TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Buon 2018 blogger!

Cosa vorrei per il nuovo Anno? (se mai qualcuno me lo chiedesse)
Meno notizie cattive, più giornali intelligenti, più televisione intelligente, un’Italia migliore per il coraggio di trasformarsi, l’onestà dei politici; vorrei ospedali funzionanti, una sanità meno “malata”, tanti medici meravigliosi, tanti giovani che non rinunciassero ad un’adolescenza di innocenza abbandonando il crimine…vabbè l’elenco è lunghetto quindi la faccio breve….
Vorrei per me e per tutti voi “miei” amati blogger (che immensa compagnia mi avete fatto in questo 2017 per me faticosissimo) di trovare nel nuovo tempo che passerà tamte emozioni felici.
BUON 2018

E se potete e vi va aggiungete un posto a tavola…

 

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Paese che vai…

…usanza che trovi (dice un antico  detto).
Ogni 31 dicembre, dal 1907, circa un milione di persone si radunano in Times Square (New York), per osservare la discesa di una gigantesca palla fatta calare da un edificio per 23 metri, fino a quando, a mezzanotte, giunge a terra tra le voci di tutti i presenti che urlano il conto alla rovescia, supportati anche da ospiti famosi. A mezzanotte tutti i bigliettini mandati da ogni parte del mondo, e dei newyorchesi stessi, con i desideri per il nuovo anno, vengono lanciati sulla folla.
Si stima che l’evento venga seguito in tv da circa 1miliardo di persone.

 

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Capodanno

Il Capodanno è un’antichissima festa di rigenerazione, di rinnovo del ciclo della natura e del cosmo.
I Babilonesi lo festeggiavano in primavera, periodo della rinascita; i celti nella notte tra il 31 ottobre e il 1° di novembre (Halloween); in Inghilterra e Irlanda si festeggiava il 25 marzo, giorno dell’incarnazione; in Francia si festeggiava a Pasqua; fino al 1600 in Spagna coincideva con il Natale; per i romani era la festa del dio Giano. Ma è con Giulio Cesare che si stabilì, nel 46 a.C., con la creazione del Calendario Giuliano, che l’anno nuovo iniziasse il primo gennaio.
Nel Medioevo molti Paesi europei usavano il Calendario Giuliano, ma non tutti usavano la stessa data per l’inizio dell’anno.
Nel 1582, con il Calendario Gregoriano, ideato da papa Gregorio XIII, si sancì il 1° gennaio come inizio dell’anno universale.

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La vedova Van Gogh (titolo originale La vedova dei Van Gogh) – Camilo Sánchez

“A momenti, quando la natura è bella come in questi giorni, sento una terribile lucidità.
Poi mi dimentico di me stesso, e il dipinto mi viene come in sogno.”

 

Van Gogh scrisse molte lettere al fratello, di questo carteggio ne venne in possesso la moglie di quest’ultimo, Johanna Van Gogh-Bonger. Pur non conoscendo a fondo l’artista Johanna si prese carico di leggelre tutte e di recuperare le opere che la suocera, Anna Cornelia Carbentus, aveva lasciato a Parigi, di quelli dimenticati nei ripostigli, di quelli utilizzati come tappabuchi, questo gli permise di organizzare la prima mostra di quadri del cognato, ad Amsteram, e pubblicare il carteggio.
Johanna dopo il suicidio di Van Gogh e la morte del marito, che non seppe reagire alla perdita dell’amatissimo fratello, decide di leggere tutte le lettere, quasi a voler mitigare il dolore per il lutto, per la sua vedovanza di giovane donna con un bimbo da crescere (che porta lo stesso nome dello zio); nelle lettere conoscerà l’anima, la fatica del vivere, la visione poetica, l’uso che del colore di Vincent, capì il suo modo di guardare il mondo.
Nasce così un diario in cui la donna racconta le sue emozioni, ma anche le descrizioni poetiche che l’artista fa dei suoi quadri e di quelli di altri artisti; un viaggio dal baratro alla cima, una battaglia che la vedrà affiancata da Willelmina, sorella dei Van Gogh, anche lei donna emancipata e fuori dai schemi femminili dell’epoca.

 

Questo bellissimo, sringato, emozionale libro, ci racconta come le opere di Van Gogh conobbero la luce e il meritato successo artistico, ci racconta annedoti sconosciuti della sua vita .
Ma la protagonista è Johanna Van Gogh-Bonger, traduttrice, giovane donna vedova che si lascia affascinare dalla poesia e dal colore che il cognato descrive nelle lettere destinate al fratello Theo; una donna che riesce a diventare imprenditrice di se stessa (apre una locanda, l’adorna con 200 quadri del cognato, tratta e contratta con critici d’arte, galleristi…) e a far conoscere i quadri dell’artista, uno tra i più grandi pittori mai nati. Una donna che definirei “contemporanea” per il suo modo di gestirsi e di vedere oltre le apparenze dell’epoca.
Questo libro mi è entrato nel cuore, io che amo il colore e la poesia e l’arte ho vissuto ogni parola e ogni pagina come un meraviglioso sogno, una poesia di vita e di speranza, quella che la bellezza delle parole e dell’immagine possano vincere sempre e comunque sulle bruttture che questo scorcio di secolo ci sta gettando addosso in continuazione.
Devo ringraziare Camilo Sánchez per avermi fatto conoscere questa figura fondamentale (di cui ne ero a conoscenza ma non così dettagliatamente) per la scoperta dell’artista e dei suoi quadri.
Se non lo avete fatto leggete questo romanzo suggestivo, intimo, affascinante, dove scoprirete il ritratto di una meravigliosa donna, di un artista definito pazzo, con una grande umanità e sensibilità.

