TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

21 maggio

su maggio 21, 2016

Il 21 maggio 1972, nelle prime ore del pomeriggio mi stavo recando con mio padre e mio fratello in San Pietro, andavamo spesso di domenica a vedere i Musei vaticani, o a passeggiare nei dintorni, o a fotografare le bellezze romane e tutte le volte che andavamo entravamo nella Basilica per ammirare la Pietà di Michelangelo, quel giorno non arrivammo mai, ci fermarono sul Lungotevere perchè c’era stato un “incidente”.
L’incidente era di fatto l’atto vandalico che László Tóth perpetrò ai danni della scultura.
Questo giovane folle uomo, che odiava le donne e credeva di essere Gesù, saltò la balaustra che divideva la statua dai visitatori e prese a martellate (dovrei dire mazzettate) la figura della Madonna staccandogli un braccio, il naso e danneggiando le palpebre e alcuni tratti dell’abito.

pieta2 pietasfregio   Pietà_vaticana_dopo_il_vandalismo,_1972
Saperlo è stato uno shock che mi ha seguito per lunghissimo tempo, quel giorno ho pianto abbracciata a mio padre, non riuscivo ad immaginare come qualcuno avesse potuto infierire su tanta meraviglia.
Perchè lasciatemelo dire, La Pietà è una delle opere più belle mai realizzate, un vero capolavoro rinascimentale, l’unica ad essere stata firmata da Michelangelo Michelangelo-Pietà-San-Pietro-in-Vaticano-5
Michelangelo-Pietà-San-Pietro-in-Vaticano-61 La guardi è pensi a quanta arte c’è in quel marmo, che se pur materiale duro è di una finezza e nitidezza che incanta. Il corpo di Cristo è talmente appoggiato in modo naturale da far dimenticare la rigidezza del marmo, l’abito di Maria ha drappeggi che nulla hanno da invidiare ai tessuti.
pieta3 Maria ci offre suo Figlio con una compostezza che mi ha sempre avvinto e forse perchè non avevo paura di guardare quei volti dove non era incisa la sofferenza fisica, ma dovevo solo intuire la sofferenza di una madre.

Ora questa mirabile opera è visibile perchè protetta da una parete di cristallo antiproiettile, ma per questo non meno emozionante, io mi reputo una fortunata ad aver avuto modo di ammirarla quasi da vicino, bastava allungare la mano e avresti potuto sfiorarla, il 21 maggio per me è una data scolpita nel cuore.

 

pietà
La Pietà è sempre stata rappresentata da scultori e pittori, ma al di fuori della realtà artistica, la pietà è un sentimento grande, forte, d’amore, un sentimento che non può essere sconfitto, e come mi faceva notare una persona con cui parlavo oggi, quelle martellate che hanno provato a distruggerla non ci sono riuscite, la pietà ancora alberga su questa Terra, qualunque sia la sua provenienza: dalla natura, dalla religione, dall’arte o semplicemente dall’interiorità dell’uomo.


17 responses to “21 maggio

  1. Daniela ha detto:

    ricordo lo scalpore e lo sdegno che provocò quel grave incidente,anche se ancora bambina subito mi resi conto che non solo gli uomini erano vulnerabili ma anche le opere d’arte. Sulla meraviglia dell’opera hai descritto degnamente tu ogni sfumatura e concordo con te sulla sua valenza che va al di là dell’opera artistica.
    Bella serata Fulvialuna 🙂

  2. ehipenny ha detto:

    Ricordo che l’ho vista quando sono andata a Roma, ma lo ammetterò, a costo di una pioggia di repliche, non sono riuscita a goderne fino in fondo, non mi ha emozionata… sarà stato forse per la folla che la attorniava, per la confusione… sono certa che se fossi stata sola sarebbe stato diverso 😉

  3. Un pò d’invidia per te perchè hai visto la Pietà nel suo pieno splendore….io l’ho vista restaurata e rinchiusa dietro una vetrata……

  4. kalosf ha detto:

    Che bello questo post così personale…

  5. Diemme ha detto:

    L’attacco alle opere d’arte, cui purtroppo il mondo in questi ultimi anni ci ha avvezzo, è un attacco al cuore dell’umanità, alla sua storia, ai suoi sentimenti, alla sua capacità di produrre il Bello al di sopra e al di là di ogni cosa. La distruzione di un’opera d’arte fa nuovamente morire il suo autore, e ci costringe all’angolo della nostra caducità, da cui l’arte invece ci estrae e ci fa superare.

  6. giomag59 ha detto:

    Io ero un ragazzino, e vivevo lontano da Roma… ma ricordo ancora l’impressione che ci fece quella notizia. Non erano anni “tranquilli”, ed altre vicende più cruente accadevano in Italia, ma ricordo la sensazione che, al di là delle divisioni che c’erano nel paese, quello che era stato attaccato era un patrimonio di tutti, non solo nostro, di tutta l’umanità… pensare che un attimo di follia potesse distruggere secoli di storia ci spaventava… da allora i sistemi di sicurezza sono migliorati enormemente e diventati super-tecnologici e sofisticati, ma questo ha comportato anche mettere una certa distanza tra gli spettatori e l’opera… poi di pazzi ce n’è sempre in giro troppi (vedi i vari talebani), e fermarli tutti è praticamente impossibile. Fra qualche giorno tornerò ad ammirarla, e ne sono sempre felice!

    • fulvialuna1 ha detto:

      Quelli erano anni temendi, come diceva una persona a me cara…è la mano del diavolo che corre impazzita per farsi vedere, arrivò fino a questa meraviglia…si vede che il diavolo ancora corre (vedi i talebani ad esempio), ma quando si fermerà?
      Allora se vieni a Roma …buona visione, ne vale sempre la pena, vetro o no 😉

      • giomag59 ha detto:

        Ne vale sempre la pena! Oggi leggevo che è stata riorganizzata la Galleria Nazionale… non credo di farcela a visitarla, ma mi piacerebbe… temo che stavolta però dovrà accontentarmi di Vaticano e dintorni.

      • fulvialuna1 ha detto:

        Già Vaticano e dintorni è tanto…se uno vorrebbe visitare Roma per bene non basterebbe un anno.

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