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"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Metropolis

su dicembre 15, 2014

metropolis-full-poster di Fritz Lang

 Nel 2026 i ricchi vivono nella avveniristica città di Metropolis, gli operai vivono nel sottosuolo e li lavorano.
L’imprenditore Joh Fredersen è a capo della città e dell’impero industriale, questi ha un figlio, Freder, che vive costantemente, come molti figli di ricchi, in una sorta di giardino dell’Eden, circondato da     meravigliose e lascive ragazzemetropolis-hero; proprio in questo giardino conoscerà Maria, una profetessa che è anche l’insegnante dei figli degli operai; Maria arriva volontariamente nel giardino circondata dai bambini,  per mostrare a Freder come sono ridotti i “suoi fratelli”.
Freder si innamora immediatamente della donna, che poi lo ricambierà con lo stesso sentimento, tanto da decidere di scendere nel sottosuolo per rendersi conto della condizione degli operai, che qui è disumana: stremati da dieci ore di massacrante lavoro, che stentano perfino a camminare a fine turno, calore insopportabile, fumo che toglie l’aria…; decide allora di fingersi lui stesso un operaio per capire realmente a cosa sono soggetti. Mentre Freder è nel sottosuolo avviene un’esplosione che provoca diversi morti, decide così di parlarne con suo padre affinchè questo cambi la vita degli operai, ma il padre è preso solo dal suo potere.
Un operaio, scambiando Freder per uno di loro, lo avvisa che dopo il turno di lavoro, “lei” vuole vederli, incuriosito si avvia e scopre che la “lei” è Maria che racconterà agli operai la storia della torre di Babele paragonandola a Metropolis e predica di un mediatore che interverrà per pianificare il divario tra capitalisti e operai.
Tra gli operai ormai serpeggia il malumore, in quelli morti nell’esplosione vengono trovate mappe apparentemente misteriose, Joh Fredersen decide di sottoporle alla visione di Rotwang, inventore delle macchine di Metropolis, questi ha progettato nel frattempo un robot in grado di sostituire completamente l’uomo, il robot ha un corpo da donna e che può essere trasformato in una persona in carne e ossammmm.
Rotwang capisce che le mappe sono le catacombe situate al di sotto delle abitazioni degli operai e accompagna Fredersen fino dove Maria intrattiene gli operai con i suoi discorsi; capisce che questi stanno preparando una rivolta e chiede a Rotwang di rapire Maria per dare al robot le sue sembianze e far fare agli operai ciò che lui crede sia migliore; l’uomo la rapisce e grazie alle onde elettromagnetiche trasferisce al robot le sembianze di Maria.
metmetropolis-7 Maria-robot si introduce nella vita di Metropolis dove si fa conoscere grazie ad uno sfrenato spogliarelllo e, essendo stata programmata da Rotwang per portare a termine una vendetta personale (Fredersen aveva sposato la donna che lui amava), istiga gli operai e le loro donne a distruggere le macchine su cui lavorano, li incita a distruggere il generatore principale che causa l’allagamento del sottosuolo mentre in superficie, nella ricca Metropolis l’illuminazione cessa di funzionare, strade e grattacieli crollano.
Intanto la vera Maria, grazie all’aiuto di Fredersen che colpisce Rotwang, che la teneva prigioniera fugge e insieme a Freder va a salvare i figli degli operai che rischiano di annegare; gli operai però convinti che i figli siano morti ne danno la colpa a Maria che però riesce a fuggire e nascondersi; Maria-robot viene catturata  legata a un palo e bruciata come una strega. Maria intanto viene catturata di nuovo dall’inventore che la vuole uccidere.
Freder credendo che sia la vera Maria si dispera fino a quando non si rende conto che Maria non brucia ma si scioglie evidenziando il metallo del robot, corre allora in aiuto della vera Maria che si salva anche perchè l’inventore precipita da una terrazza muorendo.
Freder riesce a creare un’intesa tra gli operai e il padre, lui è il mediatore profetizzato da Maria.

