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"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Bianca come il latte rossa come il sangue

su luglio 22, 2015

Bianca come il latte rossa come il sangue – Alessandro D’Avenia

bianca-come-il-latte-rossa-come-il-sangue Leo, sedicenne dai folti capelli che ama il colore rosso e odia il bianco, è segretamente innamorato di Beatrice, ragazza dai lunghi capelli rossi. Gli unici ad esserene al corrente sono Niko, suo migliore amico e compagno di squadra del calcio giocato a scuola e Silvia, amica del cuore dalle medie, segretamente innamorata di lui, che l’aiuta nei momenti difficili della vita e nei compiti.
Beatrice e Leo frequentano la stessa scuola ma non la stessa classe.
I genitori di Leo sono una coppia  presi dal lavoro e dai loro problemi, sono a volte asfissianti nel controllare la vita del figlio, anche se di quella fuori casa, eccetto la scuola, sanno ben poco.
A scuola ariva un supplente, professore di storia e filosofia che darà una svolta alla vita di Leo con la sua amicizia.
Beatrice si ammmala: leucemia. A causa di questo il giocarellone e anche un pò strafottente Leo riuscirà a dichiarare i suoi sentimenti alla ragazza che però lo disillude dichiarandogli che sta per morire. Il giovane non si arrende, passerà con lei interi pomeriggi fino a quando purtroppo Beatrice non vorrà più vederlo.
Leo capirà allora che il vero suo amore è Silvia.

 
Eccomi di nuovo alle prese con gli adolescenti, visto che mia figlia ci tiene tanto a farmi partecipe delle sue letture. Ma qui c’è anche un motivo in più, credo volesse essere rassicurata sulla vita e capire la morte, anche se la sua “scuola” di vita gliel’ha messa di fronte più di qualche volta.
Il libro è tratto da una storia vera; un libro che parla di come si può, o meglio come si deve credere nei propri sogni, anche se i sogni possono frantumarsi prima di concretizzarsi. Un libro dove si parla della vita degli adolescenti: scuola, primi amori, calcio, motorino, segreti, della loro innocenza e ingenuità.
Nel romazo si parla del coraggio, ma anche della paura, della voglia di scappare dalla morte che purtroppo è inevitbile.
La storia è scritta senza ricercatezze lettararie, è immediata, diretta, scorrevole, ma anche delicata per il tema trattato.
E’ un libro per un pubblico giovane, un pò mordi e fuggi come è la società attuale, come un pò vivono i ragazzi, sempre di corsa, anche superficialmente nei sentimenti, nei problemi, a scuola, ma che alla fine hanno  anche in loro emotività, dolore, amore, consapevolezza, ma la dimostrano a modo loro.
Non nego il nodo alla gola davanti alla descrizione della malattia e della morte. Quel “reparto” era il mio, quanti giovanisimi ragazzi ho conosciuto e li ho rivisti in questo libro; le loro risate e la spavalderia ma la paura nel fondo degli occhi, l’arroganza di attaccarsi alla vita e svenire per un prelievo, la gioia per un emocromo salire e l’incertezza se ci sarebbero stati a qul prelievo anche dopo un mese…
Ciò che ha colpito Meli è stato proprio questo e di questo abbiamo (ho) parlato per quasi un’ora. Non ha proferito parola, non ha fatto commenti, solo qualche domanda. Lei elabora per giorni e poi ti dice ciò che pensa. Ma questa la vedo dura da elaborare, rapportarsi con il dolore, la perdita, è sempre difficile e pensare di perdere tutto, quando sei nel pieno della giovinezza più spensierata è doloroso. E poi Dio che davanti alla morte può sembrare l’ancora di salvezza e se il sogno s’infrange cosa resta di Lui nella vita di un adolescente?
Ancora la voglia di sognare. Perchè se il dolore ti costringe a diventare “grande” la gioventù corre verso il fututo.

 

 

cinema_bianca_come_il_latte__rossa_come_il_sangue regia di Giacomo Campiotti.

 

Leo frequenta il terzo anno del liceo, ama la musica e il motorino, poco la scuola. E’ innamorato di Beatrice, più grande di lui, che non frequenta ma vede solo a scuola e a cui non riesce a dichiarare il suo sentimento.
Beatrice si ammala di leucemia e Leo farà del tutto per conoscerla e cercherà anche di donare il suo midollo convinto di poterla salvare.
Fin dalle medie Leo frequenta Silvia, l’amica del cuore che però è innamorata segretamente di lui da sempre. Silvia, il supplente di lettere e i genitori, saranno i ganci di Leo per tornare a credere nei sogni.

 

Meli è una che non si ferma al superficiale e allora dopo il libro: “Mà che ci vediamo anche il film e confrontiamo?” “Si amore mio.” Potevo non farlo?
 E’ un film del 2013 che, come nel libro, tocca tutti gli aspetti dell’adolescenza (amore, gioia…) ma anche della vita (morte).
Non mi ha “acchiappato” (potrebbe a questa età?) ma non mi ha deluso. Bella la colonna sonora dei Modà. Bravo Luca Argentero nei panni del professore “il sognatore”. Scichitano, Leo, mi ha deluso, simpatico si, ma non bravo.
Inizialmente caotico e quasi gogliardico, il film diventa man mano più coinvolgente. Un pò mi ha fatto ridere, un pò mi ha commosso perchè se alcune frasi sembrano banali, se alcune tematiche sembrano scontate, così non è. Chi passa per certe strade lo può dire.
Il commento di Meli è stato che il film non supera il libro e poi: “Paola, ma è davvero così chi si ammala di leucemia?” E il coltello si è conficcato nel mio cuore.

 

E poi dici che a volte la vita non gioca un poco a metterti alla prova…Dopo i bei discorsi nel rassicurare e far capire a mia figlia il perchè e le possibilità di guarigione di alcune malattie, questa mattina arriva una terribile notizia: Maria Grazia, diciassette anni, incinta di 3 mesi è in ospedale con una presunta aplasia…Il midollo non lavora da circa tre giorni. Il mondo ci è crollato addosso. M.Grazia è figlia di Katia la mia amica che mi ha sostenuto sempre durante la lunga malattia, quella che non vedo spesso ma con cui condivido tanto, anche le figlie (dall’asilo insieme), è figlia di Angelo, con cui ho fatto coppia in teatro per cinque anni….Tre mesi fa dichiara candidamente di aspettare un bambino, che lo ha cercato (è fidanzata ma lui non sapeva di questa decisione), che lo vuole tenere stò bambino e continuare a studiare…Famiglia sconvolta e poi l’accettazione e ora questo. Tra dieci giorni la risposta del “puntato” e vedremo…non è il caldo oggi a farmi barcollare, ma la vita. E Meli non parla.

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8 responses to “Bianca come il latte rossa come il sangue

  1. dimmibarbie ha detto:

    carissima amica mia,
    un pensiero pieno di speranza e di energia positiva per Maria Chiara, che sono certa avrà ancora tanto da vivere…

    Ti abbraccio in silenzio e ti sono vicina con il cuore.
    Barbara

  2. ehipenny ha detto:

    Non saprei come commentare a queste parole… ma spero assieme a te che tutto si risolva nel miglior modo possibile… 🙂

  3. PaolaSibilla ha detto:

    Cosa si può dire in questi casi? ..nulla consola . 😦

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