TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

La grande…

su aprile 29, 2014

…delusione. Di mia figlia.  Alcune settimane fa avevo postato il disegno che riguardava il ritratto di Boccioni, questob, la proff era stata positiva nel giudizio; questo ritratto andava colorato, 20140408_095821oggi l’ha presentato spiegando alla proff che non era riuscita all’espressione la rilevanza giusta, ha capito perfettamente il suo limite, però ha chiesto un giudizio sulla stesura del colore e se la tecnica sull’uso dei gessetti fosse giusta, risposta:”Non è quello che ho chiesto sull’espressione, puoi andare a posto”, mia figlia ha spiegato ancora una volta di non essere stata in grado di farlo, ma chiedeva un giudizio come sopra descritto; la proff, senza voltarsi gli ha risposto” Vai a posto”. Meli è tornata a casa delusa tanto e mi ha detto “Ice (così chiamano i ragazzi la professoressa) mi ha spiazzato, almeno un giudizio sulla tecnica e il colore me lo poteva dare…” Anche io sono rimasta perplessa, ho cercato di dare una spiegazione, ma Meli mi ha detto “Non c’è giustificazione, è un ghiaccio in tutti i sensi, io lo so che l’espressione è stato il mio problema e l’ho fatto presente, ma una proff non può liquidarti così, senza dirmi se la tecnica, il colore, sono giusti, ora come preparo il prossimo disegno? Ho paura.”  Le ho semplicemente detto che , inazitutto non deve avere assolutamente paura, deve realizzare il nuovo disegno come meglio crede, impegnadosi,  usando la tecnica che già ha attuato, e se la proff  non darà giudizi, a parere di Meli, valido, mi farò sentire. Premesso che l’espressione dello sguardo è in effetti assente, ce ne rendiamo conto entrambe, è  giusto secondo voi il comportamento che questa docente ha tenutto in questo caso? Non doveva forse, oltre dare il giudizio su colore e tecnica, cercare di spiegare o addirittura proporre nuovamente lo sguardo, a chi, come mia figlia (che non è stata l’unica) non è riuscito a disegnarlo?

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17 responses to “La grande…

  1. gianpiccoli ha detto:

    Sicuramente la prof. avrebbe dovuto correggere…..
    Tuttavia non sappiamo esattamente se aveva già dato alcune dritte.
    Comunque, se dovessi colorare il disegno, userei qualcosa di scuro per il vestito (in stile Boccioni) , una bocca più carnosa, ancorché baffuto, Un colorito meno terreo, ma soprattutto rilevante sarebbe arricchire di contrasto il ritratto, visto che è troppo “piatto”.A questo punto si potrà lavorare sull’espressione, tenendo presente le sopracciglia non troppo folte e ben disegnate, la giusta distanza tra gli occhi e l’apertura delle palpebre , tenuto conto della forma mediterranea, non tondeggiante all’orientale e cercando di rendere lo sguardo “evanescente”, ma non assente, come chi guarda lontano, ma con attenzione. Occhio a non correggere troppo l’ovale del viso, perché quello di Boccioni era molto regolare.
    Poi, lo sfondo, mi pare azzeccato, ma i colori devono richiamare quelli usati dall’artista e a quel che vedo, manca il giallo ( magari qualche punto)
    Ora , non che voglia fare il maestro, ma come già ho scritto, sono nipote di un pittore, ho aiutato anche in una galleria d’arte e certe sfumature riesco a coglierle, anche se non è il mio mestiere.
    Infine, non prendetevela più di tanto, perché se il talento c’è esce con o senza prof. la tecnica è solo un pretesto per insegnare, mica per scoprire talenti….. Pensa a Giotto.
    Un abbraccio
    Giancarlo

    • fulvialuna1 ha detto:

