TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Ministre?

su ottobre 12, 2016

Questa mattina con un paio di amiche si parlava di ministri e ministre…ci è venuto naturale fare dei confronti tra le donne del passato e quelle attuali, a me è venuta in mente Tina Ansemi, i più giovani neanche sanno di chi sto parlando (questo la dice lunga sulla mia età🙂 ).
Tina Anselmi nasce a Castelfranco Veneto da una famiglia di antifascisti.
Nel 1944, mentre frequenta l’istituto magistrale a Bassano del Grappa, i nazifascisti la obbligano, insieme ad altri studenti, ad assistere all’impiccagione di trentuno prigionieri per rappresaglia; quuesta esperienza le fa decidere di entrare nella Resistenza (con il nome di Gabriella), prima come staffetta della brigata Cesare Battisti, poi passa al Comando regionale veneto del Corpo volontari della libertà. Nel dicembre del 1944 s’iscrive alla Democrazia Cristiana e partecipa attivamente alla vita del partito. Laureata, diventa insegnante elementare; si impegna nell’attività sindacale con la CGIL, dal 1950 alla CISL come dirigente del sindacato dei tessili e degli insegnanti elementare; nel 1963 diventa vicepresidente del comitato direttivo dell’Unione europea femminile; dal 1968 inizia un percorso che la porterà a ricevere un mandato come parlamentare nelle commissioni Lavoro e previdenza sociale, Igiene e sanità, Affari sociali, si occupa soprattutto dei problemi della famiglia e della donna: si deve a lei la legge sulle pari opportunità.
Dal 29 luglio 1976 è Ministro del lavoro e della previdenza sociale nel governo Andreotti: è la prima donna ministro in Italia; dopo anche Ministro della sanità, è fra i principali autori della riforma che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale.

Lasciando stare la figura politica, non è questo che volevamo disegnare, ma la diversità nel comportamento e nel vestire….forse oggi sono più glamur, più fatte e rifatte, fashion, più chiacchierone, più chiacchierate nella vita mondana e familiare, più urlatrici, sembrano voler spaccare il mondo…posso essere o non essere della stessa ideologia politica (non è questo che voglio sottolineare nel post),  ma non so se le nuove ministre (o minestre? ) abbiano le palle che ha avuto lei (e non parlo di quelle fisiche che ovviamente non può avere).

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anselmi-tina Boschi,richieste modifiche non blocchino l.elettorale

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TINA ANSELMI

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E comunque sia, è stata la prima donna italiana a diventare ministro, 29 luglio 1976. Già è nella storia italiana, loro non lo so per cosa potranno essere ricordate; non arriverò a doverle “ricordare” l’età non lo consente, ma non credo che la mia memoria ne abbia voglia, qui mi farebbero comodo le famose lacune di memoria che ogni tanto cliccano il mio cervello.

 


26 responses to “Ministre?

  1. agores_sblog scrive:

    Daccordissimo!! 😉

  2. Vittorio Tatti scrive:

    Noi abbiamo delle veline, non delle ministre…

  3. lamelasbacata scrive:

    Sempre elegante e sagace tu! 😃

  4. Erik scrive:

    io credo che persone che non hanno conosciuto in modo diretto o almeno indiretto, sofferenza e dolore, sacrifici e il fuoco della passione non potranno mai essere paragonate a quelle che hanno l’esistenza segnata da eventi che hanno avuto quelle conseguenze… gente che è cresciuta attorno al valore umano ha la consapevolezza di cosa sia, altri tipi di persone per fortuna o meriti faranno sempre molta difficoltà a raggiungere certi livelli che nascono inevitabilmente solo da forme di dolore. Tina Anselmi ha assistito da giovane all’impiccagione di esseri umani… non si potrà mai paragonare lo spessore umano di una persona che ha vissuto quegli anni con quelli che vivono i nostri… questo non vuol essere ne una giustificazione per “gli attuali” ne un vanto “per i passati” ma solo una pura osservazione dei fatti di chi crede fortemente che come esseri umani “impariamo solo dai fatti”… poi ovviamente ci sono i grandi uomini e le grandi donne, rarissimi esemplari che riescono ad apprendere in modi tuttora sconosciuti… che sono evidentemente esseri con caratteristiche superiori… così come ci sono quelli che non imparano nemmeno dai fatti, e quelli senza valori umani… parlando di grandi numeri non posso non fermarmi a fare questo tipo di considerazioni..

  5. Erik scrive:

    anche se, volevo aggiungere una punta di ironia al commento precedente, capisco anche che assistere a certe trasmissioni tv o a certe conferenze o interventi pubblici attuali sia, senza dubbio alcuno, una forma di dolore per chi assiste… ma dal quale forse solo le prossime generazioni potranno portare i segni e i conseguenti miglioramenti….almeno spero..🙂

  6. Andrea scrive:

    E’ riste da dire, ma come la Anselmi (e aggiungerei anche la Iotti) non ne nascono più. Altra pasta rispetto alle veline di Renzi e Berlusconi

  7. giomag59 scrive:

    Nella civiltà dell’immagine e dell’effimero, personaggi della caratura di Tina Anselmi sono anacronistici. Ce la vedi in uno qualsiasi degli attuali talk show? Era gente che ragionava (ma nel suo caso non solo, che era una donna di azione e come!) , ma per ragionare occorre tempo (e idee, of course). Ora c’è bisogno dello slogan, perché poi c’è la pubblicità del lassativo! Tra l’altro la ricordo presidente della commissione P2… un impegno da far tremare i polsi. Sarebbe stata una grande presidentessa della Repubblica, ma forse non la meritavamo.

  8. Piero scrive:

    Direi che la “sostanza” di una persona sia di gran lunga la bellezza più importante e durevole nel tempo. Acume intellettivo, spessore culturale e classe non si improvvisano né si possono simulare con “trucco e parrucco”… 🙂

  9. ergatto scrive:

    Anselmi:istruita, educata, non girava con tette al vento , non prevaricava, non si vendeva, gli attuali avrebbero cosi’ da imparare dai vituperati DC ……

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