TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

La figlia del capitano – Aleksàndr Sergéevic Puškin

su marzo 11, 2015

pusk  Pëtr Andréevic Grinëv viene avviato alla carriera militare dal padre, ex ufficiale della guardia imperiale.
A diciasssette anni viene inviato a Orenburg per iniziare la formazione, lo segue il precettore Savél’ic.
Lungo il viaggio, che lo porterà a destinazione, decidono di fare una sosta in una locanda, dove Pëtr perde soldi al gioco vinto da Zurin;  malgrado imperversi una bufera i due decidono di rimettersi in cammino, perdono l’orientamento fino a quando non incontrano un uomo che li accompagnerà al più vicino villaggio, per sdebitarsi Pëtr gli regala una pelliccia di lepre.
Arrivati ad Orenburg Pëtr si rende conto che la “fortezza” è un piccolo villaggio nella steppa; il capitano è Ivàn Kuz’imic, amico del padre di Pëtr, che vive con la moglie Vasìlisa Egórovna, donna dal carattere forte e deciso, e con la figlia Mar’ja (Maša).
Pëtr viene accolto come un figlio e spesso cena a casa del comandante, questo fa si che gradatamente il ragazzo si innamori della figlia del capitano.
Nel frattempo Pëtr stringe amicizia con un ex ufficiale, Švabrin; quando Pëtr rivela a Švabrin l’amore per la ragazza, questi lo insulta e insulta anche Maša, questo perchè anche lui è innamorato della ragazza. I due si sfidanio a duello, dove Pëtr viene ferito; viene curato da Maša e lui gli rivela il suo amore, che la giovane corrisponde. Decidono di sposarsi, ma i genitori del ragazzo rifiutano.
In quel periodo scoppia una rivolta, i ribelli sono guidati da Pugacëv, che vuole diventare zar. All’interno della fortezza stessa ci sono dei rivoltosi che rendono facile l’assalto e l’occupazione di questa. All’arrivo di Pugacëv il capitano e gli ufficiali vengono impiccati, Vasìlisa Egórovna uccisa, Maša, malata, viene fatta prigioniera da Švabrin, unitosi ai ribelli; il fidato Savél’ic supplica Pugacëv di risparmiare il suo padrone e questi, malgrado il ragazzo non voglia sottomettersi a lui, lo risparmia. Pugacëv altri non è che l’uomo a cui il giovane Pëtr aveva donato la pelliccia di lepre. Da quel momento la vita di Pëtr Andréevic si intreccerà drammaticamente a quella di Pugacëv che comunque, per sdebitarsi prima e per mantenere un suo codice d’onore sul tradimento di uno dei suoi rivoltosi, Švabrin, favorirà il ragazzo, facendolo spostare in un’altra fortezza prima e poi fornendogli un lasciapassare che permetterà di portare la giovane figlia del capitano nella casa paterna. I due vengono però fermati dall’esercito regolare che li considera rivoltosi, ma grazie a Zurin, vengono rilasciati.
Pëtr, torna a combattere; Pugacëv viene sconfitto e quando il ragazzo pensa di poter tornare a casa viene arrestato perchè Švabrin lo accusa di aver fatto parte dei ribelli. Quando il giovane racconta la sua verità, la commissione di indagine non gli crede, l’unico modo per salvarlo sarebbe la testimonioanza della ragazza, che lui non vuole coinvolgere, ma Maša, saputo che sarebbe stato esiliato per sempre in Siberia, chiede un incontro con la zarina Caterina II che concede la grazie e i due possono finalmente vivere insieme.
Non avrei mai creduto di rileggere, e a questa età, questo bellissimo romanzo. E di doverlo leggere ad alta voce visto che il nipote della mia vicina, a cui è stato assegnato come compito, non aveva alcuna intenzione di farlo; lo ha rifiutato sin dall’inizio definendolo “assurdo”, sicuramente “pesante” visto che russo…anche se non è certo questo il libro più complesso della letteratura russa. Alla fine lo abbiamo convinto con un compromesso: un pò io, un pò lui, e devo dire che non si è annoiato per niente e ha scritto anche una bella recensione.
La prima volta che l’ho letto avevo diciotto anni, per la scuola, quindi molti molti anni fa. Ho sempre ricordato ogni dettaglio di questo bellissimo e piacevole romanzo.
Un romanzo interessante, dove si intreccia storia, povertà, disperazione, romanticismo, realismo, ideali.
Un romanzo anche introspettivo se vogliamo, quasi una evoluzione della crescita personale del protagonista; belle le descrizioni, scorrevole la lettura.
Comunque un romanzo d’avventura, vibrante, anche passionale nella descrizione dei personaggi,  un libro che insegna che la giustizia può esserci.
E poi un libro dove il bene sconfigge il male, cosa che oggi (come da sempre,vista la data del romanzo) tutti vorremmo accadesse, e accadesse per amore.
E, diciamolo, due figure femminili che, almeno a me, piacciono, una moglie che tiene testa al marito e una giovane che da rassegnata alla vita e dolce di carattere fa uscire la grinta pur di salvare l’uomo che ama…le donne!!!!

Annunci

2 responses to “La figlia del capitano – Aleksàndr Sergéevic Puškin

  1. Andrea ha detto:

    Sono cresciuto anch’io a pane e romanzi ottocenteschi, negli anni settanta-ottanta ancora non esisteva Harry Potter e le letture per i ragazzi erano i classici. Li ho sempre amati: Stevenson, Melville, Verne, Defoe, Scott, Cooper… E gli scrittori russi, con i loro grandi romanzi. A proposito di russi, hai letto Il maestro e Margherita di Bulgakov? L’ho trovato letteralmente magico!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: