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"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Facciamo un volo terra/spazio

su febbraio 27, 2018

Siamo abituati da anni ormai alle donne astronaute.
Ma chi ne è stata la capostipite? Valentina Tereškova.
E’ stata la prima donna astronauta, “lanciata” nello spazio con la missione sovietica Vostok 6, nel 1963. Aveva 26 anni.
Per 19 anni ha detenuto questo primato.
Nasce nel 1937 a Maslennikowo, nei pressi del fiume Volga in una famiglia bielorussa.
A causa della morte prematura del padre (caduto durante la Seconda guerra mondiale) ha avuto un’infanzia difficile.
Fa diversi lavori: operaia in fabbrica, sarta e stiratrice. Appassionata di automobili sportive e dal 1955 di paracadutismo, frequenta corsi serali per diventare tecnica, e si diploma nel 1960.
Si candida più volte per frequentare la scuola per aspiranti cosmonauti, fino a quando, nel 1962 riuscì a partecipare all’esame di assunzione per il primo gruppo di donne cosmonaute; supera con merito l’esame insieme ad altre quattro candidate e inizia l’addestramento.
Nella missione del 1963 rimase in volo per tre giorni effettuando 49 orbite intorno alla Terra. Il suo nomignolo per i collegamenti via radio, come comandante di una navicella spaziale, era Gabbiano. L’impresa fu una vera odissea, la Tereškova. ha dichiarato che, per un problema tecnico aveva rischiato di allontanarsi dall’orbita terrestre e che, per correggere la traiettoria, il volo era stato prolungato, costringendola a rimanere legata al sedile per oltre settanta ore, sofrendo molto. L’atterraggio rimase per lungo tempo avvolto nel mistero, molti dubitavano che le immagini propagandistiche sovietiche della sorridente Tereshkova fossero vere, e anni dopo trapelerà la verità: fu un atterraggio drammatico che aveva costretto l’astronauta a un ricovero ospedaliero. Nonostante le difficoltà, la missione fu comunque un trionfo, i sovietici avevano battuto ancora una volta gli Stati Uniti nella corsa alla conquista dello spazio, mandando la prima donna in orbita attorno alla Terra. Fu arruolata ad honorem nell’aviazione militare e si dedicò allo studio presso l’accademia per ingegneri dell’aeronautica militare sovietica. In seguito scalò la carriera politica.
Fu l’unica donna del gruppo a volare nello spazio.
Pochi mesi dopo l’impresa sposa Andrijan Grigor’evic Nikolaev (deceduto nel 2004), anche lui cosmonauta, che aveva partecipato alla missione Vostok 3, dal loro matrimonio nacque la figlia Alenka.
Nel 1982 divorzia dal primo marito per sposare Jurij Šapošnikov (deceduto nel 1999).
Nel 2014 ha partecipato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014 portando, insieme ad altre 7 personalità russe, la bandiera olimpica.
Valentina Tereshkova ancora oggi, 81enne, ha uno spirito intraprendente, a proposito delle futuristiche missioni alla volta di Marte ha recentemente dichiarato che volare sul Pianeta Rosso è sempre stato un sogno per tutti gli astronauti, se potesse lo farebbe subito, senza farne ritorno.


6 responses to “Facciamo un volo terra/spazio

  1. Giuliana ha detto:

    vita piuttosto densa … donna con le palle

  2. Ben ha detto:

    Nell’ultima foto mi fa un po’ impressione con quell’espressione burbera e tutte quelle medaglie appiccicate addosso ma sicuramente merita la sua fama e i traguardi raggiunti, preziosi queste notizie sulle donne che hanno lasciato il loro segno nella storia… sarebbe fantastico se tutti avessero la possibilità di inseguire i propri sogni e maturare le proprie inclinazioni, sarebbe un mondo, forse diverso da quello che conosciamo tutti…
    Buona giornata Paola! Un abbraccio.

    • fulvialuna1 ha detto:

      Sicuramente una tosta…immagina in un mondo di uomini a quell’epoca!
      Si i sogni andrebbero realizzati, ma ci vuole anche tanta determinazione, lei l’ha avuta.
      E ancora ci prova 😀
      Baci a te.

  3. bernard25 ha detto:

    Bonjour ou Bonsoir FLUVIANA

    De te connaître c’est le bonheur
    C’est ce qu’il y a de meilleur
    T’offrir se partage cela viens du cœur
    De t’avoir parmi mes amis c’est de l’or
    C’est plus qu’un trésor
    Je me sens plus fort
    Chacun de tes passages est réconfort
    Alors à toi je dis merci
    Grâce à toi je souris
    Car tout ce que j’avais envie,

    C’était de te dire merci, merci d’être mon Ami

    Bonne journée ou soirée

    Gros bisous

    Bernard

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