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"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

American Sniper

su gennaio 19, 2015

america  Regia di  Clint Eastwood
 Un padre che gli insegna come sparare, che gli racconta una verità tutta sua sugli uomini che rappresentano il bene e quelli che rappresentano il male; una Bibbia sul cuore; una moglie e due figli; l’appartenenza ai Navy Seal, corpi speciali; 160 uomini uccisi tra iracheni e afghani; Mustafa. E’ Chris Kyle: il cecchino più letale degli Usa, “la leggenda”.
Non stò qui a scrivere la trama, dovrei quasi essere un reporter di guerra.
Questo film non è solo un film del dolore, non è un film di guerra, non è il film della vittoria individuale di un uomo su un altro.
Racconta verità: sappiamo tutti quanto gli americani siano patriotti, credino nella salvaguardia dei loro militari, li mandano alla carneficina, ma se li riprendono, anche a pezzi, e se possono li difendono fino all’estremo, in ragione a quelli che sono i loro ideali (e che non stò a discutere, ognuno ha i suoi), nel film questo è palese, ma non e il film dell’esaltazione americana.
La storia è tratta dall’autobiografia di Christopher Scott (“Chris” Kyl) e per questo il film è più centrato sul cecchino americano.
E’ un film che narra una storia, tutto mostrato senza filtri, servono forse?
Eastwood mette sulla bilancia la guerra e la sua inutilità, l’orrore di chi sacrifica i propri figli pur di uccidere un nemico, di uomini che lasciano le famiglie convinti di ciò che fanno, di ciò che vogliono far rispettare, ognuno fa il suo “dovere” da cecchino, da una parte e dall’altra.
E senza filtri ci mostra che la determinazione a tenere lontani i fantasmi di guerra, le ossessioni, credere nella responsabilità personale di una collettività imbracciando un fucile, da una parte o dall’altra, è solo una grande incoerenza: un proiettile del cecchino ferma per sempre lo sguardo a fissare i cieli che ti hanno visto nascere, un ex combattente affetto da stress post-traumatico ti ferma per sempre nella tua terra dove la tua vita non deve sopravvivere a talebani o quant’altro.
Senza filtri dimostra che l’uomo non ha bisogno di esaltazione, ma può consapevolemente scegliere cosa fare della propria vita.
Una parte dei critici italiani ha bocciato il film e parlato di esltazione degli eroi americani; a me è piaciuto questo film, tanto, ci ho visto tutt’altro: la guerra è la morte interiore dell’uomo, non nasci “cecchino”, volontariamente lo scegli e le scuse non ci sono.
308555id1i_TheJudge_FinalRated_27x40_1Sheet.indd  Una straordinaria regia, chiara, immediata che ha saputo raccontare la malinconia che cala sulle guerre, tutte.
Grande Clint, ottantacinquenne dalla visuale più obbiettiva di tanti giovani cineasti di oggi, che fa film dove analizzare, raccontare emozioni e creare piccoli particolari importanti, che se non si stà attenti possono sfuggire, danno tanto ai personaggi.
Sceneggiatura essenziale, perchè lo scopo del film è l’uomo, le sue emozioni, gli strascichi e il dolore di tutte le violenze.
Bravissimo, anzi eccezionale Bradley Cooper che somiglia in modo impressionante al vero Chris.
Brava anche Sienna Miller, una figura commuovente.
Incisivo nel suo silenzio Sammy Sheik, Mustafa.
In questo film la sconfitta è la guerra, la sua tragica realtà, il dolore che porta alla società, alle famiglie e a chi individualmente partecipa.

 

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10 responses to “American Sniper

  1. mythsmusicamagia ha detto:

    clint è un grande!!

  2. enricogarrou ha detto:

    Ho trovato il film violento ma coinvolgente, un grande capolavoro. Condivido quanto dici, la guerra è la morte interiore dell’uomo, Chris non rimane annichilito perl’amore della moglie e cerca di recuperare la sua vita, ma viene ucciso da un un ex commilitone che questo trauma non ha saputo superare. La tragedia della guerra che coinvolge tutti in un inferno senza fine. Un caro saluto

  3. Andrea ha detto:

    Non amo i film di guerra, anzi… Però il vecchio Clint mi è sempre piaciuto, da attore e poi anche da regista. Credo che lo vedrò.
    Ciao!

  4. Louis Salviati ha detto:

    Film?! Nice to meet you. Sempre un piacere incontrare qualcuno pellicola-sensibile.
    Buona serata.

  5. Ivan ha detto:

    Clint merita tutto il successo che il suo film sta avendo, anche se di certo non è il suo miglior lavoro!

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