TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Flavio Ezio

su maggio 4, 2014

via  Ieri sera mi chiama un amico e mi chiede se conosco via Ezio, a Roma e dove si trova; gli spiego    che è una traversa di viale Giulio Cesare e come arrivarci.
Ma chi è Ezio, o meglio Flavio Ezio? Un militare romano, uno dei più grandi generali romani.
Flavio Ezio nasce a Durosturum (zona dell’attuale Bulgaria) nel 390 circa; da Edward Gibbon è stato definito “l’uomo celebrato universalmente come terrore dei Barbari e baluardo della Repubblica di Roma”.
Suo padre era un comandante militare romano di origine scita o gotica, sua madre era un’italica ricca e nobile.
ezioDa ragazzo servì la corte imperiale arruolandosi nell’unità militare dei tribuni pretoriani. Imparò l’arte della guerra da Alarico I, re dei Goti, a cui fu dato ostaggio dal 405 al 408; fu inviato ostaggio anche presso Rua, re degli Unni.
Quando, nel 423, l’imperatore d’Occidente Onorio morì, fu nominato imperatore Giovanni Primicerio che non venne riconosciuto come tale dall’imperatore d’Oriente Teodosio II che voleva sul trono il nipote Valentiniano III, per questo inviò in Italia un esercito che Giovanni volle contrastare mandando Ezio, che era a suo servizio, presso gli Unni per chiedere aiuto; Ezio tornò in Italia alla testa di un contingente di Unni, ma Giovanni era stato già catturato, deposto e ucciso da Valentiniano e da sua madre Galla Placidia. Ezio attaccò con i propri Unni l’esercito romano vincendo, questo spinse Galla Placidia a scendere a patti con lui il quale strinse un accordo con il giovane imperatore (appena sei anni) e rimandò gli Unni nelle loro terre in cambio di un comando militare. Proprio l’età dell’imperatore Valentiniano III diede la possibilità di potere a tre personaggi forti di quel momento: Ezio, Bonifacio e Felice, oltre alla reggente Galla Placidia, che li schierò l’uno contro l’altro affinché nessuno ottenesse abbastanza potere da marginalizzare lei e l’imperatore.
Intorno al 425 sposò la figlia dell’ex-comes domesticorum Carpilione, dalla quale ebbe un figlio e si assicurò la carica di “comes et magister militum” divenendo così il comandante supremo delle truppe stanziate in Gallia che però non gli dava la supremazia su Felice, ma, grazie all’influenza che aveva ancora sui contingenti ausiliari barbarici divenne l’uomo più forte, influente, autonomo di quella regione. Nel 426 sconfisse i Visigoti e li costrinse a ritornare in Aquitania e nel 428 sconfisse i Franchi liberando il territorio da loro occupato lungo il Reno.
Nel 429 fu nominato magister militum praesentalis iunior dell’Impero d’Occidente; lo stesso grado, ma di rango senior, era  Felice, che in quel momento era il personaggio più potente della corte imperiale e sostenitore di Galla Placidia; nel maggio 430 Ezio accusò Felice di complottare contro di lui assieme alla moglie e li fece entrambi arrestare e uccidere; nello stesso anno sconfisse in Rezia gli Iutungi e distrusse un contingente visigoto catturandone il capo, Anaolso; nel 431 sconfisse i Norici e, ricevuta l’ambasciata del vescovo di Aquae Flaviaedi, Idazio, che lamentava le incursioni dei Suebi, nel 432 sconfisse i Franchi, facendo pace con loro e rimandando Idazio in Spagna come ambasciatore presso i Suebi.
Non passò molto prima che entrasse in conflitto col potente Bonifacio gettando sulla sua figura tanto discredito da portarlo alla rivolta, tanto che Bonifacio fu nominato nemico di Roma, ma successivamente riottenne il favore di Galla Placidia.
La resa dei conti tra i due potenti generali avvenne nel 432 quando Bonifacio concentrò nelle proprie mani il magisterio militare e il patriziato superando così in prestigio Ezio che era console per quell’anno. Bonifacio sbarcò in Italia richiamato da Galla, portando con sé l’esercito più grande che potesse raccogliere; Ezio, che stava organizzando un esercito con l’aiuto del re unno Rua, ritornò dalla Gallia in Italia, ponendosi così come fuorilegge; i due si affrontarono presso Ravenna dove vinse Bonifacio, che morì poco tempo dopo a causa delle ferite riportate nello scontro; Ezio, sconfitto, riparò nei propri possedimenti di campagna, da dove, dopo essere stato bersaglio di un fallito attentato, fuggì prima a Roma e poi presso gli Unni, suoi alleati, con i quali, l’anno successivo, tornò in Italia e costrinse Galla Placidia ad accettarne il ritorno al potere e  fece esiliare fuori dall’Italia il successore di Bonifacio, Sebastiano che ne era genero; sposò la vedova del suo nemico, Pelagia, da cui ebbe due figli e una figlia femmina, ottenendone così i possedimenti e i contingenti militari privati.  Nominato Comes et Magister militum, massimo rango militare d’Occidente e ottenendo il rango di patricius, Ezio divenne la personalità più potente dell’Impero d’Occidente continuando a curare in special modo la difesa della frontiera delle Gallie affidola agli Unni, ma cedendo loro la Pannonia e la Valeria. Grazie all’aiuto militare degli Unni sottomise i Bulgari, i Burgundi, costringendoli alla pace, mentre l’anno successivo avvenne l’offensiva degli Unni che attaccarono e annientarono i Burgundi e soppressero la rivolta bagauda. Nel frattempo i Visigoti erano in rivolta, intenzionati ad acquisire lo sbocco al Mediterraneo conquistando Narbona (circondata e portata all’estremo), Ezio inviò il generale Litorio con ausiliari unni per liberare la città; l’impresa riuscì, gli Unni portarono ciascuno un sacco di grano alla popolazione cittadina affamata e sconfiggendo definitivamente i Visigoti nella battaglia di Mons Colubrarius, ma quando Litorio, arrivato ormai alle porte della capitale visigota Tolosa, che intendeva conquistare annientando completamente i Visigoti, perse la battaglia venne catturato e giustiziato, questo spinse Ezio a firmare la pace con i Visigoti. Ezio tornò in Italia dopo aver saputo che i Vandali avevano conquistato Cartagine e quando invasero la Sicilia, nell’anno successivo, Ezio si preparò a combatterli,  ma una massiccia invasione unna nei Balcani, ad opera di Attila, fece sfumare lo scontro. Ezio fece negoziare una pace con i Vandali nel 442, riconoscendogli il possesso di Proconsolare, Byzacena e del resto della Numidia costringendo l’Impero romano d’Occidente a rinunciare alle più prospere province dell’Africa. Ezio torò  in Gallia deciso a riportare l’ordine in Armorica, infestata dai ribelli, permettendo agli Alani di re Goar di insediarsi nella regione, lasciò lì una parte dell’esercito romano che avrebbero tentato di restaurare l’autorità romana in Gallia settentrionale.
Nel 446 Ezio resse per la terza volta il consolato, un onore molto significativo, in quanto per secoli il terzo consolato era riservato ai membri della famiglia imperiale, effettivi o futuri. Nello stesso anno ricevette richiesta d’aiuto da parte dei Romani di Britannia contro gli invasori Sassoni, ma decise di non intervenire perché impegnato a tenere a bada altre minacce, tra cui l’attacco dei Franchi di Clodione che penetrarono nell’attuale Belgio, ma furono gravemente sconfitti da Ezio stesso con la collaborazione del proprio generale, Maggioriano.
Intanto in Spagna il re svevo Rechila conquistò Lusitania, Betica e Cartaginense, Ezio, per recuperare le provincie occupate, inviò generali per sedare le rivolte, tra cui il generale Vito ma la spedizione fallì e i Bagaudi, che nel 449 nominarono come leader Basilio, si allearono con il nuovo re degli Svevi, Rechiaro, saccheggiando il territorio imperiale.
flavio-ezioNel 450 morì il re dei Franchi, ed Ezio sostenne il  figlio minore come successore; il giovane si trovava a Roma come ambasciatore ed Ezio lo adottò, rimandandolo in patria carico di doni. Nel 451, Attila decise di invadere l’Impero d’Occidente e progettò di eliminare Ezio prima dell’inizio della campagna; ciononostante, Ezio rimase al comando delle truppe romane.
Alla testa di un vasto esercito formato da Unni, Ostrogoti e Burgundi, Attila varcò il confine del Reno assoggettando molte città; per contrastarlo Ezio riuscì, con l’aiuto di Avito, a coinvolgere i Visigoti di Teodorico I in un’alleanza contro i nemici comuni e coinvolgendo anche gli Alani di Sangibano dalla sua parte, togliendo così un potenziale alleato ad Attila, convinse anche i Burgundi. Attila allora si mosse verso l’aperta campagna dove, nel 451, assieme ai suoi alleati ingaggiò lo scontro con l’esercito guidato da Ezio nella battaglia dei Campi Catalaunici, vicino Châlons-en-Champagne; fu un grande trionfo strategico per Ezio e i Romani, una pesante sconfitta per Attila che fu costretto a ritirare le sue truppe oltre il Reno a causa dell’inverno; durante la battaglia morì Teodorico, re dei Visigoti; così saltò l’alleanza.
Attila nel 452, con il pretesto di chiedere la mano di Onoria, invase l’Italia, saccheggiando numerose città e radendo al suolo Aquileia; Valentiniano III si rifugiò a Roma, Ezio rimase invece con le sue poche truppe cercando di rallentare l’avanzata del re barbaro; Attila riusci comunque a passare il Po, oltre il quale fu raggiunto da una delegazione composta dal prefetto Trigezio, dall’ex-console Gennadio Avieno e da papa Leone I che lo persuasero a tornare indietro senza aver richiesto né la mano di Onoria né i territori da lui precedentemente rivendicati; nel 454 si accordò con Valentiniano III per far fidanzare i loro figli, probabilmente Gaudenzio e Placidia; nello stesso anno, il 21 o il 22 settembre, a Ravenna, Ezio fu ucciso da Valentiniano III a seguito di intrighi a cui partecipò anche Petronio Massimo.
La morte di Ezio fu vendicata l’anno successivo da due ex-guardie del corpo di Ezio, Optila e Traustila,  che assassinarono Valentiniano.

 

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14 responses to “Flavio Ezio

  1. tachimio ha detto:

    Certo che questo Ezio non poteva che finire assassinato con tutti gli attacchi militari ai quali aveva partecipato.Grazie del racconto, non lo conoscevo.Isabella

  2. enricogarrou ha detto:

    Complimenti per l’affresco storico di grande afflato. Bravissima

  3. cornelioilromano ha detto:

    Gran bel tipetto questo flavio! D’altronde, come non potrebbe esserlo! È mio compatriota! 😉

  4. Diemme ha detto:

    Io ci abitavo in via Ezio. Gran bei ricordi, e gran bell’abitare 🙂

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