TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Sotto la ruota – Hermann Hesse

copj170.aspLa storia è ambientata nella Germania meridionale, racconta di un giovane ragazzo, Hans Giebenrath. Il ragazzo, intelligente e preparato va a studiare nel monastero di Maulbronn, dove, per una serie di vicissitudini, lascia gli studi e torna a casa dove è evidente il suo dimagrimento, la sua apatia, che sembrano collegarsi all’eccessivo impegno per lo studio
“….Erano quasi tutti verniciati di verde e insieme con il giallo bruno delle bucce, con i colori delle ceste di mele, con l’azzurro del fiume, con i bambini scalzi e il chiaro sole autunnale davano un’allettante impressione di gioia, di vitalità e d’abbondanza. Il crepitio dei frutti che venivano spremuti sonava asprigno e stimolava l’appetito, chi arrivava là e lo sentiva era spinto a prendere in mano una mela e ad affondarvi i denti. Dalle cannelle usciva a fiotti densi il succo fresco e dolce, giallorosso, che rideva al sole; chi si avvicinava e lo vedeva,  era invogliato a chiedere un bicchiere e ad assagiarlo, poi si fermava lì, con gli occhi lucenti….E il mosto riempiva l’aria tutt’intorno del suo allegro odore penetrante….”

Scritto nel 1906 questo bellissimo romanzo racconta una parte della breve vita, la formazione, i tormenti, di un giovane ragazzo.
Mi sono piaciute molto le descrizioni dei luoghi, della psicologia dei personaggi, dell sistema di insegnamento dell’epoca che era veramente terribile, come terribile sarà le delusione che riceverà Hans, anche dall’unica ragazza che avvicinerà, Emma.
E’ un libro anche autobiografico, infatti il romanzo è ambientato nello stesso seminario frequentato dall’autore, lo stesso da cui fu espulso. Ho provato grande tristezza nel finale, pensare una giovane vita (stritolato dalla ruota dell’educazione nel seminario) finita accidentalmente in un torrente o suicidatosi (come tentò di fare Hesse). Ancora un romanzo dell’autore che viaggia tra razionalità e irrazionalità, tra silenzi e monologhi, tra ansie e nevrosi, tra piccole gioie e grandi ideali; nella vita adolescenziale dell’epoca.

indexMonastero di Maulbronn
Complesso monastico nei pressi della cittadina tedesca di Maulbronn, è un’abbazia cistercense fondata nel 1147 e ancora intatta; in essa troviamo diversi stili architettonici: dal romanico fino al tardo-gotico. maulbronnallerheiligen Dal 1993 è compresa nella lista dell’UNESCO. L’abbazia è racchiusa da una cinta muraria risalente al XV-XVI secolo. Maulbronn chiostroPrima di entrare nel chiostro si può notare il gioiello di Maulbronn: la fontana, o Tonsorium, nella quale i monaci si lavavano prima dei pasti, costruita da tre vasche a grandezza scalare che riversano l’acqua da piccole teste di leonemaulbronn-4 la fontana sorge al centro di una vasta rientranza (la casa del pozzo) dal pavimento.images Nel 1807 la scuola diventa un seminario teologico protestante con l’incarico di preparare in anticipo i giovani allo studio della teologia, con l’insegnamento delle lingue antiche. maulbronn-7
Nel 1138 il cavaliere Walter von Lomersheim, attratto dal pensiero di Bernardo di Chiaravalle decise di dedicarsi alla vita monastica e di costruire un convento di cistercensi su un terreno di sua proprietà, si rivolse all’abate del convento di Neuburg che inviò una piccola congrega di monaci. Ben presto però a causa della mancanza di acqua, dei materiali da costruzione  e del terreno inadatto, il progetto viene fermato; Walter von Lomersheim si rivolse al vescovo di Spira che trasferì i monaci su un terreno appartenente alla diocesi di Maulbronn. Sul monastero c’è una leggenda: mentre i monaci erano alla ricerca di un luogo più idoneo per fondare il monastero caricarono un mulo con una borsa piena di denari d’oro, gli dettero un colpo con un ramo e il muro trotterellò fino ad una sorgente dove si abbeverò, i monaci scelsero quindi il luogo dove il mulo si era fermato per costruire il loro convento. Sul luogo della sorgente fu costruita una fontana (nota come fontana dell’asino).
I monaci si occuparono di agricoltura, crearono campi e vigneti dai quali ricavavano raccolti abbondantissimi che sistemano nelle ampie cantine e magazzini.
Alcune scene del film Il nome della rosa sono state girate nella chiesa del monastero.
Hesse entra nella scuola a 14 anni; come Hans Giebenrath all’inizio si sente molto bene a Maulbronn, si abitua velocemente alla vita conventuale e con fervore si dedica allo studio dei classici: traduce Omero, si occupa della prosa di Schiller e delle odi di Klopstock; “Sono lieto, allegro e contento. C’è un’atmosfera che mi piace molto”, scrive in una lettera in data 24 febbraio 1892. Solo pochi giorni dopo, il 7 marzo, Hesse fugge senza una ragione comprensibile.

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