TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Ma quando arriva quel giorno?

Finalmnte notizie di Jak…scritte, perchè contravvenendo alla regola di non usare altro mezzo se non nelle emergenze, avevamo avuto un contatto per metterlo al corrente di ciò che era accaduto a mia suocera. Scambio di pensieri e poi il silenzio del cellulare.

“…, tesoro mio ho deciso, torno presto.
A breve visiterò un luogo che non posso tralasciare, anche per fare delle belle fotografie, e poi torno. Non ho più voglia di stare qui….
Qualche giorno fa ho visitato il Kirkjufell, una montagna dalla forma particolare…vedrai i scatti! Qui la chiamano anche la montagna chiesa….dormo ancora due giorni in questa città e poi parto per l’ultima tappa, ormai ho deciso….
Torno…ora ne ho desiderio. Ora ho davvero nostalgia della mia casa, di voi, della mia vita.
………………….
Ti farò assaggiare il graflax, una tartina di salmone affumicato, sono certo che ti piacerà…buonissimo, ho imparato a preparare bene questo sfizio.
Anche l’alimentazione, che pur apprezzo, mi comincia a stancare…..dovrai cucinare molto quando torno. E tornare mi crea tristezza se penso che Mary non abita più vicino a me; mi dici che tua cugina è tranquilla e carinissima, ma Mary per me è mia madre, lo sai…..Sarà una buona scusa per venire più spesso da te.
A presto, prestissimo, dolce amica mia. ti scriverò tra qualche giorno e poi arrivo…..”

 

E io non vedo l’ora che i giorni passino velocemente, troppo tempo senza la sua voce, le sue risate, la sua musica….

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Lavoro

“Tre grandi mali allontanano da noi il lavoro: la noia, il vizio e il bisogno”

(Voltaire)

Trovo sia una frase ambigua….voi che ne pensate?

 

 

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Abbracciare

Gli anni passano, ma abbracciare resta il mio punto di forza…non ne posso fare a meno. Abbraccio e amo essere abbracciata. In un abbraccio senti il cuore, l’anima, la forza fisica, la delicatezza e la passione di un amore, la dolcezza di una madre, di un padre…senti il fluire e il calore della vita.

 

Io e mio fratello

 

 

Io e mio marito

 

 

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Piccolo carro

L’Orsa Minore è individuabile facilmente grazie alla sua stella più luminosa, la Stella Polare, che si trova all’estremo del Piccolo Carro, così è anche chiamata questa costellazione, infatti le sue stelle più brillanti formano un disegno simile a quello del Gran Carro nell’Orsa Maggiore.
Questa costellazione potrebbe essere stata definita per la prima volta nel 600 a.C., dall’astronomo greco Talete.
E’stata sempre usata come guida dai marinai perchè la Stella Polare mostra il nord; anticamente le popolazioni scandinave ritenevano che la Stella Polare fosse attraversata dall’asse attorno al quale gira l’Universo, perderla di vista significava mettere a rischio la vita dei naviganti.
Nella mitologia greca si dice che Zeus lanciò Callisto (ninfa amata da Zeus) verso il cielo, per difenderla dall’ira di Era; volle trasformala in un’orsa e la lanciò tenendola per la coda che, durante il lancio, si allungò tantissimo…per questo la costellazione appare con una coda lunga rispetto all’animale reale.
In Ottobre il Carro sembra rovesciato, anche qui entra in gioco una leggenda, quella che raccontavano i Pellerossa: il carro si rovesciò trasportando dei colori che caddero sulla Terra, questo diede origine al colore delle foglie rosse d’autunno.

Ma quanta magia si racconta delle stelle? Ispirano da sempre….

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Auguri!

 

Vorrei regalarti abbastanza soldi per comprare tutto ciò che desideri, vorrei regalarti la felicità senza ombre, vorrei regalarti la bellezza ad oltranza, vorrei regalarti una vita facile…
No…non è per me regalarti questo, non è per te desiderare questo.
Ti regalo il sapore dell’acqua, i colori delle foglie, la freschezza della pioggia, i colori dell’arcobaleno, il volo degli uccelli, il verde del bosco, il caldo dell’estate, il profumo delle viole, il bianco candido delle lenzuola in cui ti tuffi la notte, il battito del cuore dei cani, il manto setoso dei gatti, l’allegria dela mia cucina; ti regalo gli odori della memoria, perchè tu possa cercarli quando ne avrai bisogno.
Ti ho regalato la vita perchè tu possa amarla sempre.
18 anni sono un traguardo da rispettare, come i molti traguardi che hai passato e che passerai.
Una stagione nuova della tua vita, quella dove le responsabilità diventano necessarie.
Auguri figlia mia adorata, stupisciti sempre di quanto il mondo può regalarti.

