TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Carlo Raimondo Michelstaedter

su gennaio 6, 2015

Il canto delle crisalidi

Vita, morte
la vita nella morte
morte vita
la morte nella vita.
Noi col filo
col filo della vita
nostra sorte filammo a questa morte.

Mentre leggo un lavoro scolastico preparato dal figlio di una mia amica, mi imbatto in questa meravigliosa poesia, la vita…la morte, legame indissolubile che si intreccia. Mi viene curiosità di sapere di più del suo autore.

220px-Carlo_MichelstaedterCarlo Raimondo Michelstaedter, nato a Gorizia nel giugno 1887; di questo artista a me sconosciuto, mi attraggono i suoi disegni, che trovo particolari.

Autoritratto

Autoritratto

Autoritratto di mezzo profilo

Autoritratto di mezzo profilo

Autoritratto tenebroso

Autoritratto tenebroso

Autoritratto 1907

Autoritratto 1907

Autoritratto 1908

Autoritratto 1908

In effetti Michelstaedter è stato uno scrittore e filosofo più che disegnatore/pittore.
E’ l’ultimo di quattro figli di un’agiata famiglia di origini ebraiche.
Nell’ottobre 1910, dopo un diverbio con la madre, impugna una pistola e si toglie la vita.
Sicuramente il suo pensiero filosofico ha avuto un riflesso importante sulla produzione pittorica: una tragicità e malinconia velate da un tratto ascherzoso ma fragile, come la vita.
E’ stato un bambino pauroso del buio e dell’altezza, ostinato;

Ritratto di Nadia

Ritratto di Nadia

sentimentalmente è stato legato a Nadia Baraden, russa, che si suicida durante la relazione; si fidanza poi con una compagna di studi, Iolanda De Blasi, ma si lasciano presto per l’opposizione della famiglia Michelstaedter; si lega sentimentalmente a un’amica della sorella Paula (la terza dei quattro), Argia Cassini, pianista di talento, dalla forte personalità, che gli resterà fedele alla memoria, fece parte della resistenza e finì la sua vita dopo essere stata deportata ad Auschwitz.
Non gli viene risparimato un dolore grande: il fratello Gino, il più grande dei quattro, muore a New York, nel 1909, in circostanze non chiarite anche se si presume un suicidio.

Ritratto del fratello Gino

Molti scritti e disegni di Michelstaedter andarono perduti, o dispersi: alcuni schizzi e disegni furono riprodotti su una rivista e in quell’occasione molti vennero smarriti, restando solo le riproduzioni in bianco e nero; anche gli originali di alcuni autoritratti andarono perduti, se ne salvarono pochissimi.

Carlo da Vecchi (perduto)

Carlo da Vecchi
(perduto)

Ritratto di una zia  (perduto)

Ritratto di una zia
(perduto)

Schizzo del cugino Emilio (perduto)

Schizzo del cugino Emilio
(perduto)

Nel 1943, al momento della deportazione ad Auschwitz della madre Emma

Ritratto della madre

Ritratto della madre

e della seconda sorella, Elda Michelstaedter

Ritratto della sorella Elda

Ritratto della sorella Elda

(la sorella Paula si salvò perchè convinta dal figlio a trasferirsi presso di lui in Svizzera), i manoscritti e i ritratti di Michelstaedter rimasero nella casa deserta, i vicini di casa e gli amici li salvarono dalla distruzione, vennero recuperate anche le carte abbandonate nel cortile, l’autoritratto su fondo fiamma,

Autoritratto su fondo fiamma

Autoritratto su fondo fiamma

ma non si esclude che in quell’occasione andarono perduti alcuni fogli che risultano mancanti e manoscritti, né che qualche dipinto sia stato apprezzato da un ufficiale nazita e portato in Germania; mentre l’appartamento di Paula fu saccheggiato completamente, i mobili della madre, furono requisiti e messi in deposito e con essi i quadri e parte delle carte di Carlo che, conservate in un cassetto, furono ritrovate alla fine della guerra.

Profili d'uomo con turbante

Profili d’uomo con turbante

Tornata a Gorizia, Paula ricevette tutto quanto era stato recuperato.

Ritratto di vecchio cieco

Ritratto di vecchio cieco

Vecchio con barba fluente

Vecchio con barba fluente

Paula era stata l’amica e confidente di Carlo, la più vicina a lui per età e molto legata al fratello. Unica superstite della famiglia Michelstaedter, destinò con lascito testamentario i manoscritti e i dipinti alla biblioteca della città, riservando al figlio, l’ingegner Carlo Winteler, il diritto di scegliere per sé alcuni quadri.
Alla morte di lei, il 14 giugno 1972, l’ingegner Winteler rinunciò generosamente al suo privilegio, trasmettendo alla Biblioteca Civica di Gorizia tutte le opere dello zio: 70 opere pittoriche (quadri o disegni di grande formato), 14 album di schizzi e disegni, 7 libri con le sue annotazioni; circa 200 volumi tra edizioni delle opere di Michelstaedter e monografie su di lui, comprese diverse tesi di laurea; oltre 1500 articoli e fotocopie di articoli e documenti vari, tra cui registrazioni di conferenze, trasmissioni radiofoniche e simili.

...e sotto avverso Ciel-luce più chiara...

…e sotto avverso Ciel-luce più chiara…

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8 responses to “Carlo Raimondo Michelstaedter

  1. enricogarrou ha detto:

    Un personaggio poliedrico, con una vita complicata, da quanto scrivi, un finale tragico. Molto belli i suoi disegni visti a schermo intero. Grazie cara Fulvialuna per averlo fatto conoscere. Un caro abbraccio

  2. Diemme ha detto:

    Personaggio complesso e inquietante, dalla vita davvero difficile. Bei dipinti, vero.

  3. Erik ha detto:

    super interessante, mai sentito prima di leggere questo post, sopratutto perchè io sono nato e vivo a qualche chilometro da Gorizia… interessantissimo anche per questo oltre che per la sua vita… mi documenterò meglio di certo….

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