TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Le mie mani

Le mie mani,
ricordando che tu le trovasti belle,1
io accorata le bacio,
mani, tu dicesti,
a scrivere condannate crudelmente,
mani fatte per più dolci opere,
per carezze lunghe,
dicesti, e fra le tue le tenevi
leggere tremanti,
ora ricordando te
lontano
che le mani soltanto mi baciasti,
io la mia bocca piano accarezzo.

Sibilla Aleramo, da Poesie
Una poesia struggente che evoca la nostalgia del passato, un rimpianto per ciò che è stato e per ciò che non si è potuto realizzare.
Oserei dire un’evocazione fisica dell’amore.

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Cercando Alaska – John Green

Miles Halter, sedicenne introverso, colto, legge la vita di molti personaggi illustri e di questi memorizza le loro ultime frasi, quelle dette prima di morire. Tra le tante lo colpisce particolarmente la frase di François Rabelais:”Me ne vado in cerca di un Grande Forse”. Il ragazzo per cercare il suo grande forse si iscrive al terzo anno delle superiori in Alabama, alla Culver Creek Preparatory High School.
Qui conoscerà un mondo diverso da quello della Florida, dove vive, e amici particolari: Chip Martin, chiamato Il Colonnello, suo compagno di stanza che lo soprannominerà Ciccio vista la sua magrezza; Takumi Hikohito, che spesso viene tenuto allo scuro dei progetti del gruppo; Lara Buterskaya, rumena, con la quale avrà una breve relazione; ma soprattutto conoscerà Alaska Young, sensuale e bellissima ragazza, emotivamente instabile, imprevedibile, lunatica, di cui si innamorerà profondamente. Alaska ama leggere ed è ossessionata dalla sofferenza intima che da sempre l’accompagna.
Miles entrerà anche in contatto con i “Settimana Corta”, ragazzi ricchi che nei giorni feriali dormono al campus ma ogni weekend tornano a casa.
Miles subirà, al suo arrivo, uno scherzo rituale che però è appesantito da una modalità inusuale, pericolosa, questo porterà il gruppo degli amici ad attuare una serie di scherzi verso i Settimana corta.
Ogni qual volta si fa uno scherzo bisogna distrarre il preside, Mr. Starnes detto L’Aquila, rigoroso e attento al consumo di sigarette e alcol nel campus, molto legato ai suoi studenti. Di scherzo in scherzo il gruppo si affiata tantissimo; Miles comunque non trascura lo studio ottenendo ottimi risultati.
Alaska, in una serata di bevute, bacierà Miles e tenterà un approcio sessuale, ma la ragazza riceve una telefonata dal suo fidanzato, Jake, che gli ricorda il loro anniversario, dopo un pò Alaska in preda ad una specie di follia ricorda anche un’altra cosa che non rivela agli amici ma ai quali chiede di aiutarla a scappare dal campus. I ragazzi attuano un piano e lei va via.
Il mattino dopo il preside dà, a tutti gli studenti, una atroce notizia: Alaska era morta in un incidente stradale.
Il gruppo resta sconvolto e passeranno mesi prima che si possano riprendere e cercare di capire il perchè di quell’incidente.
Colonnello, Ciccio, Takumi e Lara, per ricordarla organizzano, prima della fine dell’anno scolastico, un ultimo grande scherzo in suo onore, uno scherzo che Alaska aveva progettato e mai realizzato.
Esame di fine anno di cultura religiosa, tesina: “Come farai tu, tu personalmente, a uscire da questo labirinto di sofferenza?” che è la domanda che sempre si poneva Alaska.
Miles riuscirà a trovare la riposta, anche se è convinto di aver perso il suo Grande Forse.

Ormai sono entrata nel circuito delle letture per adolescenti (ma non fanno male neanche agli adulti), forse ne uscirò quando mia filgia non lo sarà più, ma al momento non mi dispiace neanche un pò. E quindi eccomi qui a parlare di un altro libro dove fa da padrona la vita degi adolescenti, americani, ma sempre adolescenti…non sono forse tutti uguali in tutte le latitudini e longitudini?
In questo libro la domanda è il perchè della ricerca della morte, o se invece la morte è solo un incidente, nella vita di Alaska.
Questo libro è bello, ben scritto, fa riflettere, fa commuovere e anche sorridere. Quel dividerlo in prima e dopo è stato secondo me vincente, il prima prepara, il seconda ti propone il messaggio. Forse causa della mia età non più “acerba” vi ho trovato tanta dolcezza e bellezza in questi adolescenti “moderni” che sembrano sempre pronti a mordere la vita, ma che non hanno capito che è più facile che la vita morderà loro, ma è pur vero che se lo avessero capito che adolescenti sarebbero?
La storia mi ha coinvolto e non posso che ringraziare mia figlia per avermelo proposto. I temi trattati sono seri ma il modo semplice in cui vengono proposti ne facilità la comprensione.
C’è la paura della vita, la paura della sofferenza, il sesso, la gelosia, la voglia di libertà, la voglia di divertirsi, il dolore, la confusione interiore, insomma il perchè di tanti comportamenti adolescenziali: il labirinto…ciò che è la vita. Ecco Alaska è tutto ciò, è la metafora di tutto ciò.