 

E’ un film muto uscito nel 1927, pilastro della grande cinematografia storica .
E’ stato riconosciuto come il primo film di fantascienza moderno (ha ispirato film come Blade Runner, anche qui l’amore salva, e Guerre stellari), oserei definirlo d’avanguardia per quell’epoca, a partire dalla trama alle tecniche usate.
E’ stato inserito nel registro Memoria del mondo, progetto dell’UNESCO (1992) per salvaguardare le opere documentarie più importanti dell’umanità.
Un carissimo amico mi incitava da anni a vederlo, ma non sò perchè non l’ho mai fatto, fino a ieri, è veramente un capolavoro, direi assoluto. Mi ha affascinata e conquistata.
Originale, assolutamente avveniristico, Fritz Lang immagina il tutto nel 2026, un secolo di distanza dal film…un genio.
Il film è stato restaurato, alcune parti sono andate perdute, molti dialoghi sono stati riprodotti per dare un filo logico alla storia. Nel muto si sa che le inquadrature, l’espressività dei volti, le musiche sono fondamentali, ma in questo film tutto è supremo.
Le inquadrature sono un punto di forza del film; gli attori sono assolutamente protagonisti a tutto campo,  sanno trasmettere qualsiasi tipo di emozione (odio, paura, disperazione, …) non solo con la forza degli occhi, ma con la gestualità del corpo, delle mani; perfetto il commento musicale; i disegni della scenografia: incredibili.
img_85mmBravi tutti gli attori, ma Brigitte Helm, che interpreta Maria e Maria/robot, è superba, riesce a dare al personaggio la modestia della donna profetessa, il suo timore ma anche la sua forza, alternandola alla lussuria e sfrenatezza del corpo femminile.
Lang mi ha stupito per le tecniche usate in questo film.
Gli argomenti trattati li trovo incredibilmente attuali: lo sviluppo tecnologico che ha portato a macchine indispensabili di cui l’uomo crede di non poterne fare a meno, macchine che si possono sotituire all’uomo (robot);  la politica; e proprio di questi giorni il potere, il possesso assoluto, dei corpi, dell’anima,  uomini al di sopra di tutti;  l’abisso che torna di nuovo tra lavoratori salariati e ricchi; la ricerca della spiritualità e della fratellanza.

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4 responses to “Metropolis

  1. ombreflessuose ha detto:

    Carissima hai recensito benissimo questo capolavoro del cinema muto e non
    La fantascienza non ha età
    Con un grande abbraccio ti auguro un Natale caro e sereno a te e famiglia

    Mistral

  2. Andrea Evangelisti ha detto:

    Sono molto contento che tu abbia recensito il film-padre della fantascienza. Mi è piaciuto molto ciò che hai scritto e condivido appieno. Ho avuto il piacere di poter analizzare il film capillarmente per la mia tesina di maturità, ti posso assicurare che questo film è una miniera d’oro di temi e argomenti attuali e non. Ti sarai di sicuro accorta, inoltre, di una certa somiglianza tra le immagini dell’ingresso nella fabbrica degli operai e le foto dei campi di concentramento nazisti. Pensa che Fritz Lang, il regista del film, era il regista preferito di Hitler e dopo aver visto il film fece costruire le entrate dei campi di sterminio sulla base delle immagini di Metropolis. Scusa per questa pomposa digressione.
    Complimenti per il pezzo 😉

    • fulvialuna1 ha detto:

      Tanto di cappello al maestro 🙂
      Quindi conosci alla perfezione ogni fotogramma, simbolismo, anche la storia stessa della pellicola…bellissimo!!!
      Si ho notato la somiglianza, ma la genialità di questo regista stà nel fatto di aver tirato fuori temi che all’epoca erano impensabili….Grande davvero.
      Pomposa digressione? Direi Eccelente digressione, caro maestro, complimenti a te per essere intervenuto, le tue idee sul cinema, i tuoi commenti mi interessano molto.

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