TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Nebraska

su maggio 25, 2014

Woody è un anziano, alcolizzato, trasandato, scorbutico, sposato con Kate e padre di due figli, che vive nella provincia americana
nebrE’ convinto di aver vinto un milione di dollari (una truffa legalizzata) grazie ad un concorso. Il premio va ritirato a Lincoln, città del Nebraska, lui vive nel Montana. Cerca diverse volte di partire a piedi e solo per andarlo a ritirare, viene sempre recuperato e riaccompagnato a casa fino a quando il figlio David decide di accompagnarlo in macchina. Tutta la famiglia è contraria a questo viaggio che sanno essere infruttuoso, ma per una serie di situazioni si ritroveranno a proseguire il viaggio di andata tutti insieme, facendo tappa nella città dove Woody è nato, è cresciuto e si è sposato; dove hanno trascorso i primi anni della loro vita i figli. La notizia della vincita si diffonde tra amici e parenti e c’è chi si congratula e chi va a chiedere soldi; quando si verrà a sapere che la vincita non c’è stata, gli stessi gli voltreranno le spalle e anzi, derideranno l’anziano. Woody, arrivato a destinazione, saprà che non è stato sorteggiato e quindi non ha vinto nulla se non un berretto di consolazione. Wody voleva comprare, con i soldi della vincita, un furgone e un compressore e lascire qualcosa ai figli di cui non si è mai troppo curato, come gli rimprovera sempre la moglie. Sarà David a realizzare i desideri del padre e permettergli un riscatto su chi lo aveva deriso e in parte sulla vita spesa in modo infruttuoso.

Film meraviglioso del 2013 di Alexander Payne; film in cui mi sono tuffata nel bianco e nero delle immagini (girato intermente così), che dà alla storia un tocco in più anche se lo patina ancora di più di malinconia. E’ un film che dura poco, circa un’ora e mezzo, ma dove drammaticità (la scena della ricerca della dentiera persa e ritrovata mi ha commosso), ironia e ilarità si ammalgamano crudamente insieme facendone una testimonianza paricolare per: i paesaggi, scenari grandiosi e bellissimi (bella l’immagine dell’automobile nera che percorre le grandi strade deserte e delle innumerevoli balle di fieno abbandonate); della realtà di molte famiglie: parlare dei problemi della gente comune senza girarci intorno; rapporti tra padre e figlio, quelli in cui il genitore è vulnerabile, dove si sente la sua malinconia per i sogni passati e mai realizzati, per la ricerca di un pò d’umanità anche nell’errore.
Un film che ci mette davanti la sensibilità e il desiderio che un figlio dovrebbe avere verso un padre, dove è sottolineato quanto può essere bello ritovare il passato e il legame con la famiglia d’origine e decidere se riconoscerci in essa o no; un film dove si può capire come a volte nelle famiglie non si conoscono le speranze dei componenti.
Un film lento dove la bellezza della fotografia e l’amore che ne esce diventa una poesia che sottolinea i chiarocsuri delle immagini, dei volti.
Nel lungo viaggio di questo padre e di questo figlio ci vedo una metafora della vita interiore: il furgone è l’ultima forza che l’uomo ha per coprire gli anni che in vecchiaia restano da fare; lo scopo della vincita, è come voler lasciare una traccia per essere ricordati, non il denaro, ma qualcosa di più profondo.
La scena che trovo più bella, perchè intrisa di dolcezza, è quella in cui Woody guida il furgone.
La colonna sonora è indovinatissima, sembra una musica degli anni trenta, perfetta per sottolineare il bianco e nero.
Attori all’altezza, tutti, l’interpretazione di Bruce Dern (Woody) è mitica: bravissimo nel rappresentare fisicamente e creare l’ostinazione caratteriale del protagonistalui2lui; ma l’interpretazione di June Squibb (Kate), non ha paragone, io gli avrei dato l’Oscar, perfetta fisicamente, ben calata nella parte, assolutamente originalemogliemoglie1
Un film da vedere assolutamente per Bruce Dern e il suo Woody, per i paesaggi struggenti e sconfinati dell’America riprodotti in bianco e nero, perchè parla della famiglia e di come oggi sia facile essere “fregati” con tanto di autorizzazione, per le battute mitiche di Kate, perchè vi farà ridere ma anche commuovere, perchè c’è umanità, c’è la sconfitta, l’isolamento, ma anche il riscatto; perchè è un film delicato che vi toccherà l’anima e che potrete colorare con i colori che più amate.

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7 responses to “Nebraska

  1. 65luna ha detto:

    Bruce e’ un bravissimo attore. Brava, bella recensione! Abbraccio,65Luna

  2. luna ha detto:

    Questo me lo sono perso.
    Peccato…
    Luna

  3. wwayne ha detto:

    Se ti piacciono i road movies, ti raccomando ad occhi chiusi quello recensito in questo mio post: http://wwayne.wordpress.com/2014/06/09/tre-film-in-uno/. : )

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