TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Cercando Alaska – John Green

su maggio 28, 2015

Miles Halter, sedicenne introverso, colto, legge la vita di molti personaggi illustri e di questi memorizza le loro ultime frasi, quelle dette prima di morire. Tra le tante lo colpisce particolarmente la frase di François Rabelais:”Me ne vado in cerca di un Grande Forse”. Il ragazzo per cercare il suo grande forse si iscrive al terzo anno delle superiori in Alabama, alla Culver Creek Preparatory High School.
Qui conoscerà un mondo diverso da quello della Florida, dove vive, e amici particolari: Chip Martin, chiamato Il Colonnello, suo compagno di stanza che lo soprannominerà Ciccio vista la sua magrezza; Takumi Hikohito, che spesso viene tenuto allo scuro dei progetti del gruppo; Lara Buterskaya, rumena, con la quale avrà una breve relazione; ma soprattutto conoscerà Alaska Young, sensuale e bellissima ragazza, emotivamente instabile, imprevedibile, lunatica, di cui si innamorerà profondamente. Alaska ama leggere ed è ossessionata dalla sofferenza intima che da sempre l’accompagna.
Miles entrerà anche in contatto con i “Settimana Corta”, ragazzi ricchi che nei giorni feriali dormono al campus ma ogni weekend tornano a casa.
Miles subirà, al suo arrivo, uno scherzo rituale che però è appesantito da una modalità inusuale, pericolosa, questo porterà il gruppo degli amici ad attuare una serie di scherzi verso i Settimana corta.
Ogni qual volta si fa uno scherzo bisogna distrarre il preside, Mr. Starnes detto L’Aquila, rigoroso e attento al consumo di sigarette e alcol nel campus, molto legato ai suoi studenti. Di scherzo in scherzo il gruppo si affiata tantissimo; Miles comunque non trascura lo studio ottenendo ottimi risultati.
Alaska, in una serata di bevute, bacierà Miles e tenterà un approcio sessuale, ma la ragazza riceve una telefonata dal suo fidanzato, Jake, che gli ricorda il loro anniversario, dopo un pò Alaska in preda ad una specie di follia ricorda anche un’altra cosa che non rivela agli amici ma ai quali chiede di aiutarla a scappare dal campus. I ragazzi attuano un piano e lei va via.
Il mattino dopo il preside dà, a tutti gli studenti, una atroce notizia: Alaska era morta in un incidente stradale.
Il gruppo resta sconvolto e passeranno mesi prima che si possano riprendere e cercare di capire il perchè di quell’incidente.
Colonnello, Ciccio, Takumi e Lara, per ricordarla organizzano, prima della fine dell’anno scolastico, un ultimo grande scherzo in suo onore, uno scherzo che Alaska aveva progettato e mai realizzato.
Esame di fine anno di cultura religiosa, tesina: “Come farai tu, tu personalmente, a uscire da questo labirinto di sofferenza?” che è la domanda che sempre si poneva Alaska.
Miles riuscirà a trovare la riposta, anche se è convinto di aver perso il suo Grande Forse.

Ormai sono entrata nel circuito delle letture per adolescenti (ma non fanno male neanche agli adulti), forse ne uscirò quando mia filgia non lo sarà più, ma al momento non mi dispiace neanche un pò. E quindi eccomi qui a parlare di un altro libro dove fa da padrona la vita degi adolescenti, americani, ma sempre adolescenti…non sono forse tutti uguali in tutte le latitudini e longitudini?
In questo libro la domanda è il perchè della ricerca della morte, o se invece la morte è solo un incidente, nella vita di Alaska.
Questo libro è bello, ben scritto, fa riflettere, fa commuovere e anche sorridere. Quel dividerlo in prima e dopo è stato secondo me vincente, il prima prepara, il seconda ti propone il messaggio. Forse causa della mia età non più “acerba” vi ho trovato tanta dolcezza e bellezza in questi adolescenti “moderni” che sembrano sempre pronti a mordere la vita, ma che non hanno capito che è più facile che la vita morderà loro, ma è pur vero che se lo avessero capito che adolescenti sarebbero?
La storia mi ha coinvolto e non posso che ringraziare mia figlia per avermelo proposto. I temi trattati sono seri ma il modo semplice in cui vengono proposti ne facilità la comprensione.
C’è la paura della vita, la paura della sofferenza, il sesso, la gelosia, la voglia di libertà, la voglia di divertirsi, il dolore, la confusione interiore, insomma il perchè di tanti comportamenti adolescenziali: il labirinto…ciò che è la vita. Ecco Alaska è tutto ciò, è la metafora di tutto ciò.

 

 


11 responses to “Cercando Alaska – John Green

  1. Erik ha detto:

    me lo segno, molto interessante…

  2. ehipenny ha detto:

    Letto, piaciuto, e piaciuto ciò che hai scritto 😉

  3. Giuseppina D'Amato ha detto:

    Bello l’articolo, Green sa scrivere l’adolescenza.

  4. lamelasbacata ha detto:

    Concordo con te e non è la prima volta 😊

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