TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Lavoro

su marzo 20, 2015

E di nuovo un amico che resta senza lavoro…Massimo è giovane, ha 46 anni, una moglie (che ha perso il lavoro da operaia in fabbirica due anni fa), due figlie.
La ditta per cui lavorava come ragioniere ha chiuso definitivamente un mese fa. Massimo, già da una decina di mesi ha cercato lavoro anche al di fuori del Comune, nelle provincie limitrofe, ha inviato domande e curriculum in altre regioni, ma niente, la motivazione è…l”età, in barba all’esperienza. Pensa anche ad oltrealpe…ma non è facile neanche andare via, e per lavoro e perchè qui hai tutta la tua vita.
Ieri ci siamo visti e abbiamo chiacchierato un pò…è triste, anche ansioso, si sente “inadeguato” in questo momento.
Posso dargli torto? No, un uomo nel pieno delle sue forze, in grado, e con la voglia di lavorare, che stà lì, così…certo all’interno della sua casa si da da fare, proprio per non cedere al disinteresse verso la vita: figlie a scuola, giardino, riparazioni…ma è lavoro? No, dovrebbe essere solo responsabilità e lo sfizio della vita.
Fortunatamnente hanno terminato di pagare il mutuo della casa a gennaio, proprio quando la ditta aveva già dimezzato i dipendenti.
Avere il lavoro vuol dire poter gestire la propria sussistenza: le utenze ad esempio, si può vivere senza luce o gas o acqua? E le tasse che comunque devi pagare? E mangiare? E’ vero che puoi far a meno dell’automobile, ma i figli? La scuola? Una prospettiva universitaria per loro, ad esempio…
E al di fuori di regolare le proprie finanze, lavorare non è anche mantenere un senso di identità, di dignità, una dimensione? E ancora, quando si lavora il tempo passa: affronti la giornata con la testa impegnata, socializzi, pensi alle ferie, a scoprire qualcosa di diverso, puoi affrontare uno svago, anche minimo, Massimo ad esempio gioca a calcetto, ora quella minima quota che davano per il campo lui non la versa, pensa ad arrivare “a fine mese”…
Quando lavori socializzi, non sei mai solo, si aprono aspettative per il futuro…il futuro..ce l’ha l’Italia dei lavoratori un futuro?
Se per anni lo hai anche minimamente programmato il futuro (a breve o lungo termine), la perdita della prospettiva ti può mandare in depressione, che oggi è una delle prime situazioni in cui cade chi resta senza lavoro. La cronaca ce lo dimostra.
E in barba a ciò che dicono alla tele, nuove assunzioni grazie alle nuove leggi, prospettive di nuove forme di lavoro e bla, bla, bla….in Italia aumenta il tasso dei disoccupati, chi trova lavoro è una piccola barca nel mare, ci sono più barche alla dervia di quelle che iniziano a navigare, e la drammaticità della cosa non è solo economica, ma nella salute della persona. Proprio la depressione e il disadattamento stanno portando situazioni davvero drammatiche all’interno delle famiglie e nel tessuto sociale/medico.

900-137199

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25 responses to “Lavoro

  1. meo..... laura ha detto:

    ogni giorno succedono queste cose
    ogni giorno un nostro parente, un nostro amico rimangono senza lavoro
    senza una dignita’…….
    non diamo retta a cosa dicono alla tv perchè non è vero nulla…..
    nessun posto di lavoro tranne che usare a loro piacimento i nostri giovani, i nostri figli…..
    per poi buttarli via quando non fanno piu’ comodo.
    è una tristezza sentire che molta gente da ragione a questo governo che colpisce sempre piu’ i poveri e medi poveri e chi è ricco si arricchisce sempre di piu’…..
    non ci sono piu’ parole per la tristezza che sento……
    un bacio fulvia e abbraccia il tuo amico per me.

    marcello

  2. gianni ha detto:

    L’Italia sta scivolando

  3. fariv66 ha detto:

    In TV si parla quasi sempre solo del lavoro per i giovani. tutto giusto. Ma nessuno considera che se perdi il lavoro dopo i 40 anni non solo sei bloccato tu, ma sovente hai anche una famiglia con figli … No questo nessuno lo considera!

  4. Sono tempi difficili, bisogna avere molta forza per non lasciarsi scoraggiare!
    Un saluto
    Alexandra

  5. semprecarla ha detto:

    Il nostro paese é un tritacarne umana … Mi ci sento davvero male.

  6. arthur ha detto:

    Bisogna soltanto aspettare un po’, ma con gli incentivi alle aziende che assumono forse qualcosa cambierà.

    Bisognerebbe cambiare pelle, cosa che noi Italiani non siamo capaci di fare. In fondo l’esperienza acquisita può essere utile anche in altri ambiti, bisogna soltanto crederci, anche se concordo sul fatto che non sia per niente facile farlo.

    Spero che il tuo amico trovi qualcosa, glielo auguro.

    Ciao e buon fine settimana. 🙂

    • fulvialuna1 ha detto:

      Condivido in parte quello che dici.Bisogna cambiare pelle…ma se uno Stato te lo permette. In Italia vuoi cambiare pelle? Ci rimani incastrato dentro perchè mai nessuno ti da un’altra possibilità. Vuoi perchè l’età, vuoi perchè cercano persone giovani ma con almeno due anni di esperienza (pazzesco), vuoi che ti sposti in un’altra regione e ti ammazza l’affitto e quant’altro….mica siamo in America, che malghrado i problemi che hanno anche loro, spesso cambiano lavoro e città, anche perchp sanno di poterlo ritrovare, di essere accettati per quello che sono e non per chi conoscono, l’età spesso non conta…e via di seguito.
      Speriamo bene.

  7. Uomo ha detto:

    Un dramma inequivocabile quello della mancanza di un’occupazione aggravato dalla presenza dei figli con le esigenze che chiunque li abbia conosce bene. Per questo estrema solidarietà nei confronti di Massimo al quale attraverso te faccio i miei migliori auguri consigliando, in alternativa, l’idea di pensare a qualcosa da non dipendente, come iniziando una nuova avventura se possibile, reinventandosi se possibile. Ma tutte queste sono solo parole non conoscendo che altre parole, quindi ribadisco tantissimi auguri per lui ed un saluto a te augurandoti una buona domenica sera.

    Uomo

  8. Erik ha detto:

    Il problema, secondo me, è che la struttura della società appartiene ad un epoca che non esiste più… e con essa anche chi la gestisce… un paese che viveva alle spalle del settore produttivo, del prodotto finito, della qualità dello stesso è morto perchè il valore del prodotto finito è annientato dal costo dello stesso, la qualità è superflua in faccia alla quantità.. il valore del lavoro non è relazionato all’utilità dello stesso ma alla circolazione del denaro… è come costruire basi di cemento per distendersi con un asciugamano su un prato…

    mi hai dato un ottimo spunto per un nuovo post…

  9. […] fa leggendo questo post https://tuttolandia1.wordpress.com/2015/03/20/lavoro-2 di Fulvialuna mi è venuta alla mente una riflessione sulla struttura della nostra società e il […]

  10. Diemme ha detto:

    Ed ora come vanno le cose? Si è risolto qualcosa?

    • fulvialuna1 ha detto:

      Da due mesi lavora 3 ore al giorno tre volte a settimana presso un ufficio privato che alla fine di dicembre chiude, avevano bisogno di una persona che tamponasse l’altra che è andata via quando ha saputo che chiudevano.
      Diciamo che non cambia niente 😦

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