TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Ancora donne del passato…

su agosto 16, 2016

A Berlino, nel 1936, non ci fu solo Jesse Owens a cambiare le carte in tavola ad Hitler, che in questo caso puntava sull’ariana Anny Steuerci, ci fu anche un’italiana, una giovane dal nome insolito, Trebisonda*, ma che tutti conobbero come Ondina Valla; atleta versatile, in grado di cimentarsi in velocità, ostacoli e salti.
ond  Ondina_Valla_nel_salto36 Ondina nasce a Bologna nel 1916. A 12 anni, nel salto in alto, supera la misura di 1,10 metri, poi passa a 1,30; a tredici anni è già una protagonista assoluta dell’atletica leggera italiana tanto da essere convocata in nazionale.

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Nel 1936 a Berlino vince la semifinale sugli 80 metri ostacoli con il tempo di 11″6, che le valse il primato del mondo; il 6 agosto, vince la finale con 11″7 che la fa diventare all’età di 20 anni la più giovane atleta italiana a vincere un oro olimpico, record rimasto imbattuto fino al 2004;

VALLA_Ondina

Testoni_and_Valla qualche giorno dopo insieme a Claudia Testoni (sua rivale e grande amica), alla Bongiovanni e alla Bullano, conquista il quarto posto nella staffetta 4×100.

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Nel 1937 stabilì il primato nazionale nel salto in alto, con la misura di 1,56 m, mantenuto fino al 1955, quando fu superato per un centimetro da Paola Paternoster.

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A causa di una spondilosi vertebrale rallenta la sua attività agonistica anche se continua a gareggiare fino ai primi anni quaranta, ottenendo tre vittorie ai giochi mondiali dello sport universitario di Tokyo e 15 titoli nazionali; nel 1950 fu campionessa abruzzese di getto del peso. Abbandonato lo sport si sposa con il chirurgo ortopedico Guglielmo De Lucchi e si trasferisce a L’Aquila dove muore il 16 ottobre 2006.
Donna di grande grinta, personalità, passionale, venne definita “Il sole in un sorriso”.

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«Di Berlino rammento la grandiosità dell’apparato. Di Hitler, invece, ho un ricordo confuso. Mi volle conoscere e stringere la mano. Mi disse qualcosa ma parlava in tedesco e io non ci capii nulla. Poi non ho dimenticato le feste, il sindaco e la banda alla stazione di Bologna e il prefetto che fa trasferire il suo segretario perché aveva preparato un mazzo di fiori piuttosto mosci. Avevo vent’anni, allora, e avrei dovuto partecipare anche all’Olimpiade precedente, quella del 1932 a Los Angeles. Ma sarei stata l’unica donna della squadra di atletica e così mi dissero che avrei creato dei problemi su una nave piena di uomini. La realtà è che il Vaticano era decisamente contrario allo sport femminile».

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*Nome scelto dal padre che riteneva Trebisonda (Trabzon), città turca, una delle più belle del mondo.


10 responses to “Ancora donne del passato…

  1. clipax scrive:

    Belli questi tuoi articoli su atleti del passato.

  2. tachimio scrive:

    Ondina Valla: un’atleta del passato volitiva e tenace. La ricordo sempre volentieri. Grazie Paola. Isabella

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