secondo alcune leggende fu il consigliere di Artù fino a che fu imprigionato dall’allieva di cui era innamorato, Viviana, la Dama del Lago, mentre in altre egli se ne andò lontano per vivere felicemente con lei.
Merlino non era un mago buono, se non nella versione Disney; inizialmente era solo un veggente, diventato poi un mago inquietante, calcolatore, diabolico.
L’averlo raccontato in diverse epoche, ha dato di lui una immensità di sfumature caratteriali e biografiche.
A me piace mago e non dei più buoni.

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