TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

L’uomo che verrà

su ottobre 16, 2015

imm di Giorgio Diritti

 

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Monte Sole, Bologna, Seconda guerra mondiale, l’inverno rigido del 1944.
Martina, otto anni, vive con la famiglia in una zona agricola la dura vita dei contadini. Martina ha perso l’uso della parola dopo la morte del fratellino, per questo viene presa in giro dai suoi compagni, ma non se ne cura più di tanto, continua la sua vita ed è un’acuta osservatrice.
Quando la madre resta incinta la piccola diventa apprensiva e aspetta con ansia la nascita di un nuovo fratello.
Intanto arrivano i tedeschi ad invadere il territorio e la loro vita, questo induce molti giovani del luogo a creare squadre partigiane.
l-uomo-che-verra-clip-6-4989 l-uomo-che-verra-clip-4661 Un giorno le SS decidono di attuare un rastrellamento dove verranno trucidati senza pietà bambini, donne, vecchi, disabili… Le uccisioni avvengono nelle abitazioni o in massa nei cimiteri e nelle chiese, in una di queste c’è anche Martina che resta illesa per puro caso. Torna a casa e non trova più nessuno e allora corre nel bosco dove aveva nascosto il fratellino nato da poco.
Martina canterà per lui una ninna-nanna…

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Film del 2009 che ha ricevuto numerosi premi che secondo me sono più che meritati. In dialetto con sottotitoli.
Spaccato duro e meraviglioso di quella che era la difficile vita di una volta: animali da custodire, stalle da pulire, bucato da lavare a mano, gli amori…
Vita di comunità, silenzi che dolorosamnte ampliano l’emozione; un film che mette l’uomo davanti alla sua crudeltà e anche inutile e devastante stupidità.
Bellissime inquadrature, i primi piani, bellissima la fotografia; Greta Zuccheri Montanari  bravissima Greta Zuccheri Montanari (Martina), che occupa con grande maestria quasi tutto il film; WINART-39226_uomoverra01g alba brava e intensa Alba Rohrwacher; armando Claudio Casadio indimenticabile la faccia perfetta per il ruolo del padre di Martina e dell’uomo un pò rozzo ma dolce e di sentimenti e la sua bella interpretazione; un cast tutto all’altezza davvero.Un film bellissimo, corale, poetico, drammatico, intriso della disperazione di chi ha vissuto gli anni della guerra e di chi guardandolo non può non immedesimarsi in quel dolore. Il nostro passato. Il nostro futuro. Ho pianto a tratti nel vederlo, ma l’emozione è stata tanta.
La storia è inventata ma molti personaggi sono realmente vissuti.
Questa storia è riferito al terribile eccidio di Marzabotto (770 morti).
Da non perdere anche per vedere questo sguardo uomodavid che dovrebbe farci ricordare ancor di più quanto è inutile tutta la violenza tra fratelli che si sta ancora e di nuovo perpretando in molte parti del nostro pianeta.

 

Per non dimenticare, soprattutto in una giornata come questa: 16 ottobre 1943/2015 – rastrellamento del Ghetto di Roma – deportati 1259 persone – sopravvissuti ad Auschwitz in 15.

 

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4 responses to “L’uomo che verrà

  1. kalosf ha detto:

    Un ricordo dovuto

  2. ehipenny ha detto:

    Ho visto questo film quando avevo dodici tredici anni, a scuola… ma ho voluto rivederlo più avanti e l’ho trovato come un film diverso… La prima volta non lo capivo, la seconda volta ho pensato che fosse bellissimo… È un film intenso, che tratta argomenti che non possiamo dimenticare

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