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Foro Traiano (o Trajano)

su giugno 1, 2017

Il Foro di Traiano fu costruito da Traiano tra il 107 (anno del suo trionfo sui Daci) ed il 113, spianando un pezzo del Quirinale.
Era lungo complessivamente metri 300 e largo 185 e si articolava su terrazze leggermente sopraelevate l’una rispetto all’altra.
Fino a poco tempo fa si pensava che l’ingresso avvenisse dal lato rivolto verso il Foro di Augusto, ma scavi recenti hanno dimostrato che da questa parte era situato il Tempio di Traiano (costruito da Adriano in onore di Traiano e della moglie Plotina), mentre l’ingresso sarebbe rivolto verso il Campo Marzio.
Nel Foro vi erano due edifici posti uno di fronte all’altro, le Biblioteche (una per i libri latini e l’altra per quelli greci), al centro delle quali vi era la Colonna Traiana, unico monumento del Foro intatto 
Addossata alle Biblioteche, a chiusura della piazza, si allungava l’imponente Basilica Ulpia, la più grande mai costruita a Roma (170 metri di lunghezza, 60 di larghezza e 40 di altezza), di questa resta solo il troncone centrale. L’interno era diviso in cinque navate da quattro file di colonne (come si può ancora vedere dalle basi e dalle colonne rimaste): quelle della navata centrale erano più grandi e di granito grigio, a differenza delle altre, più piccole e di cipollino. Tra le funzioni della basilica, oltre a quelle giudiziarie e commerciali, vi era quella di far svolgere l’Atrium Libertatis, la cerimonia di liberazione degli schiavi. La facciata meridionale, rivolta verso la piazza, aveva tre ampie porte di accesso decorate da colonnati e nicchie con statue; sulle statue vi erano ritratti, su scudi, dei generali di Traiano, mentre al di sopra dell’alto attico vi era la statua di Traiano sul carro trionfale, tirato da sei cavalli e fiancheggiato da trofei con Vittorie.
La grande piazza centrale, rettangolare, di m 108 x 85, con la grande statua equestre di Traiano al centro, era pavimentata con più di 3000 lastre di marmo bianco di Luni (Carrara), era fiancheggiata da portici che si aprivano in due ampie esedre. I portici erano ad un solo ordine di colonne in marmo colorato, sormontate da un alto attico decorato da statue colossali di Daci prigionieri.
La Colonna Traiana, costruita in grandi blocchi di marmo lunense, poggia su un basamento a forma di dado su uno zoccolo coronato da una cornice che presenta, agli angoli, quattro aquile che sorreggono festoni. Tre lati del dado sono decorati con rilievi che rappresentano armi ed insegne daciche; il quarto lato, quello principale rivolto verso la Basilica Ulpia, presenta un pannello sorretto da due Vittorie con la seguente iscrizione dedicatoria: “SENATUS POPULUSQUE ROMANUS IMP(ERATORI) CAESARI DIVI NERVAE F(ILIO) NERVAE TRAIANO AUG(USTO) GERM(ANICO) DACICO PONTIF(ICI) MAXIMO TRIB(UNICIA) POT(ESTATE) XVII IMP(ERATORI) VI CO(N)S(ULI) VI P(ATER) P(ATRIAE) AD DECLARANDUM QUANTAE ALTITUDINIS MONS ET LOCUS TANT(IS OPER)IBUS SIT EGESTUS”: “Il Senato e il popolo romano all’imperatore Cesare Nerva Traiano, figlio del divo Nerva, Germanico, Dacico, pontefice Massimo, rivestito per la diciassettesima volta della potestà tribunicia, acclamato imperatore per la sesta volta, console per la sesta volta, padre della patria, per indicare quanto era alto il colle che con questi lavori è stato demolito”. Lo scopo più importante della colonna era quello di servire da tomba all’imperatore. Sotto l’iscrizione dedicatoria è situata, infatti, una porticina che permette di accedere all’interno del basamento: qui si trova la camera funeraria dove era posta, sopra una lastra di marmo, l’urna d’oro contenente le ceneri di Traiano, trafugata ai tempi delle invasioni barbariche. A destra inizia la scala costituita da 185 gradini che permette