TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

La Bibbia e gli angeli

su agosto 22, 2014

In tutti i libri della Bibbia appare una presenza sovrumana, che però non è divina, contemplata anche in molte religioni non ebraiche o cristiane: l’Angelo.
Nell’Antico Testamento è menzionato 215: mal’ak che in ebraico è “messaggero”, tradotto in greco, Anghelos (da cui deriva il nostro “angelo”); diventa il nome (o lo pseudonimo) di un profeta, Malachia, che in ebraico significa “angelo del Signore”.
Nella Bibbia l’angelo conserva tracce divine perchè è il semplice rivelarsi di Dio in modo indiretto, attraverso l’angelo è in realtà Dio stesso che appare agli uomini in forma umana per rendersi visibile; l’angelo, pur venendo dall’area divina entra nel mondo degli uomini, parla e agisce visibilmente come una creatura, ma il messaggio che porta è sempre divino; è una personificazione della parola di Dio che annunzia e opera salvezza. Ma gli angeli sono anche qualcosa di più di una semplice immagine di Dio, gli angeli appaiono con una loro entità e identità; nell’Antico Testamento non si parla mai di purissimi spiriti, come noi siamo soliti definire gli angeli, perché per i Semiti era quasi impossibile concepire una creatura in termini solo spirituali, separata dal corpo, Dio stesso è raffigurato con fisonomia, gli angeli hanno connotati e fisionomie con tratti concreti e umani; dopo l’esilio babilonese di Israele (dal VI secolo a.C. in poi) l’angelo acquista, negli scritti, un’identità propria sempre più delineata.
Dalle Scritture Sacre: “Cherubini dalla fiamma della spada folgorante”, posti a guardia del giardino dell’Eden (Genesi 3,24)a, sono coloro che saranno destinati a “proteggere l’Arca dell’Alleanza” (Esodo 25,18-21)arca_01g; ci sono i Serafini della vocazione di Isaia (6,1-7)isaia; nel capitolo 18 della Genesi, gli Angeli, si presentano davanti alla tenda di Abramo come tre viandanti: uno solo di loro annunzia la promessa divina…nel leggere il racconto (19,1), poi, diventano “due Angeli”, ritornano poi a essere “tre uomini” per ritrasformarsi in Angeli (19,15), mentre è uno solo a pronunziare le parole decisive per Lot, nipote di Abramo (19,17-22)abr; e con la fisionomia di un uomo misterioso che si presenta l’Angelo della lotta notturna di Giacobbe alle sponde del fiume Jabbok (Genesi 32,23- 33),gic.
L’Angelo ha anche una sua precisa identità e funzione, per esempio: al ministro siro Eliodoro, che vuole confiscare il tesoro del tempio di Gerusalemme, si fanno incontro prima un cavaliere rivestito d’armatura aurea e poi “due giovani dotati di grande forza splendidi per bellezza e con vesti meravigliose” che lo neutralizzano e lo convincono a riconoscere il primato della volontà divina (Maccabei 3,24-40)Héliodore_chassé_du_Temple; durante un violento scontro tra Giuda Maccabeo e i Siri “apparvero dal cielo ai nemici cinque cavaliere splendidi su cavalli dalle briglie d’oro: essi guidavano gli Ebrei e, prendendo in mezzo a loro Giuda, lo ripararono con le loro armature rendendolo invulnerabile” (Maccabei 10,29-30); a volte è un solitario “cavaliere in sella, vestito di bianco, in atto di agitare un’armatura d’oro”, a guidare Israele alla battaglia (Maccabei 11,8); “cavalieri che correvano per l’aria con auree vesti, armati di lance roteanti e di spade sguainate” (Maccabei 5,2)…tutti sono destinati ad infondere la sicurezza di una presenza forte che, come si diceva nei Salmi, si schiera accanto agli oppressi e ai fedeli per tutelarli e salvarli.
La presenza degli angeli popola la storia della Chiesa da sempre, e come dice Gesù “…non l’abbandona nel momento estremo, quello dell’approdo alla Gerusalemme celeste”.
L'ANGELO SOGNANTE Spesso gli angeli sono rappresentati in cielo come deliziosi e paffuti puttini, come facili figure da ritrarre nelle più disparate situazioni (io stessa, spesso faccio uso di  tali immagini); spesso vengono descritte come misteriose presenze da inserire nell’esoterico, nel magico, sono usati nell’idolatria e nella superstizione.
Ma l’angelo altro non è che il segno dell’unico mistero divino, Dio; è il mediatore tra Dio e gli uomini.
E ce lo ricorda S.Paolo scrivendo ai cristiani di Colossi (città di una provincia dell’Asia Minore), dove aveva polemizzato il loro culto angelico esasperato, che rasentava l’idolatria: “Nessuno si compiaccia in pratiche di poco conto e nella venerazione degli angeli, seguendo le pretese visioni” (Colossesi 2,18); e un anonimo autore della Lettera agli Ebrei (1,5): “A quale degli angeli Dio ha detto: `Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato?’ “…. perchè al centro dell’autentica fede cristiana non ci sono gli angeli, ma Cristo che è “al di sopra di ogni potenza angelica” e nel cui nome “ogni ginocchio si piega in cielo, sulla terra e sotto terra” (Filippesi 2,1)

gerarchie-angeliche

Annunci

5 responses to “La Bibbia e gli angeli

  1. tachimio ha detto:

    Interessanti citazioni cara Fulvialuna. Un abbraccio serale ( nota bene, non ”seriale”…) Isabella

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: