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"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Amazzoni

su marzo 12, 2015

Chi erano le Amazzoni?
Per molto tempo si è creduto che fossero solo figure mitologiche, ma quando gli archeologi hanno riportato alla luce sepolture scite di donne guerriere, si è capito che così non era e si è cercato di più. Scizia-e-popoli-limitrofiOggi si sa con sicurezza che queste leggendarie guerriere, come già fonti classiche dichiaravano, vivevano nella Scizia, presso la palude Meotide o in un’area imprecisata delle montagne del Caucaso da cui sarebbero migrate, successivamente, sulla costa centro-settentrionale dell’Anatolia (o viceversa da questa in Scizia); le loro armi: l’arco, l’ascia bipenne ed uno scudo piccolo ma resistente, a forma di mezzaluna; il combattimento a cavallo era la loro specialità. Addestrate a cavalcare e a tirare con l’arco fin da bambine erano veloci e letali. Gli archeologi hanno trovato migliaia di sepolture, inizialmente considerate maschili, di guerriere e cavalli, con archi, frecce, lance, coltelli, pugnali e armature, dalle evidenti ferite da combattimento. Detail of Wounded Amazon statue Si è sempre creduto al fatto che il nome  Amazzoni  significasse  “senza mammella”, cosa che avrebbe dovuto  facilitare l’uso dell’arco o delle lance; non esiste neanche una raffigurazione antica in cui si vede una donna guerriera con un solo seno. Fu Hellanikos,  storico greco del V secolo a. C., ad associare al termine “Amazzone”, il significato di “donna senza mammella”, cercò di dare un forzato significato greco a quella che è una  parola straniera, oggi si sa infatti che  la parola Amazzone ha antiche radici iraniane o caucasiche. Marina Cvetaeva, poetessa russa, dichiarò che le Amazzoni erano il simbolo del lesbismo nell’antichità. Altro mito sfatato, che fossero principalmente  lesbiche non c’è traccia che lo confermi; forse è stato pensato al ritovamento dell’unica raffigurazione su un vaso, in cui si vede una cacciatrice tracia che offre un dono d’amore alla regina della Amazzoni, Pentesilea, non c’è nenache alcuna traccia scritta. Sicuramente non possiamo esclude che ci fossero rapporti omosessuali tra le Amazzoni, ma sicuramente si sa che avevano forte legame di sorellanza. Le Amazzoni fumavano mariuana e bevevano il kumis, un intruglio di latte fermentato di cavalla che usavano nei loro rituali che di solito avvenivano intorno a  un falò; Erodoto racconta che raccoglievano dei fiori, o forse dei semi o delle foglie, che venivano gettati nel fuoco, il fumo che si sviluppava le inebriava, così si alzavano per danzare e cantare con gioia; oggi, con sicurezza si afferma che stesse parlando della canapa, visto che la chiama cannabis, l’unica incertezza è se usassero le foglie o il fiore. Gli archeologi, nelle tombe, sia di uomini che di donne scita, hanno trovato sepolto anche il loro personale kit da fumo, che includeva anche un piccolo braciere. Erodoto ha descritto anche una specie di tenda – sauna, che veniva usata molto probabilmente d’inverno per fumare, una sorta di tepee fatta di feltro o pelle,  anche questi materiali sono stati trovati in molte tombe. ero Secondo Erodoto gli sciti furono generati dall’unione di Echidnaechidna_bis_2 (figura della mitologia greca, dal corpo di donna e con la coda di serpente al posto delle gambe) con Eracle er (eroe e semidio greco, Ercole per la mitologia romana) che, essendo giunto in Scizia, era stato costretto a giacere con il mostro affinché gli restituisse i suoi cavalli che lei gli aveva sottratto. I discendenti della loro unione furono sottoposti ad una particolare prova, come ordinato da Eracle ad Echidna: dovevano essere in grado di tendere l’arco e cingersi in vita la cintura così come faceva lui. Quelli che ne fossero stati in grado, avrebbero potuto dimorare nella Scizia, gli altri no. Solo il terzogenito, Scita, fu in grado di tendere l’arco cingere la cintura come Eracle, e così fu il primo re della Scizia.
Secondo gli sciti, sono eredi di Targitao, figlio di Zeus e del fiume Boristene.
Secondo Tamara Rice, gli Sciti appartenevano al gruppo indoeuropeo di ceppo iranico, oppure ugro-altaico, recenti analisi fisiche e studi su antichi resti di DNA, hanno scoperto che gli Sciti avevano caratteristiche fisiche spiccatamente europee. Ma perchè Erodoto si interessò così tanto degli Sciti e delle Amazzoni? E molte informazioni sugli usi e i costumi di queste ultime da dove sono state prese? Essendo i Sciti un popolo nomade, nell’antichità si scontrò spesso con i Greci. Quando i Sciti invasero la Tracia (nord della Grecia) tra loro erano presenti queste guerriere a cavallo, con archi e asce. Riscontrando i disegni sui vasi greci con alcune sepolture, gli archeologi si resero conto che i vestiti delle Amazzoni disegnate ricordavano gli abiti trovati nelle sepolture scite, su alcuni vasi erano inserite anche iscrizioni, inizialmente definite sensa senso.
Tutti sappiamo quanto è stata fiorente l’arte greca nel produrre vasellame, soprattutto la ceramica ateniese; era una merce molto ricercata, commerciata in tutto il Mediterraneo. I vasi venivano utilizzati come contenitori per il vino, altre bevande, altri scopi…Erano spesso decorate con scene e iscrizioni. In più di 1.500 vasi sono state trovate iscrizioni affiancate a raffigurazioni di Amazzoni, i vasi risalgono al 550 a.C. circa. Molte ceramiche sono state rinvenute in Etruria, dove dei sciti non vi è traccia, questo ci conferma le rotte commerciali che dalla Siberia arrivavano fino in Spagna. Torniamo alle iscrizioni, il loro non senso era dato dalla traduzione in greco, ma se si traducevano in scita veniva fuori che erano i nomi delle guerriere. I greci erano soliti raffigurare i loro eroi sui vasi con il nome vicino, perchè non avrebbero dovuto farlo con le Amazzoni? Alcuni erano una specie di fumetto per spiegare la scena. Ad esempio nella rappresentazione con due Amazzoni a caccia con i cani, l’iscrizione è “Libera i cani”; in un altro vaso (conservato al Metropolitan Museum of Art di New York) raffigurante una rappresentazione teatrale che coinvolge una guerriera e un’oca morta in un cestino, si legge “Questo ladro deruba l’uomo “; nella rappresentazione di una Amazzone arciere, accanto ad un cane, si legge “Il cane è seduto vicino”.
Per quanto riguarda i nomi: un’arciere veniva chiamata “Grido di battaglia”, una guerriera a cavallo “Degna di armatura”, un’altra “Principessa”…Le immagini sui vasi ci hanno dato modo di capire molto su queste donne. Benchè fossero nemiche giurate (non c’è eroe greco che non si sia battuto con una delle loro regine),

