TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Principessa Mononoke

su maggio 14, 2014

momnoIn Giappone, il guerriero Ashitaka viene contaminato da una maledizione mortale. Si mette in viaggio per chiedere al Dio Bestia una cura. Attraversando alcune regioni le trova coinvolte in una guerra tra gli uomini e gli animali primitivi della foresta; questi sono aiutati dalla Principessa Spettro, ragazza allevata dai lupi. Gli uomini sono guidati da Lady Eboshi che gestisce un villaggio dove i fabbri lavorano il ferro estratto dalla montagna e per ricavarlo abbattono gli alberi che la ricoprono; per poter continuare l’abbattimento e per conquistare l’eterna giovinezza bisogna uccidere il Dio Bestia, tagliandogli la testa.

La traduzione  di Mononoke è  Principessa degli spiriti vendicativi.
Film  del 1997, di Hayao Miyazaki, presentato in questi giorni nelle nostre sale cinematografiche. Ieri Meli mi dice “Mami, ho diligentemente svolto il mio compito di studentessa, compiti terminati, possiamo andare al cinema?” E mamma, prende l’automobile e parte, non si può dirgli di no, non chiede mai niente se non cinema o teatro.  E a questo non potevamo mancare.
Colonna sonora bellissima per questo film suggestivo e d’avventura, dove gli uomini combattono uomini e natura, dove gli animali combattono altri animali; disegno particolare con immagini bellissime, dai colori vivaci, splenditamente realizzati; un film lungo ma avvincente.
C”è tutta la mitologia giapponese dell’epoca di ambientazione dove al centro troviamo quei valori ormai trascurati: rispetto e sacrilità della vità; il giovane Ashitaka impersona chi tenta di non uccidere o distruggere, usando, quando possibile, le sole parole.
Il messaggio del film è chiaro: ecologia; distruggere la simbiosi che ci può essere tra natura e animali è pericoloso, mette i brividi. Dovremmo avere paura di queste distruzioni e cercare di crescere per far si che ciò non accada.
Altro messaggio è quello sull’odio: se questo esiste tra gli umani, anche se di diversa fazione, diventa come un cancro che ci consuma (la ferita mortale) e porta alla fine della vita (uccisione del dio bestia). Anche Mononoke dovrà abbandonare questo atteggimanto verso gli umani (che considera malvagi) che ha ripudiato, c’è sempre una speranza, c’è sempre l’uomo diverso (Ashitaka) che considera ancora la vita un bene sacro, e usa la dolcezza, il contatto fisico, per mezzo dell’abbraccio, per trasmettere questo amore. Come potrebbe essere diversamente? Non è il primo gesto quando si nasce, il contatto fisico? Non è l’abbraccio di una madre? L’abbraccio alla vita lo da la natura e noi uomini sempre più spesso lo dimentichiamo. Ancora non riusciamo a capire che la natura ci dona la vita, ma la può anche togliere, senza preavviso e senza armi, come invece fa l’uomo, anche nel film.
A mio giudizio c’è un altro messaggio, velato, non palese ma che si intuisce nelle ultime scene con il rinascere del bosco, dei suoi colori… Si può costruire una società compatibile con la natura? Si, si può, basando il vivere sul rispetto, civilizzare non vuol dire annientare, io credo che sia l’unica strada; in me, quando penso alla natura che stiamo uccidendo, nasce la tristezza che ha come base la catastrofe di tutto questo meraviglioso mondo: gli animali, i boschi, i fiori, l’acqua e l’uomo stesso. Possiamo essere così incoscienti da ucciderci? Possiamo essere così smemorati da dimenticarci da dove proveniamo? Possiamo essere così sciocchi da crederci una divinità? Possiamo essere così meschini che pur sapendo che stiamo sbagliando continuiamo imperterriti in nome del dio denaro? Evidentemente si, se penso a tutte le catastrofi naturali e non che accadono.
Questo meraviglioso film fa pensare a quanto il materialismo stia realmente distruggendo tutto, valori compresi.
Pace e natura, sicuramente un’utopia; ma quanto è bella stà utopia! Tanto. E con tutta la convinzione che ho nel cuore, spero che le nuove generazioni abbiano il coraggio di tornare indietro di qualche passo.
Nel  film il finale non è scontato: i due protagonisti, pur uniti nella battaglia e nell’anima, si separeranno: uno per tornare tra gli umani, l’altra per tornare a vivere nella natura; nulla è scontato nella vita, anche il finale mi ha soddisfatto.

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4 responses to “Principessa Mononoke

  1. semprecarla ha detto:

    Ti ho nominato per LOVELY BLOG AWARD … passa a trovarmi … 

  2. chiallonz ha detto:

    Visto. Un film che insegna tanto!

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