TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Da non leggere se vi sentite tristi…

su ottobre 21, 2014

Quando si perde qualcuno è sempre un dolore, che sia la persona che più ti è vicina, che sia chi più ti è lontana, è sempre un dolore. Forse cambia l’intensità o il modo di viverlo, ma sempre dolore è.
Vivere e convivere con il dolore non è facile, ma è un’aspetto della vita che tocca tutti gli esseri umani.
Non c’è una ricetta per evitare nè il dolore nè la morte.
La morte è un argomento che non tratto spesso, non perchè mi disturbi, lo faccio solo quando si affaccia nella mia vita, Sorella Morte mi mette timore, non paura. Mi mette timore da quando sono mamma e l’ho fronteggiata più di qualche volta, prima neanche la pensavo.
Ne ho discusso con una mia amica questa mattina, si commentava un fatto accaduto in zona; lei ne ha terrore, non l’accetta, mi ha domadato perchè ho la forza di parlarne, glio ho risposto che non è forza è l’inevitabilità, è ciò che non si può eludere, è una legge scritta nella natura, è un calore che mano mano si consuma…Sapete cosa mi disturba dei tempi attuali? Che la morte non è più accompagnata da un senso di pudore, dal silenzio, ma è eclatante, è sbandierata, è rumore, è immagine propinata all’inverosimile, è a volte estremamente pietosa, ma anche accompagnata da una discutibile retorica…che poi si dimostra falsa e commerciale.
E mi scuserete se posto tanto su Sorella Morte, ma oggi mi gira così.

I Romani e i Greci rappresentavano la fuga dell’anima con una leggera farfalla o una colonna spezzata: l’istanmte in cui qualcosa va via, non si può recuperare…è per sempre.

C’è chi nella sua fragilità, nel suo carisma, nella sua vita vissuta fino all’ultimo istante la vede così:
“Quando moriremo andremo sicuramente in Paradiso, perchè l’Inferno l’abbiamo già vissuto qui”
Jim Morrison

Rabindranath Tagore ha detto:
“La morte non è
una luce che si spegne, e’ mettere fuori una lampada perché è arrivata l’alba.”

Per molte tribù africane niente muore definitivamente perché tutto si trasforma in una nuova vita, Leopold Senghor, poeta senegalese ha scritto (una poesia che amo molto):
I morti non sono morti (da I canti d’ombra)
“Coloro che sono morti non se ne sono mai andati:
essi sono nell’ombra fitta.
I morti non sono sotto terra:
sono nell’albero che stormisce,
sono nel bosco che si lamenta,
sono nell’acqua che scorre,
sono nell’acqua che dorme,
sono nella capanna,
sono in mezzo alla folla,
i morti non sono morti.

Coloro che sono morti non sono mai andati:
sono nel seno della donna,
sono nel bambino che si lamenta,
nell’incendio che brucia.
I morti non sono sotto la terra:
sono nel fuoco che si spegne,
sono nell’erba che piange,
sono nelle rocce che gemono,
sono nella foresta,
sono nella casa:
i morti non sono morti.

Ascolta più spesso…
È il respiro degli antenati.”

“Nessuno muore, se resta nel cuore di chi vive…”
Alex Bongiovanni

La morte come evento inevitabile lo spiega un racconto delle scritture sacre buddhiste:
“Una madre si era recata dal Buddha con in braccio il proprio bambino appena morto.
Prostrata dal dolore gli gridò: “Dammi una medicina per mio fglio!”.
Ma il Buddha le rispose: “Va’ in città e portami un granellino di senape da ogni casa dove non sia mai morta una persona”.
Ella andò, ma ben presto si rese conto che in tutte le case era entrata la morte.
Allora concluse: “Sarà la stessa cosa in tutte le città. È la legge: tutte le cose devono passare”( Maharathapurana )
E’ la realtà e bisogna saperla accettare, dal buddhismo:”«Nessuna agonia angosciosa disturba il cuore fermo di chi ha raggiunto il grado supremo del cammino spirituale, cioè il nirvana.”

“Come l’uomo è uscito nudo dal grembo di sua madre, così se ne andrà di nuovo come era venuto, e dalle sue fatiche non ricaverà nulla da portar con sé.” (Qoeleth 5,14-16)

immi37

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6 responses to “Da non leggere se vi sentite tristi…

  1. dimmibarbie ha detto:

    Post molto intenso, hai trattato l’argomento con grande delicatezza,e l’ho apprezzato molto.

  2. Topper ha detto:

    Penso spesso alla morte e, più che rattristarmi, mi incuriosisce. Non riesco a capire come, da un momento all’altro, si possa non essere più. Credo fosse Epicuro a dire che la morte non ci riguarda: quando noi viviamo, lei non c’è; quando c’è lei, non ci siamo più noi.
    E’ la morte dei nostri cari che invece ci fa male. E paura ce ne farà sempre, inevitabilmente.

    • fulvialuna1 ha detto:

      Credo che la morte sia uno degli aspetti più misteriosi che riguardino l’uomo, che da sempre si interroga, si affascina e si impaurisce su questo argomento. Oggi spesso la si sfida inutilmente, La Morte è più forte di noi. Hai ben citato Epicuro. Non saremmo umani se non avessimo paura.

  3. melodiestonate ha detto:

    si dice che almeno una volta al giorno bisogna pensare alla morte,forse serve a farci capire che la vita è breve e va vissuta,ma quando ci viene a mancare una persona cara resta un vuoto incolmabile…un abbraccio

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