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"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Il guaciaro

su febbraio 8, 2015

guaciaro_vetvogel_fettfugl-3 Il suo nome scientifico significa “uccello grasso di Caripe”, il nome è riferito ai piccoli che diventano in poco tempo grassi e cicciottelli, questo perchè vengono nutriti con frutti di palma, che fanno notevolmente ingrassare.
Carpie (caripensis) indica la zona del Sud America in cui è stato identificato per la prima volta, la cittadina di Caripe che si trova proprio al centro di un parco nazionale dedicato a questo uccello (Parque Nacional El Guácharo), dove si trova anche la Cueva del Guácharo, monumento nazionale venezuelano.
Guácharo significa “uccello che si lamenta” o “uccello piagnone”, a causa delle sue grida dai toni laceranti, il nome gli fu dato dai spagnoli.
In inglese viene chiamato l’olibird, uccello dell’olio, perchè dai corpi dei piccoli alcune popolazioni venezuelane estraevano un olio usato per le lampade e per l’alimentazione.
E’ lungo 40-49 centimetri, pesa dai 350 ai 475 grammi, ha un piumaggio altamente mimetico bruno-rossiccio sul capo e sul dorso, entrambi punteggiati di bianco, sfumature grigio-brune sulle ali e sulla coda, sul petto e sul ventre è color cannella chiaro macchiato di bianco, le zampe sono rosa, il grande becco uncinato è rosso scuro tendente al marrone circondato da sottili baffi; ha ali lunghe e sottili.
E’diffuso in Sud America e in alcune parti del Centro America, in particolare tra la Costa Rica e la Bolivia passando per Panamá, Venezuela, Colombia, Perù, Suriname, Guyana, Guayana Francese, Brasile e alcune isole dei Caraibi, come Aruba, Trinidad e Tobago e le Antille Olandesi.
Vive nelle foreste, in ampie grotte, (soprattutto durante il periodo di riproduzione quando vive in grandi colonie) lungo le Ande o vicino a colline sassose, qui costruisce nidi formati da escrementi, fango, semi e frutti in decomposizione; se le caverne non sono vicino al  mare, le cerca con all’interno un torrente.
Ha una caratteristica particolare: durante il giorno riposa, la notte esce a cercare il cibo, in solitario, riesce a coprire anche ottanta chilometri per trovare il cibo, rientra all’alba. È l’unico uccello notturno al mondo che usa l’ecolocalizzazione, cioè emette dei gridi che poi coglie come echi, così nella sua mente si forma una mappa sonora.
Non riesce a camminare normalmente, usa le zampe solo per appendersi alle pareti rocciose come i pipistrelli.
Non è insettivoro, mangia preferibilmente frutti, preferendo quelli del lauro e della palma da olio che coglie in volo, senza mai posarsi sugli alberi.
Dopo che nascono i piccoli, entrambi si prendono cura del piccolo, trasportando al nido grandi quantità di cibo nel grande becco, nelle prime dieci settimane il piccolo ingrassa a tal punto da raggiungere il 50% in più del peso dei genitori.

Guaciaro

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4 responses to “Il guaciaro

  1. enricogarrou ha detto:

    Sai che non lo conoscevo? sembra un rapace dal becco, però non mangia carne ma solo frutti. Un caro saluto

  2. tachimio ha detto:

    Interessante come sempre.Questo guacharo mi è simpatico, sarà perchè ”ciccione”. Un abbraccio cara Paola. Isabella

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