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"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Camille Claudel, 1915

su settembre 12, 2015

Camille_Claudel_1915_poster  di Bruno Dumont

 

camilleclaudel1

Nell’ inverno 1915 Camille Claudel* viene fatta internare dai familiari in una casa di cura psichiatrica. Deve così lasciare Parigi e l’attività di scultrice.
Vive con oppresione e disperazione le ore nel nosocomio, attendendo le visite dell’amatissimo fratello Paul e nella speranza di poter tornare a casa, visto il parere positivo dei medici. Ma così non sarà, il fratello non vuole.

 

 

Film del 2013 che se non sbaglio da noi neanche è arrivato. Il regista arriva alla figura di questa donna grazie alla corrispondenza letterari che aveva con il fratello. Un film che mette in risalto tutta la fragilità e le paure di Camille, ma anche la sua la sua combattività e disponibilità verso le compagne che vivono il disagio mentale; la figura di Camille appare dolorosa ma intensamente originale. Film forte anche in alcune sequenze, un film dove il silenzio è un rumore che entra dentro, dove il vento è spesso protagonista. Un film austero, a tratti è lento, ma che riesce per questo a inquietare le coscienze.
camille-claudel-1915 Magistrale l’interpretazione di Juliette Binoche nei panni di Camille di cui riesce a far emergere la personalità imprimendo un’impronta veritiera alla recitazione. Bellissima la scena in cui Paul Claudel (un bravissimo Jean-Luc Vincent) viene presentato a dorso nudo mentre scrive, quasi a voler sottolineare quanto la follia metta a nudo le persone camille-claudel-1915
camille_claudel_1915_2 Una curiosità: il regista presenta nel film vere pazienti affette da problemi psichici e infermieri specializzati( per rendere più efficace la realtà vissuta dall’artista), figure emotivamente intense.

 
*Camille Claudel nasce nel nord della Francia nel 1864.
camilleclaudel E’ stata allieva di Rodin di cui poi ne diventa l’amante per 15 anni. Si separarono nel 1895.
Dopo la morte del padre (1913) e la vita vissuta in solitaria nel proprio studio senza uscire quasi mai, viene rinchiusa in manicomino dalla famiglia, perchè affetta da manie di persecuzione, anche a causa della fine, mai completamente accettata, della relazione con Rodin.
camille-claudel-tuttart-9 Vi morirà nel 1943 senza aver mai più fatto ritorno in famiglia e ricevendo solo le visite del fratello maggiore, Paul Claudel, scrittore e poeta, affetto anche lui da una follia di tipo mistico però.
Camille-Claudel-e-Jessie-Li camille_claudel05  erseo Artista stupenda e poco conosciuta, donna a cui sono stati negati il diritto di vivere, la comprensione, il riconoscimento della sua arte, l’indipendenza, mi ha affascinato.

 

L’Age mûr Camille Claudel, “L'Age mûr”

Sakuntala Camille Claudel- Sakuntala

La Ola  CAMILLE-CLAUDEL-LA-OLA-1897-220x300

Cloto CAMILLE-CLAUDEL-Cloto-1893-220x300

La valse (1889, che il compositore Claude Debussy, con il quale Camille ebbe una breve relazione, conservò sul proprio pianoforte per tutta la vita) la-valse-di-camille-1889 Il compositore Claude Debussy, con il quale Camille ebbe una breve relazione, conservò  “La Valse” di Camille Claudel sul proprio pianoforte per tutta la vita

Profonde pensee par camille_claudel+profonde_pense_par_

Busto che rappresenta  Auguste Rodin CAMILLE-CLAUDEL-Busto-de-Auguste-Rodin-1892-220x300

 

Busto di Rodini che rappresenta Camille Rodin_p1070087

Danae di Auguste Rodin (1885, per la quale Camille ha posato come modella) Danae di Auguste Rodin (1885), per la quale Camille Claudel ha  posato come modella.

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15 responses to “Camille Claudel, 1915

  1. kalosf ha detto:

    Una donna straordinaria, un’artista geniale…

  2. 65luna ha detto:

    Non conoscevo la storia, grazie per il post . Molto emozionante e abbastanza usuale per l’epoca…purtroppo. Buon we,65Luna

  3. Uomo ha detto:

    Questo genre di disabilità lascia sempre l’amaro in bocca in molti sensi non escluso quello della definizione della normalità paventata. Estremamente labile quindi il confine entro il quale si sancisce lo stato di malattia e poi i casi di ‘reclusione’ forzata per i motivi più assurdi e nei modi più assurdi. Quello che è stato poi scoperto dopo la messa al bando dei manicomi nello stato in cui venivano praticamente detenuti i ricoverati…è veramente toccante il problema che hai in questo modo sollevato e ti assicuro che non appena ho cominciato a leggere il tuo post ho provato un senso di nausea e di repulsione ovviamente ripensando a tutti quei casi, perché è veramente inimmaginabile dove può giungere la capacità di distruzione dell’uomo.

    Buona …notte, vista l’ora!

    Uomo

    • fulvialuna1 ha detto:

      Il problema di queste “disabilità”, soprattutto in epoche passate, è proprio il loro margine, è il capire se veramente tali possono essere definite….in fondo cosa è la normalità? Me lo sono sempre choesta. Ti dico che per un periodo della mia vita ho fatto visita ad una persona che si trovava in un reparto psichiatrico, ne uscivo distrutta, fisicamente e moralmente…

  4. enricogarrou ha detto:

    Cara Fulvialuna, un articolo delizioso che racconta la vita di una artista poco conosciuta, ma dalle sculture che hai postato, bravissima. Mi hai, come sempre, presentato e fatto conoscere una persona che non conoscevo. Di Rodin si sa tutto ma della Camille Claudel molto poco. grazie di cuore, un caro abbraccio

    • fulvialuna1 ha detto:

      Sono arrivata a questa artista proprio da Rodin, discutevamo con un vicino di casa di sculture e ci è venuta la voglia di curiosare nella vita di questo artista…spunta lei e lì mi sono “persa”. Una figura che mi ha affascinato molto, un’artista che mi piace tantissimo.
      Un abbraccio a te.

  5. ergatto ha detto:

    non sapevo né conoscevo le splendide opere. GRAZIE !! 🙂

  6. ehipenny ha detto:

    Questo articolo mette in luce davvero un tema difficile, ma lo fa grazie alla storia di una donna protagonista di questo tema… pensare ai manicomi mi ha sempre inquietata, forse anche perché adesso sono diventati protagonisti di film horror che non hanno niente a che vedere con la realtà che erano un tempo… bel post, mi è piaciuto 🙂

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