 

 

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Il prigioniero nel Caucaso… – Lev N.Tolstoy

cau  Zilin viene fatto prigioniero dai tartari che vogliono un riscatto per liberarlo, così come per il suo compagno. L’aiuto arriverà da Dina…

 

 

 Avevo voglia di rileggerlo, Tolstoy è per sempre.

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Un libro per Hanna – Mirjam Pressler

  Hanna, 14 anni, ebrea, tenta di emigrare dalla Germania per andare in Palestina, dove già vive sua sorella; per questo dovrà lascire la madre, con cui vive.
Parte con un gruppo di sei ragazze per la Danimarca, non invasa, all’inizio del conflitto mondiale, da Hitler perchè nazione neutrale.
Quando la ragazza si sente al sicuro avviene l’irreparabile, insieme alle amiche viene deportata nel campo di concentramento di Theresienstadt. Le ragazze si coalizzano per aiutarsi e non arrendersi alla tragedia che le ha travolte. Per non arrendersi alla follia e alla violenza umana, anche se non tutte ce la faranno.
 E’una storia vera, è una narrazione tanto precisa degli eventi che ti ci trovi dentro, vivi la storia, le paure, come se tu fossi la protagonista.
Un romanzo dolorosamente coinvolgente che però lascia spazio alla speranza, all’amicizia, all’amore. Un romanzo dove si evidenzia come è stata rubata la gioventù nel momento in cui era al suo culmine. Quanti sogni frantumati, annullati per volere altrui! Per un volere malato, cattivo, fanatico che ha lasciato segni indelebili nelle persone che sono sopravvissute a tanto orrore.
A me ha toccato il cuore; ancora conoscere l’orrore di uno spaccato terribile della nostra storia che non si può dimenticare, ignorare.

“Ho conosciuto Hanna B. più di trent’anni fa, in un kibbutz nella Galilea superiore, e da allora l’ho incontrata quasi ogni anno. Andavamo d’accordo e spesso facevamo lunghe chiacchierate insieme. Naturalmente mi ha raccontato anche molte cose della sua vita. La sua morte, nel 2006, è stata un duro colpo per me e da quel momento non ho mai smesso di pensare a lei. (…) Non voglio che la storia di Hanna B., per quanto la conosco passi sotto silenzio e venga dimenticata. Non potevo scrivere un libro su Hanna, ormai è troppo tardi, allora ho scritto un libro per Hanna.”

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Citta’ di carta – John Green

cart Da bambini Quentin e Margo vivono un’esperienza traumatizzante che li legherà indissolubilmente anche se da adolescenti le loro strade in parte si separano.
Caratterialmente diversi, lui pauroso, lei spavalda (una sorta di leader), si incrociano a scuola ma vivono vite separate fino alla notte in cui Margo coinvolge Quentin in un’avventura rocambolesca, che ha come base la vendetta che la ragazza vuole attuare sul fidanzato e un gruppo di amici che l’hanno tradita.
Quentin, da sempre innamorato della ragazza, accetta, perchè convinto di poter riallacciare un rapporto stabile.
La mattina dopo Quentin viene a sapere che Margo è scomparsa, cosa che ogni tanto la ragazza fa, ma questa volta sembra essersi dissolta nel nulla fino a quando….
Quentin, aiutato dai suoi amici, iniza a cercarla nelle citta di carta…..

 
Non avrei mai comprato e quindi letto questo autore, ma pochi giorni fa mia figlia è entrata in libreria ed ha acquistato sei libri: tre di questo autore, uno lo aveva già letto .
Mi ha chiesto di leggerli e dargli un parere, vuole condividere con me questa esperienza. Posso dirgli di no? Ed allora eccomi alle prese con la gioventù contemporane (letteralmente parlando, ovvio…).
Non ero convinta, ma, sorpresa!
Per me un autore da leggere, questo libro è da leggere, forse proprio dagli “adulti”, dai genitori.
Mi è piaciuto molto, inizialmente coinvolgente, poi lento, ma poi si velocizza, incalza e devi sapere….La storia mi ha appassionato, fatto sorridere e anche commuovere; lo stile è semplice quindi scorre veloce; i personaggi rispecchiano perfettamente molti giovani di oggi, i loro dubbi, le loro incertezze, la loro voglia di fuga soprattutto dal mondo degli adulti, e perchè no, anche dalle loro responsabilità, dal loro non voler guardare la realtà.
Mi sono incuriosita e leggerò tutti i libri di questo autore, sarà anche un modo per parlare con Meli, confrontarci, visto che lei dei miei libri ne ha scelto tre o quatttro (tutti rigorosamente i pilati sul comodino e ancora non aperti) degli altri ha detto:”Troppo pesanti…” e direi che è vero per l’età che ha…Con queso autore sono tornata indietro negli anni, alla mia gioventù, che sicuramente non era simile a quella di oggi, ma sempre gioventù è stata.

