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"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

I “brevi”

su agosto 17, 2015

sisinnio Sisinnio
Sisinnio nasce in Siria nel 650.
Era afflitto dalla gotta e non era nemmeno in grado di cibarsi da solo, doveva essere imboccato.
Fu eletto papa (87º papa) il 15 gennaio 708 ma venne consacrato solo tre mesi dopo. Il suo pontificato duro solo ventuno giorni.
Aveva un carattere forte e aveva voglia di fare il bene di tutta Roma. Nelle settimane del suo pontificato, memore degli avvenimenti accaduti durante il papato di Giovanni VI, fece preparare le fornaci e i materiali per il ripristino delle mura di Roma diroccate, poiché le autorità civili non accennavano a volersene interessare, ma non riuscì neanche a vedere cominciata l’opera di restauro.
Morì il 4 febbraio 708 e fu sepolto nella basilica di San Pietro in Vaticano.

 

bonifacio VI Bonifacio VI
Nacque a Roma ma se ne ignora la data esatta, era figlio di un vescovo di nome Adriano.
In età molto avanzata, circa settanta anni, fu degradato e scomunicato due volte da Papa Giovanni VIII, forse per una condotta morale dissoluta, o per ragioni politiche: con il primo provvedimento fu degradato da suddiacono a laico e scomunicato; con il secondo il pontefice, dopo avergli tolto la scomunica e riabilitato come suddiacono ed elevato al sacerdozio, lo scomunicò di nuovo e lo depose dal sacerdozio. Fu reintegrato forse da Adriano III o Stefano V o Papa Formoso.
Fu eletto papa nell’aprile 896 (112º papa) nonostante il poco edificante passato e senza tener conto di alcuna delle prescrizioni canoniche sull’elezione papale, infatti fu eletto in seguito ad un tumulto dovuto alla reazione per lo strapotere che Arnolfo di Carinzia, l’imperatore riconosciuto da Formoso, che esercitava sulla città attraverso il suo vicario Faroldo, all’epoca Roma era lacerata tra il partito filo-germanico e quello spoletino.
Morì a Roma dopo solo quindici giorni di pontificato, nell’aprile 896, fu il secondo pontificato più breve della storia, a causa della gotta: l`artrite estremamente dolorosa che compare a livello dell`articolazione dell`alluce.
teodoro II giusto Teodoro II
Teodoro nasce a Roma, probabilmente originario della Grecia, la data è sconosciuta, è fratello del vescovo Teodosio.
Di lui si sa poco se non che fu certamente un sostenitore di Formoso, in quanto reinstaurò gli ecclesiastici che erano stati allontanati dal ministero da Stefano VI e che fece reinumare nella Basilica di San Pietro il corpo di Formoso, che era stato gettato nel Tevere a seguito del “sinodo del cadavere” e recuperato nei pressi di Ostia (si dice in modo miracoloso) da un monaco.
Fu eletto papa (115º papa) nel dicembre 897. Il suo pontificato durò solo venti giorni, Teodoro, morì tra la fine di dicembre e i primi del gennaio dell’898; è sepolto in S.Pietro.

 

