TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Tango Libre

su luglio 27, 2015

tango  di Frédéric Fonteyne.

 

Belgio. Un secondino timido, Jean-Christophe, conduce una vita piatta tra lavoro e casa, unico amico un pesce rosso.
Il secondino va a lezioni di tango dove incontra una non bellissima ma sensuale ragazza, Alice, infermiera, che vive con un figlio adolescente e ama due uomini rinchiusi nello stesso penitenziario dove lavora il secondino.
Fernand è il marito, 10 anni da scontare, Dominic è l’amante, 20 anni da scontare; amici fraterni, non gelosi uno dell’altro del reciproco rapporto con Alice, scontano il carcere per una rapina dove viene uccisa una guardia giurata. Un triangolo amoroso che nasconde un segreto, il figlio adolescente sa che suo padre è Fernand, ma in realtà è Dominic.
Per ballare il tango ci vuole un bravo maestro e allora mescolate tutto è incontrerete “l’argentino”, carcerato, che non porta scarpe adatte per ballare ma è un tanguero eccezionale.

 
Un film del 2012, rimasto nel buio in Italia.
Sensualità da un lato, rudezza e violenza dall’altro. Un film originale dove il tango fa emergere la vera natura dei protagonisti.
Relazioni intrecciate su cui aleggia l’ombra di questo ballo carico di erotismo.
Potete immaginare la sensualità del tango tra le mura maschili di un carcere? Forse non si può, ma può far pensare alla libertà. Perchè l’uomo anche se oppresso non ha mai dimenticato quanto la mente e il corpo possano evadere da situazioni estreme. La scelta del tango da parte del regista è audace ma ha un suo perchè: il carcere è l’ambiente originario del tango; ballo complesso che parte dalla mente e si trascina con movimnti sinuosi del corpo che parlano…un ballo dove è vietato usare la parola ma che usa un linguaggio di passi particolare, a molti incomprensibile (La lingua del tango è il lunfardo. Le sue origini furono quelle di un argot o slang di prigionieri, usato nelle carceri per non farsi comprendere dalle guardie, gergo di Buenos Aires, con termini di origini diverse tra cui varie parlate d’Italia quali il genovese e il napoletano, portate in Argentina dagli immigrati. In questo contesto si inserisce anche la creazione di una particolare forma di parlare invertendo l’ordine delle sillabe di una singola parola, chiamata vesre, ossia l’inverso di revés, che significa ‘rovescio’….da  Wikipedia).
Finale a sorpresa che è “quasi” inverosimile….
Attori all’altezza, Anne Paulicevich, Alice, che firma anche il soggetto e la sceneggiatura inserendo tratti autobiografici, è veramente brava, credibile e intensa.
Colonna sonora stupenda, ti avvolge.
Mi è piaciuto questo film, tanto, la scena che ho amato di più, oltre veder ballare Mariano Frúmboli, l’argentino, ballerino professionista di tango argentino, che io trovo oltremodo talentuoso, è quella che chiude il film: una danza collettiva prorompente. Bellissima. Se amate il tango non perdetelo.

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5 responses to “Tango Libre

  1. kalosf ha detto:

    Colonna sonora straordinaria

  2. Enrico ha detto:

    Bel Film! Sono riuscito a vederlo a Roma…in un piccolo cinema di Testaccio, dove capiscono di cinema

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