      Grazie Giancarlo per questa attenta spiegazione. Il disegno è stato dato dalla professoressa ai ragazzi, l’unica cosa diversa da questo è lo sfondo che la proff ha lasciato liberi di fare. Ci tengo a precissre che non ce la prendiamo, rispetto e anche mia figlia il parere di chi è predisposto a farlo; il concetto è che:la proff che ha sempre fatto lavorare i ragazzi sul geometrico ha improvvisamente virato sul ritratto, e ci può stare (un tantino di pratica prima di una prova del genere secondo te non ci voleva?); ora stà virando suli girasoli, indovina di chi? E poi non si parla di talento, mia figlia ama il colore, sà perfettamente bne che non è un’artista del “disegno”, anche se è ancora prematuro giudicare, secondo me (la sua mira è il tessuto), ma che ovviamente l’artistico copre più discipline, ma un minimo di spiegazione un professore la deve dare? Come può insegnare, correggre, far rendere conto dei propri errori o limiti, se non parla con gli studenti? Sono sempre stata molto esplicita con le persone, anche con gli insegnanti che hanno affiancato mia figlia in questi anni. La proff in questione è molto sulle sue e questo mi dispiace insegnado una materia tra le più importanti del liceo. i ragazzi di questo ne soffrono, si lamentano. La domada che ho posto era proprio mirata ad avere un parere in generale. Grazie per avermi risposto.

  2. Nicola Losito ha detto:

    Mai avere paura!
    La delusione è un sentimento che va rimosso al più presto. Dì a tua figlia di affrontare con serenità le successive prove. E di cercare una sua via personale di disegnare.
    Nicola

    • fulvialuna1 ha detto:

      Grazie Nicola, che piacere averti qui!
      Alla sua età si può aver paura, ma quando la rassicuro facilmente la supera; il fatto della delusione è un aspetto della vita che è giusto affrontare, che fa crescere, e non è la prima volta che la passa, gli dico sempre che dalla delusione deve prendere spunto per capire che la vita non è solo una meravigliosa avventura, anche una battaglia. E lei ci stà, è tostarella, ma ripeto l’età….Ti abbraccio.

  3. Amor et Omnia ha detto:

    notoriamente, senza tema di controdeduzione, la scuola (italiana) non è certo un luogo in cui si incentivano i talenti qualsiasi essi siano ma piuttosto si riscontra una certa diffusa inclinazione ad uccidere entusiasmi che già latitano di loro, trovo (per come qui riportato) pessimo il comportamento di questa “insegnante” che al di là delle questioni di merito, su cui ho ben poca competenza, commette un gravissimo errore di comunicazione, nel luogo che dovrebbe invece consentire la condivisione e la crescita attraverso l’interrelazione e il confronto pro-attivo.
    e ancora una volta plauso alla famiglia attenta che deve sopperire alle mancanze, una carezza di conforto a tua figlia, se posso dirle due parole sono queste: “si può sempre migliorare, ma quello che conta è sapere di aver dato il massimo”
    un abbraccio ad entrambe…. A.

    • fulvialuna1 ha detto:

      Hai colto perfettamente nel segno; il problema non è aver diseganto bene, è la mancanza di comunicazione che questa insegnante trasmette. In effetti mia figlia, anche se piccola, ha capito perfettamente il problema, ma perchè non commentare il contesto totale del disegno? perchè troncare una richiesta di chi cerca solo di capire se il suo stato di lavoro è passabile? pessimo? totalmente da correggere?…Solo cosìù si può crescere. E’ molto fredda, questa freddezza l’ho sentita io e altri gernitori durante il colloquio avuto con lei; sicuramente ognuno di noi ha il suo carattere, ma un docente ha una responabilità grande: quella del comunicare.

      • fulvialuna1 ha detto:

        Cara A. aggiungo che contraccambiamo il tuo abbraccio.

      • Amor et Omnia ha detto:

        Assolutamente d’accordo! il fatto è che si preparano le persone ai contenuti quasi mai alla relazione.. e allora si pensa che insegnare sia qualcosa che abbia a che vedere con quello che si sa e basta.. invece ha a che fare anche con quello che si è… sono le persone che portano i contenuti.. e questo determina la qualità della relazione allievo-insegnante.. (sono formatrice da circa 15 anni a diversi livelli credo di sapere di cosa parliamo…).. un abbraccio ancora a voi..
        A

  4. Amor et Omnia ha detto:

    p.s. tuttavia se il problema è riscontrato a livello generale io credo sia giusto che si trovi il modo e la maniera di sollevare la questione, certamente con rispetto dei ruoli ma lasciando che arrivi così la vostra attenzione ….

