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"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Il canto dell’amore trionfante / Primo amore – Ivan S. Turgenev

su ottobre 10, 2015

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tt La Ferrara rinascimentale: Muzio nutre una torbida passione per Valeria, moglie del suo amico Fabio. Per riuscirvi tenta di usare la magia nera che ha acquisito nel suo lungo viaggio in Oriente.
Un romanzo bellissimo, suggestivo; intrigo e magia per raccontare con grande maestria una passione.
Mi sono innamorata di Turgenev che trovo essere un grande scrittore e devo questo piacere ad Andrea Evangelisti del blog https://moviemaniacomment.wordpress.com, che mi aveva segnalato qualche tempo fa questo racconto.

 

 

ttt Vladimir, adolescente, si innamora di Zinaida, bellissima ragazza, principessa decaduta a causa dei debiti di gioco del padre. Zinaida raduna gli amici, che per lei stravedono, per giocare e raccontare storie, li affascina con la sua bellezza divertendosi con loro, ama stare al centro dell’attenzione.
Zinaida vorrebbe ricambiare l’amore di Vladimir ma è impossibile, c’è un segreto nella sua vita. Che per il ragazzo sarà sconvolgente.

 

Racconto delizioso dove Turgenev usa con delicatezza, romanticismo e sensibilità, dove viene scandagliato l’intimo della gioventù e dell’uomo in generale. Una vera poesia che racconta lo sbocciare di un amore.
Bellissime le descrizione delle ambientazioni, perfetto il tratteggio dei personaggi principali.
Un breve racconto dove il primo amore si fonde con l’illusione dello stesso, dove l’emozione e i turbamnti adolescenziali sono pennellati con grande psicologia.
Amore razionale, sconvolgente, doloroso, passionale, morboso.

 

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2 responses to “Il canto dell’amore trionfante / Primo amore – Ivan S. Turgenev

  1. renzodemasi ha detto:

    ”Primo amore” è un racconto che anche io ho apprezzato per quel flusso delicatamente inebriante e avvolgente di estasi che si produce nell’animo del giovane quando la vita, per la prima volta, accosta alle sue labbra il dolce (e illusorio) calice dell’innamoramento; ma anche per quelle ombre del sentimento che si dischiudono via via che al posto dei luccichii di quella solitaria, tenera e ingenua veglia d’amore si fa strada nel protagonista un’emotività sempre più cosciente, capace di svelare quelle componenti del sentimento che, sebbene irrazionali come i primi vagiti dell’amore, completano l’esperienza del sentire con quanto c’è di più torbido in certe passioni. Quindi non solo i dolci brividi adolescenziali, ma anche irresistibili legami morbosi, crudeltà, disillusioni, competizioni e frustrazioni edipiche.
    Mi pare che, soprattutto alla fine del racconto, si insistesse sull’acutezza del sentire – sia le gioie sia i dispiaceri – proprio della giovinezza, di contro alla maturità che in un certo senso anestetizza, rende sempre più indifferenti, più tiepidi di fronte agli accadimenti (compresa la tragica morte). Di qui anche la nostalgia del protagonista per le sensazioni irripetibili – se non nel ricordo – di quella prima e ingenua veglia.
    Fulvia, visto che di recente ho terminato I Demoni di Dostoevskij , mi trattengo nel tessere eccessivamente l’elogio di Turgenev … Scerzo! Non so se hai letto il romanzo che ti ho appena citato: in pratica Dostoevskij attraverso il personaggio di Karmasinov fa la parodia di Turgenev, mettendo in ridicolo certi atteggiamenti affettati del compatriota; inoltre certi suoi scritti tardi che diventano ridondanti nel voler a tutti costi far leva su un eccezionale sentire dell’autore: in preda ad minuziosa, auto-referenziale ed egocentrica analisi della sua sensibilità Turgenev – secondo Dostoevskij – si allontanerebbe sempre di più dall’oggetto che si era prefisso di raccontare.
    Fulvia in realtà per ”Primo amore”, ma anche per ”Acque di primavera” (altro racconto dell’autore ho letto qualche anno fa) credo si possano lodare certe peculiarità di Turgenev – apprezzate pure dallo stesso Dostoevskij, che si dichiara un estimatore della primo Turgenev – ossia la delicatezza nella descrizione della natura e dei sentimenti.
    Di Turgenev ho letto anche Padri e figli… Ma qui riaccenderemmo la diatriba con I Demoni Dostoevskij 🙂

    Buona serata Fulvia
    P.S.: spero che in tutto questo mio panegirico si comprenda qualcosa 

    • fulvialuna1 ha detto:

      Ciao Renzoche piacere il tuo commento.
      Certo che si comprende qualcosa e forse anche di più 😉
      Laz prima parte del tuo commento è molto precisa nel commentare ciò che forse veramente Turgenev voleva raccontare.
      I Demoni non l’ho letto e spero di riuscire a leggerlo; mi ero già ripromessa invece di leggere Acque di primavera e padri e figli.
      Grazie per il tuo commento e anche per avermi incuriosito con il libro di Dostoevskij.

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