Silvestro3 Silvestro III
Giovanni de’ Crescenzi Ottaviani nasce a Roma nel 1000 circa.
Dopo che Benedetto IX venne cacciato da Roma nel settembre 1044, Giovanni, vescovo di Sabina, venne eletto papa (146º papa) il 13 gennaio 1045, contro la sua volontà con l’appoggio dei congiunti della famiglia Crescenzi Ottaviani con a capo il conte Gerardo di Galerio, fu consacrato il 20 gennaio.
I Romani stessi lo dichiararono, quasi all’unanimità, loro nuovo pontefice.
Silvestro venne accusato, probabilmente falsamente, di aver corrotto per ottenere l’elezione, più probabilmente era stato Gerardo a farlo; i Crescenzi volevano riprendere quel potere perso nel 1012 quando fu eletto Benedetto VIII dei Conti di Tuscolo a discapito del loro candidato, l’Antipapa Gregorio VI.
Benedetto IX comminò la scomunica del nuovo papa il 10 febbraio e, nel giro di un mese, ritornò a Roma ed espulse il rivale, che fece ritorno in Sabina per riprendersi l’incarico di vescovo di tale diocesi. Il giorno dopo, Benedetto lo dichiarò deposto e riprese il suo posto. Benedetto IX era stato deposto il 13 gennaio dal popolo di Roma istigato dai suoi capi, ma non da un concilio di vescovi, né dai cardinali o da un’autorità politica superiore quale il Sacro romano imperatore: dunque quella deposizione era illegittima e, di fatto, nulla, Silvestro III poteva essere solo un intruso e Benedetto IX ancora il papa legittimo. In seguito Benedetto IX volle ritirarsi dal pontificato ma, piuttosto che legittimare Silvestro come suo successore, vendette la carica al padrino Giovanni de Graziani, che divenne Papa Gregorio VI, aalvo poi pentirsene e rivolere la carica indietro, mentre Silvestro, disprezzato sia da Benedetto sia da Gregorio, languiva in un limbo politico, sostenuto da pochi fedeli. Quasi due anni dopo, nel dicembre 1046, il Concilio di Sutri privò Silvestro III del suo vescovato e del sacerdozio e gli ordinò di rinchiudersi in un monastero, mentre Benedetto IX fu dichiarato già decaduto (e in più scomunicato poiché non si era presentato al giudizio) e Gregorio VI fu invitato ad abdicare. Questa sentenza venne poi sospesa, in quanto il Crescenzi-Ottaviani, non più Silvestro III, continuò nelle sue funzioni e venne riconosciuto vescovo di Sabina fino alla morte.
Dopo la sua deposizione ben nove pontefici gli succedettero mentre era in vita (Gregorio VI, Clemente II, Damaso II, Leone IX, Vittore II, Stefano IX, Benedetto X, Niccolò II, Alessandro II) ma mai, alla morte o deposizione di nessuno di loro, alcuno pensò di reintegrarlo nella sua carica, lasciandolo sempre in pace nella sua Sabina, sapendo che egli non ambiva a tornare sul Soglio Pontificio, non fu mai mandato in esilio o rinchiuso, fu semplicemente ignorato.
Sebbene il diritto di Silvestro III ad essere considerato un papa autentico fosse, in passato, aperto ad alcune discussioni (taluni lo consideravano antipapa, come è stato stabilito dal Concilio di Sutri e come è stato ritenuto per secoli), egli è comunque ora elencato ufficialmente come papa legittimo nell’Annuario Pontificio dal 20 gennaio al 10 marzo 1045; realmente il pontificato fu di soli ventidue giorni.
Della sua vita non si seppe più nulla, morì propabilmente nel 1062 circa.

 

Celestine-IV Celestino IV
Goffredo Castiglioni (o Castiglione) nasce a Milano da nobili milanesi, se ne ignora la data, nipote di Papa Urbano III.
Prese i voti e inizialmente vestì l’abito monacale nell’Abbazia di Altacomba, nella Savoia, dove scrisse una storia del Regno di Scozia. Nel 1228 introdusse l’Inquisizione a Milano. Nel 1239 fu nominato Vescovo cardinale di Sabina.
Alla morte di Papa Gregorio IX il collegio dei cardinali, diviso fra favorevoli e ostili all’Imperatore, stentava a trovare la maggioranza dei due terzi prevista dal Terzo Concilio Lateranense per decretare il nuovo pontefice: parte del Sacro Collegio intendeva eleggere il cardinale Romano Bonaventura, acerrimo nemico di Federico II che in quel periodo teneva prigionieri due cardinali; dopo quasi un mese di attese, il Senatore di Roma Matteo Rosso Orsini, autoritario e decisionista governatore della città, rinchiuse i dieci cardinali nel Settizonio sul colle Palatino, un rudere di un edificio spettacolare voluto dall’Imperatore Romano Settimio Severo. In pieno periodo estivo il clima torrido determinò la precarietà delle condizioni igieniche, inusuale per dei nobili e anziani cardinali: l’inglese Roberto di Somercotes, già gravemente malato, morì durante il conclave stesso. Non riuscendo una parte a prevalere sull’altra, l’accordo fu raggiunto su un candidato neutro, appunto il Castiglioni, uomo malato e quindi considerato di transizione, fu eletto all’unanimità il 25 ottobre 1241 (179º papa).
I cardinali elettori, esausti per il durissimo conclave, non attesero neanche la consacrazione e si allontanarono da Roma (temendo anche ciò che poi effettivamente accadde).
Celestino già seriamente malato celebrò l’insediamento a San Giovanni in Laterano il 28 ottobre.
Aggravatosi, anche a causa del duro regime imposto dal Senatore di Roma ai cardinali riuniti morì il 10 novembre successivo, dopo 17 giorni dalla nomina e 13 dalla consacrazione, il terzo pontificato più breve.
Tra gli studiosi si pensa che Celestino sia morto senza essere effettivamente consacrato, in quanto morì senza emblema e senza sigilli; secondo i Gesta Treverorum, morì avvelenato, questo spiegherebbe anche perchè i cardinali lasciarono la Santa Chiesa per molti giorni priva di un capo e come deserta: temevano una fine simile.
Anche se non fu consacrato l’annuario pontificio lo considera ugualmente nel numero dei papi.