  5. alessandra ha detto:

    ho letto molto attentamente sia il post che i commenti , tutti molto interessanti, tutti voi avete espresso delle giuste considerazioni trovandomi d’accordo.
    Mia figlia , come sai, frequenta la stessa scuola di Melissa, il Liceo Artistico, ho così avuto modo di vivere dal di dentro la situazione. Hai ragione, il comportamento della Prof lascia basiti.
    Il professore di disegno di Irene è venuto a scuola con me, ha la mia stessa età ed abbiamo un rapporto amichevole. Gli ho posto alcune domande, mi ha spiegato che i ritratti dovrebbero venire eseguiti nel secondo trimestre del secondo anno per proseguire alla grande nel terzo, che non si passa a grande velocità da un tema all’altro ma ad ognuno si presta la giusta attenzione, anche l’uso del colore va rimandato in un secondo tempo, in questo momento è importante raggiungere una scioltezza e pratica con il disegno, le ombre, le linee, le varie tecniche, dopo si apre un mondo.
    Meli è stata fin troppo brava, secondo me e secondo il parere del professore, anzi secondo noi è riuscita in un compito difficilissimo considerando i limiti delle sue possibilità in questo momento del suo percorso. Non si può valutare il ritratto come se ci trovassimo di fronte ad un ‘artista compiuto, io penso ad una mia Artista preferita Carla Accardi, mancata di recente, diceva che le sono voluti 50 anni prima di giungere alla consapevolezza riguardo alla sua Arte.
    Uno storico d’Arte, saggista e professore che mi sta seguendo:Paolo Levi, mi sprona spesso a non avvilirmi dicendomi che guai a scoraggiarsi, non bisogna farlo mai, sono convinta che si raddrizzerebbe i capelli nell’ascoltare un obrobrio di atteggiamento come quella della prof di Meli, professori così spezzano i talenti e l’amore per una materia fondamentale di quel contesto scolastico. Meli cara, un passo alla volta credendo in te stessa , sbaglierai, sbaglierai molte volte, ma è così che imparerai. Un abbraccio

    • fulvialuna1 ha detto:

      Assolutamnte in accordo con te Alessandra! In effetti il problema non è avere o no talento in questo momento, è imparare. Anche a me sembra assurdo chiedere ad alunni di primo liceo artristico un ritratto e ben eseguito…Se non si fa patrica la vedo dura; ora mi confermi quello che penso io. troppo presto chiedere un ritratto e giudicarlo, oltertutto, con tanta freddezza. per fortuna Meli, dopo l’iniziale delusione, ha reagito bene. Io, da vera profabna, noto ad esempio che nel disegno che ha esegito, le ombre della manica, le pieghe, in qualche modo le ha tratteggiate bene, calcolando che è la prima volta che le esegue. Un forte abbraccio a te.

  6. Horsefly ha detto:

    Ovviamente arrivo tardi ed è stato già detto tutto. Per motivi di conflitto d’interesse non giudico la prof, anche se mi lascia piuttosto basito per quanto riguarda la passione di fronte ai tentativi degli allievi, io avrei incoraggiata l’alunna a trovare soluzioni possibili. Se proprio dobbiamo trovare un risvolto positivo in tutto questo, Meli deve sapere che spesso, nella vita, troverà persone che la criticheranno, anche per il solo gusto di essere cattive. Ciò che non ammazza fortifica. 😉
    Non entro nel merito tecnico della questione per una palese ignoranza sull’argomento. Ma io faccio il tifo per Meli, tanti grandi artisti all’inizio della loro carriera non sono stati compresi, ma la caparbietà e una grande forza interiore poi li hanno fatto divenire dei GRANDI, in tutti i sensi.

    • fulvialuna1 ha detto:

      Grazie Giuseppe, non arrivi mai tardi…sei sempre accolto a braccia aperte, lo sai. Condivido quello che hai postato e grazie per l’incoraggiamento a meli, sono due giornio che disegna occhi, non si arrende. Sotto la sua aria di chi vive sempre fuori dalla realtà e a dispetto della sua esile figura che ti viene sempre voglia di proteggere, ha un carattere forte e una forza che ancora lei non sa di avere.
      Un forte abbraccio.

  7. Francesco Coppola ha detto:

    Hai già dato tu la risposta giusta a tua figlia, continua a dirle di resistere e non scoraggiarsi. Troverà da sola la strada per disegnare/colorare nel modo corretto. Anche quando i docenti latitano i ragazzi crescono lo stesso

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