TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Il volo della martora – Mauro Corona

su luglio 26, 2015

il-volo-della-martora-libro-85553  Quattro gruppi di racconti (ventisette) che parlano di animali, di piante, di uomini, del paese di Erto; tutto sotto l’ombra di una data: 9 ottobre 1963 quando una parte del Monte Toc precipitò nel lago del Vajont creando una catastrofe che spazzò paesi e più di duemila morti.
Ricordi d’infanzia e giovinezza, dove fantasia e realtà si intrecciano.
 Di Mauro Corona ho letto diversi libri, e ancora ne leggerò, ma il suo primo non lo avevo volutamente letto. Ora l’ho fatto.
Un libro bellissimo che corre spesso sul filo dei ricordi di un bambino cresciuto con l’amore familiare a metà, tra povertà e durezza, ma che ha respirato e imparato tradizioni e realtà della vita di montagna, una vita che non esiste più, che sembra lontana anni luce da noi, ma che è la radice di molti di noi.
Racconti ironici ma anche struggenti dove la solitudine non è disprezzata, dove la natura è scandagliata nei suoi segreti, dove l’uomo diventa impontente davanti un’onda devastarice, che ha annientato secoli di vita, da lui stesso creata per non aver rispettato quella che è la nostra vera madre.
Figure di donne e uomini che sembrano surreali, ma che in realtà sono esistiti, quotidianità che ho ritrovato nella memoria, visto che i miei nonni materni venivano da un paese di montagna.
Corona è un uomo che non ha illusioni, ma tante amarezze e nostalgia per tutto ciò che ha perso, per ciò che ha visto sparire, ma che riesce a raccontare “la vita” di ieri con una forte realtà mescolandola ad una fantasia che se non ci fosse renderebbe la lettura una cronaca. E’ questo che mi piace di lui, la magia nel creare storie e nell’unire le parole. Ora che ho letto questo suo primo libro capisco ancor di più da dove sono nati i romanzi intrisi di figure particolari.
Sarà che amo la natura, sarà che spesso ho nostalgia delle corse nei vecchi vicoli del paese dei miei nonni, sarà che ho nostalgia della vita semplice di una volta, ma Corona mi entra nell’anima e ci resta, un monito a non dimenticare quanto la natura sia potente e noi uomini infinitamente fragili.
Spero che mia figlia voglia leggere un domani i suoi libri per capire ancor di più quanti errori noi uomini abbiamo commesso e commettiamo avidi di noi stessi e non delle rocce che sono sentinelle dei monti, non dei boschi che in una giornata di calore ti regalano il refrigerio, non degli animali che permettono anche la nostra vita, non avidi di vedere l’anima delle cose che ci circondano.

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12 responses to “Il volo della martora – Mauro Corona

  1. kalosf ha detto:

    Io ancora non riesco a decidere se corona mi piace o no… In alcuni casi è geniale, in altri mi sembra ripetere se stesso

    • fulvialuna1 ha detto:

      A volte è vero che si ripete, ma a me piace, a parte per il raccontare quel mondo aspro e duro della vita dei montanari di molti anni fa, per la schiettezza e la non paura a dire la verità sulla vita che si conduceva, non gira intorno ai discorsi; mi piace anche per qyuella amgia che crea, quel pizzico di fantasia che non guasta in un romanzo.

  2. Andrea ha detto:

    Corona è un vero personaggio. Alle volte viene qualche dubbio se la sua “autenticità” sia veramente autentica oppure se sia un po’ costruita, ma in fondo questo lo si potrebbe dire di ciascuno di noi: chi è sempre se stesso indipendentemente dalle situazioni? In ogni caso i suoi libri sono molto particolari, come dici giustamente tu trasmettono emozioni, immagini, odori e tutto in modo mai banale. Penso che chiunque dovrebbe leggere almeno uno dei suoi libri. Hai letto “La fine del mondo storto”? E “Fantasmi di pietra”

    • fulvialuna1 ha detto:

      Condivido le tue considerazioni su Corona, a volte puoi dubitare sulla sua auteticità ma questo è per tutti noi. Anche se spesso trovo riscontri in alcune cose che mi raccontava mio nonno.
      Fantasmi di pietra è stato il primo libro che ho letto e l’ho trovato straordinario, mi hanno avvinto i racconti di Corona e ho deciso che leggerò tutti i suoi libri.

  3. dimmibarbie ha detto:

    Bellissima recensione, mia cara amica,
    non ho mai letto i suoi libri,
    magari su tuo consiglio ne comprerò uno 🙂
    ti abbraccio forte
    Barbara

  4. fulvio ha detto:

    Ho letto diversi suoi libri,ma mi sembra di leggere sempre lo stesso racconto e poi basta con la canotta e la bandana.
    Ciao,fulvio

    • fulvialuna1 ha detto:

      E’ il suo marchio…ma porta anche camicia e giacca….
      Scrive in mnodo semplice, schietto, può essere ripetitivo ma quello è il suo mondo.
      Io ci trovo gandi verità dentro, mondi scomparsi, tanta fantasia.
      Grazie per il passaggio.

  5. Erik ha detto:

    un posto più di ogni altro nella mia vita mi è entrato nel cuore e mi ha emozionato solo a respirarlo… non ho mai ricercato le radici delle sensazioni che ho provato in quei luoghi, ma il loro ricordo, il profumo di ogni attimo, lo scorcio di ogni angolo ha toccato vette inesplorate del mio essere più profondo… non ho approfondito perchè ho sentito di dover solo rispettare… almeno fino ad oggi è così… mi sembra sia il modo giusto per farlo…

    quel posto è proprio la zona del vajont.. erto, casso, longarone…
    un posto da emozione unica…

    questo post mi ha fatto nuovamente vivere parte di quella strana sensazione… 🙂

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