“Se ogni stile fosse una vita, Van Gogh avrebbe vissuto almeno otto vite in un decennio…”

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“Costruire” la Pace…

Oggi ho conosciuto degli amici di una mia amica che da Pokhara sono arrivati fino allo Shanti Stupa a cavallo.
La pagoda di Shanti Stupa è stata costruita nel 1991 per rappresentare la Pace nel mondo e per commemorare il buddismo.
Ho visto delle foto e sono rimasta affascinata, al di la del suo significato religioso, per il panorama che la circonda; mi dicevano questi ragazzi che essendo situata ad oltre 3000m, all’inizio hanno avuto qualche difficoltà nella respirazione a causa dela mancanza d’ossigeno, ma poi dopo un po passa…loro hanno scelto di arrivare lassù tramite i gradini (circa 500) e non camminando lungo la strada che si fa rigorosamente a piedi
Certo è, che questa costruzione è assolutamente suggestiva.

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Sogno del cavaliere

Il “Sogno del cavaliere”, conservato nella National Gallery di Londra, è un’opera di Raffaello Sanzio che mi ha sempre attratto. Originalmente faceva parte dell’opera intitolata Tre Grazie.
Il cavaliere è ritratto addormentato tra due figure femminili che personificano Virtù e Piacere.
Adoro i raffinati colori di questo quadro, il velato azzurro delle colline, le figure.
Un vero “sogno”.

 

 

Buonanotte blogger!

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Culla d’amore

Gesù Bambino,
il mondo è un vecchio pellegrino
carico di fatica e di dolore,
che va cercando nella notte
la luce del tuo presepe.
Gesù, lasciati ritrovare
nella culla d’amore
perchè il mondo
ti possa riabbracciare.

L. Fiorentini

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Ai miei blogger e a chi passa da queste parti..

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Che cos’è il Natale?

Passeggio per una via della città colma di luci, di suoni e di genteindaffarata per gli acqisti.
Ad un tratto incontro dei ragazzini che abitano nel mio condominio e chiedo loro:”Che cos’è per voi il Natale?”
Gianni dice subito:”E’ un mucchio di panettoni annaffiati da un bicchiere di spumante”.
Lorella invece aggiunge:”E’ un giorno di festa”.
Per Franco il suo Naltale è un robot ultimo tipo che canta e racconta barzellette.
Poi i ragazzi mi chiedono a loro volta:”E per te, che cos’è questo giorno?”.
Rispondo piuttosto deluso:”A me ricorda un bambino appena nato, però per molti è soltanto un supermercato”.

L. Fiorentini

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Verità o bugia?

Quando Meli aveva 7 anni ci siamo trovate a fare spese in un mercatino di Natale, incontriamo un’amica che, dopo i saluti, chiede a Melissa se stesse scegliendo il regalo che mamma e papà gli avrebbero fatto trovare sotto l’albero, lei, nella inncocente ingenuità di quel periodo risponde “No, mamma e papà me lo fanno al compleanno, a Babbo Natale scrivo la letterina e lui se può mi porta un dono per me e uno per chi scelgo io…”
La mia amica mi dice se non sono matta a far credere ancora a mia figlia che sia Babbo a portare i regali, che ormai gli dovrei dire la verità: che lui non esiste.
Ovvio, per me, che non gliel’ho detto, lo ha saputo quando ha iniziato ad intuirlo, ma non è rimasta traumatizzata come previsto da alcuni tra genitori e psicologi, non si è sentita tradita da noi. Un giorno mi ha chiesto:”E’ vero che Babbo non esiste?” “Io gli ho risposto si, è vero, ma ricorda che finchè ci sarà nella tua fantasia, nei tuoi sogni, non scomparirà mai.” E così è.
E certo che è una personaggio irreale, ma perchè non far credere a questa magia? I piccoli devono essere lasciati essere piccoli, non miniadulti. Non facciamoli diventare grandi prima del tempo, non pretendiamo che siano come noi li vorremmo. Il mondo della fantasia non è realtà, ma non è neanche una bugia, è una fiaba e, secondo il mio modesto parere, aiuta a sviluppare proprio la fantasia. Gli inganni raccontati ai piccoli sono ben altri. Quanto sarebbe triste il mondo senza favole, un mondo difficile per i piccoli, duro, a volte mediocre.
E poi lasciamo che i bimbi scoprano piano piano la realtà, ci da la misura della loro maturità, crescono e le favole non servono più…diventano sogni. E non c’è adulto che non ne ha.
Quello che trovo assurdo è dire che Babbo porta doni ai più bravi…questa è la vera buigia degli adulti, un vero ricatto che non appartiene alla “favola”.
(ovviamente rispetto in assoluto chi pensa il contrario di me)

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