TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Una notte d’estate insonne…

Stella…lo è stata quella trascorsa. Più che dormire sonnecchiavo, e poi i cani che abbaiavano; alle due non ne potevo più di girarmi e rigirarmi nel letto e mi sono alzata.
Dalla grande finestra della cucina ho visto il cielo immensamente stellato e non ho restito, a parte la curiosità di vedere perchè i cani fossero così agitati.
Ho preso la coperta che uso in queste occasioni, ho messo un golfino leggero  sulle spalle, perchè anche se fa caldo la brezza notturna che arriva dai monti si fa sentire, e sono uscita. Giro di ricognizione e non vedo niente, sicuramente ci sono le volpi, penso,,,e vualà, come d’incanto vedo una coda saltellare davanti al cancello, una piccola volpe bruna che schizza veloce nel bosco all’arrivo dei miei tre abbaianti. Vado verso il giardino, che è più un prato che un giardino, appoggio la coperta in terra e mi siedo; i miei pelosi arrivano e si accoccolano accanto a me; sono più sicura di una cassaforte con i tre paladini accanto, neanche l’idea del serpente, che due giorni fa ha ben pensato di mutare la sua pelle da noi, mi mette paura; come potrei? Con loro sfiderei le parti più oscure ed impervie dei dintorni (come ho già fatto qualche volta).
Il cielo è meraviglioso: la volta nera puntinata da mille stelle, e come sono individuabili le costellazioni! Una delle tante notti magiche che posso vivere qui.
Mi sdraio appoggiando la testa sul mio fidato Vento, che sempre, quando sono seduta, si posiziona dietro di me, attaccato alla mia schiena. E con gli occhi rivolti a quella meraviglia che solo madre natura sa offrire, sotto quel cielo d’incanto, passano nella mente e nel cuore tanti ricordi belli e non, ricodi d’amore, di gioia, di dolore…ricordi miei, solo miei che fanno parte dell’impalcatura della mia anima; ricordi che non mi disturbano, anzi, li voglio. Ci sono i frammenti del passato: da piccola, mio padre, i miei nonni, il primo amore… e si trasformano nelle storie che mi ripeto sempre, come scritte su un foglio e che mi auguro di non perdere mai, come invece chissà quanti non torneranno più, inghiottiti in quella parte di testa che non vuole restituirmeli. E arrivano anche gli incubi, e il dolore delle tante vittime di questi giorni, ma egoisticamente li scaccio fortemente perchè questo momento non può essere intaccato, solo assaporato. Un chiaro di luna leggero  che mi fa venire voglia di aspettare l’alba, ma poi succede qualcosa di inatteso, una scia veloce, argentea e fine: la stella cadente! Mi alzo di scatto e rinnovo l’antica leggenda che segue la scia di queste mute stelle, e con il desiderio nel cuore torno dentro, perchè penso che la mia insonnia mi voleva portare fin qui, voleva farmi vedere quanto  sia grande l’universo e quanto noi uomini ne siamo una piccola parte; ma non insignificante. Siamo la sfida che un dio meraviglioso, qualsiasi esso sia, ha creato e che ha ancora voglia di farci capire quanto questo mondo ci appartienga se abbiamo voglia di amarlo.

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