TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

I misteri del passato…

su luglio 10, 2015

I resti che vedete nelle immagini di questo post appartengono ad un’antica, meravigliosa città di 5 mila anni fa: Ani.
Ani_townwall E’ situata su una collina vicino alla riva del fiume Akhuryan e la Tzaghkotzadzor valley, proprio a confine tra la Turchia e l’Armenia 800px-20110419_bridge_Akhurian_River_Ani_Turkey800px-20110419_Monastery_of_Hripsimian_Virgins_Ani_Turkey

Giugno 2006. (James Gordon)

Oggi è una città fantasma fatta di ruderi di chiese, campanili, ponti, affreschi e mura, anticamente era una delle città armene più belle, più ricca, splendida, magnifica e popolata di Baghdad, Costantinopoli e Il Cairo; i suoi edifici religiosi, i palazzi, le fortificazioni erano tra i più avanzati, sia a livello tecnico che artistico, del mondo. Era la capitale del regno armeno che, fondato nell’884, comprendeva l’attuale Armenia e parte della Turchia orientale.
Si trovava nel cuore delle principali rotte commerciali, nell’11° secolo all’interno delle sue mura vivevano più di 100 mila persone (alcuni storici dicono 200 mila); le chiese erano talmente tante che fu soprannominata la “città dalle 1001 chiese” o “la città dei 40 cancelli” ani
Nel corso della storia è diventata il campo di battaglia per lo scontro di vari imperi contendenti che ne hanno causato la distruzione e l’abbandono.
La città inizia la sua crescita nel 961 d.C. con il re Bagratid Ashot III (anche se i scavi ne datano la presenza già nell’Era del bronzo) che le da un aspetto di città fortificata facendola diventare capitale del suo regno. Nel 1199 con la conquista della regina Tamara la città ebbe una fiorente prosperità, i rafforzamenti e nuovi edifici appartengono a questo periodo Tamar's_fresco_at_Betania Alla morte della regina gli succedette il figlio Shahanshah; nel 1236, durante una sua assenza i mongoli la presero d’assedio saccheggiandola e uccidendo gran parte della popolazione; con questo assedio la città ebbe un graduale ma irrefrenabile declino fino a quando divenne parte dell’impero Turco-Ottomano nel 1579; nel XVIII secolo venne abbandonata del tutto, seguì poi lo spopolamento delle aree rurali circostanti dovuto alla crescente presenza delle tribù nomadi curde. Anche il forte terremoto nel 1319 creò la distruzione di molti edifici.
C’è un interessante particolare che riguarda la città di Ani: in antiche pergamene si parlava del mondo sotterraneo di questa città, ma mai se ne era avuta certezze, era citata addirittura un’antica scuola esoterica mesopotamica.
Copia di Copia di ani Nel 1880 George Ivanovic Gurdjieff (da sempre affascinato dalla storia di questa città) e un suo amico di nome Pogosyan, durante una passeggiata, notarono delle irregolarità nel terreno intorno alle rovine di Ani, i due cominciarono a scavare fino a quando si imbatterono in uno stretto cunicolo, Copia di ani percorrendolo si trovarono di fronte a canali idrici segreti, celle di monaci, sale di meditazione, enormi corridoi, tunnel intricati e anche alcune trappole; in una delle stanze, Gurdjieff trovò un pezzo di pergamena in una nicchia, pur conoscendo l’armeno molto bene ebbe grande difficoltà a leggerla perchè il testo era scritto in un’antica lingua armena, fu il primo indizio che indicava che Ani era molto antica. Quando Gurdjieff riusci a decifrare il testo si rese conto che la pergamena era una lettera scritta da un monaco ad un altro monaco. Secondo la pergamena, il luogo che i due avevano scoperto era sede di una famosa scuola esoterica della Mesopotamia Copia di Copia di Copia di ani
