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1 Maggio 2015 – Festa dei Lavoratori

su maggio 1, 2015

index Iqbal Masih, nasce nel 1983 in Pakistan in una famiglia molto povera.
Il padre lo “vende” per ottenere un prestito di 12 dollari, i cui interessi cresceranno a dismisura, questo farà si che il bambino non potrà mai essere “riscattato”. A quattro anni va a  lavorare in una fabbrica di mattoni, poi viene ceduto a un fabbricante di tappeti. E’ l’inizio di una schiavitù senza fine: picchiato, sgridato e incatenato al suo telaio, Iqbal lavora per più di dodici ore al giorno, è sottonutrito tanto, da riportare un danno alla crescita. E’ uno dei tanti bambini che tessono tappeti in Pakistan; le loro piccole mani sono abili e veloci, i loro salari ridicoli, e poi i bambini non protestano e possono essere puniti più facilmente.
Un giorno del 1992 Iqbal e altri bambini escono di nascosto dalla fabbrica di tappeti per assistere alla celebrazione della giornata della libertà organizzata dal Fronte di Liberazione dal Lavoro Schiavizzato (BLLF). Per la prima volta Iqbal sente parlare di diritti e dei bambini che vivono in condizione di schiavitù e decide spontaneamente di raccontare la sua storia: il suo improvvisato discorso fa scalpore e nei giorni successivi viene pubblicato dai giornali locali.
Iqbal decide anche che non vuole tornare a lavorare in fabbrica e un avvocato del BLLF lo aiuta a preparare una lettera di “dimissioni” da presentare al suo ex padrone. Durante la manifestazione Iqbal conosce Eshan Ullah Khan, leader del BLLF, il sindacalista che rappresenterà la sua guida verso una nuova vita in difesa dei diritti dei bambini. Inizia a studiare, vuole diventare avvocato. Iqbal comincia a raccontare la sua storia diventando simbolo e portavoce del dramma dei bambini lavoratori, lo fa  sui teleschermi di tutto il mondo,  lo fa nei convegni, prima nei paesi asiatici, poi a Stoccolma, dove, nel 1994, partecipa a una campagna di boicottaggio dei tappeti pakistani volta a mettere pressione sulle autorità di Islamabad; sempre nel 1994, a Boston, riceve il premio Reebok Human Rights Award presso la Northeastern University.
Nel frattempo, sia per la pressione internazionale che per l’attivismo locale, le autorità pakistane avevano preso una serie di provvedimenti, tra cui la chiusura di decine di fabbriche di tappeti. La famiglia di Iqbal era cristiana e per tradizione a Pasqua si riuniva presso una chiesa ad Haddoquey, villaggio materno; era il 16 aprile 1995, quando, accompagnato dai cugini Faryad e Lyakat, invece prendere l’autobus che lo avrebbe riportato al suo alloggio nella capitale, decide di restare ancora un pò e giocare con loro con la bicicletta; nel tardo pomeriggio, gli sparano a bruciapelo due raffiche di proiettili che lo uccidono. Secondo il rapporto della polizia e la testimonianza iniziale dei cugini, uno dei quali fu ferito nella sparatoria, l’omicida fu un lavoratore agricolo a seguito di una breve lite. Il BLLF però accusò subito dell’accaduto la “mafia dei tappeti”. Ancora oggi non c’è chiarezza sull’accaduto.
E mentre i suoi assassini sono liberi, il giornalista pachistano che ne ha raccontato la storia e’ stato accusato di un grave reato: “danneggia il commercio estero della nazione”.
Con i 15 mila dollari del Premio Reebok ricevuti a Boston, Iqbal voleva costruire una scuola perché i bambini schiavi potessero ricominciare a studiare… iqbal2

 

Auguri a tutti i Lavoratori….

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10 responses to “1 Maggio 2015 – Festa dei Lavoratori

  1. 65luna ha detto:

    Auguri e grazie per questo post. 65Luna

  2. RosaVelata ha detto:

    ❤ buon primomaggio!

  3. Horsefly ha detto:

    Il tuo post sul primo maggio è in linea con il mio… affinità elettive? 🙂
    Ciao e buon week end!

  4. Uomo ha detto:

    Passavo da te per lasciarti un commento sul post precedente e leggo questa storia che non conoscevo. Triste. Ma non mi meraviglio di questo. Avendo imparato a conoscere gli uomini, anche se forse mai questo processo può avere una vera fine, anche tanta crudeltà non stupisce, stupisce forse quando non se ne vede o quando viene sostituita dalla comprensione. E’ profondamente ingiusto, e questo per sancire la giustezza di ciò che è giusto ed il suo contrario dal momento che abbiamo forse completamente smarrito la strada non riuscendo più ad orientarci verso l’equilibrio della coscienza quando questa non sia stata cauterizzata dal cinismo. Accade allo stesso modo per talune scarpe di calciatori e palloni per il calcio e per chissà quante altre produzioni tanto e bene reclamizzate, anche utilizzando gli stereotipi della famiglia tutta amore e tutto va bene, mentre bambini e quindi bambini, vengono utilizzati derubandoli di tutto.

    Un saluto

    Uomo

    • fulvialuna1 ha detto:

      Condivido molto ciò che hai scritto, proprio i stereotipi sono ciò che continuano a far perdurare queste situazioni a dir poco allucinanti e incivili.
      Ma malgrado se ne parli, malgrado ci si batta il petto, davanti a certe vetrine non torniamo indietro, anzi chiudiamo gli occhi e il cuore e si compra….
      Grazie per i tuoi sempre profondi commenti.

  5. tommasopapais ha detto:

    E’ una storia che brucia, e fa male. Ma grazie per raccontarla.

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