Achille lotta con Pentesila

Achille lotta con Pentesilea

per i Greci erano figure esotiche, intriganti, perchè, se le donne greche vivevano in condizione di inferiorità, queste figure che vestivano e combattevano come uomini, erano in qualche modo eccitanti, erano donne da rispettare e ammirare 135258406-6dab396f-b11f-4ae0-91fb-60fdba4f3d68 ad esempio nelle migliaia di raffigurazioni di Amazzoni che combattono, solo due o tre cercano la pietà del vincitore, questo dimostra quanto fossero incredibilmente coraggiose ed eroiche. Grazie alle pitture vascolari, sappiamo che le donne Scite erano splendidamente tatuate, sono stati trovati dei kit per tatuaggi e su molti corpi mummificati femminili si sono conservati dei tatuaggi incredibili; un esempio è la famosa Principessa di Altai este_5018555_26200 con il suo elegante tatuaggio: un cervo sulla spalla ukok_04 E sempre grazie alle  pitture vascolari, sappiamo che alcune Amazzoni indossano pantaloni di ogni tipo, rappresentazioni trovate anche sui vasetti per profumi e lozioni amazzoni
Tornando indietro, sull’argomento dell’orientamento sessuale delle Amazzoni, gli antichi Greci non le descrivevano come lesbiche, ma come amanti degli uomini, sui vasi sono stati trovati nomi “erotici” che secondo me la dicono lunga…. “Fianchi Bollenti”, “Non Fallire”…Forse uccidevano, sottomettevano l’uomo, ma sicuramente lo amavano 19th Century Greek Vase Illustration of Two Amazons on Horses After Two Youths

 

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6 responses to “Amazzoni

  1. Erik ha detto:

    non conoscevo questa storia… affascinante…

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