 

Meli ha l’abitudine di sottolineare a matita, nei suoi libri, frasi, pensieri, parole…ne riporto alcuni tratte da questo libro:
“…mi sentivo completamente solo, come se fossi sopravvissuto a un’apocalisse e il mondo fosse stato lasciato a me a me solo: l’intero, eccitante e infinito mondo nelle mie mani perchè lo esplorassi.”
“…si era creato una routine per affrontare la perdita che aveva subito, solo che poi quella routine era diventata distruttiva.”
“La routine mi è sempre piaciuta. Non ho mai trovato la noia troppo noiosa.” (direi che questo è ciò che pensa mia figlia…)
“Ragazzi di carta con il loro divertimento di carta.” (e anche qui la vedo perfettamente)
“Fai credere…ti circondi di un’aria di mistero in modo di attirare le attenzioni di tutti.”
“Credo che il futuro meriti la nostra fiducia….”
Le sottolineature mi fanno leggere un libro nel libro…quello scritto da Meli.

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Avengers: Age of Ultron

imm regia di Joss Whedon.

 

Il barone Wolfgang von Strucker (comandante dell’HYDRA) è in possesso dello scettro di Loki che utilizzerà per alcuni esperimenti sugli esseri umani al fine di portare a termine un progetto chiamato Ultron (nato dalla mente di Tony Stark e Bruce Banner), un robot che impossessatosi del potere vuole portare la pace nel mondo ma solo con la presenza delle macchine e vuole distruggere gli Avengers; Iron Man, Capitan America, Vedova Nera, Occhio di Falco, Thore e Hulk, attaccano la base e recuperano lo scettro che contiene la quarta delle sei Gemme dell’Infinito, la Gemma della Mente.
Lo scettro viene portato nei laboratori di Stark, dove però Ultron si attiva, distruggendo l’intelligenza artificiale che aiuta Iron Man, e riuscendo a portare via lo scettro; tornato nei laboratori di Strucker costruisce un’armata di droni. A dar man forte all robot ci sono i gemelli Maximoff, i potenziati images
I Vendicatori devono affrontarli non senza subire diverse sconfitte, in parte dovute alla manipolazione delle menti da parte di Wanda.
Un grande aiuto per la riuscita dello scontro da parte dei Vendicatori, arriva da Thor che riesce ad attivare l’androide, la Visione, che contiene la gemma dello scettro e grazie ai gemelli che si uniscono alla squadra dei Vendicatori.
La vittoria del gruppo salverà dall’estinzione totale l’umanità.
Thor torna ad Asgard, Stark e Barton si ritirano, Capitan America e la Vedova Nera si preparano ad addestrare una nuova squadra di Vendicatori, composta da James Rhodes, Wanda Maximoff, Visione e Sam Wilson.
Riappare Thanos.

 
Il genere si conosce: fantascienza, supereroi, battaglie….Diciamo che il primo Avengers è stato stupendo e mi ha anche divertito di più, ma sicuramente questo nuovo film sulla saga della Marvel non mi è dispiaciuto neanche un pò; interessante l’idea di mettere in vista Occhio di Falco e inserire nuove figure, come il “carismatico” Visione imagesik, il velocista QuickSilver e una sorta di maga/strega, Wanda.
thumbnail_20502 Ho tovato affascinante l’idea di questo “folle” robot che inaspettatamente sembra avere un “cuore” umano, ma che si rivela essere un’anima nera, una macchina quasi perfetta (le macchine le crea l’uomo che perfetto non è…) da voler diventare un dio, anzi essere Dio; chissà se le macchine che stiamo creando un giorno non vorranno ribellarsi? Fantascienza…Un pò questa figura mi ha ricordato molti “immaturi” dei tempi di oggi, quelli che sembrano avere tutto nella loro mano ma non hanno l’esperienza giusta per gestirsi.
Mi ha intrigato tutta la parte sull’intelligenza artificiale, che nel nostro tempo è tanto di moda ma che vorrei restasse davvero una fantasia. In qusto film c’è un pò di tutto: la genetica, il traffico delle armi, la manipolazione mentale, la paura che diventa umana quando avvicini l’amore, la famiglia, c’è anche un pizzico di passione, la fragilità dei super eroi….Un connubio tra intelletto e sentimento che penalizza un pò la battaglia finale ma che forse serve per dare un nuovo impulso al film che propabilmente mette lo spettaore in attenzione pensando anche all’eventualità (per altro certa, si sa) di un seguito che non deve diventare solo sterile pensando alle sempre vittorie degli Avengers.
Mi è piaciuta sia la sceneggiatura che la colonna sonora, bravissimi gli attori.
Comunque ognuno di noi lo veda non si può certo dire che in questo film non manchi la spettacolarità (credo il suo vero punto di forza) con incredibili effetti speciali, scene d’azione al cardiopalma.
L’abbiamo visto in 3D e devo dire che è di grande impatto, sicuramente non si ha il tempo di annoiarsi.
Avengers-2-Iron-man-iPhone-6-Wallpaperiron-man-avengers-2 E lasciatemelo dire, non toccatemi Iron Man, anche se spocchiosamente superbo e donnaiolo!

 

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