TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Upupa

upDa qualche giorno non si vedono le upupe.
Da circa tre anni, questo uccello dal becco lungo, si è stanziato da queste parti e spessissimo è ospite nel nostro giardino, sopratutto la mattina o nelle prime ore pomeridiane. E’ sempre lì a beccare in continuazione il suolo per procurartsi cibo, e da noi ai voglia a grilli, formiche, bruchi….La puoi riconoscere per la cresta che ha sulla testa, sembra una piccola corona.
E’ difficile fotografarla, al minimo rumore apre le sue bellissime ali e vola via; ha colori bellissimi: un arancio forte e strisce bianche e nere sulle ali.
Questo uccello è in pericolo di estinzione a causa della cementificazione delle zone rurali e dell’uso di pesticidi; speriamo restino, sia noi  che i nostri vicinio non usiamo sostanze chimiche, vicino c’è il bosco e la masseria poco vicina è talmente grande che possono girare indisturbate tra le mucche.
Il contadino che lavora nella masseria ci ha raccontato che fino a qualche anno fa, il proprietario, le faceva cacciare perchè era convinto che portassero male, era molto anziano e, come i contadini di una volta, credeva che  fossero di malaugurio…Meno male che i figli non la pensano così! Nell’antico Egitto, invece, era considerata un uccello sacro ed era proibito ucciderlo. Nei Paesi dell’est si credeva che fosse cattivo presagio sentirla cantare.

 Upupa, ilare uccello calunniato

Upupa, ilare uccello calunniato
dai poeti, che roti la tua cresta
sopra l’aereo stollo del pollaio
e come un finto gallo giri al vento;
nunzio primaverile, upupa, come
per te il tempo s’arresta,
non muore più il Febbraio,
come tutto di fuori si protende
al muover del tuo capo,
aligero folletto, e tu lo ignori.

Eugenio Montale da “Ossi di seppia”

9 commenti »