TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Finalmente….

…a smesso di piovere da circa un’ora.

Dopo la pioggia

Dopo la pioggia viene il sereno,933884_192671657553553_107732139_n
brilla in cielo l’arcobaleno:
è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.
È bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.
Però lo si vede – questo è il male
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo
per niente?
Un arcobaleno senza tempesta,
questa si che sarebbe una festa.
Sarebbe una festa per
tutta la terra
fare la pace prima della guerra.

Gianni Rodari

 

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L’amico immaginario – Matthew Dicks

amicio  “Il mio nome è Budo.
Sono in vita da cinque anni.
Cinque anni è un sacco di tempo per uno come me.
E’ stato Max a inventarmi e a darmi il nome.”

 

 Budo èl’amico immaginario di Max, bambino autistico di circa otto anni.
Max è una bambino dalla vita complicata, ad esempio non ama essere toccato, neanche da sua madre e suo padre, non permette a nessuno di entrare nel suo mondo, solo Budo lo può fare, solo lui può stargli sempre accanto. A scuola Max segue un percorso riabilitativo con un’insegnante di sostegno, la signora Patterson. Una mattina Max sale sulla macchina della Patterson che lo porta via dalla scuola. Da quel momento di Max non si saprà più nulla. Budo, che capisce solo al’ultimo cosa stà accadendo, corre disperato cercando di raggiungerli, ma non ci riesce.
Quando le insegnanti si rendono conto che Max è scomparso chiamano la polizia e i genitori. Vengono interrogate tutte le insegnanti, anche la signora Patterson, che spiega di non essere venuta quel giorno a scuola e non sa nulla del bambino. Tutti si interrogano sul perchè Max sia scappato, solo Budo sa la verità ma non può raccontarla, perchè può essere ascoltato, e parlare, solo con Max o gli altri compagni immaginari, quelli che incontra a scuola, in ospedale, nei parchi….
Budo conterà proprio su alcuni di loro per capire cosa si nasconde dietro il mistero della scomparsa del suo amato amico e scoprire dove è stato portato; con uno di loro tenterà di salvarlo.
Ho iniziato a leggere questo libro per curiosità. La molla è stata il fatto che a scriverlo è un ex maestro di sostegno alle elementari (ma esistono ancora i maestri? Tutte donne….), poi perchè è vissuto dalla parte della figura immaginaria.
E’ un libro delicato ma realista, che parla di autismo (oggi sindrome di Asperger, quando insegnavo io appena se ne cominciava a parlare…) e ho riscontrato tante assonanze tra Max e Giulio, il bambino che avevo in classe quando facevo supplenze; sono maestra di scuola materna, con tre specializzazioni (che oggi servirebbero ben poco ma a cui ancora credo), ho lavorato all’interno delle scuole materne per quattro anni, tra supplenze, pre e post asilo (una volta si usavano e secondo me erano utilissimi) e centri ricreativi estivi, poi ho lasciato per seguire l’altra strada…
E’ accaduto che alcuni bambini avessero accanto queste figure e molti genitori erano preoccupatissimi; è un processo tutto sommato naturale quando i bambini vivono aspetti sociali o psicologici particolari, ma non necessariamente preoccupanti o colllegati a patologie. Melissa, ad esempio, non aveva un amico, ma un fratello, Francesco; l’ha avuto dalla fine dei tre anni ad appena a compiuto i quattro, circa tre mesi; quando ha iniziato ad andare all’asilo, improvvisamente è scomparso, neanche se ne è accorta, semplicemente non lo nominava più, non lo cercava, non lo vedeva, e pensare che lo aveva creato come un vero e proprio bambino, dormiva in un letto, mangiava con noi, guardava i cartoni, mi baciava, lo dovevo vestire…
Tornando al romanzo..inizialmente l’ho trovato lento e un pò ripetitivo, mi stava deludendo, ma poi andando avanti, è stata la curiosità a prendere il sopravvento, mi ha appassionato; la storia è diventata intigrante e simpatica, volevo sapere come finiva. E sinceramente questo romanzo mi è piaciuto, originale e anche emozionante. Un romanzo sui bambini, sul loro essere, sul loro mondo, che a me, sinceramente, sembra sempre più calpestato a favore della crescita “veloce”, adulti ancor prima di esserlo fisicamnte, adulti ancor prima di avere la facoltà mentale di prendersi alcune responsabilità. I bambini, di cui tanto si parla ma che poco si rispettano, dentro e fuori la famiglia.

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