 

urbano VII Urbano VII
Giovanni Battista Castagna nasce a Roma nell’agosto 1521 da genitori nobili.
Intraprende gli studi ecclesiastici e studia diritto civile e canonico all’Università di Perugia e di Padova
Nella Curia romana fu avvocato concistoriale e referendario dei tribunali della Segnatura Apostolica.
Dopo essere stato nominato prelato domestico, nel 1553 a Roma riceve gli ordini minori e maggiori dal vescovo di Saluzzo e vicario di Roma; il 4 aprile 1553 viene consacrato. Diversi incarichi diplomatici lo portano alla corte dei principali regni d’Europa, diviene Nunzio in Spagna fino al 1572, dove celebra il battesimo della prima figlia femmina di re Filippo II, l’infanta di Spagna Isabella Clara Eugenia.
Nel concistoro del 1583 venne nominato cardinale presbitero. Nel 1585 prese parte al conclave che elesse papa Sisto V; nel 1586 viene nominato inquisitore generale del Sant’Uffizio.
Fu eletto papa nel settembre del 1590 (228º papa).
Era di spirito molto caritatevole, appena eletto fece distribuire gran parte del suo patrimonio ai poveri della città; fece capire al parentado che non era più tempo di vita gaia, dicendo che, a parte il governo della Chiesa, il suo scopo principale sarebbe stato quello di dare assistenza ai bisognosi.
La malaria lo uccise dopo solo 13 giorni di pontificato, il più breve della storia, a Roma. Destinò l’eredità paterna alla confraternita dell’Annunziata (S. Maria sopra Minerva) perchè tale somma venisse distribuita come dote tra le ragazze da marito indigenti.
Fu sepolto in questa chiesa in un monumento eretto per gratituidine dalla stessa confraternita.

 

