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"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Philomena

su novembre 12, 2014

article-2519388-19DE3A7C00000578-440_634x423Steve Coogan, Philomena Lee

Nella prefazione del libro si legge:
“Philomena è la storia straordinaria di una donna straordinaria….
Questo libro, come il film che ne è stato tratto, racconta la storia della ricerca, durata decenni, del figlio che aveva perduto….
Nel girare la versione cinematografica di questo libro, ho avvertito la profonda sensazione di trovare asilo nel personaggio di Philomena. E’ stata una grande sfida.”
Judi Dench – 2013

index Regia di Stephen Frears

Philomena, vive in Irlanda; nel 1952, ancora adolescente, rimane incinta, considerata una donna perduta viene rinchiusa nel convento di Roscrea dove darà alla luce Antony. Dopo tre anni il bambino, senza il permesso della madre, viene “venduto” ad una coppia di americani. La donna passerà anni alla ricerca di questo figlio e solo, ormai anziana, troverà una strada per avvicinarsi a quell’amore perduto. La strada è l’incontro con un cinico giornalistasteve-coogan. Insieme pariranno per l’America dove consolideranno il loro rapporto un pò comico ma molto toccante e scopriranno l’intensa vita di Antony che ormai  si chiama Michael Hess.

 

 

imagesFilm meraviglioso carico di intensità ed emozione, dove spicca superba l’interpretazione della bravissima Judi Dench che, solo con la profondità ,e i momenti del ferma immagine, del suo sguardo mi ha preso il cuore e mi ha fatto vibrare l’anima di amore maternojudi-dench-philomena-movie. E’ riuscita a trasmettere l’emotività di Philomena come se lei stessa avesse vissuto questo dramma.
Non posso definirlo un capolavoro, ma qui il capolavoro è l’insegnamento che vi è racchiuso. Bella la scenografia, la fotografia, i tempi ben modulati, bravi tutti gli attori. Bella l’idea di far confrontare la religiosità di Philomena con l’ateo giornalista. Una storia commovente e potente allo steso tempo che non ha avuto paura di mettere in piazza la follia crudele (non saprei definirla diversamente) perpretata dalle istituzioni religiose….Su questo mi voglio documentare.
La storia di Philomena è vera, e di questa donna a me sconosciuta, ho apprezzato il fatto che abbia saputo perdonare, ci vuole una grandezza d’animo non comune, forse solo chi passa per grandi sofferenze è in grado di farlo, “forse” solo una madre. Io no, per quanto cattolica, proprio perchè madre non avrei potuto perdonare chi con tanta cattiveria ha separato l’amore più grande che possa esistere sulla Terra, e con crudele, raffinata, consapevolezza ( lo so che in questo post uso troppo questo termine, ma mi viene naturale, spontaneo). philomena2
Per quanto il film mi ha avvinto, secondo me non può trasmettere per intero e in modo approfondito la psicologia, le emozioni, i dettagli dei persinaggi e delle situazioni. Quindi ho deciso di leggere anche il libro.

 

 

3559-SOVRA.indd  Martin Sixsmith

Martin Sixsmith è un giornalista che cerca una storia da raccontare. Nel cercare cosa o chi raccontare, incontra per caso la vita di una donna che custodisce da cinquanta anni un segreto che la riguarda. La donna è Philomena Lee che, anocora giovanissima, rimane incinta.
La società irlandese dell’epoca, 1952, considerava le madri non sposate donne perdute, venivano rinchiuse, con la complicità della chiesa, in alcuni conventi, in uno di questi Philomena partorirà Anthony; vivranno insieme per tre anni fino a quando le suore lo “venderanno” in adozione a una coppia americana.
Ad Antony viene dato un’altro nome: Michael Hess. Vivrà un’infanzia non felice, in continuo conflitto con il padre adottivo, svolgerà una vita politicamente intensa arrivando fino alla Casa Bianca, vivrà nascondendola, con grande sofferenza, pur di non essere emarginato, la sua omosessualità. Ma Anthony non smetterà mai di pensare alla sua vera madre, la cercherà fino ad approdare a Roscrea dove, dopo aver saputo di avere contratto l’Aids e che gli resta poco da vivere, pagherà le suore per poter essere lì sepolto dopo la sua morte, lì nella terra che mai ha dimenticato. Lì, tra le lapidi di tante madri e figli morti durante il parto, Philomena ritroverà quel figlio amatissimo e lungamente cercato.PHILO 5

 

 
Il libro è bello, la prima parte è molto coinvolgente; Philomena, a dispettio di quello che è stato pubblicizzato, non è la vera protagonista del libro, per me, il vero protagoonista del libro è Anthony e la sua vitaPHILO 7; infatti si parla del suo arrivo in America, del rapporto con i genitori, dei suoi sentimenti, della sua personalità non facile, dela sua sessualità. Sinceramente mi è mancata una più dettagliata emotività di alcuni personaggi, come mi aspettavo rispetto al film, alcuni di loro li ho trovati piatti.
Nel libro vengono svelati i sopprusi che per anni la chiesa irlandese ha perpretato su madri innocenti, una crudeltà e uno sfruttamento non solo fisico, ma anche dell’amore materno stesso; ho odiato questa chiesa che si è permessa di separare due anime profondamente legate come possono esserlo quelle di una madre e di un figlio e con quale crudeltà poi! Orribile il contratto che facevano firmare le suore alle ragazze: “…Le più tristi sono le carte di rinuncia , i documenti con cui le madri accettavano di consegnare i loro figli. Mai tentare di contattare, incontrare o avanzare rivendicazioni sul sangue del loro ssangue….”. terribile. Come è terribile quello che i bambini abbandonati pensavo delle madri. Anthony e l’altra bambina che con lui è stata adottata si dicevano: “Le nostre vere mamme non ci hanno volute perchè eravamo cattivi”, sussurrò Mike…”Ci odiavano, così, ci hanno mandato via…” .  Leggere queste parole mi ha infilato una lama sottile, lenta, che ha scavato il mio cuore fino a farlo sanguinare, d’amore per tutti questi figli, d’amore per tutte quelle madri, di odio per chi lo ha permesso.
Ed è incredibile come un bambino piccolo resti affascinato dalle cerimonie religiose (non sono forse anche queste,  in qualsiasi religione, uno strumento potente di affabulazione? Colori, profumi, solennità…) “…L’incenso agì su di lui come una droga ipnotica. Il ritmo mormorato del rituale latino, le magie e i canti, il lento procedere su e giù per le navate catturavano la sua immaginazione…”
Un libro che coinvolge sicuramente ma che ho trovato anche noioso nelle dettagliate spiegaioni della vita politica americana, forse perchè scritto da un giornalista che ha swempre scritto per dover di cronaca.

 
Concludendo, il mix tra il film, che parla del percorso fatto da Philomena, delle sue emozioni, che da dettagli omessi nel libro, e di questo che invece è centrato sul figlio, mi ha lasciato un grande segno nell’anima, una storia di quelle che non può essere dimenticata. Direi che l’uno è il complemento dell’altro.

 
Un appunto: perchè il titolo del libro da noi è stato tradotto in Philomena, quando l’originale è The lost child of Philomena, che è più aderente alla trama?

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14 responses to “Philomena

  1. tachimio ha detto:

    Judi Dench come attrice è una garanzia. L’hai vista in ”Chocolat” con la Binoche? Un abbraccio. Isabella

  2. Diemme ha detto:

    Voglio vederlo, provvederò quanto prima!

  3. Erik ha detto:

    l’ho visto l’altra sera, appena riesco ne scrivo… condivido però il giudizio più che positivo sul film… il libro non l’ho letto..

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