TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

La confessione della leonessa – Mia Couto

su luglio 13, 2015

leo In Africa un branco di leoni attacca più volte il villaggio di Kulumani. Le uccisioni però riguardano solo donne.
Gli abitanti del villaggio cercano di spiegarsi il perchè di questi assalti, cercano una motivazione. E intanto la paura sale.
Il capovillaggio chiede al governo l’invio di alcuni cacciatori per eliminare le belve. Nell’attesa del loro arrivo il capovillaggio chiede a Arcanjo Baleiro, un cacciatore già stato chiamato in precedenza, di accorrere in loro aiuto. Arcanjo è stato legato a Mariamar, una giovane ragazza del luogo, unica sopravvisuta di quattro figlie. Sono passati sedici anni…
Ma per gli abitanti i leoni sono sono inviati del mondo degli spiriti…..

 
Uno straordinario romanzo.
Un mondo tanto lontano da noi, non geograficamente, ma nella conoscenza e nella complessità.
La narrazione è delegata a Mariamar ed a Arcanjo, si alterneranno tra fatti e considerazioni personali.
Una narrazione dove la condizione femminile è ancora schiavitù; dalla nascita alla morte le donne sono private della libertà, violentate non solo fisicamente, esposta a soprusi che non lasciano spazio ai loro desideri.
Immagini forti, inconsuete che oscillano tra passato e presente, dove l’arcaico ancora fa da padrone sul contemporaneo, dove le tradizioni sono ormai leggende destinate a sopravvivere e a dettare ancora legge. La violenza dei leoni racconta i sopprusi alle donne di quella terra dove uomo e animale, dove uomo e natura si avviluppano uno all’altro.
Una denuncia da parte dell’autore, che viene fatta ammalgamando la verità con la fantasia, i sogni con i presagi, le supposizioni con la realtà, i morti con i vivi, tra alberi che muoiono e uomini che si trasformano.
Una narrazione che è poesia ma che presenta un messaggio preciso: gli uomini si trasformano in belve con le guerre ma anche tra di loro per lucro e interessi di vario genere, e non ricordano più il rispetto per la natura. E per le donne.
L’autore denuncia tramite la scrittura, che viene usata nel romanzo (il diario di Mariamar e gli appunti del cacciatore) come chiave di cultura, che non può che essere il riscatto per l’umanità sulla follia, i maltrattamenti, l’odio, l’abbandono, le guerre, l’omosessualità, i pregiudizi.

 
Il romanzo è tratto da una storia vera: in Mozambico (dove è ambientato il romanzo), dopo l’arrivo di quindici giovani studiosi per indagini sismiche, si verificarono uccisioni da parte di leoni, per contrastarli vennero assoldati dei cacciatori che per un tempo abbastanza lungo non riuscirono a fermarli.

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4 responses to “La confessione della leonessa – Mia Couto

  1. avvocatolo ha detto:

    Stupendo…da bere!!! Anche perché avevo letto di corsa il titolo e avevo recepito MiO Culo….eh sai insomma mi ero fiondato a leggere pieno di speranze mauauauauau

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