TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Qualcosa nell’aria

su maggio 16, 2015

qualcosanellaria-loca  Film di Olivier Assayas.

 

 
 In Francia, primi anni settanta, la gioventù parigina mette in moto una sorta di rivoluzione contro la struttura sociale e politica del momento, una gioventù che vuole gettare nuove basi per il futuro della loro vita.
Protagonista princiale è un liceale Gilles che si cimenta nell’impegno politico tramite i colletivi, frequenta le belle Arti. la scuola, vive gli amori del momento.
Gilles dopo essere stato lasciato da Laure e avere l’esigenza di allontanasi da Parigi per l’attentato, che lui e altri ragazzi hanno attuato nei confronti di alcuni vigilantes, parte per Italia con un gruppo di amici e la nuova fidanzata: Christine.
Il ragazzo per una serie di incontri e coincidenze decide di voler fare cinema, in particolare quello politico.

 

 

Quando uscì questo film, fine 2012, avrei voluto tanto vederlo, ma non ho trovato mai l’occasione, oltre che è stato per breve tempo nelle sale, da noi non è neanche arrivato; finalmente ci sono riuscita e la delusione è stata tanta, non mi ha convinto neanche un pò.
Forse tentavo un tuffo nel passato? Nei primi anni settanta ero appena adolescente, ma in casa mia si è sempre respitata aria di cambiamento, come ho già detto, i miei, soprattutto mio padre, erano sempre pronti a ogni innovazione, in qualsiasi campo, poi sceglievano e decidevano la via che a loro sembrava più idonea al loro pensiero o stile di vita.
Ho pensato che dovrei entrare di più nello “spirito” francese per apprezzarlo, o documentarmi sugli anni settanta in quella nazione…ma diamine, il ’70 è ’70, con qualche sfumatura, ma tutta l’Europa l’ha vissuto.
Non mi è piaciuto: il protagonista: la sua recitazione è inesistente, niente enfasi nei movimenti, niente intensità negli occhi, o forse doveva dimostrare tutta l’incertezza degli adoloscenti dell’epoca e la noia del ceto sociale che rappresenta? Non mi è piaciuta la linea degli argomenti, troppi: “storico (politica)/sociale (sindacati-aborto-lavoro-droga)/culturale(studenti-studio)” strizzati in un tempo cinematografico troppo breve, i calderoni confondono le idee perchè non si argomenta bene nessun pensiero; non mi è piaciuto il cambiamento del protagonista trattato con una certa velocità; non mi è piaciuto il far passare l’impegno di sinistra come anarchia, come fossero solo droga, sbando, povertà (ma così non era) e chi era di destra è passato quasi come una vittima….Un film che non mi ha dato nostalgia ma malinconia (e un pò di noia), perchè la ricostruzione storica è vera solo in parte, sia come azioni che come pensieri. Certo fare film del genere non è mai facile, soprattutto quando entra la demagogia politica, ma un pò più di attenzione l’avrei gradita; in questo film manca la passione che si aveva per la ricerca della propria identità, manca quella gioia che si aveva per l’esperienza che si stava facendo, vuoi che sia la lotta o la voglia di costruire un futuro diverso…manca l’entusiasmo che comunque si ha a quell’età.
Certo ho anche pensato che nel film si volesse mettere in risalto la parte non prettamente “rivoluzionaria”, ma la curiosità culturale della gioventù borghese che “rivoluzionava” tanto per…quanti ne ho conosciuti, che poi sono i “professionisti” di oggi, la maggior parte di loro non hanno neanche più traccia di ciò che erano, una gioventù che non ha portato da nessuna parte, che ha continuato ad essere “colta”, che vivevano in case lussuose e viaggiavano grazie ai soldi di papà….
Un film molto francese nell’abbigliamento: abiti lunghi in tinta con scarpe e cappelli, gonne abbinate perfettamente alle maglie…ma quando mai! C’era il caos del colore, delle fantasie mischiate; salvo solo le borse andine e i capelli lunghi e non pettinati, e anche le sigarette, solo a vedere il film mi sono intossicata, ma questo è vero, se ne faceva un uso smoderato, un vero status.
Sinceramente lo boccio, per me è supeficiale e convenzionale in molte scene, viste e riviste in altri film.
Un appunto: i ragazzi dell’epoca portavano i caschi alle manifestazioni? Non mi risulta, mi sembrava di vedere i nostri tempi, oggi li indossano, anche perchè obbligatori sui motorini oltre che pr parare manganellate o quant’altro; fino alle manifestazioni degli ultimi anni settanta non se ne vedeva ombra, altrimenti come avrei fatto a prendere una bella manganellata sulla testa da un militante di…

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2 responses to “Qualcosa nell’aria

  1. luna ha detto:

    Cara se non leggevo il tuo post non avrei mai saputo dell’esistenza di questo film. Un bacio.
    Luna

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