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Santa Fabiola

su novembre 18, 2014

… o Fabiola di Roma.
image2951 Fabiola era una nobile romana di fede cristiana, appartenente alla gens Fabia.
Ancora giovanissima sposò un uomo dal quale divorziò (nel rispetto del diritto romano) poco dopo a causa delle liti, delle incomprensioni ma soprattutto per le violenze che subisce e la vita dissoluta del marito; mentre questi  è ancora in vita Fabiola si  sposa nuovamente, ma se questo è consentito nella legge laica, non lo è per quella della Chiesa, lo scandalo è grande per la comunità cristiana romana e quindi viene additata come pubblica peccatrice; a breve però muoree il secondo marito, rimasta vedova, nell’anno successivo, decide di cambiare radicalmente vita, si consacrò alla preghiera e alla penitenza fecendo atto di pubblica penitenza entrando nella basilica Lateranense, alla vigilia di Pasqua, vestita di sacco e con il capo coperto di cenere; fu accolta da papa Siricio tornando così in piena comunione con la Chiesa. Dona tutte le sue ricchezze alla chiesa e ai monasteri e
inizia a dedicarsi all’assistenza di poveri e malati e fonda il primo ospedale romano.
Nel 394 si trasferì a Betlemme, ospite di San Girolamo che l’indirizza alla vita ascetica e all’attività caritativa, va a vivere nel monastero fondato da santa Paola dedicandosi alla lettura ed alla meditazione della Bibbia; decide di tornare a Roma nel 395 quando i barbari giungono in Asia saccheggiando e distruggendo chiese e monasteri; rimase comunque in contatto epistolare col suo maestro Girolamo.
Fondò la xenodochio (struttura di appoggio) di Porto, presso la foce del Tevere, che offriva ospitalità gratuita e cure mediche ai pellegrini poveri.
Fabiola muore nel 399, ai suoi funerali parteciparono moltissimi fedeli, una profonda manifestazione di gratitudine e venerazione che già la circondava.
Santa Fabiola è patrona delle vedove, delle vittime di coniugi violenti e/o infedeli, dei divorziati.
La memoria di Fabiola c’è stata tramandata da Girolamo che ne descrisse la vita biografica, umana e spirituale in alcune lettere indirizzate, nel 400, al suo parente Oceano, ma Fabiola divenne famosa grazie al romanzo storico (in lingua inglese) del cardinale Nicholas Patrick Stephen Wiseman; il romanzo è intitolato Fabiola o la Chiesa delle catacombe, l’immagine che ne dà è però diversa dalla realtà storica.

 

Cardinal-wiseman-detail Nicholas Patrick Stephen Wiseman nasce a Siviglia nell’agosto del 1802 da genitori di origine irlandese da poco stabilitisi in Spagna.
Si laureò in teologia al Venerabile Collegio Inglese di Roma, dove poi insegnò lingue orientali fino a quando si stabilì, nel 1835, a Londra, qui si interessò dei rapporti fra scienza e teologia, di argomenti storici, dei rapporti fra la Chiesa anglicana e quella cattolica. E’ stato un cardinale e arcivescovo cattolico, alle proteste da parte degli anglicani rispose con un opuscolo invitante alla moderazione, “Appello alla ragione al retto sentire del popolo inglese intorno alla gerarchia cattolica” (1850).
Fu anche scrittore, pubblicò vari libri e trattati sulle lettere antiche, ma la sua opera più famosa rimane il romanzo Fabiola o la Chiesa delle catacombe (1854), tradotto in molte lingue.
Morì il 15 febbraio 1865 a Londra.
libero Fabiola o la Chiesa delle catacombe, è un romanzo storico. Il romanzo nasce dopo numerose ricerche compiute dal Wiseman, è un’ottima fonte di documentazione sui costumi dei primi cristiani, pur contenendo luoghi comuni :l’ebreo della storia, Efraim, è dipinto quale usuraio senza scrupoli; l’inesatta teoria (smentita dagli attuali studiosi) che i Re Magi fossero quattro: il Wiseman aveva notato un’antica figura cristiana, San Giuseppe, scambiandolo per il quarto magio, tanto che sul frontespizio dell’edizione inglese del romanzo venne raffigurata l’immagine in questione.
L’intento dell’opera era quello di sensibilizzare i lettori alla fede cattolica, in particolar modo quelli di cultura inglese.
Nel romanzo si evidenzia l’eroismo dei martiri della persecuzione dioclezianea e si loda la Chiesa e la sua opera salvifica, ma il tema principale è rappresentato dalla progressiva conversione al cristianesimo della protagonista Fabiola.
Il romanzo inizia nella Roma del 302 e si conclude nel 318: abbraccia l’intera persecuzione di Diocleziano e gli anni immediatamente successivi all’Editto di Milano (promulgato da Costantino I nel 313).
Il primo personaggio che si incontra è la matrona Lucina, madre del giovane Pancrazio (ispirato a San Pancrazio martire) e vedova di un martire, di cui conserva una spugna imbevuta nel suo sangue. Pancrazio torna a casa turbato perchè un suo compagno di studi, Corvino, figlio del prefetto di Roma, lo ha profondamente offeso; Corvino ha scoperto che Pancrazio è cristiano e non vede l’ora di rifarsi in qualche modo sul suo compagno, che è migliore di lui nello studio. Lucina e Pancrazio si consolano a vicenda, e la madre farà dono a Pancrazio della spugna col sangue del padre; piangendoci sopra, Pancrazio, la rende di nuovo molle e viva, simbolo della tenacia con cui egli difende la fede.
Fabiola compare nel terzo capitolo: una ventenne bella, corteggiata e viziata; è figlia di Fabio, mercante che trae tutte le sue fortune dal monopolio dei traffici con l’Asia. Fabiola ha tre schiave: Graia (di origine greca), Jubala detta Afra (di origini africane) e Sira (originaria del Medio Oriente), questa, cristiana, vuole convertire la sua padrona, anche se questa è talvolta vendicativa e crudele con le sue schiave. Quando Sira parla a Fabiola dell’uguaglianza di tutti gli uomini, questa, offesa, la ferisce gravemente con uno stiletto (arma che le romane utilizzavano per ferire le schiave); Sira viene difesa da Agnese, ricca fanciulla romana già cristiana, poi santa, che invano si offre di prenderla al suo servizio. Ad una cena organizzata da Fabio viene introdotto un personaggio arrivato dall’Oriente, Fulvio che si allea con Corvino perchè anticristiano. Dopo varie vicissitudini (in cui cadranno alcuni santi: Sebastiano, San Cassiano, Cecilia e Tarcisio), Fabiola si convertirà al cristianesimo e diventerà amica di Sira (che morirà di tisi) che gli rivelerà di chiamarsi in realtà Miriam e di essere la sorella di Fulvio (che in realtà si chiama Oronzio).
Il libro si conclude con Oronzio che riparte verso il deserto, poiché dopo essere stato battezzato (aveva ricevuto dalla madre i rudimenti della religione) è diventato un monaco cenobita nel deserto vicino Gaza.

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7 responses to “Santa Fabiola

  1. dimmibarbie ha detto:

    che bel ritratto ne hai fatto, non ne conoscevo la storia , grazie per questo post…
    un abbraccio e buona serata cara amica:)
    Barbara

  2. tachimio ha detto:

    Grazie per i tuoi post sempre ricchi di storia passata. Interessante. Un abbraccio. Isabella

  3. kalosf ha detto:

    Il libro “Fabiola” è uno dei miei preferiti, ma credo che non vi sia alcun rapporto tra la protagonista e la santa in questione

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