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"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Le due vie del destino (The Railway Man)

su settembre 21, 2014

film Regia di Jonathan Teplitzkyper

1942: i giapponesi invadono Singapore, l’Inghilterra si arrende e molto giovani soldati, tra cui Eric Lomax, vengono fatti prigionieri; verranno “usati” per costruire la “ferrovia della morte” (Bangkok/Rangoon), chiamata così per i tanti morti che causerà nel costruirla.
1980: Eric Lomax, appassionato conoscitore di treni e ferrovie, proprio sul treno, incontra Patti; i due si innamorano a prima vista e si sposano. Ma subito dopo l’uomo diventa inquieto, angosciato, insonne, lo assalgono atroci incubi notturni; Patti cercherà di aiutarlo ad uscire da questa drammatica situazione che è legata alla crudeltà a cui Eric, a circa vent’anni, è stato sottoposto da parte dei giapponesi durante la prigionia di Singapore; su di lui la Kempeitai, la polizia segreta giapponese, ha usato torture disumane pur di fargli confessare ciò che lui effettivamente non ha fatto.
L’incontro tra Lomax e Nagase, il suo aguzzino, che ancora è vivo, porterà i due ad uno scontro e a una risoluzione imprevista.
Un film che mi ha piantato un coltello nel cuore, come dice Nagase. C’è l’orrore, la sofferenza, la morte che hanno vissuto gli uomini ma anche quello che in loro è rimasto dopo, una emotività devastante, difficile da gestire.
Un film bellissimo e terribile, l’ennesima denuncia all’inutilità della guerre che a tutt’oggi vengono perpetrate con i loro orrori, torture, brutalità; oserei dire ormai che la storia non ci ha insegnato niente, tutto torna.
La bellezza del film è nel voler far vedere come con l’amore si può tentare di superare le barriere dell’odio, si può donare il perdono.
Bellissima la fotografia, l’ambiente scenografico è perfetto, i veri luoghi dove si è svolta la storia, che è una storia vera (da l’autobiografia del soldato inglese Lomax, prigioniero dei Giapponesi).
Un Colin Firth (Lomax) meraviglioso, intenso.
Un Jeremy Irvine (Lomax da giovane) bravissimo e che mi ha commosso moltissimo, è riuscito a dare spessore al personaggio trasmettendomi l’angoscia, la paura e la fragilità che credo ogni giovane proverebbe in alcuni momenti, se la gioventù può dare la forza della sopravvivenza, può anche cedere all’inattesa cattiveria della vita, anzi degli uomini.
Nicole Kidman (Patti), sicuramente professionale, ecco, solo professionale, non mi ha emozionata neanche un pò, non è riuscita a trasmettermi la drammaticità, la gioia, la paura, l’ansia che richiede il suo personaggio, neanche la scena d’amore finale con Firth ha avuto il sapore della passione/amore; una bella, algida Nicole, come sempre io la vedo.
Bravissimo Sanada, un attore che a me pice molto.
Lasciatemi dire che è assurda la traduzione del titolo, ma in Italia trovo che spesso i titoli dei film stranieri sono tradotti in modo indecente, traduzioni che niente hanno a che fare con il titolo originale.; qui proprio “non c’azzecca niente!”

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7 responses to “Le due vie del destino (The Railway Man)

  1. dimmibarbie ha detto:

    bellissima recensione:)
    per quanto riguarda i titoli dei film e le loro traduzioni sono assolutamente d’accordo con te, la maggior parte delle volte non hanno nulla a che vedere con l’originale;)
    Andrò a vederlo il film, Colin Firth è un attore straordinario , nella sua misura ed eleganza riesce sempre ad essere molto espressivo.

    • fulvialuna1 ha detto:

      Condivido con te il pensiero su Firth, a volte non serve essere eclatante nella recitazione a meno che la parte non lo richieda, ma se un attore/ttrice riesce a immedesimarsi nel personaggio l’espressività è più proronpente della fisicità. Non è forse questa la espressione maggiore della recitazione?
      La Kidman questo non me lo da.

      • dimmibarbie ha detto:

        sono d’accordo con te, considera che firth e la kidman provengono da due scuole di recitazione molto diverse, quella inglese e quella americana, il primo ha una poesia maggiore e una maggiore capacità di stare sulle parole, lei è bellissima e nel gesto assolutamente convincente, forse però la sua ieraticità a volte non comunica tutto quello che dovrebbe

      • fulvialuna1 ha detto:

        Si, sicuramente è così, ma perchè l’ho vista perfetta nel film “La bussola d’oro?”
        La sua freddezza e immobilità l’ho trovata perfetta.
        Mi ricorda molro la bella ma algida Grasce Kelly.

      • dimmibarbie ha detto:

        l’hai vista perfetta perchè è un’attrice bravissima:)
        le sue migliori interpretazioni restano , “The Hours, e The Others, perfetta in entrambi ruoli, anche se amando la letteratura la preferisco nei panni di Virginia Woolf, davvero convincente..
        Ti consiglio se non li hai visti entrambi i film

  2. Amor et Omnia ha detto:

    bella recensione… era in cima alla lista dei film da vedere prossimamente.. immaginavo fosse un film ricco di emozioni…

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