Gurdjieff scrisse:”Eravamo particolarmente interessati a una lettera in cui lo scrittore riportava di alcune informazioni concernente alcuni misteri. Un passaggio in particolare ha attirato la nostra attenzione:”Il nostro degno Padre Telvant è finalmente riuscito a conoscere la verità sulla Fratellanza Sarmoung. La loro organizzazione in realtà si trovava vicino la città di Siranoush, cinquanta anni fa, poco dopo la migrazione dei popoli”. Poi la lettera continuava su altre questioni. Ciò che più ci ha colpito è stata la parola “Sarmoung”, incontrata più volte in un libro intitolato “Merkhavat”. Questa parola è il nome di una famosa scuola esoterica che, secondo la tradizione, fu fondata a Babilonia nel lontano 2500 a.C., conosciuta per essere situata in qualche parte della Mesopotamia fino al sesto o settimo secolo d.C. Ma sulla sua esistenza non si è mai potuta ottenere la minima informazione. Si diceva che questa scuola era in possesso di una grande conoscenza, contenente la chiave per la decifrazione di molti misteri tenuti segreti”.
Un inizio di scavi archeologici, eseguiti da Marr, si hanno nel 1904 fino al 1917 con i quali furono scoperti estesi settori della città portando alla luce molti edifici; vennero scritte guide turistiche sui monumenti e sui musei, gli edifici maggiormente a rischio di crollo furono sottoposti a restauri di emergenza e venne fondato un museo per raccogliere le decine di migliaia di reperti trovati durante gli scavi; il museo fu ospitato in due edifici: nella moschea Minuchihr e in un altro edificio in pietra appositamente costruito a tale scopo AniCathedral
Nel 1918, durante gli ultimi episodi della prima guerra mondiale, l’esercito dell’impero ottomano si fece strada attraverso il territorio dell’appena dichiarata Repubblica Armena; mentre i soldati turchi si avvicinavano ad Ani vennero compiuti dei tentativi di evacuare i reperti contenuti nel museo, circa 6.000 oggetti, tra i più trasportabili, vennero rimossi dall’archeologo Ashkharbek Kalantar, uno dei partecipanti agli scavi, i reperti salvati vennero riuniti in un’unica collezione museale, oggi fanno parte della collezione del Museo di Stato di Storia Armena di Yerevan. Tutto ciò che non poté essere salvato venne perso o distrutto.
Dal 1921, con la firma del Trattato di Kars che formalizzò l’incorporazione del territorio alla Repubblica turca, Ani è divenuta possedimento turco. Nel maggio dello stesso anno l’Assemblea Nazionale Turca ordinò al comandante del Fronte Orientale, Kazim Karabekir, di “spazzare via i monumenti di Ani dalla faccia della terra”; Karabekir scrive nelle sue memorie di avere ignorato tale ordine, ma il fatto che ogni traccia degli scavi eseguiti da Marr e dei restauri degli edifici sia stata cancellata suggerisce che l’ordine venne almeno parzialmente eseguito.
Lo scenario aspro e desolante che offre questa città oggi è il frutto di abbando e dimenticanza delle autorità turche che tengono in considerazione solo il periodo storico musulmano, rendendone così ancora più difficile il restauro e il mantenimento.

Ani, Turchia Ani, Turchia

Ani, Turchia

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10 responses to “I misteri del passato…

  1. avvocatolo ha detto:

    Azz che post erudito e che posti meravigliosi…ancestrali

  2. enricogarrou ha detto:

    Uno spettacolo questa città, che bello il tuo articolo. Mi hai preso per mano e mi hai portato a visitare Ani che non conoscevo. Grazie Fulvialuna, Un pensiero grande e un bacio

  3. kalosf ha detto:

    Ma che bellissimo articolo! Io sono particolarmente affascinato dall’archeologia!

  4. giselzitrone ha detto:

    Schöne Fotos wünsche ein schönes Wochenende lieber Gruß Gislinde

  5. PaolaSibilla ha detto:

    Interessante! ..ma dove trovi queste notizie?!
    Un abbraccio

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