luciani Papa Giovanni Paolo I (papa Luciani)
Albino Luciani nasce a Forno di Canale nell’ottobre 1912.
Inizia il suo percorso nel 1959 a Belluno; nel 1969 fu nominato Patriarca di Venezia e gli fu donata la cittadinanza onoraria di Vittorio Veneto dove si dimostrò insofferente al dovere di risiedere nel castello di San Martino, residenza storica dei vescovi vittoriesi, posta in posizione arroccata e distaccata rispetto all’abitato di Vittorio Veneto: avrebbe preferito una dimora più vicina alla sua gente. Non fece mancare il suo appoggio e il dialogo diretto con gli operai di Marghera, spesso in agitazione. Anche per questo maturò la consapevolezza del bisogno da parte della Chiesa di adeguarsi ai nuovi tempi e riavvicinarsi alla gente
A malincuore lascia questa città per prendere le redini dei bilanci della chiesa  in grave passivo (erano gli anni in cui lo IOR, la Banca Vaticana, era entrato in crisi), non nascose mai di sopportare a fatica la gestione economica della Chiesa, specie negli anni in cui lo IOR fu diretto dall’arcivescovo statunitense Paul Marcinkus, sostenendo che la Chiesa avrebbe dovuto avere una condotta economica il più trasparente possibile e coerente agli insegnamenti del Vangelo.
Mostrò innanzitutto insuperabili doti di catechista per la sua capacità di farsi comprendere da tutti, anche dai bambini e dalle persone di poca cultura, per la sua chiarezza nell’esporre, la sua capacità di sintesi e la sua tendenza ad evitare discorsi e letture difficili, nonostante la profonda cultura che aveva. Lo stesso raccomandò sempre ai suoi sacerdoti. Avvertì in anticipo i nuovi venti della “contestazione”, ribadendo l’importanza dell’Azione Cattolica che cominciava a sentire il peso degli anni. Ebbe grande attenzione per la formazione dei giovani e sollecitò la partecipazione dei laici alla vita attiva della Chiesa.
La sua indole bonaria non era però piegata alle idee correnti della moda, ad esempio, si batté apertamente contro l’istituzione del divorzio durante il referendum del 1974, opponendosi apertamente come Vescovo ad alcune associazioni cattoliche che si schieravano a favore del divorzio.
Anticipò la messa non in latino e l’ostia sulla mano invece che in bocca per motivi igienici.
Nel 1966, compì una storica visita pastorale nelle missioni africane durante la quale conobbe usi e costumi delle popolazioni locali, celebrò Messa in chiese affollatissime, imparò un po’ di lingua kirundi, sopportò a fatica il clima e le zanzare e subì tutta una serie di imprevisti, tra cui una zecca sotto un’unghia e l’impantanamento della jeep su cui viaggiava: in quell’occasione Luciani non si fece problemi a scendere dal mezzo e spingere la vettura insieme agli altri. Questa serie di incontri ravvicinati con le realtà africane, così come i successivi in Sudamerica, fece aumentare la sua sensibilità riguardo ai problemi delle popolazioni del terzo mondo.
Devoto alla Madonna di Fatima, incontrò Suor Lucia che gli avrebbe rivelato il contenuto del Terzo Segreto (o, più correttamente, la III parte del Segreto o Messaggio) di Fatima e che gli abbia predetto la sua elezione e il breve pontificato,  nel 2006 il Segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone ha definito questa storia “tesi vecchia e priva di fondamento”. A tal proposito il fratello Edoardo vide il cardinale Luciani tornare molto scosso dal viaggio a Fatima: era diventato silenzioso e spesso assorto nei pensieri e quando gli chiese cosa avesse, Albino rispose: “Penso sempre a quello che ha detto Suor Lucia”.  Mai aveva pensato alla carriera ecclesiastica, ma fu eletto papa il 26 agosto 1978 (ultimo di nazionalità italiana).
Il suo ministero iniziò il 3 settembre con una messa celebrata nella Piazza antistante la Basilica. Per la prima volta dopo molti secoli il Papa non sarebbe stato incoronato: Luciani fece infatti sostituire la tradizionale cerimonia di incoronazione con una “solenne cerimonia per l’inizio del ministero petrino”, nel corso della quale, in luogo dell’imposizione sul capo della tiara (che con il suo pontificato cadde in disuso), gli fu imposto sulle spalle il pallio. Inizialmente non volle nemmeno usare la sedia gestatoria, salvo poi cedere per ragioni pratiche: essendo alta rispetto al terreno, la sedia gestatoria consentiva ai fedeli di godere di una migliore visibilità del papa.
Fu il primo papa a parlare di sé in termini umani, ammettendo con inusitata umiltà la timidezza del suo carattere, nonché la paura che lo colse quando si rese conto di essere stato eletto papa: “Tempestas magna est super me”. Così come non altri prima, espresse pubblicamente una sensazione d’inadeguatezza al ruolo.
Colto teologo, era considerato per certi versi un conservatore, pubblico difensore dell’Humanae Vitae, che si apprestava a ratificare con una sua enciclica che però mai vide la luce.