 

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Foxcatcher

di Bennet Miller

 

 

America: due fratelli campioni di lotta libera. Mark Schultz, frequenta il college senza grandi risultati accademici e con una fragilità anche verso se stesso, il fratello maggiore portato all’autodisciplina e più coerente nella vita.
Un eccentrico milionario, John Du Pont invita Mark ad allenarsi nella sua tenuta, vuole riunire i migliori lottatori americani per formare un teem da portare alle olimpiadi di Seul del 1988.
Il rapporto tra i due diverrà morboso e difficile quando il milionario scatenerà tutto il suo potere economico che farà emergere turbe psichiche da cui è affetto, anche influenzato dall’anziana madre, figura ingombrante.
Il rapporto diverrà un drammatico baratro tra sport, follia e sangue, dove a pagare sarà una terza persona.

 

 

Tratto da una storia vera, film coinvolgente, magnifico. Un film per me capolavoro, che racconta rancori e rivincite.
Lati oscuri, fragilità, prevaricazioni; confronti ed emozioni tra uomini che rafforzano la qualità della storia.
Meravigliosi, bravissimi Mark Ruffalo  Steve Carrell (davvero eccezionale)  e Channing Tatum

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Amici

Quanto è bello chiacchiare con una amico/a!
Le idee si chiariscono, i pensieri scorrono, hai davanti qualcuno che ha nel cuore la gioia di stare con te.
Un amico ti vuole bene, non ha paura di dirti cosa pensa di te, nel bene e nel male.
E’ bello l’amico che è in sintonia con te, che condivide anche le tue passioni, ma che non è uguale a te, è bella la differenza che non soffoca la tua personalità, anzi quella differenza crea attrazione.
Ma quanto sono pochi gli amici, parlo di quelli veri, quelli che ti amano e che tu ami, quelli che si fidano e di cui ti fidi.
Con quei pochi la vita è meno difficile.

 

“Un amico è la
cosa più
preziosa che
tu possa avere,
e la cosa
migliore che
tu possa
essere.”

Douglas Pagels

 

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Violenza

La generazione attuale, o almeno, la fascia che va dai 30 anni in giù, cresce circondata da una violenza esagerata, e non parlo solo di quella che tutti i giorni ci viene propinata da midia e giornali, non parlo degli ultimi eventi terroristici, ma di videogames, di linguaggio, di fumetti, di film…
Scene di film e giochi che usano la violenza con una ironia che mi spaventa, spaccare un cranio sembra un’azione normale.
E come non possimo pensare ad una correlazione anche con il bullismo? Non nasce solo da problemi comportamentali dovuti a varie problematiche, ma anche dalla violenza gratuita che viene propinata, una violenza che inneggia all’onnipotenza, tutti guerrieri vincitori, tutti personaggi di cui bisogna aver paura, personaggi invincibili, indistruttibili…che pretendono rispetto. Così si sente il bullo.
E noi adulti? Non siamo forse noi che abbiamo permesso film e giochi dove si squarta, dove il sangue è il protagonista? Dove l’inferno sembra essere il top? Quando il branco si nutre di questo e i corpi e l’anima non hanno più se stessi si arriva alla violenza nera, le passioni reali sono sopresse da quelle irreali, maledette.
Una generezione che non vive nella realtà.
Noi dobbiamo osservarli ma anche insegnare loro la vita vera ed accompagnarli.

 

Fred Astaire ha detto che: Il compito più arduo dei giovani di oggi è dover imparare le buone maniere senza che le possano vedere.

Io sostituirei alle buone maniere (che comunque non ci sono quasi più) la pace…come la imparano se non la vedono?

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Anima

E questa volta
vorrai la mia
anima

la vorrai lacerare,
vorrai la mia
anima.

Il mio corpo
ti appartiene
come la
gomma
come la
cera
come un’oggetto.

E questa volta
vorrai la mia
anima.

E io, non
te la cederò.

Paola

 

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Tailleur

Questa mattina esco, indosso giacca monopetto, pantalone aderente sopra la caviglia, tutto blu oltremare,  scarpe tipo uomo…Mi incontro con un’amica per caso, in banca, fila lunga…ci sediamo e chiacchieriamo. Noto che mi osserva spesso e alla fine gli chiedo cosa la incuriosisce tanto di me, infondo mi conosce da tanto…”L’abbigliamento, è maschile.” E si, il tailleur è davvero di gusto maschile, io l’adoro. Trovo che questo completo mi rappresenti molto, lo trovo maschile ma estremamente femminile. Un capo che racchiude il femminile che c’è in me con quel tanto di maschile che mi appartiene: dolcezza/determinazione.  A chi di voi piace il capo di gusto maschile indossato da una donna? E se vi piace perchè? E se non vi piace?

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