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"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Belle & Sebastien

Belle-e-Sebastien-locandina-210x300Figuriamoci se ci potevamo far mancare un film dove c’è un cane tra i protagonisti.
Così sfidando la pioggia torrenziale, ieri pomeriggio, siamo andate a vedere Belle & Sebastien, del regista Nicolas Vanier.
Sebastien è un bambino che vive in montagna con un uomo che gli fa da nonno e sua nipote. Nelle sue tante passeggiate in quota incontra quella che tutti definiscono la bestia perchè ritenuta colpevole di uccidere le pecore. La bestia altro non è che un cane che stringerà un forte legame con Sebastien, questi le darà come nome Belle. Il loro legame sarà tanto forte da affrontare e superare una prova difficilissima.

Il film è la versione cinematografica di una novella scritta da Cecile Aubry. Nelle altre nazioni in cui già è stato proiettato questo film ha sbancato i botteghini inaspettatamente.
La sala era completa ieri, e uscendo c’era una fila niente male. Abbiamo forse bisogno di vivere un pizzico di romanticismo, drammaticità e amore senza ricorrere a film troppo impegnati, da cassetta, con parolacce o melensi fino all’inverosimile?
Per qunto ci riguarda (io e Meli), dove c’è un cane si va e abbiamo fatto bene. Il film è una storia semplice,  la sua bellezza stà anche nel grande impatto visivo: luoghi supefacenti, riprese e colori incredibili; stà nell’amicizia del bambino, l’attore che lo impersona è bravissimo e con una delle facce più accattivanti che abbia mai visto negli ultimi anni, e un cane, fedele amico dell’uomo; e non dimenticando il periodo storico: l’occupazione tedesca della Francia durante la seconda guerra mondiale.
Un film dolcissimo, da vedere, per non dimenticare che l’amicizia esiste, per non dimenticare la natura, per non dimenticare la solidarietà.
La prima inquadratura mostra le cime altissime delle alpi e io ho sospirato, perchè per quanto mi stia adattando alla mia nuova vita sotto i duemila metri, il mio cuore è lassù, dove sento forte e potente la mano di Dio e la piccolezza dell’uomo, dove l’anima si può perdere in silenzi maestosi e aprirsi a profumi intensi; subito si vede un aquila sullo schermo e mia figlia mi ha detto “Forse in un’altra vita sei stata un’aquila, e allora ci credo che ami le vette.”
E lei alla fine del film mi ha detto “Anche io con Argo andrei in capo al mondo, loro ti capiscono anche senza le parole e non ti tradiscono mai.” Quanto è vero.

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