Una certa morbidezza nei confronti della questione degli anticoncezionali e della contraccezione, anzi una qualche apertura per l’argomento dopo un convegno delle Nazioni Unite sul tema della sovrappopolazione, furono oggetto di una censura da parte dell’Osservatore Romano, che non pubblicò i commenti papali. Già dai tempi del Concilio Vaticano II (al quale partecipò come membro della commissione allargata sui problemi della famiglia e del controllo delle nascite), infatti, Luciani aveva mostrato idee piuttosto progressiste, parlando di “maternità responsabile” e appoggiando a determinate condizioni l’uso degli anticoncezionali.
Papa Luciani, si spense presumibilmente tra le ore 23:00 del 28 settembre 1978 e le ore 5:00 del 29 settembre, nel suo appartamento privato a causa di un infarto miocardico, secondo un comunicato ufficiale della Santa Sede. Nei giorni successivi alla morte venne chiesto invano da una parte della stampa di effettuare l’autopsia sul corpo del papa, richiesta respinta dal collegio cardinalizio in quanto non prevista dal protocollo.
Papa Luciani riposa nelle Grotte Vaticane dal 4 ottobre 1978.
Il suo pontificato durò trentatré giorni.
Alcuni mesi dopo iniziarono a circolare alcune ipotesi alternative sulla sua morte: a fare scalpore fu soprattutto la teoria sviluppata dal giornalista investigativo britannico David Yallop sei anni dopo, nel best seller In nome di Dio, in cui l’autore ipotizza un omicidio a sfondo politico ad opera di alcuni cardinali che si opponevano agli interventi di riforma programmati da Papa Luciani (in particolare quella dello I.O.R.) e all’apertura verso la contraccezione. Successivamente hanno alimentato questa tesi le dichiarazioni di un pentito di Cosa Nostra, Vincenzo Calcara, da prendere con cautela per mancanza di riscontri oggettivi; la teoria di Yallop è stata confutata da numerosi autori; per lo storico John Pollard, Yallop non si dimostra molto affidabile e la sua tesi non risulta sostenibile. Al di là delle ipotesi editoriali, Giovanni Paolo I non godeva di buona salute: un embolo durante un viaggio in aereo lo aveva privato della vista in un occhio per qualche tempo e lui stesso, durante l’ultima udienza generale da lui tenuta, confessò, rivolgendosi agli ammalati presenti, di essere stato otto volte in ospedale e di essersi sottoposto a quattro operazioni. Questa parte del discorso non appare nel sito ufficiale del Vaticano. Poco dopo la sua morte da più parti del mondo cattolico sono giunte le richieste per l’apertura del processo di beatificazione. La richiesta è stata formalizzata nel 1990 con la firma di 226 vescovi brasiliani, tra cui quattro cardinali. Il 26 agosto 2002 il vescovo di Belluno-Feltre Vincenzo Savio, al termine della messa celebrata a Canale d’Agordo in ricordo del XXIV anniversario dell’elezione al soglio pontificio di Albino Luciani, ha annunciato l’avvio della fase preliminare di raccolta dei documenti e delle testimonianze necessarie per avviare il processo di beatificazione. Dal 2003 è aperta la sia canonizzazione.
Il 27 giugno 2008 la Congregazione per le Cause dei Santi ha firmato il decreto di validità sugli atti dell’inchiesta diocesana sulla beatificazione.
Il 30 maggio 2009 si è concluso ad Altamura il processo sulla presunta guarigione miracolosa di Giuseppe Denora, un fedele pugliese della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti; gli atti sono stati trasmessi alla Congregazione per le Cause dei Santi in attesa che la consulta medica e la consulta teologica si esprimano in merito.
Il 25 marzo 2010 la Congregazione per le Cause dei Santi ha sancito la validità del processo diocesano sulla guarigione di Giuseppe Denora. Il miracolo dovrà essere investigato nel merito attraverso un supplemento d’indagine condotto dalla consulta medica di laici.
Nell’aprile 2015 la diocesi di Vittorio Veneto comunica che il miracolo non è stato riconosciuto tale dalla commissione di esperti incaricati; tuttavia il processo di beatificazione di Albino Luciani risulta bloccato in attesa di un nuovo miracolo.  Viene ricordato come il “Papa del Sorriso” e “Sorriso di Dio”.
Il Time e altri settimanali anglosassoni lo chiamarono The September Pope, “Il Papa di Settembre”.

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15 responses to “I “brevi”

  1. ergatto ha detto:

    solo tra 150 anni si saprà la verità…vera sulla morte di papa Luciani !

  2. L'Internettuale ha detto:

    Nomination per te in un mio tag!!

  3. gianni ha detto:

    Bel post… Ps.: altro che il Trono di Spade !

  4. tachimio ha detto:

    Ora sono un pò stanca, mi ritiro, ma tornerò a leggerti. Fidati. Un abbraccio. Isabella

  5. ehipenny ha detto:

    Bello questo post! Quando studiavo la storia e leggevo sul libro di scuola via via i papi più famosi che si susseguivano, mi sorgeva sempre la stessa domanda, “Ma se c’è Urbano settimo, ma gli altri sei che fine hanno fatto? Ma se c’è Celestino quinto, ma gli altri quattro perchè non sono nemmeno nominati?”. Ecco, in questo post c’è una parte di spiegazione! 😉

  6. tachimio ha detto:

    Ho letto cara Paola con estremo piacere il tuo post. Molto interessante conoscere un pò di storia papale. L’ultimo papa menzionato chi può dimenticarlo? Un abbraccio. Isabella PS Come vedi non ti ho tradita. Ciao

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