TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Paradiso amaro

su novembre 17, 2014

par Film del 2011, regia di Alexander Payne.

Matt King, che vive a Waikiki (isole Hawaii), si ritova la vita sconvolta dal coma irreversibile della moglie, a causa di un incidente nautico: dovrà prendersi cura delle due figlie (cosa che non ha mai fatto) e saprà si essere stato tradito.
King deve anche fronteggiare la responsabilità di vendere un terreno sconfinato a Kauai, di cui è amministratore; il terreno è stato ereditato dalla sua famiglia, dalla facoltosa bisnonna più di 150 anni fa.
Tutta la sua vita verrà messa in discussione; dovrà recuperare il rapporto con le figlie Alexandra (ribelle) e Scottie, dovrà contenere l’ira dal suocero che, in gran parte, attribuisce a lui l’incidente della figlia; dovrà gestire l’amarezza per aver scoperto in modo casuale che la moglie aveva un amante e stava per chiedere il divorzio; deve gestire l’incontro con Brian, l’amante della moglie, che è coinvolto nell’acquisto del terreno.
Matt dovrà prendere una decisione forte e difficile: far rispettare il testamento biologico della moglie, deve accettare di lasciar morire Elizabeth.
E deciderà di non vendere i terreni per non alterarne la bellezza con costruzioni in cemento.

 

Ieri Roberta mi chiede se potevamo vedre un film, forse riusciamo a riprendere questa sana abitudine, lei voleva un film con George Clooney, acconsento, li abbiamo visti tutti, manca solo Paradiso amaro.
Sicuramente non il migliore di Clooney, ma io trovo che sia un bel film, da vedere.
Ambientazione perfetta, le Hawaii, per far pensare ad un paradiso, ma alla fine ci si rende conto che lo è, ormai solo in parte geograficamente e territorialmente parlando; è una terra dove vivono umini con tutti i loro problemi, come in qualsiasi altra parte del mondo.
Il film, basato sul romanzo di Kaui Hart Hemmings, ci mostra un uomo completamente assorbito dal suo lavoro da non rendersi conto che le figlie sono cresciute con tutti i problemi che seguono, che la moglie aveva una relazione extraconiugale di cui era tanto appagata, almeno apparentemente, da decidere di chiedere il divorzio;
un uomo comune, sarcastico, che verrà travolto dal dolore diventando vulnerabile nelle difficoltà di tutti i giorni e che sarà messo davanti ai propri difetti e responsabilità.
Questo è un film, ma la realtà di queste situazione è alla portata di tutti, la mia famiglia l’ha vissuta quando sono entrata in coma; credetemi, vedere alcune scene mi ha catapultato in quelli che sono stati i momenti dolorosi di chi mi stava accanto (mi è stato raccontato che quando mio suocero è arrivato in ospedale, dopo avermi visto e accarezzato è svenuto, che mio marito mi teneva costantemente un mini registratore con la voce di mia figlia incollato all’orecchio, che mio fratello mi accarezzava la mano in continuo….).
Nel film si crea un equilibrio mai esistito tra padre e figlie, questo può accadere, come può accadere che gli equilibri saltino, ci vuole una forza enorme e una base solida per affrontare le onde della vita.
E lasciatemi dire: versatile George, che rischia sempre il personaggio, mai hollywoodiano, che rischia anche l’impopolarità, che in questo personaggio è perfetto, indexcon quel bel volto ciancicato dalle rughe dei pensieri,images con la sua epressività (il regista ci mostra molte inquadrature del suo volto), con il passarsi le mani sul volto nei momenti in cui si sente particolarmente confuso, gli riesce benissimo; un George che non ha puntato neanche un pò sul carisma che ormai gli è stato etichettato.
Belle le inquadrature dei visi, degli ambienti, bella la sceneggiatura (anche se un pò scontata), bravi gli attori, bravissima Shailene Woodley, la figlia ribelle02.
Un film/commedia (perchè c’è anche una base di ilarità) semplice, ma che mi ha toccato l’anima, perchè i personaggi sono molto aderenti alla realtà dei comuni mortali con tutti i loro difetti, per la situazione, perchè ci mostra che la vita quotidiana scorre anche se c’è una situazione drammatica, o forse perchè ci ho visto qualche riflesso della mia vita? C’è qualcuno che lo ha visto e mi può dare un giudizio, tanto per scontare che non sono di parte?
Una domanda me la pongo ancora una volta, ci dovrei aver fatto il callo ma proprio non mi va giù, perchè ancora una volta, in Italia, il titolo è stato tradotto in modo improprio?  Paradiso amaro, mentre in  realtà sarebbe Gli eredi (The Descendants).

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6 responses to “Paradiso amaro

  1. Horsefly ha detto:

    Mi hai incuriosito, se lo passano su Sky lo guardo 🙂 Ciao e bacioni

  2. Andrea Evangelisti ha detto:

    io l’ho trovato davvero bello, ben girato e George è in stato di grazia.
    Ho consigliato a molti questo film per la semplicità con la quale tratta temi sociali delicati e sono molto contento che ti sia piaciuto 😉

    Ciao!

  3. lamiastrada67 ha detto:

    Io un po mi ci sono ritrovato in quel film

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