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"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

I brutti anatroccoli. Dieci storie vere – Piergiorgio Paterlini

su febbraio 22, 2016

5396257  Dieci storie sulla bruttezza.
Tutte vere; passano attraverso il cuore e il corpo di uomini e donne che ne portano le conseguenze.

 

Libro particolare che mette in rilievo come la bruttezza è una spada che trafigge l’anima lasciando dolore, disperazione, ma anche distacco e voglia di riscatto. Oggi lo status da raggiungere è la bellezza, quella fisica, dimenticando chi vive l’altra dimensione.

-Spogliatoio: Nessuno mi ha mai detto ti amo. E’ questo essere brutti?
-L’esame: Davanti allo specchio stò male…Ho cominciato a soffrire molto presto, ma -grazie a Dio- non da bambino.
-Un matrimonio: Allora come oggi, la bruttezza mi mette fuori gara fin dall’inizio.
-Il chierichetto: Dovevo essere davvero brutta, da ragazza. Ma io, sembrerà incredibile, non me ne sono mai accorta.
-Tecniche di sopravvivenza: “Ma cosa credi di fare? Brutto scarafaggio! Cimice!” E’ una fitta lancinante. Lo guardo e mi dico….sono brutto!…E’ chiaro. Bruttezza uguale esclusione. Ma allora bisogna ribellarsi, come ci si ribella all’ingiustizia.
-Dopo l’incidente: “…allora siete brutti. Se poi volete diventare brutti dentro, basta che smettiate di sorrire.”…Il non essere considerato è proprio una piccola morte.
-Cammelli: Mi facevo schifo, e mi sentivo contemporaneamente emarginata….Essere brutti è faticoso.
-Passeggiate: …non sono mai più “guarita”!…Poter piangere. Una benedizione…non avrei mai voluto diventare qualcosa di patetico. Brutta dentro, oltre che fuori.
-Brillantina: Corteggiavo le ragazze brutte,le sole che mi potevano “spettare”, le sole che mi avrebbero preso in considerazione. Invece, anche loro mi rifiutavano.

 

Alla fine del libro si legge che non è facile accettare qualcosa di cui non siamo colpevoli, qualcosa di irreparabile, qualcosa per cui a volte diventa difficile essere amati, essere felici.
Questo libro è uscito la prima volta circa vent’anni fa (Feltrinelli), Einaudi l’ha da poco ripubblicato; secondo voi questo tabù, (così li definisce definisce Piergiorgio Paterlini) è superato? E’ lo stesso? E’ peggiorato?
Personalmente credo che oggi la bruttezza in qualche modo si possa “mascherare”, ma credo anche che è ancor peggio affrontarla rispetto ad una volta. Siamo troppo, troppo, il mondo dell’apparire. A tutti i costi.

 

“Una ragazzetta carina potrebbe quasi comandarmi a bacchetta e io le ubbidirei ciecamente. Com’è bella la bellezza, come può affascinare il fascino!”
da Passeggiata – Ropbert Walser

“Io mi chiesi perchè mai le caratteristiche fisiche dovessero essere così importanti, e alla fine venne fuori questa risposta, che la bellezza fisica era il fondamento che teneva su tutto quanto.”
da Ne muoiono più di crepacuore – Saul Bellow

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11 responses to “I brutti anatroccoli. Dieci storie vere – Piergiorgio Paterlini

  1. ysingrinus ha detto:

    Sembra interessante.

  2. Daniela ha detto:

    credo che oggi sia molto più difficile accettarsi in una non-bellezza (così la definirei) perchè ormai c’è un bombardamento quotidiano (altamente sconveniente) su certi canoni di bellezza attraverso i media,ancor più che vent’anni fa e basta leggere di quante persone ricorrono alla chirurgia plastica per ritoccare parti del corpo per assomigliare a certe icone del mondo dello spettacolo per rendersi conto di quanto l’ apparire sia diventata un’ossessione.Con tutto il rispetto per queste persone ritengo che sia sciocco rifiutare di esser se stessi,anche coi propri difetti. Invece succede persino che si consideri brutta una persona che in realtà non lo è affatto.

  3. kalosf ha detto:

    Paterlini ha scritto sempre libri scomodi… Sulla bruttezza… Forse la si tollera quando convive con una personalità… Per il resto hai ragione tu. Oggiè tutto più complesso

  4. ehipenny ha detto:

    Secondo me bisognerebbe prima specificare che cosa intendiamo per bruttezza… alla fine ciò che oggi la maggioranza definisce brutto qualche secolo fa era la massima bellezza quindi… si tratta di opinioni dilaganti… Il vero problema sta nel fatto che il meno bello, sempre secondo l’opinione dilagante, viene troppo spesso emarginato…

  5. Andrea ha detto:

    L’aspetto fisico è inevitabilmente la prima cosa che salta all’occhio di una persona, ma quando si parla di bruttezza si tende a trascurare quella interiore, che è veramente molto peggio di quella esteriore. Una persona brutta dentro è irrecuperabile.

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