di salire sino alla sommità. Sul fusto della colonna (29,78 metri senza base e 39,83 con essa) si snoda a spirale, il lungo rilievo (circa 200 metri) con la rappresentazione delle guerre daciche: l’attraversamento del Danubio da parte dell’esercito romano sopra un ponte di barche ricorda l’inizio delle guerre, battaglie, assedi, costruzioni di accampamenti, la prima sottomissione di Decebalo, re dei Daci, a Traiano e la Vittoria che scrive su uno scudo la fine della prima campagna dacica. Il rilievo continua con le scene della seconda campagna, con le scene dell’esercito romano che passa su un ponte costruito da Apollodoro, l’assedio alla capitale nemica Sarmizegetusa ed i Daci che la incendiano per non consegnarla ai romani, l’autoavvelenamento dei capi daci, la cattura del tesoro nemico, la fuga di Decebalo ed il suo suicidio, la sua testa portata a Traiano ed infine la deportazione dei prigionieri daci  La tradizione vuole che il monumento sia sopravvissuto grazie a papa Gregorio Magno (590-604) che, colpito da una scena in cui si vedeva Traiano aiutare una donna il cui figlio era stato ucciso, pregò per la salvezza dell’anima dell’imperatore. Dio apparve allora al papa, annunciando che l’anima di Traiano era salva, ma di non intercedere più per i pagani. Secondo la leggenda, quando le ceneri furono esumate, la lingua di Traiano, ancora intatta, raccontò di come la sua anima fosse stata salvata dall’inferno. La terra intorno fu allora dichiarata sacra e la colonna rimase intatta nel tempo. La statua di Traiano, che coronava la colonna, scomparve nel Medioevo e fu sostituita, nel 1587, all’epoca di Sisto V, con la statua di S.Pietro. Addossata al basamento della colonna venne costruita una cappelletta, officiata da un eremeita, a cui venne dato il nome di S. Nicolò de columna; l’eremità isso sulla colonna una campanella che suonava per mezzo di una corda. La chiesina è ricordata in un documento del 1336 e fu abbattuta per ordine di Paolo III. Per ricordarla, dopo la demolizione, fu dedicato un altare a S.Nicolò nella vicina chiesa del SS. Nome di Maria. Tra il X ed il XIII secolo il Foro fu interessato da un’urbanizzazione che diede origine ad abitazioni, chiese e monasteri fino alla creazione, nel XVI secolo, di un quartiere denominato “Alessandrino” a nome del suo realizzatore, il cardinale Michele Bonelli, nativo di Alessandria, che provvide alla bonifica della zona. Fu soltanto tra il 1924 ed il 1932 che questo settore urbano subì una radicale trasformazione per mano del Regime Fascista, che demolì l’intero quartiere per consentire l’apertura di via dell’Impero, Benito Mussolini nel 1925 fece iniziare l’abbattimento di case medioevali, chiese ed un intero agglomerato cinquecentesco situato sul Foro di Traiano e dinanzi ai Mercati Traianei.
La tradizione vuole che, essendo il Foro di incredibile bellezza, un giorno l’imperatore Costanzo, ammirando la grande statua equestre di Traiano, espresse il desiderio di farsi fare un cavallo simile per erigerlo a Costantinopoli, ma il persiano Ormisda, gentiluomo al suo seguito, gli fece notare che per un cavallo simile ci sarebbe voluta anche una stalla adeguata…e non c’era!

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9 responses to “Foro Traiano (o Trajano)

  1. Emozioni ha detto:

    Grazie!!
    Notte, cara💫💕

  2. Daniela ha detto:

    molto interessante questo articolo mia cara, insieme all’immagine della ricostruzione virtuale dà l’idea della magnificenza di questo che fu l’ultimo foro inugurato in ordine cronologico. Mi permetto di rebloggare il tuo bell’articolo. Buon fine settimana
    Daniela

  3. […] via Foro Traiano (o Trajano) — TUTTOLANDIA […]

  4. 76sanfermo ha detto:

    Bel post davvero grazie!

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