TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Sirene

su giugno 1, 2016

IL SOGNO DI ATLANTE

 

Quante volte abbiamo sentito dire da un uomo: quella donna è una sirena! Un complimento.
Nella mitologia greca le sirene erano ninfe acquatiche, con il corpo di uccello e la testa di donna, figlie del dio marino Phorcys; il loro canto dolce ammaliava i marinai che perdevano l’orientamento e le loro barche andavano a distruggersi contro gli scogli da cui proveniva la dolce melodia; Ulisse resistette, gli Argonauti sfuggirono perchè Orfeo avendo una voce più bella vinse su quella delle sirene, queste, sconfitte,  si gettarono in mare lasciandosi morire.

Ulisse e il canto delle sirene w -Waterhouse-

Ulisse e il canto delle sirene
-Waterhouse-

Orfeo

Orfeo

Ma perchè le sirene piacciono tanto, da sempre, da secoli? Perchè quel corpo metà donna metà pesce suggestiona e incuriosisce pur essendo solo  mitologia?
Io dico che piacciono perchè sono sfuggenti, l’uomo non può controllarle, la loro ambiguità è affascinante, un richiamo alla sessualità e che importa se il loro canto è un richiamo che ammalia ma che può portare alla morte (dell’anima)? Non è forse così in alcune storie d’amore? Amore crea, ma anche distrugge.
Su di loro sono stati realizzati film 

Splash - Una sirena a Manhattan

Splash – Una sirena a Manhattan

 

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Sirena -Victor Nizovtsev-

Sirena
-Victor Nizovtsev-

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Perfino Cristoforo Colombo ne ha parlato:”Non erano belle come vengono dipinte, anche se in qualche misura hanno un aspetto umano in volto…” , ma Colombo aveva visto propabilmente i lamantini I-lamantini-Pepe-e-Husar_su_vertical_dyn

 
“Lontano, in alto mare, l’acqua è azzurra come petali di bellissimi fiordalisi e trasparente come cristallo purissimo, ma è molto profonda, così profonda che un’anfora non potrebbe mai toccarne il fondo, e bisognerebbe mettere uno sopra l’altro molti campanili prima di arrivare alla superficie. Laggiù abitano le genti del mare….”
(dalla Sirenetta di H.C.Andersen)

 

Statua_della_Sirenetta                            Statua_della_Sirenetta2

Alla tragica storia d’amore raccontata da Andersen, è dedicata la Sirenetta simbolo di Copenaghen, lo scultore che la realizzò, Edvard Eriksen chiese alla moglie di fargli da modella.

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11 responses to “Sirene

  1. giomag59 ha detto:

    Daryl Hanna era bellissima! E invece la Sirenetta di Copenaghen non l’ho vista… perché quando sono andato l’avevano prestata ai cinesi per il loro Expo! Mannaggia! E nemmeno una copia ci avevano lasciato, c’era un televisore al suo posto… che delusione!

    • fulvialuna1 ha detto:

      Vero Daryl Hanna era una vera sirena.
      Sapevo di questa cosa della Cina…mha!!!

    • gianni ha detto:

      Bello il televisore al posto della sirena… Che strana analogia.

      • giomag59 ha detto:

        Già! Mi aspettavo almeno una copia… invece hanno messo un documentario. Io avrei dato in verità una copia ai cinesi…

      • gianni ha detto:

        Ma se ci pensi per un certo periodo, almeno sino al boom di internet e delle periferiche mobili, la televisione è stata una sirena! Il suo canto ha incatenato milioni di persone davanti al “piccolo schermo”! Quindi cosa meglio di un TV per rimpiazzare la sirena originale.
        Ma certo capisco il viaggio, la fatica, e poi niente, la Sirenetta non c’è! E’ un po’ come andare a Parigi e trovare il Louvre chiuso.

  2. ombreflessuose ha detto:

    Favole lontane che suggestionano e ammaliano sempre l’ animo umano
    Mi piacerebbe avere per amica una sirena ma poi, sarebbe difficile, scegliere dove vivere: mare o terra?
    Grazie per questa bellissima condivisione

    Abbraccione
    Mistral

  3. Patrizia M. ha detto:

    Le sirene hanno sempre avuto il dono di far sognare sia grandi che piccini, eppure dopo tanti anni nessuno (almeno credo) ha mai saputo dare un perché a tutto questo.
    Però sognare è bello, quindi anche se non c’è un “perché” che importa.
    Bel post cara Fulvia 🙂
    Dolce notte, Pat

  4. Daniela ha detto:

    Funesto spirito
    Che accendi e turbi amore,
    Affine io torni senza requie all’alto
    Con impazienza le apparenze muti,
    E già, prima ch’io giunga a qualche meta,
    Non ancora deluso
    M’avvinci ad altro sogno.
    Uguale a un mare che irrequieto e blando
    Da lungi porga e celi
    Un’isola fatale,
    Con varietà d’inganni
    Accompagni chi non dispera, a morte.

    Sirene di Giuseppe Ungaretti (1923)

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