TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Fiaba d’amore – La lucina Antonio Moresco

su luglio 6, 2014

Una amica mi lascia due libri da riconsegnare alla Biblioteca comunale, io ne approfitto e leggo….

fiaba  Fiaba d’amore

 In un angolo di marciapiede vive un vecchio barbone, Antonio, di cui non si sa nulla, unico suo compagno  un colombo ferito che ha curato. Una ragazza bellissima, Rosa, che passa tutti i giorni accanto al barbone, decide di portarlo con lei e con lui iniziare una storia d’amore. Il vecchio, definito dagli altri barboni pazzo, vive quel periodo come una fiaba e torna a parlare dopo anni di silenzio..
Ma un giorno viene abbandonato dalla ragazza senza un motivo, senza spiegazioni. L’uomo non ha più voglia di vivere. La giovane donna dopo un lungo periodo dall’allontanamento  lo va a cercare, pentita di averlo abbandonato e di aver perso quell’amore. La sua vita cambierà totalmente fino a quando on arriva nella città dei morti

Un libro dolce, che parla di un aspetto della vita di oggi ma che va oltre la morte. Una storia forse impossibile, a tratti anche desolante; ma è una fiaba del mondo contemporaneo dove, comunque, ancora si può sognare, farsi trasportare dalle emozioni.
Un libro breve, con buona narrazione, che mi sento di consigliare; un libro che con leggerezza accompagna in un mondo di fantasia ma con una finestra sulla realtà, quindi non solo una “fiaba”, ma uno spaccato sulla vita dell’uomo che vive la società della luce, del lusso, della frenesia, che spesso dimentica l’amore, per poi ricercarlo come unica vera meta. Per me è un libro dove si raccontà la diversità e l’importanza di sopravvivere, dove si racconta la scelta della libertà dai vincoli sociali che spesso si rivelano essere illusione, ipocrisia. Un libro dove c’è  possibilità di riscatto, c’è un motivo per cui vivere, c’è  il punto in cui tutti dobbiamo arrivare senza vederlo come una vera fine, c’è un amico silenzioso che ti è accanto, anche quando non lo vediamo o ce ne dimentichiamo.
Non conoscevo Antonio Moresco, che trovo avere personalità e carattere originale toccando temi attuali con estrema fantasia senza dimenticare il messaggio che vuole dare.
La mia domanda è: si può sfidare l’impossibile? Dico che a volte si può, meglio se insieme a qualcuno di cui ti fidi, anche te stesso.

 

lucinaLa lucina

Un uomo vive in un borgo abbandonato tra i boschi. Quando si siede la sera, sulla sedia davanti la casa che ha scelto per viverci, nel buio totale, sul versante della montagna di fronte si accende una lucina.
L’uomo si chiede se ad accenderla è qualcuno che come lui vive in un paese disabitato, o se è un ufo, o se è un contatto elettrico che fa accendere un lampione…
Preso da curiosità, un giorno, arriva fino al luogo da cui proviene la luce. Con grande sorpresa vi trova un bambino, soprannominato Stucco, che vive solo in una casa nel bosco. Ma come può un bambino che sa perfettamente gestire la semplicità dei gesti quotidiani sopravvivere? E come mai quel bambino è un bambino morto?

 Una storia romantica e triste, semplice nella trama, dove il tema della morte è narrato con delicatezza, una delicatezza che mi ha commosso. Nessuno conosce come sia il dopo oltre la vita, lo scrittore tenta di vederlo a sua immagine, evitando descrizioni di corpi intrappolati in loculi o nel buio, evitando il dolore dei vivi che si percepisce, ma di cui non da motivazione, solo nel vivere solitario del narratore. Una fiaba dove si narra di boschi, alberi, lucciole, vespe, stagioni….
Ancora una fiaba di Moresco ma senza il vissero tutti felici e contenti.
Un libro che secondo me mette in risalto la solitudine non tanto fisica, quanto intima, quella più dolorosa; dove si ricorda (scorrere delle stagioni) che dopo la vita c’è la mortee poi  ancora la vita, quella che sfida il trascorrere del tempo. Il mistero della vita e della morte. Il ciclo perpetuo che si ripete, l’uomo che da sempre cerca quella lucina che gli faccia capire il perchè della propria esistenza, e se ha un cuore da bambino tanto meglio, quel bambino che è dentro di noi e che sempre più spesso uccidiamo
Moresco, scrittore come dicevo prima, surreale a tratti, lascia, a mio avviso, anche la libera interpretazione al lettore, nei spazi aperti nel  finale dei suoi libri.

 

 

 

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